Nel 2026 chi vende prodotti o presta servizi, anche professionali, deve accettare i pagamenti con carta nei casi previsti dalla legge. L’obbligo riguarda quindi anche molti titolari di Partita IVA e non dipende dal fatto di essere in regime forfettario oppure ordinario. Dal 30 giugno 2022, il rifiuto di un pagamento con carta può inoltre comportare una sanzione pari a 30 euro più il 4% del valore della transazione rifiutata.
Chi ha Partita IVA deve avere il POS?
L’articolo 15 del decreto-legge 179/2012 stabilisce che i soggetti che svolgono attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare pagamenti effettuati tramite carte di pagamento.
La norma fa riferimento almeno a carta di debito, carta di credito e carte prepagate e prevede un’eccezione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica. Il testo vigente è disponibile su Normattiva – articolo 15 del DL 179/2012.
In pratica, l’obbligo non significa necessariamente acquistare uno specifico modello di terminale fisico: ciò che conta è essere in grado di accettare le carte secondo le modalità previste. Il servizio scelto può dipendere dal tipo di attività, dagli incassi e dal prestatore di pagamento utilizzato.
Il POS è obbligatorio anche per i professionisti?
Sì. La disposizione include espressamente anche le prestazioni professionali. Commercialisti, consulenti, tecnici, professionisti sanitari e altri lavoratori autonomi rientrano quindi nella regola quando sono tenuti ad accettare un pagamento con carta.
Non conta il fatto che normalmente i clienti paghino con bonifico: se ricorrono le condizioni dell’obbligo, la disponibilità del solo bonifico non equivale automaticamente alla possibilità di rifiutare una carta richiesta dal cliente.
Il regime forfettario è esonerato dal POS?
No. Il regime forfettario è un regime fiscale e non costituisce un’esenzione generale dall’obbligo di accettare pagamenti elettronici.
Un professionista forfettario deve quindi distinguere due piani: da una parte le regole fiscali del regime, dall’altra gli obblighi relativi alle modalità di pagamento. Per requisiti e limiti fiscali consulta la guida sul regime forfettario 2026.
Qual è la sanzione se rifiuto un pagamento con carta?
Dal 30 giugno 2022, in caso di mancata accettazione di un pagamento con carta da parte di un soggetto obbligato, la sanzione è composta da due elementi:
- 30 euro in misura fissa;
- 4% del valore della transazione rifiutata.
Esempio: se viene rifiutato un pagamento con carta da 200 euro, il 4% equivale a 8 euro. La sanzione prevista dalla norma è quindi pari a 38 euro.
Per queste violazioni non si applica il pagamento in misura ridotta previsto dall’articolo 16 della legge 689/1981. La norma individua nel prefetto della provincia in cui è avvenuta la violazione l’autorità competente a ricevere il rapporto.
Esiste un importo minimo sotto il quale posso rifiutare la carta?
No. La disposizione sulla sanzione parla di pagamento di qualsiasi importo. Non esiste quindi una soglia generale sotto la quale il titolare della Partita IVA possa rifiutare la carta soltanto perché la transazione è piccola.
Il costo della transazione o le commissioni applicate dal prestatore di pagamento non introducono da soli una soglia legale minima per il cliente.
Quando vale l’oggettiva impossibilità tecnica?
La legge prevede che l’obbligo non trovi applicazione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica. Non è però una formula da utilizzare liberamente per giustificare qualsiasi rifiuto.
Un problema tecnico reale e non dipendente dalla volontà dell’esercente deve essere distinto, per esempio, dalla scelta di non attivare alcun servizio di pagamento elettronico. Per ridurre i rischi conviene predisporre una soluzione coerente con il luogo e le modalità con cui vengono normalmente incassati i corrispettivi.
POS fisico, mobile POS e SoftPOS: cosa cambia?
La normativa impone l’accettazione delle carte, non un unico modello di apparecchio. A seconda del servizio scelto è possibile utilizzare un terminale tradizionale, un dispositivo mobile o soluzioni che consentono di accettare pagamenti tramite smartphone compatibile.
Prima di scegliere conviene verificare commissioni, canone, carte accettate, tempi di accredito, stabilità della connessione e compatibilità con il proprio conto. Per la gestione bancaria consulta anche la guida su conto corrente e Partita IVA.
Posso chiedere un sovrapprezzo al cliente che paga con carta?
La disciplina dei pagamenti elettronici vieta pratiche che trasferiscano al cliente un sovrapprezzo soltanto per il fatto di utilizzare lo strumento elettronico nei casi vietati dalla normativa. Il costo del servizio POS va quindi gestito come costo dell’attività e non trasformato automaticamente in una maggiorazione applicata al cliente per l’uso della carta.
Nel 2026 cosa cambia con il collegamento POS e registratore telematico?
Nel 2026 è operativo un adempimento ulteriore per i soggetti che utilizzano strumenti di certificazione dei corrispettivi: il collegamento tra gli strumenti di pagamento elettronico e gli strumenti di certificazione dei corrispettivi.
L’Agenzia delle Entrate ha indicato il 20 aprile 2026 come termine per il collegamento dei POS in uso a gennaio 2026. Per nuove attivazioni o variazioni dei dati, il collegamento deve essere effettuato tra il sesto e l’ultimo giorno del secondo mese successivo all’attivazione o variazione.
La procedura viene gestita tramite le funzionalità disponibili nell’area “Fatture e Corrispettivi” oppure, nei casi indicati dall’Agenzia, tramite “Documento Commerciale on line”. La scadenza e le modalità sono riportate nello scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Tutti i professionisti devono collegare POS e registratore telematico?
No. Il nuovo collegamento non va confuso con l’obbligo generale di accettare pagamenti con carta. L’adempimento POS-RT riguarda i soggetti che utilizzano gli strumenti di certificazione dei corrispettivi per la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri.
Un professionista che emette normalmente fattura e non rientra nella gestione dei corrispettivi tramite registratore telematico deve quindi valutare la propria situazione concreta: può essere soggetto all’obbligo di accettare carte senza avere, per questo solo motivo, un registratore telematico da collegare.
POS e fattura elettronica sono la stessa cosa?
No. Il POS serve ad accettare il pagamento; la fattura documenta fiscalmente l’operazione secondo le regole applicabili. Il fatto che il cliente paghi con carta non sostituisce l’eventuale obbligo di emettere fattura o documento commerciale.
Per emissione, SdI e conservazione consulta la guida sulla fatturazione elettronica.
Checklist POS per una Partita IVA nel 2026
- verifica se la tua attività rientra nell’obbligo di accettare carte;
- scegli una soluzione adatta al tipo di incassi;
- controlla carte accettate, canone e commissioni;
- verifica la connessione e la continuità del servizio;
- non fissare soglie minime arbitrarie per l’uso della carta;
- non confondere bonifico e disponibilità del pagamento con carta;
- se certifichi corrispettivi, verifica il collegamento POS-RT richiesto nel 2026;
- mantieni distinti pagamento, fatturazione e adempimenti fiscali.
Domande frequenti sul POS obbligatorio
Un forfettario può non avere il POS?
Il solo fatto di essere forfettario non esonera dall’obbligo di accettare pagamenti con carta quando la norma si applica.
Posso rifiutare una carta per un pagamento di pochi euro?
La sanzione prevista dalla legge riguarda la mancata accettazione di un pagamento di qualsiasi importo. Non esiste una soglia minima generale prevista da questa disciplina.
La sanzione è sempre 30 euro?
No. Ai 30 euro si aggiunge il 4% del valore della transazione per la quale è stata rifiutata la carta.
Per gli altri adempimenti successivi all’apertura consulta la sezione Dopo l’apertura.