Nel 2026 le cartelle e gli altri carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione possono essere rateizzati fino a 84 rate mensili su semplice richiesta per importi fino a 120.000 euro e fino a 120 rate quando la difficoltà economico-finanziaria viene documentata. Sopra 120.000 euro la documentazione è sempre necessaria. La domanda produce inoltre effetti sulle nuove azioni cautelari ed esecutive, ma non cancella automaticamente fermi, ipoteche o pignoramenti già perfezionati.
Rateizzazione cartelle 2026: tabella rapida
| Situazione | Regola 2026 |
|---|---|
| Debito fino a 120.000 € per singola richiesta | Fino a 84 rate mensili su semplice richiesta |
| Debito fino a 120.000 € con difficoltà documentata | Da 85 fino a 120 rate, se i parametri lo consentono |
| Debito oltre 120.000 € | Documentazione obbligatoria, fino a 120 rate |
| Importo minimo della rata | 50 € |
| Domanda presentata | AdER non avvia nuove procedure cautelari o esecutive, salvo eccezioni |
| Decadenza per piani richiesti dal 16 luglio 2022 | 8 rate non pagate, anche non consecutive |
| Proroga | Possibile una volta se la situazione peggiora e il piano non è decaduto |
Quali debiti si possono rateizzare?
La disciplina riguarda le somme affidate all’Agenzia delle entrate-Riscossione per le quali l’Agente della riscossione può concedere la dilazione ai sensi dell’articolo 19 del DPR 602/1973. Non bisogna confondere questa procedura con la rateizzazione di un avviso bonario, di un accertamento prima dell’affidamento o con il ravvedimento spontaneo.
Per la fase precedente alla cartella consulta avviso bonario e comunicazione di irregolarità.
Fino a 120.000 euro: quante rate posso chiedere nel 2026?
Per le richieste presentate nel 2025 e nel 2026, se le somme comprese nella singola istanza sono pari o inferiori a 120.000 euro, il contribuente può dichiarare di trovarsi in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria e ottenere fino a 84 rate mensili senza produrre la documentazione economica richiesta per i piani più lunghi.
La regola è descritta dall’Agenzia delle entrate-Riscossione – rateizzazione su semplice richiesta.
La soglia di 120.000 euro riguarda il debito totale del contribuente?
No. AdeR precisa che la soglia è riferita alle somme oggetto di ciascuna singola richiesta di rateizzazione. Prima di presentare più istanze è comunque necessario verificare quali carichi possono essere inseriti e se esistono piani già attivi o decaduti.
Come si arriva da 85 a 120 rate?
Per ottenere più delle 84 rate concesse su semplice richiesta, anche quando il debito non supera 120.000 euro, il contribuente deve documentare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria. In base ai parametri previsti, AdeR determina il numero di rate concedibili, da 85 fino a un massimo di 120 nel 2026.
Per persone fisiche, professionisti, ditte e società la documentazione e gli indicatori non sono sempre gli stessi. La procedura ufficiale è descritta nella sezione rateizzazioni documentate per imprese e professionisti.
Cosa succede se il debito supera 120.000 euro?
Quando le somme comprese nella singola richiesta superano 120.000 euro, la difficoltà economico-finanziaria deve essere sempre documentata. Se i requisiti risultano soddisfatti, la dilazione può arrivare fino a 120 rate mensili.
Quale documentazione serve?
La documentazione dipende dal tipo di contribuente. Per persone fisiche e determinate ditte individuali la valutazione può basarsi sull’ISEE; per società e altri soggetti entrano in gioco dati contabili e indicatori come indice di liquidità e indice Alfa. È quindi importante utilizzare il modello corretto e non allegare documenti pensati per una categoria diversa.
Quanto può durare il piano?
Un piano da 84 rate dura sette anni; 120 rate corrispondono a dieci anni. Il numero massimo non significa che ogni contribuente ottenga automaticamente tutte le rate: nei piani documentati il risultato dipende dai parametri economico-finanziari applicabili.
Qual è l’importo minimo di una rata?
La rata non può essere inferiore a 50 euro. Nei piani a semplice richiesta le rate possono essere costanti oppure, su richiesta, crescenti di anno in anno secondo le modalità consentite.
Come si presenta la domanda?
Per la rateizzazione fino a 84 rate il canale più semplice è il servizio “Rateizza adesso” nell’area riservata AdeR. È possibile anche utilizzare il modello RS e trasmetterlo secondo le modalità indicate dall’Agenzia.
Per i piani documentati si utilizzano invece i modelli previsti per la tipologia di contribuente, con la documentazione richiesta, tramite PEC o sportello. La guida operativa è disponibile nella pagina Come chiedere la rateizzazione.
Cosa succede appena presento la domanda?
Dalla presentazione dell’istanza, per i debiti compresi nella domanda, AdeR non può normalmente avviare nuove procedure cautelari, come fermi e ipoteche, né nuove procedure esecutive, come pignoramenti, salvo le eccezioni previste dalla legge.
Gli effetti sono descritti dalla pagina ufficiale Cosa succede dopo aver richiesto la rateizzazione.
Un fermo o un’ipoteca già iscritti spariscono?
No. Il blocco riguarda principalmente l’avvio di nuove azioni. La presentazione della domanda non comporta automaticamente la cancellazione delle misure cautelari già iscritte. La posizione concreta va verificata sul singolo carico e sulla procedura già avviata.
E un pignoramento già iniziato?
Il pagamento della prima rata del piano può determinare l’estinzione di determinate procedure esecutive già avviate, ma soltanto se non sono stati superati gli specifici momenti procedurali indicati dalla legge, per esempio un’assegnazione già disposta o altri eventi che rendono la procedura ormai consolidata.
Quando si decade dalla rateizzazione?
Per le richieste presentate dal 16 luglio 2022, quindi anche per i nuovi piani del 2026, la decadenza si verifica quando non vengono pagate 8 rate, anche non consecutive. Se tra le rate non pagate è compresa l’ultima, la decadenza può verificarsi anche con un numero inferiore di rate insolute.
La tabella ufficiale è pubblicata da Agenzia delle entrate-Riscossione – decadenza.
Cosa succede dopo la decadenza?
Il debito residuo diventa esigibile in unica soluzione e AdeR può riprendere le azioni di recupero. Per le rateizzazioni richieste dal 16 luglio 2022, i medesimi debiti contenuti nel piano decaduto non possono essere nuovamente rateizzati secondo la disciplina ordinaria indicata da AdeR.
Posso chiedere una proroga del piano?
Sì, se la situazione di difficoltà economico-finanziaria peggiora dopo la concessione e il piano non è già decaduto. La proroga può essere richiesta una sola volta e richiede la verifica delle condizioni previste.
La domanda di proroga non va lasciata all’ultimo momento: una volta intervenuta la decadenza non si utilizza la procedura ordinaria di proroga del piano.
Rateizzazione e compensazione F24
La presenza di carichi affidati alla riscossione può incidere anche sulla possibilità di utilizzare crediti in compensazione quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa. Consulta compensazione F24 e crediti fiscali.
Rateizzazione e DURF
La presenza di debiti affidati alla riscossione può incidere sui requisiti fiscali richiesti per il DURF. La situazione va valutata considerando importi, scadenza, eventuali sospensioni e piano di rateazione. Consulta DURF 2026.
Rateizzazione e ravvedimento operoso sono la stessa cosa?
No. Il ravvedimento serve a correggere spontaneamente determinate violazioni prima che il debito entri nelle fasi successive previste dalla riscossione. La rateizzazione AdeR riguarda invece somme già affidate all’Agente della riscossione.
Consulta ravvedimento operoso e Partita IVA.
Rateizzazione e definizione agevolata sono la stessa cosa?
No. La rateizzazione ordinaria dilaziona il debito secondo le regole vigenti; eventuali definizioni agevolate dipendono invece da specifiche leggi, periodi di adesione e carichi ammessi. Non bisogna interrompere un piano ordinario facendo affidamento su una misura che non sia concretamente applicabile al proprio debito.
Esempio: debito di 60.000 euro
Un professionista ha cartelle per 60.000 euro che vuole inserire in un’unica richiesta nel 2026. Può chiedere fino a 84 rate mensili con la procedura semplificata, dichiarando la temporanea difficoltà. Se necessita di un piano più lungo, fino a 120 rate, deve presentare la documentazione prevista e ottenere un numero di rate coerente con i parametri applicabili.
Errori frequenti
- pensare che nel 2026 il massimo senza documentazione sia ancora 72 rate;
- interpretare 120.000 euro come soglia di tutti i debiti complessivi invece che della singola istanza;
- chiedere 120 rate senza predisporre la documentazione richiesta;
- credere che la domanda cancelli automaticamente fermi o ipoteche già esistenti;
- non distinguere domanda e pagamento della prima rata;
- lasciare accumulare otto rate insolute anche non consecutive;
- chiedere la proroga dopo essere già decaduti;
- confondere rateizzazione, avviso bonario, ravvedimento e definizione agevolata.
Checklist rateizzazione cartelle 2026
- identifica i carichi da inserire nella richiesta;
- calcola l’importo della singola istanza;
- se sei entro 120.000 euro, valuta se 84 rate sono sufficienti;
- se chiedi più di 84 rate, prepara la documentazione;
- sopra 120.000 euro, documenta sempre la difficoltà;
- controlla eventuali piani già attivi o decaduti;
- presenta la domanda tramite il canale corretto;
- verifica gli effetti su procedure già in corso;
- paga le rate senza accumulare insoluti;
- se la situazione peggiora, valuta la proroga prima della decadenza.