Il certificato dei carichi pendenti tributari riporta la posizione debitoria del contribuente per le imposte gestite dall’Agenzia delle Entrate, sulla base dei dati presenti nell’Anagrafe tributaria. Può essere richiesto da persone fisiche, professionisti e imprese quando serve documentare l’esistenza o l’assenza di carichi fiscali pendenti.
Cos’è il certificato carichi pendenti?
È un certificato rilasciato dall’Agenzia delle Entrate che riepiloga i carichi pendenti risultanti dal sistema informativo dell’Anagrafe tributaria in relazione alle imposte gestite dall’Agenzia.
La descrizione ufficiale è contenuta nella guida I servizi dell’Agenzia delle Entrate, che richiama il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 25 giugno 2001.
A cosa può servire?
Il certificato può essere richiesto nei rapporti tra privati, in operazioni societarie, finanziarie o contrattuali oppure quando un soggetto deve documentare la propria posizione tributaria a un’altra parte.
La finalità concreta va distinta da quella di altri certificati fiscali: non è un documento previdenziale e non coincide con la regolarità contributiva.
Chi può richiederlo?
Può essere richiesto dal contribuente interessato o da un soggetto delegato secondo le modalità previste dall’Agenzia. Per una Partita IVA può quindi riguardare sia una persona fisica sia un’impresa o altro soggetto fiscale.
Qual è l’ufficio competente?
La richiesta deve essere presentata all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del contribuente.
Per capire la differenza tra residenza, sede e domicilio consulta domicilio fiscale e Partita IVA.
Come si presenta la richiesta?
L’Agenzia mette a disposizione un apposito modello. La richiesta può essere trasmessa attraverso i canali accettati dall’ufficio, compresi i servizi di consegna documenti e istanze, e-mail o PEC quando previsti, oppure presentata allo sportello.
Alla domanda vanno allegati i documenti richiesti e, quando dovuti, gli adempimenti relativi a bollo e tributi speciali secondo le indicazioni dell’Agenzia.
In quanto tempo viene rilasciato?
La guida dei servizi dell’Agenzia delle Entrate indica che il certificato dei carichi pendenti viene rilasciato entro 30 giorni dalla data in cui la richiesta è pervenuta all’ufficio competente.
Cosa contiene il certificato?
Il documento fotografa i carichi pendenti presenti nel sistema informativo dell’Anagrafe tributaria per le imposte gestite dall’Agenzia. Il contenuto concreto dipende quindi dalla posizione fiscale del contribuente alla data della certificazione.
Non deve essere interpretato come una visura completa di qualsiasi debito pubblico possibile: contributi previdenziali, premi assicurativi e carichi gestiti da altri enti seguono sistemi diversi.
Carichi pendenti e cartelle di pagamento
Un carico fiscale può attraversare fasi differenti, dall’accertamento alla riscossione. Per sapere se esistono cartelle o piani di rateizzazione presso Agenzia delle entrate-Riscossione bisogna verificare anche la posizione nella relativa area riservata.
Se devi dilazionare somme già affidate alla riscossione consulta rateizzazione cartelle 2026.
Differenza tra carichi pendenti e DURF
Il DURF certifica la sussistenza di specifici requisiti fiscali previsti dall’articolo 17-bis del D.Lgs. 241/1997 per determinati appalti e subappalti. Il certificato carichi pendenti, invece, riepiloga la posizione debitoria tributaria risultante all’Agenzia secondo la propria disciplina.
Per il DURF consulta DURF 2026.
Differenza dal certificato unico debiti tributari
Il certificato unico dei debiti tributari è un documento diverso, previsto dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. L’Agenzia precisa che è utilizzabile soltanto per le procedure disciplinate dal D.Lgs. 14/2019.
Non va quindi richiesto al posto del certificato carichi pendenti per una generica esigenza contrattuale o commerciale.
Differenza dal DURC
Il DURC riguarda la regolarità contributiva verso INPS, INAIL e, quando applicabile, Casse Edili. I carichi pendenti tributari riguardano invece la posizione fiscale gestita dall’Agenzia delle Entrate.
Consulta DURC e Partita IVA.
Posso verificare prima la mia situazione online?
Prima di chiedere il certificato è utile controllare dichiarazioni, versamenti e comunicazioni presenti nel Cassetto fiscale e, per le somme già affidate, nell’area riservata di Agenzia delle entrate-Riscossione.
Cosa fare se compare un debito che ritengo errato?
Il certificato fotografa i dati presenti nel sistema; non sostituisce la procedura per contestare o correggere un atto. Se un carico deriva da una comunicazione o da un atto ritenuto errato, bisogna intervenire sulla fonte del debito attraverso il canale appropriato.
Per le comunicazioni da controllo dichiarativo consulta avviso bonario e comunicazione di irregolarità.
Checklist richiesta carichi pendenti
- verifica perché ti serve il certificato;
- individua l’ufficio competente per domicilio fiscale;
- scarica il modello dell’Agenzia;
- compila dati del contribuente e richiesta;
- allega documento e delega se necessaria;
- verifica bollo e tributi speciali eventualmente dovuti;
- invia la domanda con il canale ammesso;
- considera il termine di rilascio fino a 30 giorni;
- controlla che il certificato sia quello richiesto e non DURF, DURC o certificato unico debiti tributari.