La Nuova Sabatini nel 2026 sostiene gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese in macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali. La misura è stata rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2026 e continua a funzionare attraverso un finanziamento bancario o leasing abbinato a un contributo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
La prima cosa da chiarire è che non si tratta di un prestito pubblico a tasso zero: la banca applica le proprie condizioni, mentre il contributo MIMIT viene calcolato convenzionalmente sugli interessi di un finanziamento quinquennale. Per questo è importante distinguere sempre il costo reale del finanziamento dal contributo pubblico.
La Nuova Sabatini è attiva nel 2026?
Sì. La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027: 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027.
La pagina ufficiale aggiornata del MIMIT è Beni strumentali – Nuova Sabatini.
Chi può chiedere la Nuova Sabatini?
La Nuova Sabatini è rivolta alle micro, piccole e medie imprese che, alla data della domanda, risultano regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese o nel Registro delle imprese di pesca, non sono in liquidazione o in condizioni di impresa in difficoltà e possiedono una sede o unità locale in Italia secondo le regole della misura.
Per capire quando una Partita IVA deve essere iscritta al Registro delle Imprese consulta la guida su Registro Imprese e Partita IVA.
Una ditta individuale può accedere?
Sì, se rientra nella definizione di PMI ed è regolarmente iscritta al Registro delle Imprese. Una ditta individuale artigiana o commerciale può quindi utilizzare la Nuova Sabatini per finanziare beni strumentali destinati all’attività, purché rispetti tutti gli altri requisiti.
La forma individuale non è un ostacolo. È invece essenziale che il soggetto sia un’impresa: per le differenze consulta ditta individuale o libero professionista.
Un libero professionista con Partita IVA può usarla?
Non automaticamente. La misura richiede che il beneficiario sia una PMI regolarmente iscritta nel Registro delle Imprese. Un libero professionista che esercita attività professionale senza essere impresa e senza iscrizione al Registro Imprese non rientra, per il solo fatto di avere una Partita IVA, tra i beneficiari ordinari della Nuova Sabatini.
Quanto può essere il finanziamento?
Il finanziamento bancario o leasing collegato alla Nuova Sabatini deve avere:
- importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro;
- durata non superiore a 5 anni;
- utilizzo interamente destinato agli investimenti ammissibili.
Il finanziamento può coprire anche il 100% dell’investimento ammissibile, ma la concessione del credito dipende comunque dalla valutazione della banca o dell’intermediario. Nei casi previsti, il finanziamento può inoltre essere assistito dal Fondo di Garanzia PMI, che svolge una funzione diversa dal contributo Sabatini.
Quanto vale il contributo MIMIT?
Il contributo non coincide con gli interessi realmente pagati alla banca. Viene calcolato in modo convenzionale su un finanziamento di cinque anni di importo uguale all’investimento, utilizzando questi tassi:
| Tipo di investimento | Tasso convenzionale |
|---|---|
| Ordinario | 2,75% |
| Investimento 4.0 | 3,575% |
| Investimento green | 3,575% |
Le regole di calcolo sono riepilogate anche nelle FAQ ufficiali MIMIT sulla Nuova Sabatini.
Quali beni si possono finanziare?
La misura sostiene l’acquisto o l’acquisizione in leasing di beni nuovi destinati all’attività produttiva, tra cui:
- macchinari;
- impianti;
- attrezzature;
- beni strumentali d’impresa;
- hardware;
- software;
- tecnologie digitali;
- beni riconducibili agli investimenti 4.0 o green quando rispettano i requisiti specifici.
I beni devono essere correlati all’attività produttiva dell’impresa e devono essere nuovi. L’incentivo non va quindi interpretato come un contributo generico per qualsiasi spesa aziendale.
Quando può iniziare l’investimento?
Questo è uno dei controlli più importanti. Il MIMIT chiarisce che il programma d’investimento deve iniziare dopo la trasmissione della domanda al soggetto finanziatore. Non deve quindi risultare avviato in una data coincidente o precedente alla domanda.
Anche il contratto di finanziamento o leasing deve essere stipulato successivamente alla presentazione della domanda. Fare ordine, stipulare il leasing o avviare l’investimento troppo presto può compromettere l’agevolazione.
Entro quanto tempo deve essere concluso l’investimento?
Per le domande ordinarie attuali l’investimento deve essere concluso entro 12 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento o leasing. La data di ultimazione coincide, secondo le FAQ MIMIT, con l’emissione dell’ultimo titolo di spesa o con l’ultimo verbale di consegna in caso di leasing, non con la data di collaudo o di pagamento finale.
Come si presenta la domanda?
La domanda viene compilata attraverso la piattaforma dedicata e presentata al soggetto finanziatore aderente alla misura. La banca o l’intermediario verifica la regolarità formale e procede con l’istruttoria del finanziamento; successivamente il MIMIT gestisce il contributo.
Le fatture relative agli investimenti agevolati devono riportare gli elementi richiesti dalla disciplina, compreso il CUP associato alla domanda nei casi previsti.
Cos’è la Nuova Sabatini Capitalizzazione?
La linea Nuova Sabatini Capitalizzazione è rivolta alle PMI costituite in forma di società di capitali che realizzano un investimento e contemporaneamente rafforzano il capitale sociale.
Per accedere alla maggiorazione è richiesto un aumento di capitale pari almeno al 30% dell’importo del finanziamento, secondo le condizioni della disciplina. Il contributo viene calcolato usando un tasso convenzionale del 5% per micro e piccole imprese e del 3,575% per le medie imprese.
La linea Capitalizzazione non riguarda quindi una normale ditta individuale.
La Nuova Sabatini è cumulabile con altri incentivi?
La cumulabilità dipende dalla natura dell’altro aiuto, dalle regole europee applicabili e dal rispetto delle intensità massime di aiuto. Non bisogna quindi sommare automaticamente Nuova Sabatini, crediti d’imposta e altri contributi sullo stesso investimento senza una verifica preventiva.
Nuova Sabatini o incentivi per avviare una nuova attività?
La Nuova Sabatini è particolarmente adatta a un’impresa già costituita che vuole finanziare beni strumentali. Se invece l’attività deve ancora essere avviata, possono essere più pertinenti incentivi con logiche differenti come Autoimpiego Centro-Nord, Resto al Sud 2.0 o ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero.
Errori da evitare nel 2026
- pensare che qualsiasi Partita IVA possa accedere;
- confondere il contributo MIMIT con un finanziamento a tasso zero;
- iniziare l’investimento prima della domanda;
- stipulare il finanziamento o leasing prima della domanda;
- comprare beni usati;
- inserire spese non correlate all’attività produttiva;
- superare i 12 mesi per l’ultimazione senza verificare le conseguenze;
- applicare automaticamente la linea Capitalizzazione a ditte individuali o professionisti.
Domande frequenti sulla Nuova Sabatini 2026
Una ditta individuale appena aperta può fare domanda?
Può farlo se è regolarmente costituita e iscritta al Registro delle Imprese, rientra tra le PMI e rispetta tutti gli altri requisiti. Non è prevista una regola generale che imponga una lunga anzianità dell’impresa.
Un professionista forfettario può chiedere la Nuova Sabatini?
Il regime forfettario non è il punto decisivo. Conta che il soggetto sia una PMI iscritta al Registro delle Imprese. Un libero professionista non imprenditore, per il solo fatto di avere Partita IVA e forfettario, non rientra automaticamente nella misura.
La banca applica davvero il 2,75%?
No. Il 2,75% è il tasso convenzionale utilizzato per calcolare il contributo sugli investimenti ordinari. Il tasso effettivo del finanziamento viene definito dalla banca secondo la propria istruttoria.
Posso comprare il macchinario prima di presentare la domanda?
No, il programma d’investimento deve iniziare dopo la presentazione della domanda al soggetto finanziatore. Prima di firmare ordini o contratti è quindi necessario controllare la sequenza prevista dalla misura.