Il trattamento di fine mandato (TFM) dell’amministratore di una SRL può essere riconosciuto e fiscalmente dedotto, ma non funziona come il TFR dei dipendenti. Nel 2026 il punto decisivo è soprattutto documentale: se la società vuole dedurre annualmente gli accantonamenti per competenza, il diritto al TFM deve risultare da un atto scritto con data certa anteriore all’inizio del rapporto di amministrazione e deve essere determinabile nell’importo.
Se questi requisiti non sono rispettati, il costo non scompare necessariamente, ma la deducibilità segue normalmente il principio di cassa, cioè nell’esercizio in cui il TFM viene effettivamente corrisposto. La Cassazione ha ribadito questa impostazione con l’ordinanza n. 13540 del 20 maggio 2025.
TFM amministratore SRL: risposta rapida
| Profilo | Regola |
|---|---|
| È obbligatorio? | No, deve essere previsto |
| Deducibilità annuale | Possibile se esiste atto scritto con data certa anteriore all’incarico |
| Atto tardivo | In genere deduzione per cassa al pagamento |
| Limite come TFR | No, non si applica automaticamente l’art. 2120 c.c. |
| Tassazione amministratore | Può essere separata se ricorrono i requisiti dell’art. 17 TUIR |
| Contributi | Gestione Separata al momento della corresponsione secondo il regime previdenziale applicabile |
Cos’è il trattamento di fine mandato?
Il TFM è un’indennità che la società può riconoscere all’amministratore alla cessazione dell’incarico. Non nasce automaticamente dalla legge: deve essere previsto dallo statuto, da una delibera o da altro atto societario idoneo.
La funzione economica è simile a quella di una remunerazione differita: una parte del compenso complessivo dell’amministratore viene destinata alla fine del mandato invece di essere corrisposta immediatamente.
TFM e TFR sono la stessa cosa?
No. Il TFR è disciplinato dall’articolo 2120 del Codice civile per i lavoratori subordinati. Il TFM degli amministratori non è soggetto automaticamente alla stessa formula di calcolo né agli stessi limiti quantitativi.
La Cassazione, ordinanza n. 13540/2025, ha ribadito proprio che non si può applicare al TFM la disciplina del TFR come se fossero istituti identici.
Quando il TFM è deducibile ogni anno?
La società può dedurre per competenza le quote annualmente accantonate quando il diritto dell’amministratore al TFM risulta da un atto scritto con data certa anteriore all’inizio del rapporto e l’importo è determinato o determinabile.
Questo è il passaggio più importante: deliberare il TFM quando l’amministratore è già in carica da tempo non consente automaticamente di recuperare la deduzione per competenza degli anni precedenti.
Cosa significa “data certa anteriore”?
Significa che la data dell’atto deve essere opponibile e verificabile e deve precedere l’inizio del rapporto amministrativo cui il TFM si riferisce. Non basta redigere oggi un verbale con una data precedente.
La modalità concreta con cui attribuire data certa va scelta con il professionista che segue la società, coordinando verbale, accettazione della carica e documentazione societaria.
Se il TFM viene deliberato dopo la nomina cosa succede?
La Cassazione distingue la deduzione per competenza dalla deduzione per cassa. Se manca il requisito temporale per gli accantonamenti, il costo può essere deducibile nell’esercizio in cui l’indennità viene effettivamente pagata, secondo l’articolo 95, comma 5, del TUIR.
Per questo è molto diverso progettare il TFM prima dell’incarico rispetto a deliberarlo solo al momento della cessazione.
Come si stabilisce l’importo del TFM?
Non esiste una percentuale legale unica analoga al TFR. L’importo può essere fisso, parametrato al compenso annuale o definito secondo una formula, purché sia coerente, documentato e sostenibile rispetto all’attività e alle dimensioni della società.
Un importo del tutto sproporzionato rispetto al ruolo e alla situazione economica della SRL può aumentare il rischio di contestazioni sulla congruità e sull’inerenza del costo.
Il TFM deve essere deliberato insieme al compenso?
Può essere disciplinato nello stesso assetto remunerativo, ma è opportuno distinguere chiaramente compenso corrente e indennità di fine mandato. Per la remunerazione ordinaria vedi compenso amministratore SRL e deducibilità.
Come viene tassato il TFM per l’amministratore?
Quando il diritto all’indennità risulta da atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto, il TFM può rientrare nella tassazione separata prevista dall’articolo 17 del TUIR. Se i requisiti non sono rispettati, il trattamento fiscale può cambiare e l’indennità può concorrere ordinariamente al reddito.
La tassazione separata non significa “aliquota fissa agevolata”: l’imposta viene determinata secondo il meccanismo previsto dal TUIR sulla base dei redditi del contribuente.
Il TFM paga la Gestione Separata INPS?
Il TFM deriva dal rapporto di collaborazione amministrativa e, quando viene corrisposto, deve essere valutato anche ai fini della Gestione Separata. Il momento contributivo segue il pagamento effettivo dell’indennità e va coordinato con la posizione previdenziale dell’amministratore e con il massimale applicabile.
Per l’inquadramento generale della carica vedi amministratore SRL senza compenso.
Polizza TFM: rende automaticamente deducibile l’accantonamento?
No. Una polizza può essere uno strumento finanziario con cui la società accantona risorse, ma non sostituisce i requisiti fiscali del diritto al TFM. Prima viene la corretta previsione societaria dell’indennità; solo dopo si valuta come finanziarne il pagamento futuro.
Cosa succede se l’amministratore si dimette o viene revocato?
Occorre leggere l’atto che disciplina il TFM: può prevedere maturazione pro rata, condizioni particolari o cause che incidono sul diritto finale. La cessazione della carica va coordinata anche con compensi già maturati e responsabilità residue.
Per la cessazione della carica vedi dimissioni e revoca amministratore SRL.
Esempio: TFM previsto prima della nomina
Una SRL nomina un amministratore dal 1° gennaio 2026. Prima dell’inizio del rapporto viene predisposto un atto con data certa che riconosce un TFM annuo determinato secondo una formula precisa. Le quote maturate possono essere accantonate e, ricorrendo tutti i requisiti fiscali, dedotte per competenza nei singoli esercizi.
Esempio: TFM deliberato alla fine del mandato
Un amministratore è in carica da cinque anni e solo al momento della cessazione i soci deliberano un’indennità finale. Manca un atto con data certa anteriore all’inizio del rapporto: non si può trattare retroattivamente l’importo come accantonamento deducibile per competenza dei cinque esercizi precedenti. La deducibilità va valutata secondo il principio di cassa al pagamento.
Checklist prima di introdurre un TFM
- verificare statuto e delibere esistenti;
- definire il TFM prima dell’inizio del rapporto;
- attribuire data certa all’atto;
- stabilire un importo o una formula determinabile;
- coordinare TFM e compenso ordinario;
- valutare la congruità dell’importo;
- decidere se finanziare l’obbligazione con una polizza;
- contabilizzare correttamente gli accantonamenti;
- verificare tassazione separata e Gestione Separata al pagamento;
- conservare tutta la documentazione fino alla cessazione del mandato.
Domande frequenti
Il TFM è obbligatorio per l’amministratore?
No. Deve essere previsto dalla società; non nasce automaticamente come il TFR.
Quanto può essere accantonato ogni anno?
Non esiste una percentuale legale unica: l’importo deve risultare dall’atto e restare coerente con il rapporto.
Serve la data certa prima della nomina?
Sì, se si vuole la deduzione annuale per competenza e la tassazione separata secondo i requisiti dell’articolo 17 TUIR.
Se lo delibero dopo posso dedurlo?
Può trovare applicazione la deduzione per cassa nell’esercizio di pagamento, invece dell’accantonamento per competenza.
Il TFM è limitato come il TFR?
No. La Cassazione ha escluso l’applicazione automatica dei limiti dell’articolo 2120 c.c.
Il TFM paga contributi INPS?
Va verificato nella Gestione Separata al momento della corresponsione, in base alla posizione previdenziale dell’amministratore.