Per aprire la Partita IVA da saldatore nel 2026 bisogna prima capire che cosa viene realmente venduto: saldatura conto terzi, lavorazioni meccaniche, carpenteria metallica, produzione di manufatti oppure installazione. Se l’attività prevalente consiste nella lavorazione e giunzione di pezzi metallici, il riferimento ATECO 2025 da verificare è 25.53.00 – Lavori di meccanica generale dei metalli, che include espressamente la saldatura.
Nella maggior parte dei casi il saldatore autonomo opera come ditta individuale artigiana: ciò comporta Registro Imprese, Gestione Artigiani INPS e copertura INAIL quando ricorrono i presupposti. Il quadro cambia però se la saldatura è solo una fase di un’attività più ampia, per esempio fabbricazione di strutture, serramenti, tubazioni o impianti.
Quando un saldatore deve aprire la Partita IVA
La Partita IVA è necessaria quando l’attività viene esercitata in modo abituale, organizzato e continuativo. Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che consenta di svolgere stabilmente attività artigiana senza Partita IVA.
Se lavori con attrezzatura propria, accetti commesse, emetti preventivi, organizzi tempi e materiali e operi con continuità per più clienti, il quadro è tipicamente quello di un’attività autonoma organizzata.
ATECO 2025 del saldatore: 25.53.00
Le note ISTAT ATECO 2025 classificano nel 25.53.00 – Lavori di meccanica generale dei metalli attività come tornitura, fresatura, taglio, rettifica, smerigliatura, saldatura e giuntatura di pezzi metallici.
Questo codice è quindi il riferimento più naturale quando vendi la lavorazione del metallo come servizio autonomo, senza che il risultato principale sia un prodotto appartenente a un’altra categoria manifatturiera.
Saldatura conto terzi: quando 25.53.00 è coerente
Il 25.53.00 è particolarmente coerente quando ricevi componenti, semilavorati o strutture da lavorare e fatturi la prestazione di saldatura, giunzione, taglio o altre lavorazioni meccaniche.
Se il cliente ti affida pezzi da assemblare e il valore della commessa deriva soprattutto dalla lavorazione, il codice descrive bene l’attività. Se invece realizzi e vendi un manufatto completo, bisogna verificare se prevale un codice di fabbricazione specifico.
Saldatore e fabbro: non sono la stessa attività
Il fabbro può produrre, installare o riparare cancelli, inferriate, serramenti, serrature e altri manufatti metallici. Il saldatore, invece, può limitarsi alla lavorazione e giunzione del metallo per conto terzi.
Le due attività possono sovrapporsi, ma non vanno trattate come sinonimi. Se produci e installi manufatti completi, confronta anche la guida APIVA sulla Partita IVA del fabbro.
Se produci strutture o manufatti metallici
Quando la saldatura è soltanto una fase della produzione, il codice principale può essere diverso dal 25.53.00. Una carpenteria che produce strutture, telai, parapetti o componenti specifici deve essere classificata in base al prodotto e all’attività prevalente.
Prima dell’apertura è quindi utile elencare quali lavorazioni genereranno ricavi e distinguere tra lavorazione conto terzi, fabbricazione e installazione.
Saldatura su tubazioni e impianti
Se lavori stabilmente su tubazioni o impianti, la saldatura può essere una tecnica esecutiva interna a un’attività impiantistica. In questo caso non bisogna scegliere automaticamente 25.53.00: può prevalere il codice dell’installazione o manutenzione dell’impianto.
La descrizione del contratto è determinante: “saldatura tubazioni conto terzi” non è la stessa cosa di “installazione completa di impianto con saldatura inclusa”.
Il saldatore è normalmente un artigiano?
Quando il titolare svolge personalmente il lavoro manuale, utilizza propria attrezzatura e organizza direttamente l’attività, l’inquadramento tipico è quello di impresa artigiana.
La verifica concreta dipende da organizzazione, prevalenza del lavoro personale, eventuali dipendenti o soci e caratteristiche dell’attività. Per il quadro generale puoi consultare la guida APIVA sulla Partita IVA artigiano.
Come aprire la ditta da saldatore
L’avvio di una ditta individuale artigiana viene normalmente coordinato attraverso ComUnica. La pratica può comprendere Partita IVA, Registro Imprese, posizione previdenziale e adempimenti assicurativi collegati all’attività.
APIVA approfondisce la procedura nella guida su aprire una ditta individuale con ComUnica.
INPS Artigiani 2026
Per il titolare artigiano l’aliquota contributiva 2026 è del 24%. Il minimale di reddito indicato dall’INPS è pari a 18.808 euro.
Il contributo minimo annuo ordinario per il 2026 è pari a 4.521,36 euro, comprensivo del contributo maternità. Oltre il minimale sono dovuti contributi ulteriori sulla quota di reddito eccedente.
Riduzione INPS del 35% nel forfettario
Chi applica il regime forfettario ed è iscritto alla Gestione Artigiani può richiedere, se possiede i requisiti, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% dei contributi.
La riduzione abbassa l’esborso contributivo ma può incidere anche sull’accredito ai fini pensionistici. Per requisiti e domanda consulta la guida APIVA sulla riduzione INPS 35%.
INAIL per il saldatore artigiano
L’INAIL tutela anche i titolari di imprese artigiane. Per l’artigiano senza dipendenti l’iscrizione e la gestione della posizione assicurativa sono collegate alla lavorazione effettivamente svolta e al rischio assicurato.
L’impresa artigiana che avvia l’attività deve presentare la denuncia di iscrizione, normalmente tramite i servizi telematici collegati a ComUnica. Il premio viene poi gestito secondo le regole INAIL applicabili alla lavorazione.
Per il quadro generale puoi leggere INAIL e Partita IVA.
Regime forfettario per saldatore
Il saldatore persona fisica può applicare il regime forfettario se rispetta i requisiti e non ricade in cause di esclusione. Per le attività manifatturiere della divisione 25 il coefficiente di redditività di riferimento è normalmente del 67%.
Con 30.000 euro di ricavi, il reddito forfettario iniziale è quindi 20.100 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sul residuo si calcola l’imposta sostitutiva.
Il vero problema del forfettario: i costi reali
La saldatura può avere costi elevati: saldatrici, consumabili, filo, elettrodi, gas, bombole, energia, aspirazione, DPI, attrezzature, furgone, manutenzione e laboratorio.
Nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente. Prima di scegliere il regime bisogna quindi confrontare il 33% di costi riconosciuti implicitamente dal coefficiente 67% con i costi reali dell’attività.
Laboratorio: cosa verificare prima di affittarlo
Non esiste una SCIA nazionale unica valida per ogni saldatore. Tuttavia un laboratorio può richiedere verifiche locali e tecniche su destinazione d’uso, impianti, aspirazione, emissioni, rumore, bombole, prevenzione incendi o altre autorizzazioni.
Prima di firmare un contratto di locazione è quindi prudente verificare il locale con SUAP e tecnici competenti, soprattutto se verranno installate apparecchiature ad alta potenza o impianti di aspirazione.
Non esiste un patentino unico per aprire la Partita IVA
Per aprire fiscalmente l’attività non esiste un generico “patentino da saldatore” valido per qualsiasi lavorazione. Questo però non significa che ogni commessa possa essere eseguita senza qualifiche tecniche.
Capitolati, strutture metalliche, recipienti in pressione, impianti o specifiche lavorazioni possono richiedere qualifiche del saldatore, procedure di saldatura, certificazioni o requisiti tecnici previsti da norme, committenti o disciplina di settore.
Qualifica del saldatore e certificazioni tecniche
In molte commesse industriali il cliente richiede la qualificazione del saldatore per determinati processi, materiali e posizioni di saldatura. La qualificazione non va confusa con l’apertura della Partita IVA: serve a dimostrare la capacità tecnica rispetto a una lavorazione specifica.
Prima di investire in una certificazione conviene quindi verificare quali processi utilizzerai davvero e quali requisiti chiedono i clienti target.
Sicurezza del saldatore autonomo
Il D.Lgs. 81/2008 impone anche ai lavoratori autonomi e agli artigiani di utilizzare attrezzature conformi e dispositivi di protezione individuale adeguati. Per la saldatura questo tema è centrale per la presenza di calore, radiazioni, fumi, gas, elettricità e rischio incendio.
La valutazione operativa deve considerare processo utilizzato, materiale saldato, luogo di lavoro e ventilazione. Maschera, guanti e abbigliamento non sostituiscono sistemi di aspirazione e organizzazione corretta del posto di lavoro.
Fumi di saldatura e aspirazione
I fumi prodotti dipendono da materiale base, rivestimenti, consumabili e processo. Lavorare in un ambiente chiuso senza corretta aspirazione può aumentare significativamente l’esposizione.
Il laboratorio dovrebbe quindi essere progettato con sistemi di captazione e ventilazione coerenti con le lavorazioni reali, evitando di affidarsi solo alla ventilazione naturale quando non sufficiente.
Bombole e gas tecnici
Argon, miscele protettive, ossigeno e altri gas richiedono corretta movimentazione e stoccaggio. Bombole, riduttori, tubazioni e zone di deposito devono essere gestiti in modo coerente con sicurezza e caratteristiche del locale.
Nel budget iniziale considera anche noleggio o cauzione bombole, consumi, carrelli, sistemi di fissaggio e costi di approvvigionamento.
Lavorare presso il cliente
Il saldatore mobile deve considerare trasporto dell’attrezzatura, tempi di viaggio, accesso al sito, alimentazione elettrica, permessi interni, coordinamento con altre imprese e condizioni del luogo di lavoro.
Questi elementi incidono sia sulla sicurezza sia sul prezzo. Una tariffa che ignora trasferta, carico/scarico e fermo macchina può rendere poco redditizie le commesse esterne.
Saldatore nei cantieri e patente a crediti
Le imprese e i lavoratori autonomi che operano fisicamente nei cantieri temporanei o mobili rientrano, salvo le esclusioni previste, nel sistema della patente a crediti. Il requisito non dipende dal fatto che l’impresa sia formalmente edile: conta l’attività svolta nel cantiere.
Quindi un saldatore che entra in un cantiere per eseguire lavori può dover verificare anche questo adempimento, mentre un’attività svolta esclusivamente in officina segue un quadro differente.
Preventivi: separare lavoro, materiali e trasferta
Nel preventivo è utile distinguere manodopera, consumabili, materiali principali, trasferta, noleggi e lavorazioni accessorie. In questo modo diventa più semplice aggiornare il prezzo quando cambiano quantità o condizioni della commessa.
Se lavori spesso con materiali forniti dal cliente, specifica anche responsabilità su qualità, preparazione e compatibilità dei pezzi consegnati.
Come calcolare il prezzo della saldatura
La tariffa non dovrebbe coprire soltanto il tempo con la torcia accesa. Devi considerare preparazione, molatura, posizionamento, puntatura, pulizia, attrezzaggio, controlli, consumo gas, filo o elettrodi, energia, ammortamento delle macchine e tempi non produttivi.
Per commesse ripetitive può essere utile stimare un prezzo a pezzo; per interventi variabili può funzionare meglio una tariffa oraria o a giornata con materiali separati.
Attrezzatura iniziale
- saldatrice coerente con i processi utilizzati;
- torce, cavi, massa e ricambi;
- mola, smerigliatrice e utensili di preparazione;
- banco e sistemi di posizionamento;
- aspirazione e ventilazione;
- DPI e abbigliamento tecnico;
- bombole e sistemi di gestione gas;
- strumenti di misura e controllo;
- furgone o mezzo attrezzato se lavori presso clienti;
- eventuali generatori, prolunghe e attrezzatura da cantiere.
Costi ricorrenti
- contributi INPS Artigiani;
- premio INAIL;
- commercialista;
- diritto camerale;
- energia elettrica;
- gas e consumabili;
- manutenzione e ricambi;
- assicurazioni;
- carburante e trasporti;
- affitto e utenze del laboratorio;
- formazione e qualifiche tecniche richieste dalle commesse.
Assicurazione RC
Una saldatura difettosa può causare danni a strutture, impianti o beni del cliente. Anche quando non esiste un obbligo generalizzato di RC professionale per il semplice saldatore, può essere opportuno valutare una copertura coerente con tipo di lavorazioni e valore delle commesse.
Se lavori in subappalto, verifica inoltre i massimali richiesti dal committente e le esclusioni della polizza.
Dipendenti e collaboratori
Se assumi personale, aumentano gli adempimenti su sicurezza, formazione, sorveglianza sanitaria quando prevista, INPS, INAIL e gestione del rapporto di lavoro.
Il passaggio da artigiano individuale a impresa con personale può cambiare anche organizzazione, costi fissi e capacità produttiva: conviene valutarlo prima di assumere commesse strutturalmente superiori alla capacità del titolare.
Clienti industriali e subappalti
Nei lavori industriali può essere richiesto di operare secondo procedure interne, qualifiche, documentazione qualità, tracciabilità dei materiali e requisiti specifici di accesso al sito.
Prima di accettare un subappalto verifica sempre cosa è incluso nel prezzo e quali documenti devono essere prodotti, perché questi obblighi possono incidere molto sui tempi reali della commessa.
Come aprire la Partita IVA da saldatore
- definisci le lavorazioni che venderai realmente;
- verifica se 25.53.00 è il codice principale corretto;
- individua eventuali attività secondarie di fabbricazione o installazione;
- scegli la forma d’impresa coerente con l’attività;
- predisponi ComUnica e iscrizione al Registro Imprese;
- attiva Gestione Artigiani INPS quando dovuta;
- gestisci la posizione INAIL;
- verifica laboratorio, SUAP e requisiti locali;
- predisponi sicurezza, DPI e aspirazione;
- verifica qualifiche tecniche richieste dalle commesse;
- se lavori in cantiere, verifica la patente a crediti;
- valuta regime forfettario e sostenibilità dei costi reali.
Errori frequenti
- scegliere il codice ATECO solo perché contiene la parola “metallo”;
- usare 25.53.00 quando in realtà si producono manufatti specifici;
- confondere saldatore e fabbro;
- aprire un laboratorio senza verificare aspirazione, rumore e requisiti locali;
- ignorare INAIL perché si lavora da soli;
- pensare che il forfettario renda irrilevanti i costi reali;
- non valorizzare preparazione, trasferta e consumabili nei preventivi;
- accettare commesse che richiedono qualifiche tecniche non possedute;
- entrare in cantiere senza verificare gli obblighi applicabili;
- non separare saldatura conto terzi, produzione e installazione.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO del saldatore nel 2026?
Se l’attività prevalente è la saldatura e lavorazione di pezzi metallici conto terzi, il riferimento da verificare è 25.53.00 – Lavori di meccanica generale dei metalli.
Il saldatore è un artigiano?
Nella forma tipica di ditta individuale con lavoro manuale personale e propria attrezzatura, sì. L’inquadramento concreto va comunque verificato sull’organizzazione reale.
Quanto paga di INPS nel 2026?
Per gli artigiani l’aliquota ordinaria è del 24%, il minimale di reddito è 18.808 euro e il contributo minimo annuo ordinario è 4.521,36 euro.
Serve un patentino da saldatore per aprire?
Non esiste un patentino unico necessario per aprire la Partita IVA. Specifiche commesse possono però richiedere qualifiche e certificazioni tecniche.
Serve INAIL anche senza dipendenti?
L’INAIL tutela anche i titolari di imprese artigiane; per l’artigiano senza dipendenti la posizione assicurativa va gestita in relazione alla lavorazione svolta.
Saldatore autonomo: partire dal lavoro reale
La scelta corretta non parte dalla parola “saldatore”, ma da ciò che fatturerai ogni mese. Se vendi lavorazione di metalli, 25.53.00 è il riferimento principale da verificare; se produci manufatti o installi impianti, il codice può cambiare.
Dopo questo passaggio diventano coerenti forma artigiana, INPS, INAIL, forfettario, sicurezza, laboratorio e prezzo delle commesse.
Fonti ufficiali: ISTAT – Note esplicative ATECO 2025; INPS – Contributi artigiani e commercianti 2026; INAIL – Impresa artigiana senza dipendenti; Normattiva – D.Lgs. 81/2008, art. 21; Ispettorato Nazionale del Lavoro – patente a crediti e cantieri.