La contabilità ordinaria della ditta individuale è obbligatoria quando si superano i limiti previsti per le imprese minori, ma può essere scelta anche volontariamente. Nel 2026 le soglie restano 500.000 euro di ricavi per le prestazioni di servizi e 800.000 euro per le altre attività.
Passare all’ordinaria non significa soltanto registrare più fatture: occorre una contabilità capace di ricostruire costi, ricavi, crediti, debiti, disponibilità, beni, rimanenze e patrimonio dell’impresa, con libro giornale e libro degli inventari, oltre al bilancio quando dovuto.
Contabilità ordinaria ditta individuale: risposta rapida
| Voce | Regola 2026 |
|---|---|
| Prestazioni di servizi | Ordinaria oltre 500.000 € di ricavi |
| Altre attività | Ordinaria oltre 800.000 € di ricavi |
| Scelta volontaria | Possibile anche sotto soglia |
| Durata minima dell’opzione | Periodo scelto e due successivi |
| Libri principali | Libro giornale e libro degli inventari |
| Bilancio | Da redigere e conservare quando dovuto; non si deposita come quello di una SRL |
Quando la contabilità ordinaria è obbligatoria?
La ditta individuale che nell’anno precedente supera i limiti della contabilità semplificata deve adottare l’ordinaria nell’anno successivo. I limiti sono 500.000 euro per le imprese che svolgono prestazioni di servizi e 800.000 euro per quelle che svolgono altre attività. Il riferimento è l’articolo 18 del D.P.R. 600/1973, ancora applicabile al periodo d’imposta 2026.
Il superamento va quindi controllato sulla base dei ricavi rilevanti secondo il regime applicato nell’anno precedente, non semplicemente guardando il saldo del conto corrente o il totale delle fatture emesse senza considerare le regole fiscali.
Come si calcola il limite se la ditta svolge più attività?
Se la ditta svolge contemporaneamente servizi e altre attività e i ricavi sono annotati separatamente, si guarda all’attività prevalente. Se invece i ricavi non sono distintamente annotati, la normativa considera prevalenti le attività diverse dalle prestazioni di servizi. È un dettaglio importante perché cambia la soglia da confrontare.
Cosa succede nel primo anno di attività?
Chi avvia una nuova impresa può adottare la contabilità semplificata nel primo anno se prevede ricavi, ragguagliati ad anno, entro i limiti previsti. La previsione iniziale deve essere ragionevole: al termine dell’anno si controlleranno poi i ricavi effettivi per stabilire il regime dell’anno successivo.
Si può scegliere l’ordinaria anche sotto soglia?
Sì. L’imprenditore può optare volontariamente per il regime ordinario anche quando avrebbe i requisiti per la semplificata. L’opzione ha effetto dall’inizio del periodo d’imposta in cui viene esercitata e, in ogni caso, vincola per il periodo stesso e i due successivi. Non è quindi una scelta da fare soltanto per qualche mese.
Può avere senso quando l’impresa ha magazzino rilevante, finanziamenti, molti crediti e debiti, investimenti consistenti o necessità di fornire a banche e partner una situazione economica e patrimoniale più strutturata.
Quali libri e registri bisogna tenere?
Gli imprenditori commerciali in ordinaria devono tenere, tra le scritture principali, libro giornale, libro degli inventari, registri IVA e le scritture ausiliarie richieste. Il registro dei beni ammortizzabili e le scritture ausiliarie di magazzino diventano rilevanti quando ne ricorrono i presupposti.
- libro giornale;
- libro degli inventari;
- registri IVA;
- scritture ausiliarie per componenti patrimoniali e reddituali;
- registro dei beni ammortizzabili, quando necessario;
- scritture di magazzino, soltanto quando ricorrono le specifiche condizioni.
Serve la partita doppia?
Nella gestione ordinaria la partita doppia è il metodo normalmente utilizzato perché consente di rilevare contemporaneamente l’aspetto economico e quello finanziario delle operazioni. In questo modo non si registrano soltanto incassi e pagamenti, ma si ricostruiscono anche crediti, debiti, finanziamenti, immobilizzazioni, ammortamenti, banche e cassa.
Cosa cambia rispetto alla contabilità semplificata?
| Aspetto | Semplificata | Ordinaria |
|---|---|---|
| Accesso | Entro 500.000/800.000 € | Obbligatoria sopra soglia o per opzione |
| Scritture | Ridotte | Più complete e sistematiche |
| Patrimonio | Rappresentazione meno strutturata | Crediti, debiti, beni e patrimonio ricostruiti contabilmente |
| Inventario e bilancio | Non con gli obblighi propri dell’ordinaria | Previsti secondo le regole applicabili |
| Gestione | Più semplice | Più onerosa ma più informativa |
Per il quadro specifico consulta la guida alla contabilità semplificata.
E rispetto al regime forfettario?
Il forfettario determina il reddito applicando un coefficiente di redditività ai ricavi o compensi e non deduce analiticamente i normali costi d’impresa. L’ordinaria, invece, determina il risultato sulla base delle componenti effettive fiscalmente rilevanti e richiede una contabilità strutturata. Per questo non è corretto considerare l’ordinaria semplicemente un “forfettario con più registri”.
La ditta individuale in ordinaria deve fare il bilancio?
Sì, l’imprenditore commerciale soggetto agli obblighi dell’ordinaria deve redigere inventario e bilancio secondo la disciplina contabile e fiscale applicabile. È però un obbligo diverso dal bilancio societario di una SRL: la ditta individuale non ha un’assemblea dei soci e non effettua il deposito annuale del bilancio al Registro Imprese come una società di capitali.
Per questa differenza consulta bilancio della ditta individuale.
I costi diventano tutti deducibili passando all’ordinaria?
No. La contabilità ordinaria non trasforma una spesa personale o fiscalmente limitata in un costo interamente deducibile. Auto, telefonia, vitto, alloggio, rappresentanza, ammortamenti e altri componenti possono avere regole specifiche. La differenza è che l’ordinaria permette di rilevarli in modo completo, non di ignorarne i limiti fiscali.
Vedi la guida ai costi deducibili della ditta individuale.
Quanto costa la contabilità ordinaria?
In genere costa più della semplificata perché richiede più registrazioni, riconciliazioni bancarie, gestione dei cespiti, scritture di assestamento, inventario e chiusura annuale. Il prezzo effettivo dipende soprattutto da numero di documenti, dipendenti, operazioni estere, banche, magazzino e complessità dell’attività. Per il quadro generale consulta il costo del commercialista per ditta individuale. Per il confronto dei preventivi consulta il costo del commercialista per Partita IVA ordinaria.
Quali norme si applicano nel 2026?
Per il periodo d’imposta 2026 gli obblighi contabili continuano a fare riferimento agli articoli 13-18 del D.P.R. 600/1973. Il D.Lgs. 141/2026 ha approvato il nuovo Testo unico delle disposizioni in materia di adempimenti e accertamento, ma le disposizioni del nuovo testo unico si applicano dal 1° gennaio 2027. Nel 2026 non va quindi anticipata la nuova numerazione degli articoli.
Checklist per il passaggio all’ordinaria
- verificare i ricavi dell’anno precedente;
- distinguere servizi e altre attività;
- controllare se il passaggio è obbligatorio o volontario;
- ricostruire beni, crediti, debiti, finanziamenti e rimanenze iniziali;
- predisporre piano dei conti e registri;
- organizzare documenti e riconciliazioni bancarie;
- gestire cespiti e ammortamenti;
- programmare inventario, scritture di chiusura e bilancio.
Per il contesto generale vedi anche la guida alla ditta individuale.
Domande frequenti
La contabilità ordinaria è sempre obbligatoria per una ditta individuale?
No. È obbligatoria sopra i limiti previsti per le imprese minori, ma può essere scelta volontariamente anche sotto soglia.
Quali sono le soglie nel 2026?
500.000 euro per le prestazioni di servizi e 800.000 euro per le altre attività.
Se scelgo l’ordinaria posso cambiarla l’anno dopo?
L’opzione volontaria vincola almeno per il periodo in cui viene esercitata e per i due successivi.
Serve il libro giornale?
Sì, è una delle scritture principali previste per l’imprenditore commerciale in contabilità ordinaria.
La ditta in ordinaria deposita il bilancio?
No. Può avere l’obbligo di redigerlo e conservarlo, ma non effettua il deposito annuale previsto per le società di capitali.
La contabilità ordinaria permette di dedurre tutti i costi?
No. Deducibilità e detraibilità dipendono dalle regole fiscali della singola spesa.