Aprire la Partita IVA come frigorista nel 2026 richiede di scegliere il codice ATECO in base agli impianti su cui si lavora. Il frigorista che installa o mantiene climatizzazione e pompe di calore negli edifici ha un inquadramento diverso da chi ripara refrigerazione industriale. Quando si opera su apparecchiature contenenti gas fluorurati entrano inoltre gli obblighi F-Gas.
Qual è il codice ATECO del frigorista?
Per installazione, riparazione e manutenzione di sistemi di riscaldamento, pompe di calore e condizionamento negli edifici il riferimento ATECO 2025 è 43.22.07 — Installazione di impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’aria.
Per la riparazione e manutenzione di impianti di refrigerazione industriale il codice specifico è invece 33.12.40.
Il vecchio 43.22.01 è ancora corretto?
No. Con ATECO 2025 il 43.22.01 identifica gli impianti geotermici. Molte guide costruite sulla classificazione precedente continuano quindi a mostrare un codice non più corretto per la normale climatizzazione.
Riparare frigoriferi domestici usa gli stessi codici?
No. L’assistenza su frigoriferi e altri elettrodomestici domestici appartiene al settore della riparazione degli apparecchi per la casa. Refrigerazione industriale e impianti centralizzati seguono codici differenti.
Installazione e manutenzione industriale possono convivere?
Sì. Un’impresa può svolgere sia installazione di climatizzazione negli edifici sia manutenzione di impianti industriali, ma deve individuare l’attività prevalente e valutare gli eventuali codici secondari. La scelta incide anche sul coefficiente fiscale del forfettario.
Serve la certificazione F-Gas?
Quando si svolgono attività soggette alla disciplina dei gas fluorurati occorre rispettare gli obblighi di certificazione. La Camera di Commercio di Firenze ricorda che il Registro nazionale F-Gas comprende persone e imprese certificate per operare sulle apparecchiature interessate.
Devono certificarsi persona e impresa?
Per le attività indicate dalla disciplina su apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento e pompe di calore contenenti F-Gas sono previsti obblighi sia per le persone fisiche che svolgono gli interventi sia per le imprese che offrono il servizio.
Iscrizione al Registro e certificazione sono la stessa cosa?
No. L’iscrizione al Registro è un adempimento distinto dal possesso e mantenimento della certificazione richiesta. La Partita IVA, da sola, non autorizza a svolgere interventi soggetti alla normativa F-Gas.
Cosa va comunicato alla Banca Dati F-Gas?
La disciplina prevede una Banca Dati nella quale vengono raccolte informazioni relative alle vendite di gas e apparecchiature e agli interventi di installazione, manutenzione, riparazione e smantellamento soggetti agli obblighi previsti. L’impresa deve quindi organizzare la documentazione degli interventi e le comunicazioni richieste.
Il D.M. 37/2008 vale per il frigorista?
Quando l’impresa installa o mantiene impianti di climatizzazione e refrigerazione negli edifici rientranti nel decreto deve operare come impresa abilitata ai sensi del D.M. 37/2008 per le categorie pertinenti.
Serve un responsabile tecnico?
Sì, per le attività di impiantistica soggette al D.M. 37/2008 l’impresa deve disporre di un responsabile tecnico in possesso dei requisiti previsti. Questa figura è distinta dalla certificazione personale F-Gas: i due requisiti rispondono a normative differenti.
Come si apre la Partita IVA?
Il frigorista che lavora in proprio opera normalmente come impresa. L’avvio coordina Partita IVA, Registro Imprese, INPS e INAIL tramite Comunicazione Unica; per l’impiantistica regolamentata si aggiunge la relativa SCIA.
Il procedimento generale è nella guida su come aprire una ditta individuale.
Il frigorista è un artigiano?
Quando il titolare partecipa personalmente e prevalentemente al lavoro tecnico e ricorrono i requisiti della legge sull’artigianato, l’impresa può essere inquadrata come artigiana.
Quale INPS paga?
Il titolare artigiano è iscritto alla Gestione INPS Artigiani. Nel 2026 il minimale di reddito è 18.808 euro e il contributo minimo annuo è 4.521,36 euro, prima di eventuali agevolazioni.
Per il quadro completo consulta contributi INPS Artigiani e Commercianti 2026.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Il titolare artigiano in regime forfettario può richiedere il regime contributivo agevolato quando ne possiede i requisiti. La riduzione non è automatica e va valutata insieme agli effetti sulla contribuzione accreditata.
Il frigorista può usare il forfettario?
Sì, se la ditta individuale rispetta i requisiti generali. Il coefficiente cambia però in base all’attività prevalente.
Le condizioni di accesso sono nella guida ai requisiti del forfettario.
Qual è il coefficiente con 43.22.07?
Per l’attività di installazione classificata nella divisione 43 il coefficiente è 86%. Su 40.000 euro di ricavi il reddito forfettario iniziale è 34.400 euro.
Qual è il coefficiente con 33.12.40?
Per la riparazione e manutenzione di refrigerazione industriale classificata nel gruppo 33 il coefficiente è 67%. Su 40.000 euro di ricavi il reddito forfettario iniziale è 26.800 euro.
Perché i coefficienti sono diversi?
Perché fiscalmente non conta il nome “frigorista”, ma il codice dell’attività economica realmente esercitata. Installazione edile e manutenzione industriale appartengono a gruppi differenti.
Il forfettario conviene sempre?
No. Furgone, strumenti di misura, refrigeranti, ricambi, certificazioni, formazione, assicurazioni e personale possono incidere molto. L’attività con coefficiente 86% riconosce implicitamente costi molto più bassi rispetto a quella con coefficiente 67%, quindi la scelta va simulata sui costi reali.
Quali strumenti servono?
In base ai lavori possono servire gruppo manometrico, pompa del vuoto, recuperatore, cercafughe, bilance, strumenti elettrici, bombole e dispositivi di protezione. Gli strumenti devono essere adeguati alle apparecchiature e ai refrigeranti trattati.
Serve l’INAIL?
Per un’attività manuale con attrezzature e interventi presso clienti e cantieri la posizione INAIL va verificata nell’ambito della pratica d’impresa.
Si possono assumere tecnici?
Sì, ma la presenza di dipendenti non sostituisce i requisiti dell’impresa. Le persone che eseguono operazioni soggette a certificazione F-Gas devono possedere i requisiti richiesti per le attività loro affidate.
Quanto costa iniziare?
I costi possono comprendere furgone, strumenti di misura, recuperatore, pompa del vuoto, cercafughe, bombole, dispositivi di sicurezza, certificazioni F-Gas, assicurazione, software e ricambi. Per approfondire puoi consultare i costi di una ditta individuale.
Errori da evitare
- usare automaticamente il vecchio 43.22.01;
- usare 43.22.07 per qualsiasi refrigerazione industriale;
- ignorare la certificazione F-Gas quando richiesta;
- confondere iscrizione al Registro e certificazione;
- dimenticare il D.M. 37/2008 per l’impiantistica negli edifici;
- applicare sempre lo stesso coefficiente forfettario;
- confondere frigorista industriale e riparatore di elettrodomestici.
Checklist prima di aprire
- definire gli impianti su cui si lavorerà;
- scegliere 43.22.07 o 33.12.40 quando coerenti;
- verificare D.M. 37/2008;
- gestire F-Gas quando dovuto;
- aprire impresa, INPS e INAIL;
- scegliere il coefficiente fiscale corretto;
- organizzare documentazione e Banca Dati F-Gas.
Domande frequenti
Qual è l’ATECO del frigorista?
Può essere 43.22.07 per climatizzazione negli edifici o 33.12.40 per manutenzione di refrigerazione industriale.
Il coefficiente è sempre 86%?
No: 43.22.07 usa 86%, mentre 33.12.40 usa 67%.
Serve F-Gas?
Sì quando le attività e le apparecchiature rientrano negli obblighi previsti.
Partita IVA frigorista nel 2026: cosa controllare
La sequenza corretta è tipo di impianto → ATECO → D.M. 37/2008 se applicabile → F-Gas → impresa artigiana → INPS/INAIL → regime fiscale e coefficiente.
Per gli impianti termoidraulici consulta anche la guida alla Partita IVA dell’idraulico. Le altre attività sono raccolte in Professioni e attività.