Chi lavora come tattoo artist deve chiarire prima di tutto come e dove eserciterà: la Partita IVA tatuatore si accompagna a codice ATECO, forma d’impresa, requisiti igienico-sanitari, eventuale formazione prevista dalla Regione, adempimenti SUAP e previdenza.
Nel 2026 il codice ATECO specifico è 96.99.91 – Attività di studi di tatuaggi e piercing. Lo stesso codice comprende quindi tatuatore e piercer; non è invece corretto trasferire automaticamente al trucco permanente tutte le regole fiscali del tatuaggio, perché ATECO 2025 colloca espressamente anche il trucco permanente nell’area dei trattamenti estetici 96.22.09.
Qual è il codice ATECO del tatuatore nel 2026?
Il riferimento della classificazione vigente è 96.99.91 – Attività di studi di tatuaggi e piercing.
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono sia l’attività degli studi di tatuaggi e piercing sia le attività dei tatuatori che utilizzano sostanze biologiche, come l’henné, per decorazioni temporanee.
Il vecchio ATECO 96.09.02 è ancora valido?
96.09.02 – Attività di tatuaggio e piercing appartiene alla classificazione precedente ed è ancora presente in visure storiche e guide non aggiornate.
Con ATECO 2025 il riferimento specifico è diventato 96.99.91. Per una nuova apertura nel 2026 bisogna quindi utilizzare la classificazione vigente.
Tatuatore e piercer hanno lo stesso codice ATECO?
Sì. La stessa sottocategoria 96.99.91 comprende espressamente sia gli studi di tatuaggi sia quelli di piercing.
Per questo, ai fini della mappa editoriale APIVA, “Partita IVA piercer” viene assorbita nella stessa guida invece di creare una seconda pagina sostanzialmente duplicata.
Anche l’henné rientra in ATECO 96.99.91?
Sì. ISTAT cita espressamente le attività dei tatuatori che utilizzano sostanze biologiche, per esempio henné, per realizzare decorazioni temporanee.
Questo chiarisce che il codice non riguarda esclusivamente il tatuaggio permanente eseguito con pigmenti introdotti nella pelle.
Tatuaggio e trucco permanente usano sempre lo stesso ATECO?
No, non bisogna considerarli automaticamente equivalenti. ATECO 2025 include esplicitamente il trucco permanente anche nella sottocategoria 96.22.09 relativa agli altri trattamenti di bellezza.
Allo stesso tempo, l’Atlante delle professioni regolamentate INAPP descrive l’operatore di tatuaggio e piercing come figura che può eseguire anche trucco permanente. Questo apparente incrocio dimostra che, per dermopigmentazione e trucco permanente, vanno verificati attività concretamente svolta e disciplina regionale anziché scegliere il codice soltanto sulla base della tecnica utilizzata.
L’inquadramento dell’area estetica è approfondito nella guida sulla Partita IVA dell’estetista.
Serve un corso per diventare tatuatore?
Non è corretto indicare un unico corso nazionale con lo stesso numero di ore valido indistintamente in tutta Italia.
L’INAPP indica che tatuaggio e piercing prevedono percorsi formativi e/o esami di abilitazione a titolarità delle Regioni e Province autonome.
Prima di iniziare bisogna quindi verificare la normativa vigente nella Regione nella quale verrà esercitata l’attività.
Le regole sono uguali in tutte le Regioni?
No. Formazione, requisiti professionali, procedure amministrative e condizioni igienico-sanitarie possono essere disciplinati a livello regionale.
INAPP, per esempio, riporta discipline specifiche per Lazio e Lombardia, nelle quali sono previsti corso formativo, esame finale e requisiti collegati alla sicurezza delle procedure di tatuaggio e piercing.
Serve la SCIA per aprire uno studio di tatuaggi?
La procedura deve essere verificata con il SUAP del Comune competente e secondo la disciplina regionale applicabile.
INAPP conferma, per le discipline regionali richiamate nella propria banca dati, che l’esercizio di tatuaggio e piercing e l’apertura, il trasferimento o la trasformazione della sede sono soggetti a SCIA.
Per il quadro operativo generale puoi consultare la pagina APIVA sulle pratiche SUAP.
Quali requisiti igienico-sanitari deve rispettare un tattoo studio?
Tatuaggio e piercing comportano procedure sulla cute e richiedono particolare attenzione a igiene, prevenzione delle infezioni, materiali utilizzati, gestione degli strumenti e sicurezza dell’ambiente di lavoro.
Le norme regionali richiamano le linee guida sanitarie nazionali e possono definire requisiti specifici per locali, attrezzature, procedure di disinfezione e sterilizzazione e formazione degli operatori.
Sterilizzazione e materiale monouso: chi stabilisce le regole?
Non vanno utilizzate regole generiche copiate da un’altra Regione. Gli obblighi concreti devono essere verificati nella normativa sanitaria e regionale applicabile allo studio.
L’obiettivo comune è ridurre il rischio biologico e infettivo attraverso procedure adeguate, materiale idoneo e corretta gestione degli strumenti contaminabili.
Serve il consenso del cliente per tatuaggio e piercing?
Consenso, informazioni preventive, eventuali limiti di età e modalità applicabili ai minori devono essere verificati secondo la disciplina regionale e sanitaria competente.
Non è prudente applicare automaticamente a tutta Italia una singola regola regionale su età, autorizzazioni dei genitori o modulistica.
Come si apre la Partita IVA da tatuatore?
Dopo aver verificato i requisiti regionali e la possibilità di esercitare nell’immobile scelto, bisogna aprire la posizione fiscale, impostare ATECO 96.99.91 e completare gli adempimenti dell’impresa.
Per una ditta individuale il procedimento generale è spiegato nella guida su ComUnica e apertura della ditta individuale.
Il tatuatore è un artigiano?
L’attività organizzata come impresa di servizi alla persona può assumere natura artigiana quando ricorrono i requisiti previsti dalla normativa sull’artigianato applicabile alla posizione.
Quando l’impresa è correttamente qualificata come artigiana, il titolare viene iscritto alla Gestione Artigiani INPS. Non è quindi corretto applicare automaticamente la Gestione Separata soltanto perché il tatuatore lavora personalmente e fattura la propria attività.
Quanto paga di INPS un tatuatore artigiano nel 2026?
Per il 2026 l’INPS fissa per gli artigiani l’aliquota pensionistica ordinaria al 24%.
Il minimale di reddito è 18.808 euro e il contributo annuo ordinario sul minimale è pari a 4.521,36 euro, comprensivo della contribuzione IVS e del contributo maternità.
Cosa succede sopra il minimale INPS?
Sul reddito d’impresa superiore al minimale continua ad applicarsi l’aliquota ordinaria fino alla prima fascia di retribuzione pensionabile.
Nel 2026 la prima fascia arriva a 56.224 euro; sulla parte eccedente questa soglia l’aliquota degli artigiani sale al 25%, entro il massimale applicabile.
Il tatuatore può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Se l’attività è iscritta alla Gestione Artigiani e il contribuente utilizza il regime forfettario, può aderire al regime previdenziale agevolato che riduce la contribuzione del 35%.
INPS conferma che anche chi intraprende una nuova attività nel 2026 può aderire, comunicando la propria volontà con la massima tempestività dopo il provvedimento di iscrizione.
Il meccanismo è approfondito nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Il tatuatore può usare il regime forfettario?
Sì, quando rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione.
La verifica completa è disponibile nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività del tatuatore?
Nel periodo transitorio ATECO 2025 il coefficiente di redditività applicabile alla corrispondente attività dell’area 96 è 67%.
Il decreto legislativo 81/2025 stabilisce che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti costruiti sulla classificazione ATECO 2025, continuano a essere utilizzati quelli dell’Allegato 4 individuati sulla base della corrispondente attività ATECO precedente.
Con 10.000 euro di ricavi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 6.700 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili.
Quante tasse paga un tatuatore forfettario?
Dal reddito determinato applicando il coefficiente del 67% vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori deducibili. Sulla base risultante si applica l’imposta sostitutiva.
L’aliquota ordinaria è il 15%; se sono soddisfatte tutte le condizioni previste per una nuova attività può essere applicabile il 5%.
Un tatuatore può lavorare in uno studio di un altro tatuatore?
Sì, può esistere una collaborazione professionale o imprenditoriale all’interno di uno studio altrui, ma non bisogna dedurre che ciò elimini automaticamente gli obblighi fiscali e amministrativi del singolo operatore.
Bisogna verificare il rapporto contrattuale, l’inquadramento fiscale del tatuatore e soprattutto che sede e modalità operative rispettino la disciplina regionale e locale applicabile.
Si può lavorare come tatuatore senza uno studio proprio?
Non esiste una risposta nazionale unica basata soltanto sul possesso della Partita IVA. Le Regioni e i Comuni possono disciplinare locali, requisiti igienico-sanitari e modalità con cui l’attività può essere svolta.
Prima di lavorare in uno studio condiviso, presso terzi o con altre formule bisogna quindi verificare la normativa regionale e le indicazioni del SUAP e dell’autorità sanitaria territorialmente competente.
Tatuatore a domicilio: è sempre possibile?
No, non va dato per scontato. Poiché tatuaggio e piercing implicano specifici requisiti sanitari e procedure sulla cute, l’ammissibilità del lavoro a domicilio dipende dalla disciplina regionale e locale applicabile.
La sola apertura della Partita IVA non autorizza automaticamente a effettuare tatuaggi in qualsiasi ambiente.
Il tatuatore deve iscriversi all’INAIL?
Con l’avvio dell’impresa bisogna verificare anche la posizione assicurativa INAIL in relazione all’attività, alle lavorazioni svolte e all’eventuale presenza di dipendenti o collaboratori assicurabili.
L’adempimento non va determinato soltanto dal codice ATECO: la corretta apertura della posizione assicurativa dipende dalla concreta organizzazione dell’impresa.
Quanto costa mantenere una Partita IVA da tatuatore?
Ai costi fiscali e previdenziali possono aggiungersi Camera di Commercio, INAIL quando dovuta, locali, adeguamenti igienico-sanitari, attrezzature, materiale monouso, dispositivi di protezione, smaltimento dei rifiuti e gestione amministrativa.
La Gestione Artigiani comporta normalmente contribuzione sul minimale anche quando il reddito effettivo è basso, salvo l’applicazione delle agevolazioni contributive spettanti.
Checklist prima di aprire Partita IVA come tatuatore
- Verificare la normativa della Regione in cui verrà esercitata l’attività.
- Controllare corso, formazione o esame eventualmente richiesti localmente.
- Utilizzare ATECO 96.99.91 per tatuaggi e piercing.
- Non continuare a utilizzare automaticamente il vecchio 96.09.02.
- Verificare separatamente dermopigmentazione e trucco permanente.
- Controllare requisiti igienico-sanitari della sede.
- Verificare SCIA e pratica SUAP applicabili.
- Impostare correttamente la posizione d’impresa e la Gestione Artigiani quando ne ricorrono i requisiti.
- Valutare la riduzione INPS del 35% se si utilizza il regime forfettario.
- Verificare la posizione INAIL quando dovuta.
Quali sono gli errori più comuni del tatuatore?
- continuare a usare il vecchio ATECO 96.09.02;
- creare un codice diverso per piercer quando l’attività rientra nello stesso 96.99.91;
- indicare un corso nazionale di durata fissa senza verificare la Regione;
- pensare che la Partita IVA autorizzi da sola l’esercizio dell’attività;
- ignorare requisiti igienico-sanitari e SCIA;
- confondere automaticamente tatuaggio e trucco permanente;
- considerare sempre possibile lavorare a domicilio;
- applicare la Gestione Separata senza verificare l’inquadramento artigiano;
- dimenticare il regime previdenziale agevolato del 35% quando spettante;
- applicare un coefficiente forfettario diverso dal 67% durante il regime transitorio vigente.
Domande frequenti sulla Partita IVA del tatuatore
Qual è il codice ATECO del tatuatore nel 2026?
Il codice ATECO 2025 è 96.99.91 – Attività di studi di tatuaggi e piercing.
Tatuatore e piercer usano lo stesso codice?
Sì. Entrambe le attività sono comprese nella stessa sottocategoria 96.99.91.
Serve un corso di 90 ore?
Non esiste una regola unica nazionale da applicare indistintamente: formazione ed eventuali esami vanno verificati in base alla disciplina della Regione o Provincia autonoma competente.
Quanto paga INPS un tatuatore artigiano nel 2026?
L’aliquota ordinaria artigiani è 24%, il minimale è 18.808 euro e il contributo ordinario annuo sul minimale è 4.521,36 euro.
Qual è il coefficiente forfettario?
Durante il regime transitorio ATECO 2025 il coefficiente della corrispondente attività dell’area 96 è 67%.
Partita IVA tatuatore nel 2026: cosa verificare prima dell’apertura
Il codice ATECO è soltanto una parte dell’apertura. Per tatuaggi e piercing bisogna verificare insieme disciplina regionale, formazione, caratteristiche della sede, sicurezza sanitaria, SCIA e inquadramento previdenziale.
Solo dopo questi controlli è possibile impostare correttamente impresa, Partita IVA e regime fiscale senza applicare a tutta Italia requisiti validi soltanto in alcune Regioni. Le altre attività sono raccolte nell’hub Professioni e attività.