La Partita IVA da agente di commercio richiede un inquadramento diverso sia dal commerciante che vende prodotti propri sia dal semplice procacciatore d’affari. L’agente opera stabilmente per una o più imprese mandanti, promuove la conclusione di contratti e svolge un’attività regolamentata che richiede requisiti professionali, SCIA al Registro delle Imprese, Gestione Commercianti INPS ed Enasarco.
Nel 2026 non esiste un unico codice ATECO valido per qualsiasi agente: con ATECO 2025 il riferimento 46.19.00 riguarda l’intermediazione del commercio all’ingrosso non specializzato, mentre chi tratta prodotti specifici deve verificare il codice della relativa categoria tra quelli della divisione 46.1.
Qual è il codice ATECO dell’agente di commercio nel 2026?
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 collocano gli intermediari del commercio all’ingrosso nella divisione 46.1. Per l’agente non specializzato il codice da verificare è 46.19.00 – Attività di intermediari del commercio all’ingrosso non specializzato.
Questo codice non va però usato come contenitore universale. Se il mandato riguarda prevalentemente una categoria specifica di prodotti, ATECO 2025 prevede codici più dettagliati nelle classi 46.11-46.18. La scelta deve quindi partire dai beni effettivamente intermediati.
Il vecchio codice 46.19.01 è ancora quello dell’agente generalista?
No. Alcune guide online riportano ancora 46.19.01 per l’agente o rappresentante di vari prodotti senza prevalenza. Nella struttura ATECO 2025 il codice operativo dell’intermediazione all’ingrosso non specializzata è invece 46.19.00.
Per questo, prima di aprire o variare la posizione, è importante verificare la classificazione vigente anziché copiare un codice costruito sulla vecchia struttura.
Agente di commercio e procacciatore d’affari sono la stessa cosa?
No. L’agente di commercio assume un incarico stabile da una o più imprese per promuovere la conclusione di contratti in una determinata zona o per una determinata clientela. Il procacciatore svolge invece normalmente un’attività più occasionale e non caratterizzata dallo stesso vincolo stabile di agenzia.
La differenza non è soltanto terminologica: cambiano requisiti, pratica camerale e previdenza. Per il confronto puoi leggere anche la guida sulla Partita IVA del procacciatore d’affari.
Agente e rappresentante di commercio: qual è la differenza?
La Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest distingue l’agente, che promuove la conclusione dei contratti lasciando alla mandante la stipula, dal rappresentante, che riceve invece il potere di concludere direttamente i contratti per conto dell’impresa.
Entrambe le figure rientrano nella disciplina degli agenti e rappresentanti di commercio e devono verificare requisiti e adempimenti previsti dalla legge 204/1985 e dalla disciplina del Registro delle Imprese.
Per fare l’agente di commercio servono requisiti professionali?
Sì. L’attività è regolamentata e non basta aprire una Partita IVA. La Camera di Commercio della Romagna riepiloga i requisiti morali e professionali e le modalità di presentazione della SCIA.
Il requisito professionale può derivare, in alternativa, da uno dei percorsi riconosciuti dalla normativa: corso professionale regionale, esperienza lavorativa qualificata nel settore vendite, determinati titoli di studio commerciali o giuridici oppure iscrizione nella sezione speciale REA nei casi previsti.
Corso, esperienza o diploma: quale requisito può essere utilizzato?
Non esiste un solo percorso obbligatorio per tutti. Chi non dispone di un titolo direttamente abilitante può verificare il corso professionale istituito o riconosciuto dalla Regione. In alternativa può rilevare l’esperienza professionale prevista dalla legge.
Tra i percorsi indicati dalle Camere di Commercio rientra, per esempio, l’esperienza lavorativa qualificata per almeno due anni negli ultimi cinque in attività e mansioni di vendita compatibili con i requisiti. Possono essere abilitanti anche determinati diplomi di indirizzo commerciale o lauree in materie commerciali o giuridiche. Il titolo concreto va sempre verificato con la Camera competente prima della pratica.
Esiste ancora il vecchio Ruolo degli agenti di commercio?
Il vecchio Ruolo degli agenti e rappresentanti è stato soppresso, ma non sono stati eliminati i requisiti professionali. Oggi l’avvio dell’attività avviene attraverso il Registro delle Imprese/REA con la SCIA prevista per agenti e rappresentanti.
Come si apre la Partita IVA da agente di commercio?
L’agente opera come impresa. L’apertura viene quindi coordinata normalmente con la Comunicazione Unica, che permette di gestire Partita IVA, Registro delle Imprese e adempimenti previdenziali.
- individuazione del codice ATECO 2025 corretto in base ai prodotti intermediati;
- verifica dei requisiti morali e professionali;
- mandato o contratto di agenzia;
- Comunicazione Unica al Registro delle Imprese;
- SCIA agenti e rappresentanti con modello ARC e dichiarazione dei requisiti;
- iscrizione alla Gestione Commercianti INPS;
- iscrizione e contribuzione Enasarco tramite l’impresa preponente.
Per il procedimento generale puoi consultare come aprire una ditta individuale con ComUnica.
La SCIA dell’agente di commercio dove si presenta?
La SCIA dell’attività di agenzia è collegata alla pratica del Registro delle Imprese. La modulistica camerale utilizza il modello ARC e gli intercalari richiesti per dimostrare i requisiti dei soggetti che esercitano l’attività per conto dell’impresa.
La data di inizio indicata nella pratica deve essere coerente con la presentazione della SCIA. Eventuali ulteriori adempimenti amministrativi dipendono dall’attività e dalla sede concreta e non vanno aggiunti in automatico a qualsiasi agente.
Agente di commercio e lavoro dipendente sono compatibili?
L’attività di agente e rappresentante presenta specifiche incompatibilità. Le indicazioni camerali riportano, tra le incompatibilità, il lavoro dipendente presso soggetti privati o pubblici, salvo le eccezioni previste dalla normativa, tra cui specifiche ipotesi di part-time nel pubblico impiego.
Prima di aprire la posizione mentre esiste già un rapporto di lavoro è quindi necessario verificare la situazione concreta e non applicare automaticamente le regole generali previste per un libero professionista.
L’agente di commercio deve iscriversi a Enasarco?
Sì, quando il rapporto rientra nell’attività di agenzia soggetta alla previdenza Enasarco. La contribuzione Enasarco è integrativa rispetto alla previdenza generale e non sostituisce automaticamente l’iscrizione INPS.
La Fondazione Enasarco indica dal 2020 a oggi un’aliquota contributiva complessiva del 17%. Il contributo è a carico dell’impresa preponente e dell’agente in misura paritetica: in termini ordinari, 8,5% a carico dell’agente e 8,5% a carico della mandante. La mandante è responsabile del versamento anche della quota trattenuta all’agente.
Quali sono minimali e massimali Enasarco nel 2026?
Per il 2026 la Fondazione Enasarco ha aggiornato minimali contributivi e massimali provvigionali:
| Tipo di agente | Minimale contributivo annuo | Massimale provvigionale |
|---|---|---|
| Plurimandatario | 515 € per ciascun rapporto | 30.478 € per ciascun rapporto |
| Monomandatario | 1.026 € | 45.717 € |
Il massimale non è un limite alle provvigioni che l’agente può guadagnare: è il tetto di provvigioni sul quale viene calcolata la contribuzione Enasarco per il relativo rapporto.
Enasarco sostituisce i contributi INPS Commercianti?
No. Questo è uno degli errori più pericolosi quando si stima il costo della Partita IVA di un agente. L’INPS ha chiarito che la contribuzione Enasarco ha natura integrativa e che gli agenti e rappresentanti, quando ricorrono i requisiti, sono soggetti anche alla Gestione Commercianti INPS.
Anche una circolare INPS del 2026 colloca i titolari di rapporti di agenzia e rappresentanza commerciale nella Gestione speciale degli esercenti attività commerciali, distinguendoli dai venditori porta a porta eventualmente iscritti alla Gestione Separata.
Quanto paga INPS un agente di commercio nel 2026?
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per i commercianti:
- aliquota ordinaria 24,48%;
- reddito minimale 18.808 €;
- contributo annuo ordinario sul minimale 4.611,64 €;
- prima fascia di retribuzione pensionabile 56.224 €;
- aliquota 25,48% sulla quota di reddito superiore a 56.224 €, nei limiti del massimale applicabile.
Questi contributi INPS sono distinti da Enasarco e vanno considerati insieme quando si valuta il costo previdenziale reale dell’attività.
L’agente forfettario può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Sì, quando è in regime forfettario, è iscritto alla Gestione Commercianti e possiede i requisiti del regime previdenziale agevolato. La riduzione riguarda la contribuzione INPS prevista per artigiani e commercianti e non trasforma Enasarco in una contribuzione facoltativa.
La procedura è approfondita nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Chi inizia come agente nel 2026 ha lo sconto INPS del 50%?
Non per il solo fatto di iniziare nel 2026. La specifica riduzione triennale del 50% introdotta per le nuove iscrizioni alle Gestioni Artigiani e Commercianti riguarda la platea prevista per le prime iscrizioni avvenute nel 2025. Un nuovo agente che apre nel 2026 non deve quindi inserire automaticamente quello sconto nelle proprie simulazioni.
L’agente di commercio può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta tutti i requisiti generali e non ricade in una causa di esclusione. La presenza dell’iscrizione camerale, della Gestione Commercianti e di Enasarco non impedisce di per sé l’applicazione del regime.
I requisiti aggiornati sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Qual è il coefficiente di redditività dell’agente di commercio?
Per l’attività degli intermediari del commercio il coefficiente di redditività utilizzato nel regime forfettario è del 62%.
Con 40.000 euro di provvigioni fiscalmente rilevanti, il reddito forfettario lordo è quindi pari a 24.800 euro. Da questo importo vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori ammessi secondo le regole fiscali; sulla base residua si applica poi l’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando ricorrono tutti i requisiti della nuova attività.
Monomandatario e plurimandatario: cosa cambia?
L’agente monomandatario opera per una sola impresa mandante; il plurimandatario può avere più rapporti di agenzia contemporaneamente. La distinzione incide in modo particolare sui minimali e massimali Enasarco e deve essere coerente con i contratti effettivamente sottoscritti.
Quanto costa aprire e mantenere la Partita IVA da agente di commercio?
Tra i costi iniziali e ricorrenti possono rientrare pratica camerale, eventuale corso abilitante, PEC, firma digitale, diritto camerale, INPS Commercianti, Enasarco, commercialista, automezzo, carburante, trasferte, telefono e strumenti commerciali.
Nel forfettario le spese operative non vengono dedotte analiticamente: sono rappresentate dal coefficiente del 62%. Per un agente con costi elevati di auto e trasferte è quindi utile confrontare il forfettario con il regime ordinario prima della scelta. Per il quadro generale consulta i costi della ditta individuale.
Checklist prima di aprire Partita IVA come agente di commercio
- Definire se il mandato è di agenzia o se l’attività è realmente procacciamento.
- Individuare i prodotti intermediati e il corretto ATECO 2025.
- Usare 46.19.00 solo per intermediazione all’ingrosso non specializzata.
- Verificare il requisito professionale: corso, esperienza, titolo o altra via ammessa.
- Controllare requisiti morali e incompatibilità.
- Predisporre contratto di agenzia, ComUnica e SCIA ARC.
- Attivare la Gestione Commercianti INPS.
- Verificare l’iscrizione Enasarco tramite la mandante.
- Distinguere monomandatario e plurimandatario.
- Valutare il forfettario con coefficiente 62% e l’eventuale riduzione INPS 35%.
Gli errori più comuni dell’agente di commercio
- usare automaticamente il vecchio codice 46.19.01 invece della classificazione ATECO 2025;
- scegliere 46.19.00 anche quando si intermedia stabilmente una specifica categoria di prodotti;
- confondere agente e procacciatore d’affari;
- aprire la sola posizione fiscale senza SCIA e Registro Imprese;
- pensare che il vecchio Ruolo esista ancora come procedura di avvio;
- considerare Enasarco sostitutiva dell’INPS Commercianti;
- ignorare minimali e massimali Enasarco;
- applicare automaticamente lo sconto INPS del 50% a chi inizia nel 2026;
- scegliere il forfettario senza considerare i costi reali di auto, carburante e trasferte.
Domande frequenti sulla Partita IVA dell’agente di commercio
Qual è il codice ATECO dell’agente di commercio?
Per l’intermediazione all’ingrosso non specializzata il riferimento ATECO 2025 è 46.19.00. Se l’agente tratta prodotti specifici deve verificare il codice della relativa categoria nella divisione 46.1.
Quanto paga INPS nel 2026?
La Gestione Commercianti prevede aliquota 24,48%, minimale di reddito 18.808 euro e contributo ordinario annuo sul minimale di 4.611,64 euro.
L’agente paga sia INPS sia Enasarco?
Sì, nel normale rapporto di agenzia ricorrono entrambe le forme: Enasarco ha natura integrativa e non sostituisce la Gestione Commercianti INPS quando ne ricorrono i requisiti.
Quanto è l’aliquota Enasarco?
Dal 2020 a oggi l’aliquota contributiva complessiva è del 17%, ripartita in misura paritetica tra agente e impresa preponente.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per gli intermediari del commercio il coefficiente di redditività è del 62%.
Partita IVA agente di commercio nel 2026: cosa verificare prima di iniziare
Prima dell’apertura bisogna verificare nell’ordine mandato, prodotti intermediati, ATECO 2025, requisito professionale, SCIA, INPS ed Enasarco. Solo dopo ha senso scegliere il regime fiscale e stimare il costo reale dell’attività.
Le altre professioni e attività già analizzate sono raccolte nell’hub Professioni e attività.