Un freelance italiano che lavora abitualmente tramite Malt deve avere una Partita IVA e continuare a rispettare gli obblighi fiscali italiani anche se la piattaforma genera automaticamente preventivi, fatture e pagamenti. Malt semplifica la parte amministrativa, ma non sostituisce il regime fiscale del professionista.
Per gestire correttamente le operazioni bisogna distinguere il rapporto con il cliente dalla commissione applicata dalla piattaforma. Malt utilizza anche un mandato di fatturazione, per cui può emettere il documento in nome e per conto del freelance; il professionista italiano deve comunque verificare che la stessa operazione sia trattata correttamente ai fini della fatturazione elettronica e dell’IVA.
Quando serve la Partita IVA per lavorare su Malt
Malt mette in contatto professionisti e aziende per incarichi di consulenza, tecnologia, marketing, design e altri servizi. Se il freelance svolge queste prestazioni con abitualità, la Partita IVA è necessaria indipendentemente dal numero di clienti o dal fatturato iniziale.
Non esiste un’esenzione fino a 5.000 euro per chi svolge stabilmente attività professionale. Quella cifra non è una soglia generale IVA. Per distinguere attività occasionale e abituale consulta quando aprire Partita IVA.
Malt emette la fattura per conto del freelance
Nel modello diretto Malt dispone di un mandato che gli permette di generare la fattura in nome e per conto del professionista. La fattura del progetto resta economicamente tra freelance e cliente, mentre la piattaforma gestisce il flusso documentale e il pagamento.
Questo è diverso dal modello “Unique Provider”, in cui Malt stipula un contratto con il cliente e subappalta l’incarico al freelance. Prima di registrare una fattura è quindi necessario verificare quale modello contrattuale è stato utilizzato e quale soggetto appare effettivamente come controparte.
Fattura Malt e Sistema di Interscambio
Per una Partita IVA italiana il documento generato dalla piattaforma deve essere coordinato con gli obblighi di fatturazione elettronica. Un PDF disponibile nella dashboard non va considerato automaticamente alternativo all’XML trasmesso tramite SdI quando quest’ultimo è richiesto.
L’obiettivo è evitare sia l’omissione sia la duplicazione: la fattura Malt e la fattura elettronica italiana devono riferirsi alla stessa operazione, con numerazione, imponibile e cliente coerenti. La gestione pratica va impostata prima della prima missione.
Cliente italiano, UE o extra-UE: cambia l’IVA
Se il cliente è italiano, la prestazione segue le regole nazionali previste dal regime fiscale del freelance. Con un cliente business di un altro Paese UE, per molti servizi professionali generici si applica la territorialità B2B con reverse charge e va verificata l’iscrizione VIES.
Per un cliente extra-UE cambia la gestione documentale, ma resta essenziale identificare la sede del committente. Malt spiega che la gestione IVA varia in funzione dei Paesi del freelance e del cliente. Per le regole italiane vedi fatture estere nel forfettario.
Commissioni Malt e IVA sulla fee
La commissione applicata al freelance è separata dal compenso del progetto. Malt genera una specifica fattura per le proprie commissioni e il trattamento IVA dipende dall’entità Malt che emette il documento e dal Paese del professionista.
Se la fee è fatturata da un soggetto estero a una Partita IVA italiana, può essere necessario applicare il reverse charge e trasmettere l’integrazione o autofattura elettronica prevista. Anche il forfettario, pur non detraendo l’IVA, può avere obblighi di versamento sull’acquisto di servizi esteri.
Forfettario: il ricavo non è il payout netto
Il freelance può usare il forfettario se rispetta i requisiti. La commissione Malt, però, non viene dedotta analiticamente dal reddito: il ricavo professionale va determinato sulla base del compenso della prestazione, non del solo importo netto che arriva sul conto dopo la fee.
Questo rende utile riconciliare tre documenti: fattura al cliente, fattura della commissione Malt e pagamento ricevuto. Se il netto viene confuso con il compenso lordo, il fatturato può essere sottostimato. Per le soglie vedi limite 85.000 e 100.000 euro.
DAC7: Malt comunica i dati dei freelance UE
Malt è soggetta agli obblighi DAC7 e raccoglie informazioni fiscali sui prestatori che svolgono servizi e ricevono pagamenti attraverso la piattaforma. Per i freelance UE questo rende ancora più importante che identificativi fiscali, fatture e redditi dichiarati siano coerenti.
DAC7 non crea una nuova tassa e non sostituisce la dichiarazione dei redditi. È un sistema di comunicazione di dati tra piattaforme e autorità fiscali.
Esempio pratico
Una designer italiana concorda su Malt una missione da 5.000 euro con una società francese. La piattaforma genera la fattura in suo nome e trattiene la commissione prevista dal progetto. La designer deve verificare VIES e trattamento IVA della prestazione, coordinare il documento Malt con lo SdI e registrare separatamente la fattura della commissione ricevuta dalla piattaforma.
Se è forfettaria, non può considerare come ricavo soltanto i 5.000 euro meno la commissione Malt: il costo della piattaforma non viene dedotto analiticamente.
Checklist per freelance Malt
- verifica il modello contrattuale della missione;
- identifica il cliente effettivo;
- coordina fattura Malt e fattura elettronica italiana;
- controlla VIES per clienti UE;
- registra separatamente la commissione della piattaforma;
- verifica reverse charge sulle fee estere;
- nel forfettario ricostruisci il compenso lordo;
- mantieni aggiornati i dati fiscali richiesti per DAC7.
La guida ufficiale di Malt sulla fatturazione descrive mandato di fatturazione, modelli contrattuali e gestione IVA. La piattaforma pubblica anche una pagina dedicata alla DAC7.
Domande frequenti
Per lavorare su Malt serve Partita IVA?
Per un’attività freelance abituale svolta da residente italiano, normalmente sì.
Malt emette la fattura al posto mio?
Può emetterla in nome e per conto del freelance tramite mandato, ma gli obblighi fiscali italiani restano da coordinare correttamente.
Nel forfettario considero il netto dopo commissione?
No automaticamente. La commissione è un costo separato e non viene dedotta analiticamente nel forfettario.
Malt comunica i miei guadagni al fisco?
Malt applica gli obblighi DAC7 previsti per le piattaforme digitali e raccoglie e comunica i dati dei prestatori interessati.