Nel 2026 le spese di albergo e ristorante sostenute dal professionista in regime ordinario sono deducibili nella misura del 75%, entro un limite complessivo pari al 2% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta. Per le spese sostenute nel territorio italiano entra inoltre in gioco la regola della tracciabilità del pagamento prevista dalla normativa vigente.
Qual è la regola del 75%?
L’articolo 54-septies del TUIR stabilisce che le spese relative a prestazioni alberghiere e somministrazione di alimenti e bevande sono deducibili al 75%. Non basta però applicare questa percentuale a ogni ricevuta: esiste anche un tetto complessivo collegato ai compensi.
Il testo vigente è consultabile su Normattiva, articolo 54-septies del TUIR.
Come funziona il limite del 2% dei compensi?
La deduzione delle spese di vitto e alloggio non può superare complessivamente il 2% dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta.
Per esempio, con 60.000 euro di compensi percepiti il tetto complessivo è 1.200 euro. Se il 75% delle spese documentate produce un importo superiore, la deduzione resta comunque limitata al tetto determinato sui compensi.
Esempio di calcolo
Un professionista percepisce 80.000 euro di compensi e sostiene 1.600 euro di spese ordinarie di albergo e ristorante inerenti all’attività.
- 75% di 1.600 euro = 1.200 euro;
- 2% di 80.000 euro = 1.600 euro;
- la deduzione è quindi 1.200 euro, perché il risultato del 75% resta sotto il tetto complessivo.
Nel 2026 serve un pagamento tracciabile?
Per le spese sostenute nel territorio dello Stato, la disciplina introdotta nel 2025 e vigente nel 2026 collega la deducibilità di vitto, alloggio, viaggio e trasporto tramite autoservizi pubblici non di linea, come taxi e NCC, all’uso di strumenti di pagamento tracciabili.
La modifica è contenuta nel decreto-legge 17 giugno 2025, n. 84, nel testo coordinato vigente, che richiama versamento bancario o postale e gli altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del D.Lgs. 241/1997.
Quali pagamenti sono tracciabili?
Rientrano normalmente tra i sistemi tracciabili carte di credito o debito, bonifici e altri strumenti che consentono di ricostruire il pagamento secondo la disciplina richiamata dalla legge. Il punto non è il nome commerciale dello strumento, ma la possibilità di documentare il pagamento attraverso un sistema ammesso.
Per una spesa professionale sostenuta in Italia è quindi prudente evitare il contante quando la deducibilità dipende dalla tracciabilità.
La tracciabilità vale anche all’estero?
La disposizione introdotta dal decreto del 2025 richiama espressamente le spese sostenute nel territorio dello Stato. Per una spesa sostenuta all’estero restano comunque indispensabili inerenza, documentazione e corretta contabilizzazione; non è corretto estendere automaticamente una condizione territoriale oltre ciò che dice la norma.
Serve fattura o basta lo scontrino?
La spesa deve essere adeguatamente documentata e riconducibile al professionista e all’attività. La documentazione necessaria dipende anche dal tipo di operazione e dalla disciplina IVA.
Per hotel e ristoranti è importante distinguere il documento utile a provare il costo dalla possibilità di esercitare l’eventuale detrazione IVA. Deduzione del costo e detrazione dell’IVA sono verifiche separate.
Consulta deducibile, detraibile e IVA detraibile.
Quando una cena è davvero professionale?
Non basta pagare con la carta aziendale. La spesa deve avere un collegamento effettivo con l’attività. Un pasto durante una trasferta professionale può essere inerente; una cena privata non diventa deducibile soltanto perché viene pagata con un conto utilizzato anche per l’attività.
Vitto e alloggio durante un corso o congresso
Quando viaggio e soggiorno sono direttamente collegati alla partecipazione a master, corsi di formazione, convegni o congressi, l’articolo 54-septies li include nella disciplina specifica delle spese di formazione, con il relativo limite annuo di 10.000 euro.
In quel caso non bisogna applicare meccanicamente il trattamento delle normali spese di vitto e alloggio senza prima qualificare correttamente il costo. Consulta spese di formazione del professionista.
Spese riaddebitate al cliente
Se il professionista anticipa una spesa e poi la riaddebita analiticamente al cliente, il trattamento fiscale va verificato secondo le regole dei rimborsi. Dal 2025-2026 la tracciabilità di determinate spese sostenute in Italia può incidere anche sulla neutralità fiscale del rimborso.
Consulta rimborsi spese professionista 2026.
Spese direttamente sostenute dal cliente
Se è il committente a sostenere direttamente determinati costi collegati all’incarico, il trattamento non coincide con quello di una spesa prima pagata dal professionista e poi riaddebitata. Occorre distinguere chi sostiene giuridicamente il costo, chi riceve il documento e come viene gestito il rapporto economico.
Vitto, alloggio e trasferte dei dipendenti
Le trasferte dei dipendenti del professionista seguono regole proprie. L’articolo 54-septies rinvia, per determinate spese sostenute fuori dal territorio comunale, ai limiti previsti dall’articolo 95 del TUIR. Non bisogna quindi confondere il pasto del professionista con il rimborso di trasferta di un dipendente.
Se hai personale consulta anche assumere un dipendente con Partita IVA.
Come funziona nel regime forfettario?
Il regime forfettario non deduce analiticamente le spese reali di albergo e ristorante. Il reddito imponibile deriva dal coefficiente di redditività applicato ai ricavi o compensi, con la specifica deduzione dei contributi previdenziali prevista dalla legge.
Una ricevuta di ristorante da 100 euro non riduce quindi direttamente di 75 euro il reddito imponibile del forfettario. Il costo può essere economicamente reale, ma non viene sottratto in modo analitico.
Vitto e alloggio nel lavoro autonomo ordinario e nell’impresa
La regola 75%/2% descritta in questa guida riguarda il reddito di lavoro autonomo professionale. Per una ditta individuale che produce reddito d’impresa valgono le regole proprie del reddito d’impresa e non bisogna trasferire automaticamente il limite del 2% previsto per il professionista.
Per distinguere le categorie consulta reddito d’impresa o lavoro autonomo.
Checklist vitto e alloggio 2026
- verifica che la spesa sia realmente inerente;
- conserva la documentazione fiscale;
- se la spesa è sostenuta in Italia, usa un pagamento tracciabile quando richiesto;
- applica il 75% alle normali spese di albergo e ristorante del professionista;
- verifica il tetto complessivo del 2% dei compensi percepiti;
- qualifica separatamente viaggio e soggiorno collegati alla formazione;
- gestisci correttamente i rimborsi analitici al cliente;
- non confondere deduzione del costo e detrazione IVA;
- nel forfettario non sottrarre analiticamente la spesa.
Per la panoramica completa consulta spese deducibili del professionista.