Le tasse di una ditta individuale nel 2026 dipendono dal regime fiscale, dal settore e dalla previdenza. In forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15% o, se spettante, del 5% sul reddito determinato con il coefficiente di redditività. In regime ordinario il reddito effettivo è soggetto a IRPEF progressiva, addizionali e gestione IVA. A queste voci si aggiungono i contributi INPS Artigiani o Commercianti.
Per capire quanto resta davvero devi separare quattro elementi: imposte sul reddito, contributi previdenziali, IVA e costi di gestione. Diritto camerale, commercialista, PEC o assicurazione non sono tasse; l’INPS non è un’imposta; l’IVA riscossa dal cliente non coincide con il tuo guadagno.
Quali imposte e contributi paga una ditta individuale
- imposta sostitutiva 5% o 15% se applichi il forfettario;
- IRPEF a scaglioni e addizionali se sei in ordinario;
- IVA sulle operazioni imponibili in ordinario, con detrazione dell’IVA sugli acquisti quando spettante;
- contributi INPS Artigiani o Commercianti;
- eventuali altri tributi specifici dell’attività, degli immobili o del Comune.
La ditta individuale è una persona fisica che esercita attività d’impresa: non paga IRES come una SRL. Il reddito d’impresa confluisce nella tassazione personale del titolare quando si applica l’IRPEF.
Ditta individuale forfettaria: come si calcola il reddito
Nel forfettario non sottrai le spese reali una per una. Parti dai ricavi o compensi rilevanti e applichi il coefficiente di redditività collegato all’attività. Il risultato è il reddito forfettario. Da questo deduci i contributi previdenziali versati e sul residuo applichi l’imposta sostitutiva.
Il coefficiente cambia in base al gruppo di attività. È quindi sbagliato calcolare il 15% direttamente sul fatturato: una ditta con coefficiente 40% e una con coefficiente 67% non hanno la stessa base imponibile anche con identici incassi.
Esempio forfettario: artigiano con 30.000 euro di incassi
Ipotizziamo un artigiano con coefficiente di redditività del 67% e 30.000 euro di incassi. Il reddito forfettario è 20.100 euro.
- reddito forfettario: 20.100 €;
- contributi INPS indicativi 2026: circa 4.831 €;
- base dopo contributi: circa 15.269 €;
- imposta sostitutiva al 5%: circa 763 €;
- imposta sostitutiva al 15%: circa 2.290 €.
Se la ditta sostiene realmente 6.000 euro di costi annui, quei costi escono comunque dal conto anche se non riducono analiticamente il reddito forfettario. Con aliquota al 15%, il denaro che resta dopo costi reali, contributi e imposta è circa 16.878 euro; al 5% circa 18.405 euro. È per questo che il “netto” non coincide con il solo calcolo fiscale.
Contributi INPS Artigiani e Commercianti 2026
Secondo la circolare INPS 14/2026, il minimale di reddito è 18.808 euro. I contributi minimi annuali sono 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti.
Sulla parte di reddito eccedente il minimale, fino alla prima fascia prevista, si applicano le aliquote percentuali della gestione: 24% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti nel 2026. Per questo una ditta con reddito basso può avere un peso previdenziale molto più elevato, in proporzione, di un professionista in Gestione Separata.
Riduzione INPS del 35% per forfettari: non è automatica
Gli artigiani e commercianti in regime forfettario possono, se rispettano le condizioni, richiedere il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. La riduzione riguarda sia la quota minima sia la contribuzione sul reddito eccedente, ma va richiesta e va valutata anche rispetto agli effetti previdenziali.
Non devi quindi applicare automaticamente il 35% a ogni simulazione. Per requisiti e procedura consulta riduzione INPS 35% nel forfettario.
Ditta individuale in ordinario: come si forma il reddito tassabile
Fuori dal forfettario il reddito viene determinato sulla base dei ricavi e dei costi fiscalmente rilevanti secondo le regole del reddito d’impresa. I costi inerenti e documentati possono ridurre il reddito; i contributi previdenziali obbligatori sono deducibili secondo le regole applicabili. Per distinguere le principali voci che possono ridurre l’imponibile, consulta i costi deducibili della ditta individuale.
Il vantaggio dell’ordinario emerge soprattutto quando margini e costi reali sono molto diversi da quelli impliciti nel coefficiente forfettario. Di contro, aumentano gli adempimenti e l’IRPEF è progressiva.
IRPEF 2026: 23%, 33% e 43% per scaglioni
Nel 2026 l’IRPEF è articolata in tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% sulla parte oltre 28.000 e fino a 50.000 euro, 43% sulla quota oltre 50.000 euro. Il riferimento è l’articolo 11 del TUIR.
Superare 50.000 euro non significa pagare il 43% su tutto il reddito: ogni aliquota si applica soltanto alla fascia corrispondente. Si aggiungono poi le addizionali regionali e comunali e si considerano eventuali detrazioni spettanti.
Esempio ordinario: 50.000 euro di ricavi e 15.000 euro di costi
Ipotizziamo una ditta artigiana con 50.000 euro di ricavi e 15.000 euro di costi deducibili. Il reddito prima dei contributi è 35.000 euro. Con i parametri INPS 2026 dell’esempio, i contributi sono circa 8.407 euro.
- ricavi: 50.000 €;
- costi: 15.000 €;
- reddito prima dei contributi: 35.000 €;
- contributi indicativi: circa 8.407 €;
- base IRPEF indicativa: circa 26.593 €;
- IRPEF lorda al 23%: circa 6.116 €, prima di detrazioni e addizionali.
Il residuo economico prima di addizionali e altri costi è circa 20.476 euro. L’esempio serve a mostrare il metodo: il risultato reale cambia con settore, costi deducibili, detrazioni, aliquote locali e previdenza.
IVA: perché non è corretto sommarla alle “tasse sul reddito”
In regime ordinario la ditta addebita l’IVA sulle operazioni imponibili e detrae l’IVA sugli acquisti quando spettante. Periodicamente versa la differenza tra IVA a debito e IVA detraibile. L’IVA incassata dal cliente non è quindi automaticamente ricavo disponibile.
Nel forfettario, sulle normali operazioni nazionali, non addebiti l’IVA e non detrai quella sugli acquisti. Questo può essere vantaggioso nelle attività B2C con pochi costi, ma penalizzante quando acquisti molto con IVA.
La ditta individuale paga IRAP nel 2026?
No, la normale ditta individuale persona fisica non è soggetta a IRAP dal periodo d’imposta 2022. Le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni sono state escluse dall’imposta. Perciò le vecchie simulazioni che aggiungono automaticamente IRAP alla ditta individuale possono risultare superate.
Forfettario o ordinario: cosa confrontare davvero
| Voce | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Reddito | Coefficiente di redditività | Ricavi meno costi fiscalmente ammessi |
| Imposta | 5% o 15% | IRPEF progressiva + addizionali |
| IVA | Non addebitata normalmente e non detraibile | Addebitata e detraibile secondo le regole |
| Costi reali | Non dedotti analiticamente | Deducibili se inerenti e ammessi |
| INPS | Artigiani/Commercianti, possibile riduzione 35% | Artigiani/Commercianti ordinari |
Per il confronto approfondito vedi forfettario o ordinario.
Quando si pagano tasse, INPS e IVA
Le imposte sul reddito seguono il meccanismo di saldo e acconti. I contributi minimi Artigiani/Commercianti hanno rate proprie durante l’anno, mentre la parte eccedente segue saldo e acconti. L’IVA in ordinario è liquidata mensilmente o trimestralmente secondo il caso, con dichiarazione annuale e gli altri adempimenti previsti.
Per la liquidità è prudente separare gli accantonamenti: una riserva per imposte, una per contributi e, in ordinario, una per l’IVA. Il saldo del conto corrente non coincide con il denaro realmente disponibile.
Domande frequenti
Quanto paga una ditta individuale forfettaria?
Dipende da ricavi, coefficiente di redditività, contributi e aliquota 5% o 15%. Non esiste una percentuale unica da applicare al fatturato.
Il 15% comprende i contributi INPS?
No. Imposta sostitutiva e contributi sono due calcoli distinti.
Una ditta individuale ordinaria paga il 43% su tutto?
No. L’IRPEF è progressiva e il 43% si applica soltanto alla quota di imponibile oltre la soglia del relativo scaglione.
La ditta individuale paga IRAP?
La ditta individuale persona fisica è esclusa dall’IRAP dal 2022; non va aggiunta automaticamente alle imposte 2026.