Usufrutto e nuda proprietà di quote SRL non producono automaticamente lo stesso effetto sul regime forfettario. Nel 2026 il punto decisivo è capire chi esercita realmente il controllo della società e se la SRL svolge attività riconducibili a quelle della Partita IVA personale.
Per questo non basta sapere chi è intestatario della nuda proprietà o chi incassa gli utili: bisogna verificare i diritti di voto attribuiti all’usufruttuario e al nudo proprietario, lo statuto, eventuali accordi e il controllo indiretto.
Usufrutto di quote SRL e forfettario: la regola di partenza
La causa ostativa del regime forfettario prevista dalla legge 190/2014 richiede, per le SRL, due elementi contemporanei: controllo diretto o indiretto e attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte individualmente.
L’usufrutto modifica il modo in cui vengono esercitati i diritti sulla quota e può quindi modificare anche la valutazione del controllo.
Chi vota quando una quota SRL è in usufrutto
L’articolo 2471-bis del codice civile rinvia, per usufrutto e pegno delle partecipazioni di SRL, alla disciplina dell’articolo 2352. In via generale il diritto di voto spetta all’usufruttuario, salvo diversa convenzione. Il riferimento normativo è consultabile su Normattiva.
Questa regola rende essenziale leggere l’atto di costituzione dell’usufrutto e lo statuto: se i diritti di voto sono stati attribuiti in modo diverso, anche la conclusione sul controllo può cambiare.
Nudo proprietario e usufruttuario: chi può essere considerato controllante
Se l’usufruttuario dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria, può essere lui il soggetto da valutare ai fini del controllo. Il nudo proprietario, invece, non va considerato automaticamente controllante soltanto perché resta titolare della quota.
La situazione cambia se il nudo proprietario conserva i voti, dispone di diritti particolari o controlla indirettamente la società attraverso altre partecipazioni o familiari.
Attenzione a non confondere SRL e società di persone
Le risposte dell’Agenzia che hanno considerato rilevante anche la nuda proprietà riguardavano partecipazioni in società di persone. Per una SRL la norma è costruita diversamente: non basta la partecipazione, ma occorre il controllo accompagnato dalla riconducibilità delle attività.
È quindi sbagliato trasferire automaticamente alla SRL le conclusioni valide per una SAS o una SNC. Per queste ultime puoi consultare socio SNC o SAS e regime forfettario.
Diritto agli utili e diritto di voto non sono la stessa cosa
L’usufruttuario normalmente beneficia dei frutti della partecipazione, mentre il nudo proprietario conserva la titolarità finale del bene. Ma la causa ostativa del forfettario non si decide in base a chi riceve i dividendi: la verifica principale riguarda il controllo della società.
I dividendi, inoltre, non si sommano automaticamente ai ricavi o compensi della Partita IVA per la soglia di 85.000 euro, perché seguono una disciplina fiscale distinta.
Donare la nuda proprietà o mantenere l’usufrutto: perché non basta una formula
Una donazione della nuda proprietà ai figli con mantenimento dell’usufrutto può lasciare al donante i diritti di voto e quindi, in concreto, anche il controllo. Al contrario, trasferire l’usufrutto con voto a un soggetto indipendente può modificare la governance, ma occorre comunque verificare controllo indiretto e rapporti con la società.
Prima di utilizzare una donazione o un usufrutto come soluzione fiscale, va quindi verificato l’effetto civilistico reale e non solo il nome dell’operazione.
Fatture alla SRL e attività riconducibile
Anche quando il controllo è accertato, la causa ostativa richiede che l’attività della SRL sia direttamente o indirettamente riconducibile a quella della Partita IVA personale. Le fatture emesse verso la società rappresentano un elemento molto importante di questa verifica.
Il codice ATECO da solo non risolve il problema. Bisogna guardare a ciò che contribuente e SRL fanno realmente. Approfondisci nella guida su socio SRL e forfettario.
Esempi pratici
Esempio 1. Un padre mantiene l’usufrutto con diritto di voto sul 70% di una SRL e dona la nuda proprietà al figlio. Se il padre continua a esercitare i voti, la donazione della nuda proprietà non elimina di per sé il suo possibile controllo.
Esempio 2. Un professionista è nudo proprietario di una quota, mentre l’usufruttuario indipendente esercita i voti e non esistono altri elementi di controllo. In questo caso la nuda proprietà, da sola, non consente di concludere automaticamente che il professionista controlli la SRL.
Checklist prima di applicare il forfettario
- leggi l’atto di usufrutto e lo statuto;
- verifica chi esercita i diritti di voto;
- controlla eventuali diritti particolari dei soci;
- considera controllo indiretto e partecipazioni familiari;
- analizza l’attività effettiva della SRL;
- verifica le fatture tra società e Partita IVA;
- non applicare alla SRL le regole proprie di SNC e SAS.
Domande frequenti
La nuda proprietà di una quota SRL esclude sempre dal forfettario?
No. Per la SRL bisogna verificare il controllo e la riconducibilità delle attività, non la sola intestazione della nuda proprietà.
L’usufruttuario può controllare la SRL?
Sì, se dispone dei diritti di voto e ricorrono i criteri civilistici del controllo.
Donare la nuda proprietà ai figli elimina il controllo?
Non necessariamente. Se il donante mantiene usufrutto e voti, il controllo può restare in capo a lui.
Se la SRL svolge un’attività diversa posso restare forfettario?
Può essere possibile, ma va verificata l’attività effettiva e non soltanto la classificazione formale.