Il versamento in conto futuro aumento di capitale SRL è un apporto effettuato dal socio in anticipo rispetto a un aumento di capitale che dovrà essere deliberato successivamente. Non è la stessa cosa di un finanziamento soci e non coincide neppure con un generico versamento in conto capitale.
Nel 2026 il tema è particolarmente rilevante perché la Cassazione, con l’ordinanza n. 9629/2026, ha ribadito che quando il versamento è realmente condizionato a uno specifico futuro aumento e l’operazione non viene deliberata entro il termine previsto, può sorgere un diritto alla restituzione della somma.
Cos’è un versamento in conto futuro aumento di capitale?
È un apporto del socio destinato a liberare, in futuro, una sottoscrizione di capitale che non è ancora stata perfezionata. Il denaro viene quindi versato prima della delibera o prima del completamento dell’operazione societaria cui è destinato.
Perché non è un normale versamento in conto capitale?
Il versamento in conto capitale SRL è un apporto patrimoniale effettuato senza la necessità di un futuro aumento di capitale. Il versamento in conto futuro aumento ha invece uno specifico vincolo di destinazione collegato a un’operazione sul capitale che dovrà essere deliberata o completata.
È un finanziamento soci?
No. Un finanziamento soci nasce come debito della società verso il socio e prevede un diritto alla restituzione secondo il rapporto di mutuo, salvo le regole sulla postergazione. Il versamento in conto futuro aumento nasce invece per essere utilizzato nella futura sottoscrizione del capitale.
Per il confronto vedi finanziamento soci SRL.
Come viene iscritto in bilancio?
L’OIC 28 include tra le riserve da versamenti effettuati dai soci anche i versamenti in conto futuro aumento di capitale. Il principio contabile precisa che la classificazione nel patrimonio netto richiede che l’apporto non sia normalmente restituibile mentre resta destinato all’aumento programmato.
La causale del bonifico basta?
No. La sola dicitura “conto futuro aumento capitale” non è sufficiente. Occorre che la volontà delle parti risulti in modo chiaro da delibere, accordi, scritture contabili, nota integrativa e comportamento effettivo dei soci e della società.
Perché conviene indicare un termine?
Un termine entro cui deliberare l’aumento rende più chiaro il vincolo di destinazione. La giurisprudenza attribuisce particolare importanza alla presenza di un termine preciso per capire se l’apporto fosse subordinato alla futura operazione o destinato definitivamente al patrimonio della società.
Cosa succede se l’aumento viene deliberato?
Se l’aumento viene validamente deliberato e il socio sottoscrive la quota spettante, la somma già versata viene utilizzata per liberare il debito da sottoscrizione secondo quanto previsto dall’operazione. Da quel momento il rapporto si collega all’aumento di capitale vero e proprio.
La procedura generale è descritta nella guida sull’aumento di capitale SRL.
Cosa succede se l’aumento non viene deliberato?
Se il versamento era realmente condizionato all’adozione dell’aumento entro un termine e l’operazione non viene deliberata, viene meno la causa specifica dell’apporto. In questo scenario la Cassazione n. 9629/2026 ha riconosciuto la nascita di un credito restitutorio del socio verso la società.
La società deve restituire automaticamente il denaro?
Dipende dalla struttura concreta dell’operazione. Se emerge un vero vincolo condizionato a uno specifico aumento e la condizione non si realizza, può sorgere il diritto alla restituzione. Se invece il versamento era definitivamente acquisito al patrimonio sociale, la qualificazione può essere diversa. Per questo è decisiva la documentazione iniziale.
Cos’è una riserva “targata”?
Nella prassi si usa questa espressione per indicare una riserva strettamente collegata al socio che ha effettuato il versamento e allo specifico futuro aumento cui è destinata. Non è una categoria autonoma del Codice civile, ma descrive il particolare vincolo dell’apporto.
Il versamento aumenta subito la percentuale del socio?
No. Fino a quando l’aumento non viene deliberato, sottoscritto ed eseguito, il versamento non modifica automaticamente il capitale sociale né la percentuale di partecipazione del socio.
Aumenta subito il costo fiscale della partecipazione?
Non sempre. La Cassazione n. 9629/2026 ha chiarito che un versamento condizionato a un futuro aumento mai realizzato non può incrementare il costo fiscale della partecipazione come se fosse un apporto patrimoniale definitivo. Se la condizione fallisce, l’importo torna a configurarsi come credito restitutorio.
Perché questo conta in caso di vendita della quota?
Il costo fiscale della partecipazione incide sul calcolo dell’eventuale plusvalenza. Considerare come costo un importo che in realtà rappresenta un credito verso la società può alterare la determinazione della plusvalenza in caso di cessione.
Conto futuro aumento e conto aumento di capitale: differenza
Nel versamento in conto futuro aumento l’operazione sul capitale non è ancora perfezionata e l’apporto anticipa una decisione futura. Nel versamento in conto aumento di capitale, invece, l’aumento è già stato deliberato e la procedura di sottoscrizione è in corso.
Serve una delibera prima del versamento?
Non è necessariamente già presente la delibera formale di aumento, proprio perché l’operazione è futura. È però fondamentale una documentazione societaria che chiarisca l’impegno, l’importo, il socio interessato, il termine e la destinazione specifica della somma.
Un solo socio può effettuare il versamento?
Sì. Proprio per la sua destinazione specifica, l’apporto può essere collegato a un determinato socio. Occorre però valutare come verrà strutturato l’aumento e quali diritti di sottoscrizione spettano agli altri soci.
Gli altri soci possono essere diluiti?
La diluizione non deriva dal semplice versamento anticipato. Può verificarsi soltanto con la successiva operazione di aumento di capitale, nel rispetto delle regole sul diritto di sottoscrizione e delle eventuali previsioni statutarie.
Cosa deve contenere la documentazione?
- importo del versamento;
- socio che effettua l’apporto;
- specifico aumento futuro cui è destinato;
- eventuale termine entro cui deliberarlo;
- modalità di utilizzo della somma;
- conseguenze se l’aumento non si realizza;
- coerente rilevazione contabile e in nota integrativa.
Esempio: aumento previsto entro il 31 dicembre
Un socio versa 100.000 euro a maggio 2026 con un accordo che destina espressamente la somma a un aumento di capitale da deliberare entro il 31 dicembre 2026. Se l’aumento viene deliberato, la somma può essere utilizzata per la sottoscrizione. Se il termine scade senza delibera e la documentazione rende chiaro il vincolo condizionato, può sorgere il diritto alla restituzione.
Esempio: bonifico senza termine né documentazione
Un socio versa 50.000 euro con la sola causale “futuro aumento capitale”, ma senza delibere, termine o altri elementi. In caso di contestazione sarà molto più difficile dimostrare la natura specifica dell’apporto. La qualificazione dipenderà dall’insieme dei comportamenti e delle scritture.
Quando conviene usare questa forma?
Può essere utile quando la società deve ricevere subito risorse ma l’aumento di capitale richiede tempi tecnici ulteriori. È però una soluzione da utilizzare solo se l’operazione futura è realmente programmata e documentata, evitando formule generiche che possono creare incertezza sulla restituzione e sul trattamento fiscale.
Checklist operativa
- definisci l’aumento futuro in modo preciso;
- indica il socio e l’importo;
- stabilisci un termine coerente;
- documenta cosa accade se l’aumento non viene deliberato;
- usa causale bancaria e contabilità coerenti;
- verifica diritti degli altri soci;
- non incrementare automaticamente il costo fiscale della quota;
- prima della cessione della partecipazione verifica la natura effettiva della riserva.
Per la rappresentazione contabile il riferimento è l’OIC 28. La distinzione tra apporto definitivo e versamento condizionato è stata ribadita nel 2026 dalla Cassazione con l’ordinanza n. 9629.
Domande frequenti
Il versamento in conto futuro aumento è sempre rimborsabile?
No. Dipende dal vincolo concreto, dalla documentazione e dal fatto che l’aumento programmato venga o meno realizzato.
Aumenta subito il capitale sociale?
No. Il capitale cambia solo quando l’aumento viene validamente deliberato, sottoscritto ed eseguito.
È uguale a un finanziamento soci?
No. Il finanziamento nasce come debito; il conto futuro aumento nasce con una specifica destinazione a capitale.
Se l’aumento non viene deliberato, il socio può riavere i soldi?
Può sorgere un credito restitutorio se il versamento era realmente subordinato allo specifico aumento poi non realizzato.