Aprire una Partita IVA per un’impresa di pulizie nel 2026 richiede il corretto inquadramento dell’attività, perché pulizia generale, pulizia industriale, disinfestazione e sanificazione non sono la stessa cosa. Per la pulizia generale di case, uffici, negozi, condomini e altri edifici il codice ATECO 2025 di riferimento è 81.21.00 – Attività di pulizia generale di edifici.
L’attività è regolamentata dalla legge n. 82/1994 e dal D.M. 274/1997 e viene avviata attraverso Registro Imprese, SCIA e Comunicazione Unica. Per semplice pulizia e disinfezione non serve un responsabile tecnico; per disinfestazione, derattizzazione e sanificazione i requisiti sono più rigorosi.
Qual è il codice ATECO dell’impresa di pulizie?
Le note ufficiali ATECO 2025 dell’ISTAT indicano il codice 81.21.00 per la pulizia generale non specializzata di edifici.
Rientrano uffici, abitazioni private, fabbriche, negozi, strutture professionali, condomini e attività di pulizia generale di cantine, solai e garage.
Pulizia industriale e pulizia generale hanno lo stesso codice?
No. La pulizia specializzata di edifici e impianti industriali rientra nel gruppo 81.22. Per esempio ATECO 81.22.09 riguarda altre attività specializzate di pulizia di edifici e pulizia industriale.
Disinfestazione e sanificazione hanno un codice diverso?
Sì. ATECO 2025 utilizza 81.23.10 – Attività di sanificazione, disinfezione e disinfestazione. È importante separare queste attività perché cambiano anche i requisiti professionali.
Serve una qualifica professionale?
Per le attività di pulizia e disinfezione non è richiesto un responsabile tecnico con titolo specifico. Restano però necessari i requisiti di onorabilità e di capacità economico-finanziaria previsti dalla normativa.
La Camera di Commercio di Roma distingue espressamente queste attività da disinfestazione, derattizzazione e sanificazione.
Quando serve il responsabile tecnico?
Per disinfestazione, derattizzazione e sanificazione è invece richiesto un responsabile tecnico in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti.
I requisiti possono derivare da titolo tecnico pertinente, qualifica professionale o esperienza qualificata nel settore secondo le condizioni stabilite dalla normativa.
Quali requisiti economico-finanziari servono?
Le Camere di Commercio richiamano requisiti come regolarità previdenziale e assicurativa degli addetti quando dovuta, disponibilità di un conto corrente bancario e assenza di protesti non regolarizzati nei casi previsti.
Serve la SCIA?
Sì. L’impresa deve presentare la pratica telematica di inizio attività coordinando SCIA e Comunicazione Unica. La Camera di Commercio di Sondrio riepiloga la presentazione della SCIA al SUAP insieme alla pratica al Registro Imprese.
Serve la Camera di Commercio?
Sì. L’attività è esercitata come impresa e richiede l’iscrizione al Registro delle Imprese. Quando ricorrono i requisiti dell’artigianato può essere prevista anche l’iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane.
La procedura generale è spiegata nella guida su ComUnica e apertura della ditta individuale.
Un’impresa di pulizie è artigiana?
Può esserlo quando il titolare svolge personalmente e professionalmente il lavoro manuale e l’impresa rispetta i requisiti previsti per l’artigianato.
Non tutte le società di pulizie sono automaticamente artigiane: forma organizzativa e ruolo effettivo del titolare devono essere valutati concretamente.
Quale INPS paga il titolare artigiano?
Quando l’impresa è correttamente inquadrata come artigiana, il titolare è iscritto alla Gestione Artigiani INPS.
La circolare INPS n. 14/2026 indica aliquota ordinaria del 24%, minimale di reddito di 18.808 euro e contributo minimo annuo ordinario per gli artigiani di 4.521,36 euro.
Gestione Artigiani o Commercianti?
L’inquadramento previdenziale non si sceglie solo dal codice ATECO. Se il titolare svolge personalmente lavoro manuale e l’impresa ha natura artigiana, il riferimento è la Gestione Artigiani. Strutture organizzate diversamente richiedono una verifica specifica.
La Gestione Separata non è l’inquadramento standard di una normale impresa di pulizie.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Se il titolare è iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti e applica il regime forfettario, può chiedere il regime contributivo agevolato quando possiede i requisiti.
Il meccanismo è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
L’impresa di pulizie può usare il forfettario?
Sì, se l’impresa individuale rispetta i requisiti e non ricade nelle cause di esclusione. Le condizioni sono nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività?
Per le attività della divisione 81 il coefficiente utilizzato nel forfettario è 67%. Il passaggio ad ATECO 2025 non modifica automaticamente il coefficiente fiscale.
Esempio con 40.000 euro di ricavi
Con 40.000 euro di ricavi, il reddito forfettario iniziale è 26.800 euro. Da questa base vengono poi considerate le deduzioni ammesse per i contributi previdenziali obbligatori versati e l’imposta sostitutiva applicabile.
Il forfettario conviene sempre?
No. Prodotti, macchinari, automezzi, assicurazioni e soprattutto personale possono incidere molto. Nel forfettario i costi reali non vengono dedotti analiticamente, quindi un’impresa con molti dipendenti deve confrontare attentamente il regime ordinario.
Si possono assumere dipendenti?
Sì. L’impresa può assumere personale, ma aumentano gli obblighi su contributi, INAIL, sicurezza, formazione e gestione del lavoro. Va inoltre verificato il limite di spesa per lavoro dipendente previsto dal regime forfettario.
Serve l’INAIL?
La posizione INAIL deve essere verificata in relazione a titolare, soci lavoratori, dipendenti e lavorazioni effettive. Per un’attività manuale di pulizia è normalmente un tema rilevante.
Pulizie domestiche e colf sono la stessa cosa?
No. Un’impresa di pulizie opera con propria organizzazione e offre servizi a più clienti. Il lavoro domestico subordinato presso una famiglia segue una disciplina diversa.
Si può iniziare da soli?
Sì. Il titolare può iniziare senza dipendenti e svolgere direttamente il servizio, fermo restando l’obbligo di possedere i requisiti dell’impresa e gestire correttamente SCIA, previdenza e assicurazione.
Quanto costa iniziare?
Oltre a INPS, eventuale INAIL, diritto camerale e consulenza fiscale, bisogna considerare prodotti, aspiratori, macchinari, DPI, divise, automezzo, assicurazione e materiale di consumo.
Per il quadro generale consulta i costi della ditta individuale.
Quali errori evitare?
- usare 81.21.00 per qualsiasi servizio senza distinguere le attività;
- confondere pulizia con sanificazione e disinfestazione;
- nominare inutilmente un responsabile tecnico per semplice pulizia;
- svolgere sanificazione o disinfestazione senza requisiti;
- ignorare SCIA e Registro Imprese;
- usare automaticamente la Gestione Separata;
- scegliere il forfettario senza stimare il costo del personale;
- trascurare INAIL e sicurezza.
Checklist prima di aprire
- definire i servizi effettivi;
- scegliere ATECO 81.21.00 o il codice specialistico corretto;
- verificare requisiti di onorabilità ed economico-finanziari;
- controllare se serve responsabile tecnico;
- presentare SCIA e Comunicazione Unica;
- definire l’inquadramento previdenziale;
- valutare forfettario 67% o ordinario;
- organizzare INAIL, sicurezza e personale.
Domande frequenti
Qual è l’ATECO per la pulizia generale?
81.21.00.
Serve un responsabile tecnico?
Non per semplice pulizia e disinfezione; serve per disinfestazione, derattizzazione e sanificazione quando previsto.
Qual è il coefficiente forfettario?
67%.
Partita IVA impresa di pulizie nel 2026: cosa controllare
La sequenza corretta è servizi effettivi → ATECO → requisiti → SCIA e Registro Imprese → previdenza → regime fiscale → INAIL e sicurezza.
Le altre guide dedicate alle attività autonome sono raccolte nella sezione Professioni e attività.