Il patto di famiglia permette di trasferire in vita quote di una SRL a uno o più discendenti, organizzando in anticipo il passaggio generazionale dell’impresa. Non è una semplice donazione: è un contratto tipico del Codice civile, richiede l’atto pubblico notarile e coinvolge anche gli altri soggetti che, in quel momento, sarebbero legittimari del disponente.
Nel 2026 il patto di famiglia è particolarmente interessante quando il trasferimento riguarda una partecipazione di controllo. In presenza dei requisiti fiscali, il passaggio delle quote può beneficiare dell’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni, ma il controllo deve essere mantenuto per almeno cinque anni.
Patto di famiglia quote SRL: risposta rapida
| Voce | Regola |
|---|---|
| Forma | Atto pubblico notarile |
| Assegnatari | Uno o più discendenti |
| Partecipanti | Coniuge e legittimari attuali |
| Liquidazione | Agli altri partecipanti, salvo rinuncia |
| Esenzione fiscale quote SRL | Se si acquisisce o integra il controllo |
| Vincolo | Controllo mantenuto almeno 5 anni |
Cos’è il patto di famiglia?
È il contratto con cui l’imprenditore trasferisce l’azienda oppure il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote a uno o più discendenti. La disciplina è contenuta negli articoli 768-bis e seguenti del Codice civile.
Perché è diverso da una normale donazione di quote?
Nella donazione ordinaria il trasferimento avviene tra donante e donatario e gli effetti successori vengono valutati successivamente secondo le regole applicabili. Nel patto di famiglia, invece, partecipano anche i legittimari attuali e vengono regolati contestualmente i diritti economici degli altri familiari.
Per il confronto vedi anche donazione quote SRL.
Chi può ricevere le quote con il patto di famiglia?
Il Codice civile prevede l’assegnazione dell’azienda o delle partecipazioni a uno o più discendenti. Il patto è quindi uno strumento pensato per il passaggio generazionale verso figli, nipoti o altri discendenti, non per una vendita a un terzo estraneo alla famiglia.
Chi deve partecipare al contratto?
Devono partecipare il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari se la successione del disponente si aprisse in quel momento. È un elemento essenziale della struttura del patto e serve a regolare subito i diritti degli altri familiari protetti dalla legge.
Gli altri legittimari devono ricevere denaro?
In linea generale l’assegnatario delle quote deve liquidare gli altri partecipanti con una somma corrispondente al valore delle quote di legittima loro spettanti, salvo rinuncia totale o parziale. I contraenti possono anche prevedere una liquidazione in natura.
La liquidazione può avvenire con beni invece che con denaro?
Sì. Il patto può prevedere che gli altri legittimari ricevano beni in natura. Tali attribuzioni vengono considerate in funzione delle rispettive quote di legittima e devono essere valutate con attenzione nel progetto complessivo dell’operazione.
Serve sempre il notaio?
Sì. Il patto di famiglia deve essere stipulato per atto pubblico; la forma notarile è richiesta a pena di nullità. Non è quindi sufficiente una scrittura privata tra familiari.
Lo statuto della SRL può limitare il trasferimento?
Sì. Prima del patto bisogna leggere lo statuto e verificare eventuali clausole di prelazione, gradimento o altri limiti al trasferimento delle quote. Il patto di famiglia non rende irrilevanti le regole societarie sulla circolazione delle partecipazioni.
Per le clausole di trasferimento vedi prelazione quote SRL.
Quando il trasferimento delle quote è esente da imposta?
Per le quote di una SRL soggetta a IRES, l’articolo 3, comma 4-ter, del Testo unico successioni e donazioni prevede l’esenzione quando il trasferimento consente al beneficiario di acquisire il controllo ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1, del Codice civile oppure di integrare un controllo già esistente.
Una quota di minoranza è sempre esente?
No. Per una SRL ordinaria soggetta a IRES, la semplice cessione gratuita di una partecipazione di minoranza non dà automaticamente accesso all’esenzione prevista per il passaggio generazionale. Bisogna verificare se la quota trasferita determina o completa il controllo richiesto dalla norma.
Per quanto tempo va mantenuto il controllo?
Il beneficiario deve mantenere il controllo per almeno cinque anni dalla data del trasferimento e deve rendere l’impegno previsto dalla normativa fiscale. Se la condizione viene violata, si decade dall’agevolazione e possono diventare dovute imposta ordinaria, sanzioni e interessi.
Cosa succede se il figlio vende parte delle quote entro cinque anni?
La vendita non va valutata soltanto in base alla percentuale ceduta: bisogna verificare se, dopo l’operazione, il beneficiario conserva comunque il controllo richiesto. Il punto fiscale decisivo è il mantenimento del controllo per il periodo minimo previsto.
Il patto blocca definitivamente ogni futura contestazione ereditaria?
Il patto stabilizza il passaggio generazionale rispetto ai soggetti che vi partecipano e disciplina le attribuzioni agli altri legittimari. Tuttavia, se al momento della futura successione esistono legittimari che non avevano partecipato al contratto perché divenuti tali successivamente, la legge riconosce specifici diritti economici nei confronti dei beneficiari del patto.
Si può modificare o sciogliere un patto di famiglia?
Sì. Gli stessi soggetti che hanno partecipato possono scioglierlo o modificarlo con un nuovo contratto, anch’esso stipulato per atto pubblico. È inoltre possibile prevedere nel patto un diritto di recesso da esercitare secondo le modalità stabilite dalla legge.
Patto di famiglia e controllo 50/50
Se le quote trasferite portano a una compagine con due soci al 50%, non bisogna confondere il valore economico della partecipazione con il controllo richiesto dall’agevolazione fiscale. Inoltre una struttura 50/50 può generare problemi di governance. Vedi SRL con soci al 50% e stallo.
Esempio: padre con il 70% trasferisce il controllo al figlio
Un padre possiede il 70% di una SRL e trasferisce al figlio una partecipazione che consente al beneficiario di acquisire la maggioranza dei voti nell’assemblea ordinaria. Se sono rispettati tutti gli altri requisiti e il controllo viene mantenuto per almeno cinque anni, il trasferimento può rientrare nell’esenzione prevista dalla disciplina fiscale.
Checklist prima del patto
- ricostruire la compagine sociale e i diritti di voto;
- leggere lo statuto della SRL;
- individuare i legittimari attuali;
- stabilire chi riceverà le quote;
- valutare economicamente la partecipazione;
- definire la liquidazione degli altri partecipanti;
- verificare se si acquisisce o integra il controllo;
- pianificare il mantenimento del controllo per cinque anni;
- coordinare patto, statuto e futuro assetto di governance;
- formalizzare tutto con il notaio.
Per la disciplina civilistica è utile la guida del Consiglio Nazionale del Notariato. Per l’esenzione fiscale rileva l’articolo 3, comma 4-ter, del Testo unico successioni e donazioni, come modificato dal D.Lgs. 139/2024.
Per orientarti tra tutti gli aspetti societari, fiscali e gestionali consulta anche la guida completa alla SRL.
Domande frequenti
Il patto di famiglia può trasferire quote SRL?
Sì, a uno o più discendenti, nel rispetto delle regole del Codice civile.
Serve il notaio?
Sì. L’atto pubblico è necessario a pena di nullità.
Devono partecipare anche gli altri figli?
Devono partecipare tutti coloro che sarebbero legittimari se la successione si aprisse in quel momento.
Il trasferimento è sempre esente da imposta?
No. Per le quote SRL soggette a IRES serve, tra le altre condizioni, l’acquisizione o integrazione del controllo.
Quanto va mantenuto il controllo?
Almeno cinque anni dalla data del trasferimento.
Patto di famiglia e donazione sono la stessa cosa?
No. Il patto è un contratto specifico di passaggio generazionale che coinvolge anche gli altri legittimari attuali.