Un versamento in conto capitale SRL non è un prestito del socio alla società. È un apporto destinato a rafforzare il patrimonio netto della SRL senza aumentare immediatamente il capitale sociale e, in linea generale, senza creare un diritto ordinario del socio alla restituzione della somma come accade invece con un finanziamento.
Nel 2026 è fondamentale documentare correttamente la causa del versamento. L’articolo 46 del TUIR presume infatti che le somme versate dai soci siano date a mutuo se dai bilanci o rendiconti non risulta che il versamento è stato effettuato a un titolo diverso.
Cosa sono i versamenti in conto capitale?
Sono apporti effettuati dai soci che incrementano il patrimonio netto della società senza essere imputati direttamente al capitale sociale. Secondo l’OIC 28 vengono normalmente iscritti tra le altre riserve di patrimonio netto.
Il socio diventa creditore della SRL?
Non come accade con un finanziamento soci. Il versamento in conto capitale è destinato al patrimonio della società e non nasce, per sua natura, come debito della SRL verso il socio. Se l’obiettivo è creare un credito rimborsabile, l’operazione deve essere strutturata come finanziamento e documentata coerentemente.
Versamento in conto capitale e finanziamento soci: differenza principale
Nel finanziamento soci SRL la società riceve denaro con obbligo di restituzione, salvo le regole sulla postergazione. Nel versamento in conto capitale l’apporto rafforza invece il patrimonio netto e non viene iscritto tra i debiti verso soci.
Versamento in conto capitale e conferimento sono la stessa cosa?
No. Il conferimento è collegato alla sottoscrizione del capitale sociale o di un aumento di capitale. Il versamento in conto capitale è un apporto ulteriore che resta in una riserva di patrimonio netto senza modificare automaticamente il capitale nominale o le percentuali dei soci. Vedi anche conferimenti SRL.
Versamento in conto capitale e fondo perduto: che differenza c’è?
Nella pratica le espressioni possono essere utilizzate per apporti patrimoniali privi di obbligo di restituzione, ma la denominazione da sola non basta. Conta la volontà delle parti, la delibera, la documentazione e soprattutto la corretta rappresentazione in bilancio.
Dove viene iscritto in bilancio?
L’OIC 28 colloca i versamenti in conto capitale tra le riserve da versamenti effettuati dai soci, nella voce delle altre riserve del patrimonio netto. Questo trattamento li distingue dai finanziamenti, che figurano invece tra le passività della società.
Serve una delibera dei soci?
È opportuno che l’operazione sia supportata da una decisione o documentazione societaria chiara che indichi titolo, finalità e natura non restitutoria dell’apporto. La sola causale del bonifico non è sufficiente a garantire una corretta qualificazione fiscale e contabile.
Cosa deve indicare il bonifico?
La causale deve essere coerente con la documentazione societaria, ad esempio richiamando il versamento in conto capitale. È però il complesso degli atti e del bilancio a determinare la natura dell’operazione, non una singola frase inserita nel bonifico.
Perché l’articolo 46 TUIR è importante?
L’articolo 46 stabilisce una presunzione: le somme versate dai soci alle società commerciali si considerano date a mutuo se dai bilanci o dai rendiconti non risulta che il versamento è avvenuto a un titolo diverso. Una contabilizzazione imprecisa può quindi far emergere una qualificazione diversa da quella voluta.
Il versamento genera interessi?
No, se è realmente un apporto in conto capitale. Non esiste un credito del socio remunerato da interessi. Gli interessi riguardano invece un finanziamento fruttifero. La distinzione deve risultare dai documenti e dal bilancio.
Il versamento aumenta il capitale sociale?
No, non automaticamente. Il capitale nominale rimane invariato. La riserva può essere successivamente utilizzata per un aumento gratuito di capitale, se ricorrono i presupposti e viene adottata la relativa decisione. Per la procedura consulta aumento di capitale SRL.
Il versamento cambia le percentuali dei soci?
Non per il solo fatto di essere effettuato. Poiché non modifica direttamente il capitale sociale, non determina automaticamente una nuova percentuale di partecipazione. Eventuali rapporti non proporzionali tra soci devono però essere documentati e valutati con attenzione.
Un solo socio può effettuare il versamento?
Sì, ma la presenza di un apporto effettuato soltanto da alcuni soci richiede particolare attenzione nella documentazione e nel trattamento della riserva. Non bisogna presumere che ciò modifichi da solo i diritti sociali o le quote di partecipazione.
La SRL può restituire il versamento al socio?
Il socio non dispone di un normale diritto di rimborso come nel finanziamento. Una successiva distribuzione della riserva può essere possibile se la riserva è disponibile e vengono rispettate le regole societarie, la tutela del capitale e dei creditori e la corretta decisione dei soci. Va quindi distinta la possibilità di distribuire una riserva dal diritto contrattuale alla restituzione di un prestito.
La restituzione è tassata come un dividendo?
Non automaticamente. L’articolo 47, comma 5, TUIR prevede che le somme ricevute dai soci a titolo di ripartizione di riserve costituite con versamenti a fondo perduto o in conto capitale non siano considerate utili; le somme ricevute riducono però il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione.
Perché la restituzione riduce il costo fiscale della quota?
Il versamento patrimoniale incrementa il costo fiscale della partecipazione secondo le regole applicabili. Quando una riserva di capitale viene successivamente restituita, l’articolo 47 ne prevede la riduzione dal costo fiscale. Questo effetto può incidere sulla futura tassazione in caso di cessione della quota.
Versamento in conto futuro aumento di capitale: è la stessa cosa?
No. L’OIC 28 distingue il versamento in conto capitale da quello in conto futuro aumento di capitale. Nel secondo caso l’apporto è collegato a uno specifico futuro aumento. Se l’operazione programmata non si realizza, la disciplina della restituzione dipende dal vincolo e dalla documentazione con cui il versamento è stato effettuato.
Versamento in conto aumento di capitale: altra categoria ancora
È ancora diverso il versamento in conto aumento di capitale, utilizzato quando l’aumento è già stato deliberato e la procedura è in corso. La corretta distinzione tra queste riserve evita di confondere apporti patrimoniali con sottoscrizioni già perfezionate o con semplici prestiti.
Versamento a copertura perdite: quando si usa?
È un apporto destinato specificamente a coprire perdite già emerse. L’OIC 28 lo distingue dal generico versamento in conto capitale. Se la società presenta perdite rilevanti bisogna inoltre verificare gli obblighi previsti dal Codice civile. Vedi perdite SRL e capitale.
La rinuncia a un finanziamento soci può diventare patrimonio netto?
Sì, in presenza di una rinuncia formale al credito effettuata nella prospettiva di rafforzare patrimonialmente la società, la contabilizzazione può trasformare il debito in una riserva di patrimonio netto. L’operazione ha però effetti fiscali propri e non va trattata come un semplice bonifico in conto capitale.
Esempio: due soci versano 20.000 euro ciascuno
Una SRL ha bisogno di rafforzare il patrimonio ma non vuole aumentare subito il capitale. I due soci versano 20.000 euro ciascuno con una decisione che qualifica espressamente gli apporti come versamenti in conto capitale. Le somme vengono iscritte in una riserva del patrimonio netto e non come debiti verso soci.
Esempio: bonifico del socio senza documentazione
Un socio trasferisce 50.000 euro alla SRL indicando una causale generica. Se la natura patrimoniale non risulta chiaramente da delibere, contabilità e bilancio, può diventare più difficile superare la presunzione fiscale di finanziamento. È quindi preferibile definire il titolo prima del versamento.
Quando scegliere conto capitale invece del finanziamento?
Il conto capitale può essere coerente quando i soci intendono rafforzare stabilmente il patrimonio della società e non pretendono un ordinario diritto di restituzione. Il finanziamento è invece più coerente quando l’obiettivo è fornire liquidità temporanea che la società dovrà restituire. La scelta deve considerare anche situazione finanziaria, perdite, banche e futuri aumenti di capitale.
Checklist prima del versamento
- definisci se vuoi creare patrimonio o un credito verso la SRL;
- approva una documentazione societaria coerente;
- usa una causale bancaria precisa;
- contabilizza correttamente l’apporto;
- verifica se il versamento è proporzionale o effettuato solo da alcuni soci;
- valuta l’effetto sul costo fiscale della partecipazione;
- non confondere conto capitale, futuro aumento e finanziamento soci;
- prima di una restituzione verifica disponibilità della riserva e conseguenze fiscali.
Per la classificazione contabile il riferimento è l’OIC 28 sul patrimonio netto. Sul piano fiscale, l’articolo 46 TUIR disciplina la presunzione relativa ai versamenti dei soci e l’articolo 47, comma 5, regola la distribuzione delle riserve di capitale.
Domande frequenti
Il socio può chiedere indietro quando vuole un versamento in conto capitale?
No. Non è un normale credito rimborsabile come un finanziamento soci.
Il versamento aumenta il capitale sociale?
No. Incrementa il patrimonio netto ma non modifica automaticamente il capitale nominale.
La restituzione è sempre tassata al 26%?
No. Le vere riserve da versamenti in conto capitale seguono la disciplina dell’articolo 47, comma 5, e riducono il costo fiscale della partecipazione.
Basta scrivere “conto capitale” nel bonifico?
No. La qualificazione deve essere coerente con delibere, contabilità, bilancio e volontà delle parti.