La contabilità semplificata è il regime contabile previsto per le imprese minori che rispettano determinati limiti di ricavi. Nel 2026 i limiti dell’articolo 18 del DPR 600/1973 sono 500.000 euro per le imprese che prestano servizi e 800.000 euro per quelle che svolgono altre attività. Non esiste invece un’autonoma “Partita IVA semplificata”: il contribuente resta soggetto al proprio regime fiscale e utilizza una modalità contabile più semplice rispetto alla contabilità ordinaria.
Cos’è la contabilità semplificata?
La contabilità semplificata è disciplinata dall’articolo 18 del DPR 600/1973 ed è destinata alle cosiddette imprese minori.
Il testo vigente della norma stabilisce le soglie di ricavi che consentono di applicare il regime: 500.000 euro per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi e 800.000 euro per quelle aventi per oggetto altre attività.
La fonte ufficiale è Normattiva – DPR 600/1973, articolo 18.
Quali sono i limiti nel 2026?
| Tipo di attività | Limite di ricavi |
|---|---|
| Prestazioni di servizi | 500.000 € |
| Altre attività | 800.000 € |
Il riferimento è ai ricavi dell’anno intero secondo i criteri previsti dalla norma. Se vengono svolte più attività bisogna verificare come classificare i ricavi e quale limite applicare.
La contabilità semplificata è un regime fiscale?
No. È importante distinguere regime fiscale e regime contabile.
Un’impresa in contabilità semplificata determina il reddito secondo le regole ordinarie previste per le imprese minori. Non applica per questo motivo l’imposta sostitutiva propria del regime forfettario.
Per la distinzione generale consulta regime ordinario e contabilità semplificata.
Esiste una Partita IVA semplificata?
Non come categoria fiscale autonoma. L’espressione “Partita IVA semplificata” viene spesso usata informalmente per riferirsi alla contabilità semplificata oppure al regime forfettario, ma sono istituti diversi.
- forfettario: regime fiscale agevolato con imposta sostitutiva e reddito determinato con coefficiente;
- contabilità semplificata: regime contabile delle imprese minori soggette alla tassazione ordinaria;
- contabilità ordinaria: sistema contabile più completo previsto o scelto dai soggetti interessati.
Chi può usare la contabilità semplificata?
La disciplina riguarda in particolare imprenditori individuali e società di persone che rientrano nei limiti dell’articolo 18 e non sono obbligati alla contabilità ordinaria per il superamento delle soglie o per altre ragioni.
Un libero professionista individuale non viene normalmente classificato come “impresa minore in contabilità semplificata” ai sensi dell’articolo 18: il reddito di lavoro autonomo segue proprie regole e registrazioni.
Come si determina il reddito delle imprese minori?
Per le imprese minori il reddito segue la disciplina dell’articolo 66 del TUIR, basata su un criterio di cassa con specifiche componenti che continuano a seguire regole proprie.
Non significa quindi che il reddito sia semplicemente “incassi meno pagamenti”: ammortamenti, plusvalenze, rimanenze in specifiche fattispecie e altri componenti richiedono la corretta disciplina fiscale.
Quali registri servono?
La contabilità semplificata riduce le scritture rispetto alla contabilità ordinaria, ma non elimina gli obblighi documentali. A seconda dell’attività e della modalità adottata possono essere utilizzati registri IVA integrati o registri degli incassi e pagamenti previsti dalla disciplina.
Per il quadro IVA consulta registri IVA 2026.
Contabilità semplificata e IVA
La contabilità semplificata non esonera dalle ordinarie regole IVA. Il contribuente deve gestire fatture, registrazioni, liquidazioni periodiche, LIPE e dichiarazione IVA quando dovute.
Consulta liquidazione IVA mensile o trimestrale e dichiarazione IVA annuale.
Contabilità semplificata e dichiarazione dei redditi
L’imprenditore individuale in contabilità semplificata utilizza normalmente il quadro RG del Modello Redditi PF per determinare il reddito d’impresa.
Per la mappa dei quadri consulta dichiarazione redditi Partita IVA 2026.
Cosa succede se supero i limiti?
Se i ricavi superano la soglia applicabile, bisogna verificare il passaggio alla contabilità ordinaria dal periodo successivo secondo le regole dell’articolo 18.
Il superamento delle soglie della contabilità semplificata non va confuso con i limiti del regime forfettario: sono soglie diverse e producono effetti diversi.
Si può scegliere la contabilità ordinaria anche sotto soglia?
Il soggetto che potrebbe utilizzare la contabilità semplificata può optare per il regime ordinario nei casi e con le modalità previste. La scelta può essere utile quando una contabilità più completa migliora controllo gestionale, rapporti con banche o gestione di strutture più complesse.
Semplificata o forfettario?
Non sono due opzioni perfettamente equivalenti. Il forfettario può essere utilizzato solo quando ricorrono tutti i requisiti e le cause ostative non operano. La contabilità semplificata è invece il regime contabile naturale delle imprese minori che restano nella tassazione ordinaria.
Consulta requisiti del regime forfettario.
Esempio
Una ditta individuale che presta servizi realizza 320.000 euro di ricavi annui. È sotto il limite di 500.000 euro previsto per le imprese di servizi e, se ricorrono le altre condizioni, può rientrare nella contabilità semplificata. Questo non significa che paghi tasse con il coefficiente del forfettario: il reddito viene determinato secondo le regole ordinarie delle imprese minori. La tenuta contabile comporta anche costi di gestione che variano con il volume dei documenti e i servizi richiesti: approfondisci il costo del commercialista per la contabilità semplificata.
Checklist
- individua se l’attività è impresa o lavoro autonomo;
- verifica se prevalgono servizi o altre attività;
- controlla i ricavi rispetto a 500.000/800.000 euro;
- non confondere semplificata e forfettario;
- organizza registri IVA e incassi/pagamenti;
- gestisci liquidazioni e dichiarazioni IVA;
- compila il quadro RG quando applicabile;
- controlla ogni anno il rispetto della soglia;
- valuta l’ordinaria se la struttura dell’impresa lo rende utile.