L’acconto del regime forfettario è il pagamento anticipato di una parte dell’imposta sostitutiva dovuta per l’anno in corso. Nel 2026 il calcolo deve essere distinto dal saldo dell’anno precedente e richiede attenzione anche alla ripartizione delle rate, perché non per tutti i contribuenti è corretto applicare automaticamente la stessa percentuale.
I codici tributo utilizzati per il regime forfettario sono 1790 per la prima rata dell’acconto, 1791 per la seconda rata o l’acconto in unica soluzione e 1792 per il saldo. Metodo storico, metodo previsionale, attività esercitata e disciplina applicabile al contribuente possono però modificare il calcolo concreto.
Cos’è l’acconto dell’imposta sostitutiva nel regime forfettario?
Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva normalmente pari al 15%, oppure al 5% per le nuove attività che rispettano tutte le condizioni previste.
Il pagamento delle imposte segue il meccanismo di saldo e acconti:
- il saldo chiude il debito relativo all’anno precedente;
- il primo acconto anticipa una parte dell’imposta relativa all’anno corrente;
- il secondo acconto, oppure l’acconto in unica soluzione quando previsto, completa l’anticipazione dovuta per l’anno corrente.
Chi deve pagare l’acconto nel regime forfettario?
L’acconto nasce quando dalla dichiarazione relativa all’anno precedente risulta un’imposta sulla quale deve essere calcolato l’anticipo per l’anno corrente.
Non è quindi sufficiente sapere che una persona applica il regime forfettario: bisogna verificare il risultato della dichiarazione e le regole di determinazione dell’acconto applicabili a quella posizione.
Chi apre Partita IVA per la prima volta paga subito l’acconto?
Nel normale meccanismo storico, chi avvia una nuova attività non dispone ancora di un’imposta dell’anno precedente della stessa attività sulla quale calcolare l’acconto.
Se la Partita IVA viene aperta nel 2026, l’imposta sul reddito prodotto nel 2026 viene normalmente liquidata con la dichiarazione presentata nel 2027. In quel momento può presentarsi insieme al saldo 2026 anche l’acconto relativo al 2027.
Questo non significa che durante l’anno di apertura non possano esistere altri pagamenti fiscali o previdenziali. Il primo ciclo completo è spiegato nella guida su quando si pagano le tasse il primo anno di Partita IVA.
Come si calcola l’acconto del forfettario?
Il calcolo parte dall’imposta sostitutiva risultante dalla dichiarazione secondo le regole applicabili.
Nel quadro LM di Redditi Persone Fisiche vengono determinati il reddito forfettario e l’imposta sostitutiva. L’acconto dell’anno successivo viene poi determinato secondo il metodo utilizzato e la disciplina dei versamenti applicabile al contribuente. Per modello Redditi PF, quadro LM, RS, RR, RX, 730 e precompilata consulta la guida sulla dichiarazione dei redditi nel regime forfettario.
Per capire come si forma il reddito prima dell’imposta consulta il coefficiente di redditività nel regime forfettario.
Metodo storico: come funziona?
Con il metodo storico l’acconto viene determinato utilizzando come riferimento l’imposta risultante dal precedente periodo d’imposta secondo le regole previste.
È il metodo che consente di partire da un dato già risultante dalla dichiarazione anziché stimare il reddito futuro.
Metodo previsionale: quando si può usare?
Il metodo previsionale consente invece di determinare l’acconto sulla base dell’imposta che si prevede di dovere per l’anno corrente.
Può essere utile, per esempio, quando si prevede una significativa riduzione del reddito o quando intervengono elementi che modificano l’imposta effettivamente dovuta.
La previsione deve però essere effettuata con prudenza: se l’acconto versato risulta insufficiente rispetto a quello effettivamente dovuto, la differenza deve essere regolarizzata secondo la disciplina applicabile.
L’acconto del forfettario si divide 40% e 60% oppure 50% e 50%?
Non esiste una risposta unica valida indistintamente per ogni posizione.
La disciplina generale dei versamenti in acconto prevede la tradizionale ripartizione tra prima e seconda rata. L’articolo 58 del Decreto-legge 124/2019 ha però introdotto, per determinati contribuenti, la suddivisione degli acconti in due rate del 50%.
L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 93/E del 12 novembre 2019, ha chiarito che questa disciplina interessa anche i contribuenti che applicano il regime forfettario quando rientrano nel perimetro individuato dalla norma.
Quando si applica il 50% + 50% ai forfettari?
Il chiarimento dell’Agenzia riguarda i contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA e che rispettano il limite di ricavi o compensi previsto per l’applicazione della relativa disciplina.
Il fatto che il contribuente forfettario non compili materialmente un modello ISA non significa quindi, da solo, che la regola sia irrilevante: la Risoluzione 93/E comprende espressamente anche i soggetti che applicano il regime forfettario e che si trovano nel perimetro indicato.
Prima di applicare automaticamente 40/60 oppure 50/50 bisogna quindi verificare l’attività effettivamente esercitata e la disciplina applicabile.
Qual è la regola generale 40% + 60%?
Le istruzioni Redditi PF 2026 continuano a descrivere, per la disciplina generale degli acconti, il versamento del 40% alla prima scadenza e del restante 60% alla seconda.
Questa regola generale deve però essere coordinata con la disciplina speciale del 50% + 50% prevista dall’articolo 58 del D.L. 124/2019 per i soggetti che ne rientrano nell’ambito.
Quando l’acconto non è dovuto o si paga in unica soluzione?
La disciplina degli acconti prevede soglie sotto le quali il versamento non è dovuto oppure viene effettuato in unica soluzione.
Le istruzioni Redditi PF 2026 indicano, nella disciplina generale, che se l’importo di riferimento è inferiore a 52 euro l’acconto non è dovuto. Se l’acconto è dovuto, la possibilità di versarlo in una o due rate dipende anche dall’importo della prima rata.
Non è però corretto applicare automaticamente la soglia costruita sulla ripartizione 40/60 a un contribuente per il quale opera invece la suddivisione 50/50. Anche per questo il calcolo deve essere eseguito sulla posizione concreta.
Quali sono le scadenze dell’acconto forfettario 2026?
Il calendario ordinario collega il saldo dell’anno precedente e il primo acconto alla scadenza estiva, mentre il secondo o unico acconto è collegato alla scadenza di novembre.
Per il 2026 l’Agenzia delle Entrate ha previsto inoltre il differimento al 20 luglio 2026 senza maggiorazione per i soggetti interessati dalla specifica proroga collegata alle attività ISA, compresi i contribuenti forfettari che rientrano nel relativo perimetro.
Alla data di aggiornamento di questa guida, agosto 2026, la prima scadenza è quindi già trascorsa. Chi non ha effettuato un versamento dovuto non dovrebbe limitarsi a utilizzare oggi il vecchio importo senza verificare la corretta modalità di regolarizzazione.
Il secondo o unico acconto segue invece la scadenza prevista per la parte finale dell’anno, normalmente il 30 novembre, salvo eventuali disposizioni specifiche applicabili.
Quali codici tributo usa il regime forfettario?
L’Agenzia delle Entrate identifica tre codici distinti:
| Codice | Utilizzo |
|---|---|
| 1790 | Acconto prima rata dell’imposta sostitutiva |
| 1791 | Acconto seconda rata o acconto in unica soluzione |
| 1792 | Saldo dell’imposta sostitutiva |
I codici devono essere utilizzati nel modello F24 con l’anno di riferimento e gli importi risultanti dal calcolo effettivo della dichiarazione.
1790 e 1792 sono la stessa cosa?
No. È uno degli errori da evitare.
- 1792 chiude l’imposta relativa all’anno precedente;
- 1790 anticipa invece la prima parte dell’imposta dell’anno corrente.
Saldo e primo acconto possono quindi comparire nello stesso periodo di versamento ma riguardano annualità fiscali differenti.
Il codice 1791 quando si usa?
Il codice 1791 è dedicato alla seconda rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva oppure all’acconto dovuto in unica soluzione.
Non deve essere confuso con la rateizzazione del saldo o del primo versamento estivo: identifica una diversa componente dell’acconto annuale.
Acconto al 5% e acconto al 15% funzionano diversamente?
Il meccanismo di saldo e acconto resta quello dell’imposta sostitutiva. Ciò che cambia è l’imposta dalla quale parte il calcolo.
Chi possiede i requisiti per l’aliquota ridotta determina infatti l’imposta al 5%; chi non li possiede applica normalmente il 15%.
Per verificare quando spetta realmente l’aliquota ridotta consulta regime forfettario al 5%.
Cosa succede se nell’anno esco dal regime forfettario?
L’uscita dal regime può rendere necessario coordinare gli acconti già versati con la tassazione effettivamente applicabile al periodo successivo.
Non bisogna quindi continuare automaticamente a utilizzare i codici dell’imposta sostitutiva sulla base di un vecchio F24 quando il regime fiscale è cambiato.
Acconto delle tasse e acconto INPS sono la stessa cosa?
No. L’acconto dell’imposta sostitutiva e gli acconti previdenziali sono obblighi differenti.
Un professionista in Gestione Separata può avere saldo e acconti contributivi determinati attraverso il quadro RR, mentre Artigiani e Commercianti hanno anche la contribuzione sul minimale con un proprio calendario.
Per questo aspetto consulta contributi INPS nel regime forfettario 2026.
Cosa controllare prima di pagare un F24 del forfettario?
- anno d’imposta al quale si riferisce il saldo;
- anno al quale si riferisce l’acconto;
- imposta risultante dal quadro LM;
- metodo storico oppure previsionale utilizzato;
- eventuale applicazione della disciplina 50% + 50%;
- attività per la quale è stato approvato un ISA;
- eventuale scadenza differita applicabile;
- codice 1790, 1791 oppure 1792 corretto;
- eventuali crediti utilizzabili in compensazione;
- eventuale necessità di regolarizzare un versamento tardivo.
Fonti ufficiali sull’acconto del regime forfettario
- Agenzia delle Entrate – Redditi PF 2026, Quadro LM;
- Agenzia delle Entrate – codici tributo 1790, 1791 e 1792;
- Agenzia delle Entrate – Risoluzione n. 93/E del 12 novembre 2019;
- Agenzia delle Entrate – dichiarazione precompilata e scadenze 2026.
Domande frequenti sull’acconto del regime forfettario
Qual è il codice del primo acconto forfettario?
Il codice tributo è 1790.
Qual è il codice del secondo acconto?
Il codice 1791 identifica la seconda rata oppure l’acconto in unica soluzione.
Il saldo usa il codice 1792?
Sì. Il codice 1792 è dedicato al saldo dell’imposta sostitutiva del regime forfettario.
Tutti i forfettari pagano 50% e 50%?
No. La suddivisione in due rate del 50% riguarda i contribuenti che rientrano nel perimetro della disciplina introdotta dall’articolo 58 del D.L. 124/2019. Prima di applicarla bisogna verificare l’attività e i requisiti della posizione.
Metodo previsionale significa che posso scegliere qualsiasi importo?
No. Il metodo previsionale deve essere basato sull’imposta che si prevede correttamente di dovere. Un acconto insufficiente può richiedere una successiva regolarizzazione.