Per un Make Up Artist con Partita IVA il punto più delicato non è soltanto scegliere il regime fiscale: il trucco beauty rivolto direttamente ai clienti e il trucco realizzato per cinema, televisione, teatro o altre produzioni di spettacolo possono portare a codici ATECO e inquadramenti previdenziali differenti.
Nel 2026 i due riferimenti da verificare sono soprattutto 96.22.09 nell’area dei servizi di bellezza e 90.39.09 quando il lavoro consiste nel supporto alle produzioni artistiche. Nel secondo caso bisogna inoltre controllare il Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo (FPLS), perché INPS include espressamente i truccatori tra le categorie dello spettacolo.
Make Up Artist e truccatore sono la stessa attività?
“Make Up Artist” è la denominazione professionale oggi molto utilizzata per indicare il truccatore professionale. Ai fini fiscali, però, il nome commerciale non basta a determinare automaticamente ATECO e previdenza.
Un professionista che realizza prevalentemente trucco sposa e make-up per clienti privati presenta caratteristiche diverse da chi lavora stabilmente sui set cinematografici, in televisione, in teatro o nelle produzioni artistiche.
Qual è il codice ATECO del Make Up Artist nel 2026?
Non esiste un codice da assegnare automaticamente a qualunque Make Up Artist. La scelta dipende dall’attività realmente esercitata.
- 96.22.09 è il primo riferimento da verificare per i servizi di cura della bellezza e gli altri trattamenti beauty;
- 90.39.09 è il riferimento da valutare quando il trucco costituisce attività di supporto alla realizzazione di produzioni e rappresentazioni artistiche.
La scelta non deve quindi essere fatta soltanto in base al titolo “Make Up Artist”, ma considerando clienti, modalità di lavoro e contesto nel quale viene resa la prestazione.
Quando può essere usato ATECO 96.22.09?
96.22.09 – Altri servizi di cura della bellezza e altri trattamenti di bellezza n.c.a. appartiene all’area dei servizi alla persona.
L’Atlante INAPP associa alla stessa area professionale “estetisti e truccatori” e collega la sequenza dei trattamenti estetici anche al codice 96.22.09.
Per il Make Up Artist che lavora principalmente con clienti privati, spose, cerimonie, eventi e servizi beauty, questo è quindi uno dei riferimenti da valutare sulla base dell’attività effettiva e delle regole locali applicabili.
ATECO 96.22.09 comprende esplicitamente il normale trucco professionale?
Le note ufficiali ISTAT di ATECO 2025 descrivono 96.22.09 attraverso diversi trattamenti di bellezza e includono espressamente, tra gli esempi, trucco permanente, trattamenti di ciglia e sopracciglia e altri servizi beauty.
Il normale make-up professionale non è però nominato testualmente in ogni dettaglio della nota ISTAT. Per questo non è prudente sostenere che 96.22.09 sia automaticamente corretto per qualsiasi truccatore indipendentemente dal contesto di lavoro.
Quando può essere usato ATECO 90.39.09?
90.39.09 – Altre attività di supporto alle arti performative e alle rappresentazioni artistiche n.c.a. riguarda attività di supporto alla produzione e realizzazione di spettacoli e rappresentazioni artistiche.
L’Atlante del Lavoro INAPP colloca espressamente la realizzazione del trucco e dell’acconciatura di scena nella sequenza “Produzione allestimenti di scena”, associandola anche ad ATECO 90.39.09.
Make Up Artist per cinema e TV: quale ATECO?
Quando il professionista lavora direttamente nella realizzazione di film, produzioni televisive, spettacoli teatrali o altre produzioni artistiche, 90.39.09 diventa un codice particolarmente rilevante da verificare.
Non bisogna però utilizzare questo codice soltanto perché un Make Up Artist ha occasionalmente truccato una persona per un servizio fotografico. Conta quale attività viene esercitata in modo effettivo, organizzato e prevalente.
Trucco sposa ed eventi privati: quale inquadramento?
Il Make Up Artist che opera prevalentemente nel beauty, truccando direttamente spose e clienti per cerimonie o eventi privati, non svolge automaticamente attività dello spettacolo.
In questi casi va prima verificata l’area dei servizi alla persona e il codice 96.22.09, insieme alla forma concretamente assunta dall’attività e ai requisiti professionali eventualmente previsti dalla normativa regionale.
Make Up Artist ed estetista sono la stessa professione?
Non necessariamente. L’attività di estetista è regolamentata dalla legge n. 1/1990 e richiede una specifica qualificazione professionale.
Il Make Up Artist può invece operare in contesti differenti, soprattutto nel settore artistico e dello spettacolo. Quando l’attività rientra concretamente nei servizi estetici regolamentati, devono essere verificati i requisiti della professione di estetista e la disciplina regionale.
Il quadro dell’attività regolamentata è approfondito nella guida sulla Partita IVA dell’estetista.
Serve una qualifica da estetista per fare il Make Up Artist?
Non esiste una risposta unica valida per ogni modalità di esercizio. Bisogna distinguere il trucco artistico o di scena dai servizi che, per modalità e contenuto, rientrano nell’attività estetica regolamentata.
La disciplina concreta può inoltre dipendere dalla normativa regionale. Prima di avviare un servizio beauty rivolto direttamente al pubblico è quindi necessario verificare presso il SUAP e gli enti territorialmente competenti i requisiti applicabili.
Come si apre la Partita IVA da Make Up Artist?
Prima dell’apertura bisogna definire con precisione cosa verrà fatturato: beauty per clienti privati, trucco sposa, eventi, moda, servizi fotografici oppure lavoro direttamente inserito nella produzione cinematografica, televisiva o teatrale.
Da questa scelta derivano ATECO, forma dell’attività, eventuale iscrizione camerale e soprattutto previdenza. Non conviene quindi aprire la posizione partendo da un codice copiato da un altro Make Up Artist che opera in un contesto differente.
Make Up Artist beauty: artigiano o libero professionista?
Quando l’attività viene inquadrata come servizio beauty organizzato in forma d’impresa artigiana, entrano in gioco Registro delle Imprese e Gestione Artigiani INPS.
Non bisogna però qualificare automaticamente come artigiana qualsiasi persona che utilizza la denominazione Make Up Artist. Forma dell’attività, modalità concrete di esercizio e disciplina regionale devono essere verificate insieme.
Quanto paga INPS un Make Up Artist artigiano nel 2026?
Quando il Make Up Artist è correttamente inquadrato nella Gestione Artigiani, nel 2026 l’aliquota pensionistica ordinaria è del 24%.
Il minimale di reddito è 18.808 euro e il contributo minimo annuo ordinario è pari a circa 4.521,36 euro. Sulla quota di reddito superiore a 56.224 euro l’aliquota sale al 25%, entro il massimale applicabile.
Make Up Artist dello spettacolo: Gestione Separata o FPLS?
Per il truccatore direttamente inserito nella produzione e realizzazione di spettacoli non è corretto indicare automaticamente la Gestione Separata INPS.
L’INPS chiarisce espressamente che i truccatori appartengono alle categorie “generiche” per le quali l’iscrizione al Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo deriva dallo svolgimento di prestazioni direttamente connesse con la realizzazione e produzione dello spettacolo.
Qual è la categoria FPLS del truccatore?
Nella classificazione previdenziale INPS dello spettacolo, i truccatori sono identificati dalla categoria 141, appartenente al gruppo professionale dei truccatori e parrucchieri.
Questo è uno dei motivi per cui il semplice schema “freelance = Gestione Separata” non può essere utilizzato per chi lavora professionalmente sul set o nella realizzazione dello spettacolo.
Quanto sono i contributi FPLS del truccatore?
Per la generalità delle categorie professionali iscritte al FPLS, l’INPS indica una contribuzione pensionistica IVS base del 33%.
Questo dato non deve però essere confrontato come se fosse una semplice aliquota personale equivalente al 26,07% della Gestione Separata: ripartizione dell’onere, contribuzioni ulteriori, committente e modalità dichiarative dipendono dalla tipologia del rapporto e dalla posizione del lavoratore.
Il committente deve versare i contributi FPLS?
Nel sistema dello spettacolo gli obblighi contributivi sono strettamente collegati anche al committente o datore di lavoro che utilizza la prestazione.
L’INPS prevede specifiche denunce contributive FPLS attraverso UNIEMENS. Prima di fatturare una produzione cinematografica, televisiva o teatrale è quindi necessario verificare come deve essere gestita previdenzialmente la singola prestazione.
Un Make Up Artist può avere sia clienti beauty sia produzioni di spettacolo?
Sì. È possibile che lo stesso professionista operi in più contesti, per esempio matrimoni durante una parte dell’anno e produzioni audiovisive in altri periodi.
In questo caso non bisogna forzare tutte le prestazioni nello stesso schema. Possono diventare rilevanti più codici ATECO e soprattutto devono essere distinti correttamente gli obblighi previdenziali legati alle prestazioni dello spettacolo.
Il Make Up Artist può usare il regime forfettario?
Sì, quando possiede tutti i requisiti previsti dalla normativa e non ricade in una causa di esclusione.
La verifica deve essere effettuata sulla posizione complessiva, anche quando vengono esercitate più attività. I requisiti sono illustrati nella guida sul regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività del Make Up Artist?
Per le attività qui considerate, sia nell’area dei servizi alla persona 96 sia nell’area 90 delle attività artistiche e di supporto, il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è normalmente 67%.
Con 10.000 euro di compensi o ricavi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 6.700 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili.
Quante tasse paga un Make Up Artist forfettario?
Sul reddito ottenuto applicando il coefficiente del 67%, dopo la deduzione dei contributi obbligatori deducibili, si applica l’imposta sostitutiva.
L’aliquota ordinaria è il 15%; nei casi che rispettano tutte le condizioni richieste per una nuova attività può essere applicabile il 5%.
Il Make Up Artist artigiano può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Se l’attività è effettivamente inquadrata nella Gestione Artigiani e il contribuente utilizza il regime forfettario, può essere valutata l’adesione al regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%.
La riduzione riguarda la Gestione Artigiani e non sostituisce gli eventuali obblighi FPLS relativi a prestazioni direttamente connesse allo spettacolo. Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Serve la SCIA per un Make Up Artist?
Non si può rispondere soltanto in base alla denominazione “Make Up Artist”. Quando l’attività rientra concretamente nei servizi estetici esercitati in forma d’impresa, devono essere verificati gli adempimenti previsti dalla normativa regionale e dal SUAP.
Il truccatore di scena inserito nella produzione artistica presenta invece un diverso contesto operativo. Prima dell’apertura è quindi utile definire prima l’attività e soltanto dopo stabilire gli adempimenti amministrativi.
Make Up Artist a domicilio: cosa bisogna verificare?
Per il make-up beauty a domicilio bisogna verificare la disciplina regionale e comunale, soprattutto quando l’attività ricade nell’area dei servizi estetici regolamentati.
Il fatto di lavorare presso il cliente non trasforma automaticamente l’attività in libera professione né elimina eventuali requisiti professionali e amministrativi.
Make Up Artist e vendita di cosmetici
L’utilizzo di cosmetici durante il servizio di trucco è naturalmente collegato alla prestazione. Diverso è il caso in cui il professionista inizi a vendere abitualmente prodotti alla clientela.
Se il commercio assume autonomia o rilevanza propria, occorre verificare l’aggiunta di un’attività commerciale e i relativi adempimenti invece di ricondurre qualsiasi vendita al solo codice del servizio.
Checklist prima di aprire Partita IVA come Make Up Artist
- Definire se l’attività principale è beauty oppure trucco di scena.
- Valutare 96.22.09 per i servizi beauty rivolti direttamente alla persona.
- Valutare 90.39.09 per il trucco direttamente collegato alle produzioni artistiche.
- Non attribuire automaticamente lo stesso ATECO a qualsiasi Make Up Artist.
- Verificare eventuali requisiti regionali quando l’attività ricade nei servizi estetici.
- Distinguere Gestione Artigiani e FPLS sulla base dell’attività concreta.
- Non applicare automaticamente la Gestione Separata al truccatore dello spettacolo.
- Ricordare che INPS classifica i truccatori dello spettacolo nella categoria FPLS 141.
- Verificare i requisiti del regime forfettario.
- Valutare eventuali attività secondarie, come vendita stabile di cosmetici.
Quali sono gli errori più comuni del Make Up Artist?
- pensare che esista un unico codice ATECO valido per qualsiasi truccatore;
- utilizzare 96.22.09 per il trucco di scena senza verificare il contesto artistico;
- utilizzare 90.39.09 per normali servizi beauty soltanto perché sono definiti “artistici”;
- confondere Make Up Artist ed estetista;
- ignorare le regole regionali applicabili ai servizi beauty;
- applicare automaticamente la Gestione Separata al truccatore cinematografico o teatrale;
- ignorare l’inquadramento FPLS categoria 141;
- confondere il 33% IVS FPLS con un’aliquota personale identica alla Gestione Separata;
- non distinguere i contributi delle prestazioni beauty da quelli dello spettacolo;
- non valutare un’attività commerciale separata quando viene effettuata vendita abituale di cosmetici.
Domande frequenti sulla Partita IVA del Make Up Artist
Qual è il codice ATECO del Make Up Artist?
Dipende dall’attività. Per il beauty va verificato 96.22.09; per il trucco direttamente collegato alle produzioni artistiche è rilevante 90.39.09.
Il truccatore cinematografico paga sempre Gestione Separata?
No. INPS include i truccatori tra le categorie FPLS quando le prestazioni sono direttamente connesse alla produzione e realizzazione dello spettacolo.
Qual è la categoria FPLS del truccatore?
INPS identifica i truccatori con il codice categoria 141.
Qual è il coefficiente del regime forfettario?
Per gli inquadramenti 96 e 90 considerati in questa guida è normalmente 67%.
Il Make Up Artist deve essere estetista?
Non in qualsiasi contesto. Devono essere distinti trucco di scena e attività beauty che ricade concretamente nella disciplina dei servizi estetici, verificando anche le regole regionali.
Partita IVA Make Up Artist nel 2026: cosa verificare prima dell’apertura
Per il Make Up Artist la domanda decisiva è “dove e per chi viene svolto il trucco?”. Beauty privato e produzione dello spettacolo non vanno forzati nello stesso schema fiscale e previdenziale.
Definiti correttamente attività, ATECO e previdenza, si possono impostare Partita IVA e regime fiscale senza copiare un inquadramento valido soltanto per un altro tipo di truccatore. Le altre professioni sono raccolte nell’hub Professioni e attività.