Una ditta individuale può svolgere più attività con la stessa Partita IVA e avere più codici ATECO. Non occorre aprire una seconda Partita IVA ogni volta che l’imprenditore aggiunge un’attività: bisogna invece identificare correttamente attività principale e attività secondarie e aggiornare le posizioni fiscali e camerali.
Nel 2026 la classificazione di riferimento è ATECO 2025. Istat stabilisce che, quando una stessa unità svolge più attività economiche, quella principale viene individuata in base al valore aggiunto prodotto o al criterio utilizzato in sua sostituzione; le altre possono essere registrate come attività secondarie.
Più codici ATECO: risposta rapida
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Servono due Partite IVA? | No, normalmente la persona mantiene una sola Partita IVA. |
| Possono esserci più ATECO? | Sì, uno principale e uno o più secondari. |
| Come si sceglie il principale? | In base all’attività economicamente principale secondo i criteri ATECO. |
| Si può aggiungere un codice dopo l’apertura? | Sì, con la variazione corretta. |
| Forfettario | Ricavi delle diverse attività concorrono alle soglie del regime. |
| SCIA e INPS | Vanno verificati per ciascuna attività concretamente svolta. |
Una ditta individuale può svolgere attività diverse?
Sì. Un’impresa può, per esempio, vendere prodotti e contemporaneamente offrire servizi, oppure svolgere produzione artigiana e vendita. La condizione è che tutte le attività siano dichiarate correttamente e che siano rispettati gli eventuali requisiti specifici.
Per il quadro generale vedi la guida alla ditta individuale.
Bisogna aprire due Partite IVA?
Normalmente no. La stessa persona fisica mantiene una sola Partita IVA e comunica le differenti attività esercitate. Questo concetto è approfondito anche nella guida si possono avere due Partite IVA?.
Cos’è l’attività principale?
È l’attività che identifica principalmente l’unità economica. Istat indica come criterio fondamentale il valore aggiunto associato alle diverse attività. Quando questo dato non è direttamente disponibile vengono utilizzati criteri sostitutivi coerenti con la classificazione.
La FAQ ufficiale Istat sulla classificazione ATECO chiarisce espressamente che un’unità con più attività ha un codice principale e ulteriori codici per le attività secondarie.
Cos’è un’attività secondaria?
È un’attività economica effettivamente svolta dall’impresa ma diversa da quella individuata come principale. “Secondaria” non significa irrilevante: può produrre ricavi consistenti e può richiedere propri adempimenti amministrativi, previdenziali o autorizzativi.
Come si aggiunge un nuovo codice ATECO?
Quando la ditta avvia una nuova attività bisogna comunicare la variazione agli enti interessati. Per un’impresa iscritta al Registro Imprese la pratica va coordinata con gli strumenti camerali e con l’eventuale SUAP; sul piano fiscale la variazione deve risultare anche presso l’Agenzia delle Entrate.
Vedi anche variazione Partita IVA e attività.
Basta aggiungere l’ATECO per poter iniziare?
No. Il codice ATECO descrive l’attività, ma non sostituisce eventuali abilitazioni, SCIA, autorizzazioni sanitarie, requisiti professionali, iscrizioni ad albi o altri adempimenti settoriali.
Cosa cambia se la nuova attività è artigiana?
Bisogna verificare se ricorrono i requisiti per l’impresa artigiana e per l’iscrizione alla relativa gestione previdenziale. Non è il codice ATECO, da solo, a determinare automaticamente tutto l’inquadramento.
Approfondisci in codice ATECO e Gestione Artigiani.
E se la nuova attività è commerciale?
Occorre verificare Registro Imprese, eventuale SCIA commerciale, requisiti dell’attività e Gestione Commercianti INPS. Anche in questo caso l’attività effettivamente svolta viene prima della semplice etichetta del codice.
Vedi codice ATECO e Gestione Commercianti.
Con due attività si pagano due contributi minimi INPS?
Non automaticamente. Bisogna verificare l’inquadramento previdenziale concreto, le attività effettivamente esercitate e quale gestione sia applicabile. Aggiungere un secondo codice ATECO non significa, da solo, duplicare ogni contribuzione minima.
Cosa succede nel regime forfettario?
Il regime forfettario può essere applicato anche in presenza di più attività, se il contribuente mantiene tutti i requisiti. I ricavi e compensi delle diverse attività devono essere considerati complessivamente per verificare i limiti di accesso e permanenza.
Quale coefficiente di redditività si usa?
La Legge 190/2014 collega il coefficiente di redditività al codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata. Se l’imprenditore svolge attività appartenenti a gruppi con coefficienti differenti, la determinazione del reddito deve rispettare la natura dei ricavi riferibili alle diverse attività, invece di applicare arbitrariamente un solo coefficiente a tutto.
Il riferimento normativo è il comma 64 della Legge 190/2014.
I limiti di 85.000 e 100.000 euro si applicano a ogni attività?
No. Non si dispone di un limite autonomo per ogni singolo codice ATECO che permetta di moltiplicare la soglia del regime. Per verificare la permanenza nel forfettario bisogna considerare complessivamente i ricavi e compensi rilevanti del contribuente.
IVA: attività diverse possono avere regole diverse?
Sì. Fuori dal forfettario possono esistere attività soggette a regole IVA differenti e, in specifici casi, può essere necessario o conveniente separare contabilmente alcune attività. Questo tema va verificato prima di iniziare una nuova linea di business.
La nuova attività può avere una sede diversa?
Sì. Una stessa ditta può avere unità locali differenti, per esempio un laboratorio e un punto vendita. In questo caso bisogna aggiornare correttamente Registro Imprese e pratiche locali.
Vedi sede, sede operativa e unità locale.
Esempio: artigiano che apre anche un e-commerce
Un artigiano produce oggetti e successivamente inizia a venderli online. La produzione e il commercio possono richiedere classificazioni e adempimenti distinti. Prima di aggiungere il nuovo codice occorre verificare e-commerce, SCIA, inquadramento INPS e trattamento fiscale della nuova attività.
Esempio: negozio che aggiunge servizi
Un commerciante gestisce un negozio e inizia anche a svolgere un servizio autonomo collegato ai prodotti venduti. Se il servizio rappresenta una vera attività economica distinta deve essere classificato correttamente, con attenzione a coefficiente forfettario, autorizzazioni e previdenza.
Checklist prima di aggiungere un’attività
- descrivere esattamente la nuova attività;
- individuare il codice ATECO 2025 corretto;
- verificare se diventa attività principale o secondaria;
- controllare requisiti, SCIA e autorizzazioni;
- verificare INPS e INAIL;
- controllare effetti sul regime forfettario;
- verificare il coefficiente di redditività applicabile;
- valutare eventuali regole IVA differenti;
- aggiornare Registro Imprese e posizione fiscale;
- verificare eventuali nuove unità locali.
Domande frequenti
Una ditta può avere due codici ATECO?
Sì. Può avere un’attività principale e una o più attività secondarie.
Servono due Partite IVA?
Normalmente no. La persona fisica mantiene una sola Partita IVA.
Come si decide quale ATECO è principale?
Secondo i criteri della classificazione ATECO, a partire dal peso economico delle attività svolte.
Con più ATECO si può restare forfettari?
Sì, se restano rispettati tutti i requisiti e i limiti del regime.
Si raddoppia automaticamente l’INPS?
No. L’inquadramento dipende dalle attività effettive e dalle regole previdenziali applicabili.
Basta comunicare il nuovo ATECO per iniziare?
No. Vanno verificati anche eventuali requisiti, SCIA, autorizzazioni e adempimenti previdenziali.