I permessi di soggiorno per casi speciali possono consentire il lavoro autonomo e quindi l’apertura della Partita IVA. Nel 2026 questa espressione comprende però più titoli, collegati a presupposti diversi: protezione sociale per vittime di tratta o grave sfruttamento, violenza domestica e tutela delle vittime di sfruttamento lavorativo.
La prima regola è quindi non fermarsi alla dicitura generica “casi speciali”. Prima di aprire la Partita IVA bisogna identificare l’articolo del Testo Unico Immigrazione che ha determinato il rilascio, perché durata, rinnovo, possibilità di lavorare con la ricevuta e conversione non sono identici in tutte le fattispecie.
Quali permessi rientrano nei casi speciali
Tra le principali fattispecie rientra il permesso ex articolo 18 del D.Lgs. 286/1998, legato a programmi di protezione sociale per persone vittime di violenza o grave sfruttamento; l’articolo 18-bis riguarda le vittime di violenza domestica; l’articolo 18-ter disciplina il permesso per vittime di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
Nel 2026 l’INPS, con la Circolare 58/2026, ha riepilogato alcune modifiche recenti relative a questi titoli. È utile perché conferma che le categorie continuano ad avere una disciplina propria e non possono essere trattate come un normale permesso per lavoro subordinato o autonomo.
Quando il permesso consente lavoro autonomo
Le fonti istituzionali indicano espressamente la possibilità di svolgere attività lavorativa nelle fattispecie previste. Per il permesso ex articolo 18-bis, ad esempio, è ammesso sia il lavoro subordinato sia quello autonomo. Anche il permesso ex articolo 18-ter consente attività di lavoro autonomo.
Questo significa che, quando il titolo è valido e abilita al lavoro, il titolare può aprire una posizione professionale o imprenditoriale senza dover attendere una conversione in un permesso denominato “lavoro autonomo”. Il permesso resta comunque legato alla specifica tutela che ne ha giustificato il rilascio.
Ricevuta della domanda: si può iniziare subito?
Per alcune fattispecie la normativa consente di lavorare già durante l’attesa del documento materiale. Il Portale Integrazione Migranti, per il permesso ex articolo 18-ter, chiarisce che la ricevuta della domanda può permettere temporaneamente l’attività lavorativa, salvo comunicazione ostativa dell’autorità competente e nel rispetto delle condizioni previste.
Non bisogna però estendere questa regola a ogni pratica per casi speciali. Se si possiede soltanto la ricevuta, è opportuno verificare la specifica base normativa prima di iniziare a emettere fatture o presentare pratiche al Registro Imprese.
Durata, rinnovo e conversione
Le modifiche normative più recenti hanno inciso anche sulla durata di diversi permessi per casi speciali. Nel 2026 alcune tipologie hanno durata annuale, ma la scadenza concreta va sempre letta sul documento e confrontata con l’articolo applicato.
La conversione segue regole proprie. Per l’articolo 18-bis le fonti ufficiali indicano la possibilità, ricorrendone i requisiti, di conversione alla scadenza in lavoro subordinato, lavoro autonomo o studio. Per altri titoli possono esistere procedure differenti. Aprire Partita IVA durante la validità del permesso non significa quindi poter ignorare il percorso necessario alla scadenza.
Come aprire la Partita IVA
Una volta verificato che il titolo abilita al lavoro autonomo, la procedura dipende dall’attività. Il libero professionista sceglie il codice ATECO, apre la posizione IVA e verifica Gestione Separata o Cassa professionale. Una ditta individuale può richiedere anche Comunicazione Unica, Registro Imprese, INPS, INAIL e SCIA.
Il permesso di soggiorno non sostituisce autorizzazioni di settore, requisiti morali o professionali, riconoscimento di titoli di studio esteri e iscrizioni ad Albi. Per la procedura generale vedi aprire Partita IVA come libero professionista oppure aprire una ditta individuale.
Regime forfettario e INPS
Il permesso per casi speciali non costituisce, da solo, una causa di esclusione dal regime forfettario. Il contribuente deve però rispettare i normali requisiti fiscali, compresi residenza, limite di ricavi o compensi e altre cause ostative.
La previdenza dipende dal lavoro svolto: Gestione Separata per molti professionisti senza Cassa, Artigiani o Commercianti per attività d’impresa oppure Cassa professionale quando prevista. Approfondimenti: requisiti del forfettario e INPS e Partita IVA.
Esempi pratici e checklist
Permesso ex articolo 18-bis. Una persona titolare del permesso vuole iniziare un’attività di traduzione. Può valutare l’apertura della Partita IVA durante la validità del titolo e, prima della scadenza, verificare rinnovo o conversione. Permesso ex articolo 18-ter. Chi è in attesa del documento e possiede la ricevuta deve controllare che siano soddisfatte le condizioni che consentono il lavoro già in questa fase.
- controlla l’articolo indicato sul permesso;
- verifica espressamente l’abilitazione al lavoro autonomo;
- se hai solo la ricevuta, controlla la disciplina della tua fattispecie;
- annota scadenza e percorso di rinnovo o conversione;
- scegli professione o impresa in base all’attività reale;
- verifica forfettario, INPS e requisiti professionali.
Domande frequenti
Con un permesso per casi speciali posso aprire Partita IVA?
Sì quando la specifica tipologia di permesso abilita al lavoro autonomo. Bisogna verificare l’articolo che ha determinato il rilascio.
Tutti i casi speciali hanno le stesse regole?
No. Durata, ricevuta, rinnovo e conversione dipendono dalla fattispecie concreta.
Posso usare il forfettario?
Può essere possibile se sono rispettati tutti i normali requisiti fiscali del regime.
Fonti ufficiali: INPS, Circolare 58/2026 e Portale Integrazione Migranti.