Il Career Coach che svolge abitualmente consulenza su percorsi professionali e di carriera deve normalmente aprire la Partita IVA. Con ATECO 2025 esiste finalmente un riferimento molto più preciso rispetto ai vecchi codici generici: 85.69.01 – Consulenza scolastica e servizi di orientamento scolastico. Le note ISTAT includono espressamente le attività di consulenza in merito a percorsi professionali e di carriera.
Questo rende possibile distinguere il Career Coach dal coach generico, dal counselor, dal formatore e da chi svolge vera intermediazione tra domanda e offerta di lavoro. Il codice va comunque scelto in base alla prestazione effettiva: “Career Coach” è una definizione commerciale, mentre l’ATECO deve descrivere ciò che viene realmente venduto al cliente.
Quando serve la Partita IVA al Career Coach
La Partita IVA diventa il normale inquadramento quando l’attività è svolta con abitualità: incontri periodici con clienti, promozione stabile del servizio, pacchetti di consulenza, revisione CV, preparazione ai colloqui, supporto nelle transizioni professionali e attività continuativa durante l’anno sono elementi tipici di un lavoro autonomo professionale.
Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che consenta di esercitare stabilmente l’attività senza Partita IVA. La valutazione parte dalla continuità e dall’organizzazione del lavoro, non da una cifra fissa di compensi.
ATECO 85.69.01 per orientamento professionale e di carriera
ATECO 2025 classifica nel codice 85.69.01 la consulenza scolastica e i servizi di orientamento scolastico. Il titolo può sembrare limitato al mondo della scuola, ma le note esplicative ISTAT includono espressamente anche le attività di consulenza in merito a percorsi professionali e di carriera.
Per un Career Coach che lavora con adulti, professionisti, studenti in uscita dall’università o persone che vogliono cambiare lavoro, 85.69.01 è quindi il primo codice da verificare quando il servizio consiste realmente nell’orientamento professionale.
Quali attività può comprendere il Career Coaching
- definizione degli obiettivi professionali;
- analisi del percorso lavorativo e delle competenze;
- supporto nella scelta di una nuova direzione professionale;
- revisione strategica del CV;
- ottimizzazione del profilo LinkedIn;
- preparazione a colloqui e selezioni;
- organizzazione della ricerca di lavoro;
- supporto nelle transizioni di carriera;
- definizione di un piano di sviluppo professionale;
- orientamento tra opportunità formative e professionali.
Non tutte queste attività devono essere presenti nello stesso servizio. Il punto è che il contenuto centrale resti la consulenza sul percorso professionale e di carriera.
Career Coach e coach generico non sono la stessa cosa
ATECO 2025 non contiene una voce autonoma chiamata semplicemente “coach”. Per questo la guida generale sul coach con Partita IVA richiede di distinguere formazione, business coaching, percorsi individuali e altre attività.
Il Career Coach è invece più facilmente delimitabile quando il servizio consiste proprio nella consulenza su lavoro, professione e carriera: in quel caso le note ISTAT del 85.69.01 forniscono un riferimento specifico che non va sostituito automaticamente con i codici generici del coaching.
Career Coach e counselor: differenze importanti
Il Career Coach non va confuso con il counselor. ATECO 2025 assegna ai servizi di counselling il codice 88.99.01, ma le stesse note ISTAT escludono espressamente da questa voce la consulenza relativa a percorsi professionali e di carriera, rinviandola al 85.69.01.
Questo confine è particolarmente utile per evitare una classificazione basata soltanto sulle parole utilizzate nel marketing. Se il servizio è orientamento di carriera, va analizzato come tale. Per il perimetro del counselling consulta la guida sulla Partita IVA del counselor.
Career Coach e formatore: quando cambia l’ATECO
Un Career Coach può anche tenere corsi, workshop o webinar. Se però l’attività prevalente diventa l’erogazione di vera formazione professionale, va verificato il codice 85.59.20 – Corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale.
Un percorso individuale di orientamento non deve essere trasformato fiscalmente in “corso” soltanto perché contiene esercizi o materiali didattici. Se invece vendi corsi strutturati a imprese o gruppi, consulta anche la guida sulla Partita IVA del formatore.
Career Coach e recruiter non svolgono la stessa attività
Aiutare una persona a migliorare CV, posizionamento e strategia di ricerca non equivale automaticamente a fare ricerca e selezione del personale o intermediazione lavorativa.
Il Ministero del Lavoro distingue i servizi di incontro tra domanda e offerta, ricerca e selezione e supporto alla ricollocazione professionale, che appartengono al sistema delle Agenzie per il lavoro e dei soggetti autorizzati o accreditati. Un Career Coach che vuole estendere il proprio servizio fino a svolgere attività proprie dell’intermediazione deve quindi verificare separatamente i requisiti del settore.
Il Career Coach può trovare direttamente lavoro ai clienti?
Il Career Coach può supportare il cliente nel metodo di ricerca, nella preparazione delle candidature e nella lettura delle opportunità. È diverso, però, promuovere direttamente candidature presso imprese, preselezionare profili o organizzare professionalmente l’incontro tra domanda e offerta.
Quando il servizio entra nel perimetro dei servizi per il lavoro regolamentati, non basta la Partita IVA del consulente: occorre verificare autorizzazioni e accreditamenti previsti dalla disciplina specifica.
Il Career Coach è una professione regolamentata?
La denominazione “Career Coach” non corrisponde di per sé a un Ordine professionale pubblico con un albo dedicato. Un’attività intellettuale non riservata può rientrare, quando ne ricorrono i presupposti, nel quadro delle professioni non organizzate disciplinate dalla Legge 4/2013.
Questa disciplina non attribuisce però competenze riservate ad altre professioni. Titoli, comunicazione commerciale e contenuto concreto del servizio devono quindi restare coerenti con la formazione posseduta e con le attività effettivamente esercitate.
Come aprire la Partita IVA da Career Coach
Quando l’attività è una prestazione personale di consulenza e orientamento, il Career Coach può normalmente operare come libero professionista. L’apertura avviene comunicando all’Agenzia delle Entrate l’inizio dell’attività e il codice ATECO coerente con il servizio.
Se il modello resta professionale non deriva automaticamente l’iscrizione al Registro Imprese. La situazione va rivalutata se il progetto diventa una vera organizzazione imprenditoriale con dipendenti, piattaforme, intermediazione o altri servizi autonomi.
Gestione Separata INPS del Career Coach
Il libero professionista senza una propria Cassa previdenziale viene normalmente iscritto alla Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’INPS indica per i professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie un’aliquota complessiva del 26,07%.
Per pensionati e professionisti già assicurati presso un’altra forma previdenziale obbligatoria, nei casi previsti l’aliquota è del 24%. L’inquadramento va quindi verificato anche in base alla situazione personale del professionista.
Regime forfettario per Career Coach
Il Career Coach persona fisica può utilizzare il regime forfettario se rispetta i requisiti generali e non ricade nelle cause di esclusione. Per le attività della divisione 85 il coefficiente di redditività viene normalmente ricondotto al 78%, da verificare in base al codice effettivamente attribuito e alla classificazione fiscale vigente.
Con il forfettario le spese reali non vengono dedotte analiticamente: il reddito viene determinato applicando il coefficiente ai compensi. Per i requisiti aggiornati consulta regime forfettario: requisiti e limiti.
Esempio con 30.000 euro di compensi
Con 30.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito determinato forfettariamente è pari a 23.400 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali ammessi. Sul reddito imponibile residuo si applica poi l’imposta sostitutiva prevista dal regime.
Se il professionista svolge anche attività differenti con altri codici ATECO, il calcolo deve tenere conto del corretto inquadramento di ciascuna componente.
CV e LinkedIn: consulenza o servizio operativo?
La revisione di CV e LinkedIn può rientrare nel percorso di orientamento quando serve a definire il posizionamento professionale del cliente, rendere coerenti competenze e obiettivi e preparare una strategia di candidatura.
Se invece il servizio si trasforma in attività editoriale, comunicazione, personal branding o gestione continuativa dei profili, può essere necessario valutare se esiste un’attività autonoma ulteriore rispetto all’orientamento di carriera.
Career Coaching per aziende
Il Career Coach può lavorare anche per aziende, società di outplacement, enti di formazione o progetti di welfare. Il contratto dovrebbe chiarire chi è il cliente, chi beneficia del percorso, quali dati vengono condivisi e quali risultati o report devono essere consegnati.
Se il servizio per l’impresa diventa vera consulenza organizzativa, HR o gestionale, bisogna verificare se il 85.69.01 descrive ancora l’attività prevalente oppure se è necessario un codice diverso o secondario.
Clienti esteri
Le sessioni online consentono di lavorare anche con privati e imprese estere. Prima di fatturare bisogna identificare il Paese del cliente e stabilire se l’operazione è B2B o B2C, perché possono cambiare territorialità IVA e adempimenti.
Per le operazioni internazionali consulta fatture estere nel regime forfettario.
Contratto e privacy
Un percorso di Career Coaching può comportare il trattamento di CV, storia lavorativa, formazione, recapiti, valutazioni e altre informazioni personali. È utile definire finalità del servizio, durata, compenso, cancellazioni, riservatezza, trattamento dei dati e limiti della prestazione.
Il contratto dovrebbe inoltre evitare promesse di risultato che il professionista non può garantire, come l’assunzione entro una determinata data, e distinguere chiaramente la consulenza dall’intermediazione lavorativa.
Spese tipiche del Career Coach
- software per videoconferenze e prenotazioni;
- sito web e strumenti di marketing;
- CRM e gestione clienti;
- corsi e aggiornamento professionale;
- strumenti per CV, portfolio e presentazioni;
- coworking o studio;
- assicurazione professionale quando scelta;
- trasferte per sessioni, workshop o eventi.
Errori frequenti
- usare automaticamente 85.59.20 soltanto perché il servizio viene chiamato coaching;
- ignorare il riferimento esplicito di ATECO 2025 ai percorsi professionali e di carriera;
- confondere Career Coach e counselor;
- confondere consulenza di carriera e intermediazione tra domanda e offerta di lavoro;
- considerare 5.000 euro una soglia generale per evitare la Partita IVA;
- trasformare workshop o formazione in attività prevalente senza rivedere l’ATECO;
- non verificare l’inquadramento previdenziale;
- lavorare con clienti esteri senza controllare le regole IVA.
Checklist prima di iniziare
- Definisci esattamente cosa comprende il percorso di carriera.
- Verifica se l’attività sarà abituale.
- Controlla ATECO 85.69.01.
- Distingui orientamento da formazione e counselling.
- Evita attività di intermediazione non coerenti con il tuo inquadramento.
- Iscriviti alla Gestione Separata quando dovuta.
- Verifica i requisiti del regime forfettario.
- Predisponi contratto e informativa privacy.
- Definisci correttamente sessioni, pacchetti e fatturazione.
- Rivedi l’ATECO se aggiungi servizi autonomi diversi.
Fonti ufficiali
- ISTAT — ATECO 2025, struttura e note esplicative
- INPS — Gestione Separata, aliquote contributive 2026
- Normattiva — Legge 4/2013 sulle professioni non organizzate
- Ministero del Lavoro — rete dei servizi per il lavoro e Agenzie per il lavoro
- Agenzia delle Entrate — quadro LM e regime forfettario
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO del Career Coach?
Per la consulenza su percorsi professionali e di carriera ATECO 2025 indica il codice 85.69.01. Le note ISTAT citano espressamente questa attività.
Career Coach e coach generico usano lo stesso codice?
Non necessariamente. Il coaching generico non ha un unico ATECO. Il Career Coach che svolge vera consulenza di carriera ha invece nel 85.69.01 un riferimento specifico da verificare.
Career Coach e counselor sono la stessa professione?
No. ATECO 2025 assegna il counselling al 88.99.01 ed esclude espressamente da quel codice la consulenza su percorsi professionali e di carriera, rinviata al 85.69.01.
Quale INPS paga un Career Coach freelance?
Il libero professionista senza Cassa utilizza normalmente la Gestione Separata. Nel 2026 l’aliquota complessiva per chi non è assicurato presso altra forma pensionistica obbligatoria è 26,07%.
Un Career Coach può fare ricerca e selezione del personale?
La consulenza individuale di carriera è diversa dall’attività professionale di intermediazione, ricerca e selezione o ricollocazione regolamentata nel sistema dei servizi per il lavoro. Se il servizio entra in quel perimetro vanno verificati separatamente autorizzazioni e accreditamenti.