Aprire la Partita IVA nel 2026 può costare 0 euro se devi soltanto richiedere la Partita IVA all’Agenzia delle Entrate e presenti autonomamente la pratica. I costi cambiano però quando l’attività richiede anche Registro Imprese, Camera di Commercio, PEC, firma digitale, SCIA/SUAP, INAIL oppure l’intervento di un professionista. Per questo il costo di apertura di un libero professionista è molto diverso da quello di una ditta individuale.
Quanto costa aprire la Partita IVA nel 2026?
La prima distinzione da fare è tra attribuzione della Partita IVA e avvio completo dell’attività.
| Voce | Costo indicativo |
|---|---|
| Attribuzione Partita IVA presso Agenzia Entrate, se gestita autonomamente | 0 € di tassa di apertura |
| Assistenza di commercialista o intermediario | Variabile in base al servizio |
| Registro Imprese / Camera di Commercio | Previsto per le attività d’impresa interessate; importi variabili |
| Diritto camerale annuale | Dipende dalla sezione e dalla Camera competente |
| PEC e firma digitale | Costi di mercato variabili |
| SCIA / SUAP | Solo quando richiesta; eventuali diritti dipendono dal procedimento e dal Comune |
| INAIL | Solo quando ricorre l’obbligo; premio legato alla posizione assicurativa |
Non esiste quindi un unico “prezzo della Partita IVA” valido per tutte le attività.
La sola apertura della Partita IVA all’Agenzia delle Entrate è gratuita?
Sì, la sola attribuzione fiscale della Partita IVA non comporta una tassa di apertura da versare all’Agenzia delle Entrate. Per le persone fisiche che esercitano impresa individuale, arte o professione viene utilizzata la dichiarazione di inizio attività ai fini IVA.
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il modello AA9/12 per le dichiarazioni di inizio attività, variazione dati e cessazione delle imprese individuali e dei lavoratori autonomi.
Se la pratica viene affidata a un commercialista o a un altro intermediario, l’eventuale importo richiesto è il compenso per il servizio professionale, non una tassa pubblica per ottenere il numero di Partita IVA.
Per la procedura consulta anche la guida sul modello AA9/12.
Quanto costa aprire Partita IVA come libero professionista?
Per un libero professionista che non deve iscrivere un’impresa al Registro Imprese, l’apertura può essere particolarmente semplice.
Se presenta autonomamente la dichiarazione fiscale, non deve sostenere una tassa per l’attribuzione della Partita IVA. Possono però esserci altri costi legati alla situazione concreta, ad esempio:
- compenso del commercialista o dell’intermediario scelto;
- eventuale iscrizione a un Albo;
- eventuali adempimenti o costi della Cassa professionale;
- strumenti utilizzati per fatturazione e gestione;
- eventuali autorizzazioni specifiche richieste dalla professione.
L’iscrizione alla Gestione Separata INPS, quando dovuta, non deve essere confusa con una “tassa di apertura”: i contributi previdenziali rappresentano un costo della posizione professionale e dipendono dalle relative regole contributive.
Per il percorso completo consulta come aprire Partita IVA da libero professionista.
Quanto costa aprire una ditta individuale?
Per una ditta individuale l’attribuzione della Partita IVA è soltanto uno degli adempimenti necessari.
Il Registro Imprese conferma che per l’avvio di un’impresa individuale deve essere presentata telematicamente la Comunicazione Unica, attraverso la quale possono essere assolti gli adempimenti relativi a:
- Agenzia delle Entrate per la Partita IVA;
- Registro Imprese ed eventuale Albo delle Imprese Artigiane;
- INPS;
- INAIL quando ricorre l’obbligo;
- SCIA destinata al SUAP quando richiesta.
La procedura richiede inoltre, secondo le indicazioni del Registro Imprese, un domicilio digitale PEC dell’impresa e la firma digitale del titolare o del soggetto che presenta la pratica.
La fonte ufficiale è la scheda Registro Imprese – Impresa individuale.
Per la procedura completa consulta come aprire una ditta individuale.
Quanto costa la Camera di Commercio nel 2026?
Per le imprese iscritte al Registro Imprese possono essere dovuti diritti di segreteria, imposta di bollo quando prevista e diritto camerale annuale.
Non è corretto indicare un unico importo valido per qualsiasi ditta individuale. Il diritto annuale dipende anche dalla sezione del Registro Imprese e possono rilevare le misure applicabili presso la Camera competente.
Come riferimento, diverse Camere di Commercio pubblicano per il 2026 un diritto annuale di circa 53 euro per molte imprese individuali iscritte nella sezione speciale e di 120 euro per le imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria. Prima dell’apertura va comunque verificato l’importo effettivamente applicabile presso la Camera territorialmente competente.
A questi importi possono aggiungersi i costi della pratica camerale e degli strumenti necessari per la trasmissione telematica.
SCIA e SUAP hanno sempre un costo?
No. La SCIA non è richiesta per qualsiasi Partita IVA e non esiste un diritto SUAP nazionale uguale per tutti.
Il portale ufficiale Impresa in un giorno conferma che la SCIA viene utilizzata nei casi previsti per consentire l’avvio dell’attività e può essere collegata alla Comunicazione Unica.
Gli eventuali diritti di istruttoria SUAP sono locali e possono quindi cambiare in base al Comune, alla pratica e al tipo di attività. Per alcune pratiche il costo può essere nullo, mentre altre possono prevedere specifici diritti.
INPS e INAIL sono costi di apertura?
È utile separarli dal costo della pratica iniziale.
L’INPS rappresenta normalmente un costo previdenziale dell’attività, non il prezzo per ottenere la Partita IVA. Il meccanismo cambia tra professionisti, Artigiani, Commercianti e professionisti iscritti a Casse autonome.
L’INAIL, quando obbligatorio, riguarda invece l’assicurazione contro gli infortuni e comporta un premio collegato alla posizione assicurativa e al rischio dell’attività. Non è automaticamente dovuto da qualunque titolare di Partita IVA.
Per orientarti consulta INPS e Partita IVA: quale gestione previdenziale.
Quanto costa farsi aprire la Partita IVA da un commercialista?
Il compenso di un commercialista o di un servizio fiscale non è stabilito per legge in un importo unico.
Il prezzo può cambiare in funzione della complessità della pratica e soprattutto di ciò che viene incluso: sola dichiarazione AA9/12, consulenza iniziale, scelta del codice ATECO e del regime fiscale, iscrizioni previdenziali, Comunicazione Unica, Camera di Commercio o pratiche amministrative.
Prima di confrontare due offerte bisogna quindi verificare se comprendono gli stessi servizi. Approfondisci nella guida su quanto costa un commercialista per Partita IVA.
Quanto costa realmente il primo anno di Partita IVA?
Il costo del primo anno può essere molto superiore al costo della pratica di apertura.
Dopo aver aperto bisogna infatti considerare:
- contributi previdenziali;
- imposte;
- commercialista o servizio fiscale;
- eventuale diritto camerale;
- fatturazione elettronica e strumenti gestionali;
- eventuali costi amministrativi specifici dell’attività.
Per questo dire che “aprire la Partita IVA è gratis” è corretto soltanto se ci si riferisce alla sola attribuzione fiscale, non al costo complessivo necessario per avviare e mantenere l’attività.
Per il costo annuale consulta quanto costa mantenere una Partita IVA nel 2026. Se invece prevedi il regime agevolato, trovi una stima separata nella guida sui costi della Partita IVA in regime forfettario.
Quali scelte incidono di più sul costo iniziale?
Prima di aprire è utile definire correttamente almeno:
- attività realmente esercitata;
- codice ATECO;
- libero professionista oppure ditta individuale;
- regime fiscale;
- gestione previdenziale;
- eventuale iscrizione al Registro Imprese;
- SCIA o altre autorizzazioni eventualmente richieste.
Un errore in una di queste scelte può incidere molto più del costo materiale della pratica iniziale.
Domande frequenti sui costi di apertura della Partita IVA
Aprire Partita IVA da soli costa davvero zero?
Se devi soltanto ottenere la Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate e presenti autonomamente la dichiarazione, non esiste una tassa di apertura. Possono però esserci altri costi se l’attività richiede ulteriori iscrizioni o pratiche.
Una ditta individuale costa più di un libero professionista?
Normalmente può avere più costi amministrativi iniziali perché richiede l’iscrizione al Registro Imprese e può comportare diritto camerale, PEC, firma digitale, SCIA, INAIL o altri adempimenti. Il costo effettivo dipende però dall’attività.
I contributi INPS vanno pagati appena apro?
L’apertura della Partita IVA e il pagamento dei contributi sono due aspetti distinti. Gli obblighi e le scadenze previdenziali dipendono dalla gestione INPS o dalla Cassa professionale applicabile alla posizione.
Per una panoramica completa torna alla sezione costi della Partita IVA.