La Partita IVA per una profumeria nel 2026 riguarda normalmente il commercio al dettaglio di profumi, cosmetici, prodotti per la cura della persona e articoli da toeletta. Con ATECO 2025 il codice specifico è 47.75.00 – Commercio al dettaglio di cosmetici e di articoli di profumeria.
Aprire il negozio non significa però soltanto scegliere il codice ATECO. Bisogna distinguere la semplice rivendita di marchi terzi dalla vendita di cosmetici con un proprio marchio, verificare SCIA e Registro Imprese, Gestione Commercianti INPS e gli obblighi del Regolamento europeo sui prodotti cosmetici.
Qual è il codice ATECO della profumeria nel 2026?
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 indicano 47.75.00 per il commercio al dettaglio di cosmetici e articoli di profumeria.
- profumi e fragranze;
- cosmetici e make-up;
- prodotti per la cura della pelle;
- articoli da toeletta;
- prodotti per la cura della persona.
Profumeria ed erboristeria usano lo stesso ATECO?
Non necessariamente. ISTAT esclude dalla classe 47.75 i prodotti medicinali a base di erbe e i rimedi erboristici, rinviando alla classe 47.73. Una profumeria che vende anche prodotti erboristici deve quindi verificare la natura effettiva dei prodotti e l’eventuale classificazione aggiuntiva.
Profumeria e centro estetico sono la stessa attività?
No. Vendere cosmetici è commercio; eseguire trattamenti estetici sulla persona è un’attività regolamentata con requisiti professionali e codice ATECO differenti. Se nello stesso locale vengono svolte entrambe le attività bisogna verificarne separatamente classificazione e requisiti.
Una profumeria online usa un altro ATECO?
Non per il solo fatto di vendere via Internet. Con ATECO 2025 il commercio al dettaglio viene classificato principalmente in base ai prodotti venduti e non al canale. Una profumeria che vende gli stessi cosmetici sia in negozio sia online resta quindi collegata a 47.75.00.
Gli adempimenti del commercio elettronico vanno comunque gestiti separatamente. Per il quadro generale consulta la guida sulla Partita IVA del negozio online.
Vendere cosmetici di marchi terzi: quali obblighi ha la profumeria?
Il Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui cosmetici impone obblighi anche ai distributori. Prima di rendere disponibile un prodotto, il distributore deve prestare attenzione alla conformità, verificare alcune informazioni obbligatorie in etichetta, i requisiti linguistici e, quando applicabile, la durata minima del prodotto.
La profumeria deve inoltre evitare di commercializzare prodotti che sa o ritiene non conformi e collaborare con le autorità in caso di problemi di sicurezza.
Cosmetici con il proprio marchio: cosa cambia?
La situazione cambia molto se il negozio vende un cosmetico con il proprio nome o marchio. Il Regolamento europeo stabilisce che il distributore diventa la persona responsabile quando immette il prodotto sul mercato con il proprio nome o marchio, oppure quando modifica un prodotto in modo tale da poterne compromettere la conformità.
Questo comporta responsabilità ulteriori su sicurezza, documentazione, conformità, etichettatura e adempimenti previsti dal Regolamento. Affidare la produzione materiale a un laboratorio conto terzi non significa quindi essere automaticamente un semplice rivenditore.
Importare cosmetici da Paesi extra UE: chi è responsabile?
Per un cosmetico importato da un Paese extra UE, il Regolamento attribuisce normalmente all’importatore il ruolo di persona responsabile per il prodotto immesso sul mercato, salvo la designazione prevista dalla normativa. Prima di importare direttamente cosmetici non è quindi sufficiente verificare soltanto dogana e fornitore commerciale.
Come si apre la Partita IVA per una profumeria?
La profumeria è un’impresa commerciale. L’apertura viene normalmente coordinata tramite Comunicazione Unica, gestendo Partita IVA, Registro delle Imprese e posizione previdenziale.
Il procedimento generale è spiegato nella guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Serve la SCIA per aprire una profumeria?
Per un normale esercizio di vicinato in sede fissa l’avvio passa generalmente attraverso una SCIA al SUAP del Comune competente. Superficie, localizzazione e attività aggiuntive possono modificare gli adempimenti.
Per il quadro generale consulta la guida sulle pratiche SUAP.
Quanto paga INPS il titolare nel 2026?
Il titolare che partecipa personalmente e abitualmente al lavoro dell’impresa è normalmente soggetto alla Gestione Commercianti INPS.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo ordinario annuo sul minimale a 4.611,64 euro e l’aliquota ordinaria dei commercianti al 24,48% fino alla prima fascia di 56.224 euro.
La profumeria può usare il regime forfettario?
Sì, se la ditta individuale rispetta tutti i requisiti generali e non ricade in una causa di esclusione. Per il normale commercio al dettaglio di cosmetici e profumeria il coefficiente di redditività utilizzato è generalmente del 40%.
Con 50.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è quindi pari a 20.000 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati. Il 40% è la quota di ricavi considerata reddito, non il 60%.
La profumeria forfettaria può ridurre l’INPS del 35%?
Sì, quando il titolare applica effettivamente il forfettario, è iscritto alla Gestione Commercianti e possiede i requisiti del regime previdenziale agevolato. La riduzione non è automatica.
Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Chi apre nel 2026 ha lo sconto INPS del 50%?
No, non automaticamente. La riduzione speciale triennale del 50% riguarda la platea delle prime iscrizioni alle Gestioni Artigiani e Commercianti avvenute nel 2025. Una nuova iscrizione nel 2026 non acquisisce il beneficio soltanto perché è una nuova attività.
Il forfettario conviene a una profumeria?
Dipende dal margine reale. Acquisto dei prodotti, campionari, affitto, personale, promozione, resi, tester, arredi e software possono incidere molto. Nel forfettario queste spese non vengono dedotte analiticamente.
Quanto costa aprire e mantenere una profumeria?
I costi possono comprendere pratica di apertura, diritto camerale, SCIA, locale, arredi, merce iniziale, tester, POS, software, e-commerce, pubblicità, assicurazione, commercialista e contributi INPS.
Se vengono creati prodotti a marchio proprio o importati direttamente da Paesi extra UE, vanno considerati anche i costi e gli adempimenti per conformità e sicurezza dei cosmetici.
Per una panoramica generale consulta i costi della ditta individuale.
Checklist prima di aprire Partita IVA per una profumeria
- Usare ATECO 47.75.00 per il normale commercio di cosmetici e profumeria.
- Separare eventuali attività di estetica o vendita erboristica.
- Verificare se si è semplici distributori o persona responsabile dei cosmetici.
- Prestare particolare attenzione a prodotti a marchio proprio e importazioni extra UE.
- Predisporre ComUnica e SCIA al SUAP.
- Gestire correttamente l’eventuale e-commerce.
- Attivare la Gestione Commercianti INPS.
- Valutare il forfettario con coefficiente del 40%.
- Valutare la riduzione INPS 35% solo se effettivamente spettante.
- Non applicare automaticamente lo sconto INPS 50% a una nuova iscrizione 2026.
Gli errori più comuni
- confondere profumeria e centro estetico;
- trattare prodotti erboristici o medicinali come normali cosmetici;
- pensare che il canale online richieda un codice e-commerce generico;
- vendere prodotti con il proprio marchio senza valutare il ruolo di persona responsabile;
- importare direttamente cosmetici senza verificare gli obblighi dell’importatore;
- aprire la sola Partita IVA senza Registro Imprese e SCIA;
- calcolare il forfettario sul 60% anziché sul 40% dei ricavi;
- applicare agevolazioni previdenziali non spettanti.
Domande frequenti sulla Partita IVA della profumeria
Qual è il codice ATECO della profumeria?
Con ATECO 2025 il riferimento è 47.75.00.
Una profumeria online usa un altro codice?
Non automaticamente: la classificazione segue principalmente i prodotti venduti.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per il normale commercio al dettaglio di cosmetici e profumeria il coefficiente utilizzato è generalmente del 40%.
Posso vendere cosmetici con il mio marchio come semplice rivenditore?
Quando il distributore immette un cosmetico sul mercato con il proprio nome o marchio può diventare persona responsabile ai sensi del Regolamento UE, con obblighi ulteriori di conformità e sicurezza.
Se stai progettando il negozio nel suo complesso — format, assortimento, fornitori, stock, locale, SCIA/SUAP, e-commerce, personale, costi e lancio — consulta la guida su come aprire una profumeria.
Partita IVA profumeria nel 2026: cosa verificare prima di aprire
La sequenza corretta è prodotti venduti → ruolo nella filiera cosmetica → ATECO → ComUnica → SCIA → INPS → regime fiscale. Per prodotti a marchio proprio o importati direttamente la verifica della normativa cosmetica deve precedere la vendita.
Le altre professioni e attività già analizzate sono raccolte nella sezione Professioni e attività.