Il quadro LM del modello Redditi PF è il quadro utilizzato per determinare il reddito e l’imposta sostitutiva dei contribuenti in regime forfettario. Nel modello Redditi PF 2026, riferito al periodo d’imposta 2025, il forfettario compila la sezione III del quadro LM, partendo dai ricavi o compensi rilevanti, applicando il coefficiente di redditività e deducendo i contributi previdenziali ammessi.
A cosa serve il quadro LM nel regime forfettario
Il quadro LM serve a trasformare i ricavi o compensi dell’attività nel reddito fiscale del contribuente forfettario. Non è un semplice riepilogo delle fatture emesse: nel quadro vengono applicati il coefficiente di redditività dell’attività, le deduzioni previdenziali e l’imposta sostitutiva prevista dal regime.
L’Agenzia delle Entrate specifica che il quadro deve essere utilizzato, tra gli altri, per dichiarare il reddito prodotto in regime forfettario ai sensi della legge 190/2014.
Quale sezione compila il forfettario
Nel modello Redditi PF 2026 il contribuente forfettario utilizza la sezione III del quadro LM. La sezione I riguarda invece il precedente regime fiscale di vantaggio, ancora applicabile soltanto a soggetti che possiedono le specifiche condizioni transitorie.
Questa distinzione è importante perché i codici, le colonne e la logica di calcolo non sono intercambiabili tra regime di vantaggio e regime forfettario.
Da quali dati si parte
La compilazione parte dai ricavi o compensi fiscalmente rilevanti del periodo d’imposta. Nel forfettario, per professionisti e molte attività d’impresa, conta il principio di cassa: assumono rilevanza gli importi effettivamente incassati nel periodo, secondo la disciplina applicabile.
Per questo il totale delle fatture emesse non coincide necessariamente con il reddito da riportare nel quadro LM. Una fattura emessa a dicembre e incassata a gennaio dell’anno successivo può rilevare nel periodo successivo.
Come interviene la precompilata
L’Agenzia delle Entrate utilizza, per la precompilazione del quadro LM, i dati delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici relativi al periodo d’imposta. Questo aiuta il contribuente, ma non elimina la necessità di controllare gli importi.
La precompilata può infatti non conoscere tutti gli elementi utili per stabilire l’effettivo incasso, eventuali note di credito, compensi esclusi o altre rettifiche. Il dato proposto deve quindi essere verificato prima dell’invio.
Codice ATECO e coefficiente di redditività
Il reddito imponibile del forfettario non deriva dalla sottrazione dei costi reali. Ai ricavi o compensi si applica il coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata.
Per esempio, un professionista con coefficiente del 78% e 30.000 euro di compensi rilevanti parte da un reddito forfettario di 23.400 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali. Per individuare il coefficiente corretto consulta la guida sui coefficienti di redditività.
Se hai più attività o più codici ATECO
Quando il contribuente esercita più attività con coefficienti diversi, i ricavi o compensi devono essere attribuiti correttamente alle rispettive attività. Non è corretto applicare un solo coefficiente all’intero fatturato se le attività rientrano in gruppi differenti.
È quindi importante mantenere una contabilità interna che permetta di distinguere gli incassi per attività, soprattutto quando esistono più codici ATECO.
Come si calcola il reddito forfettario
Il meccanismo può essere riassunto in tre passaggi:
- si individuano ricavi o compensi fiscalmente rilevanti;
- si applica il coefficiente di redditività previsto per l’attività;
- si deducono i contributi previdenziali obbligatori ammessi.
Il risultato costituisce la base su cui calcolare l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% se spettano le condizioni per l’aliquota agevolata.
Esempio con 30.000 euro e coefficiente 78%
Supponiamo 30.000 euro di compensi incassati e coefficiente del 78%. Il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. Se i contributi previdenziali obbligatori deducibili versati sono 4.000 euro, la base imponibile residua è 19.400 euro.
Su 19.400 euro l’imposta sostitutiva sarebbe 2.910 euro con aliquota del 15% oppure 970 euro con aliquota del 5%, se il contribuente possiede tutti i requisiti per l’aliquota ridotta.
Contributi previdenziali: dove incidono
I contributi previdenziali obbligatori versati possono essere dedotti dal reddito forfettario secondo le regole applicabili. Questo passaggio è fondamentale perché l’imposta sostitutiva viene calcolata dopo la deduzione contributiva.
La gestione concreta dipende dall’inquadramento previdenziale: Gestione Separata, Artigiani, Commercianti o Cassa professionale. Per il quadro generale consulta INPS e Partita IVA.
Contributi addebitati in fattura: Cassa e Gestione Separata
L’Agenzia delle Entrate distingue espressamente due casi nella precompilazione del quadro LM. Per i professionisti con Cassa professionale obbligatoria, i contributi addebitati al committente sono esclusi dai componenti positivi precompilati.
Per i professionisti senza Cassa iscritti alla Gestione Separata INPS, invece, la rivalsa previdenziale addebitata in fattura viene inclusa nei componenti positivi precompilati. È una differenza importante e spesso trascurata.
Aliquota del 5% o del 15%
L’aliquota ordinaria dell’imposta sostitutiva è del 15%. Può essere ridotta al 5% per i primi cinque periodi d’imposta se sono rispettate le condizioni previste per l’avvio di una nuova attività.
La scelta non è libera: il contribuente deve verificare che l’attività non costituisca mera prosecuzione di un’attività già svolta e che ricorrano le altre condizioni previste dalla legge.
Acconti ed eccedenze nel quadro LM
La precompilata può riportare anche informazioni su eccedenze e acconti dell’imposta sostitutiva provenienti dalla dichiarazione dell’anno precedente e dai modelli F24. Questi dati devono essere controllati perché incidono sul debito o credito finale.
Per i codici F24 dell’imposta sostitutiva consulta la guida sui codici tributo del regime forfettario.
Quadro LM, quadro RS e quadro RR: differenze
Il quadro LM determina il reddito forfettario e l’imposta sostitutiva. Il quadro RS contiene diversi prospetti informativi che possono interessare anche i contribuenti forfettari. Il quadro RR riguarda invece, nei casi previsti, la determinazione dei contributi INPS dovuti da artigiani, commercianti e professionisti iscritti alla Gestione Separata.
Non tutti i forfettari compilano quindi gli stessi quadri oltre a LM. La dichiarazione va costruita sulla posizione fiscale e previdenziale concreta.
Quadro LM e lavoro dipendente
Se il titolare della Partita IVA ha anche redditi da lavoro dipendente, questi redditi vengono dichiarati nei quadri previsti per il lavoro dipendente. Il reddito forfettario resta invece determinato nel quadro LM e soggetto alla propria imposta sostitutiva.
La presenza del lavoro dipendente può però incidere sui requisiti del regime. Per il caso specifico consulta regime forfettario e lavoro dipendente.
Quadro LM e fatture non incassate
Per chi applica il principio di cassa, una fattura non incassata non deve essere trattata come se fosse automaticamente un compenso già percepito. È quindi necessario confrontare la precompilata con gli effettivi movimenti finanziari.
Il tema è approfondito nella guida su fattura non incassata nel forfettario.
Cosa controllare nella precompilata
- ricavi o compensi attribuiti al periodo corretto;
- fatture emesse ma non ancora incassate;
- note di credito e storni;
- corretto codice ATECO;
- coefficiente di redditività applicato;
- contributi previdenziali deducibili;
- corretto trattamento di rivalsa INPS o contributo di Cassa;
- eventuali acconti già versati;
- eccedenze provenienti dall’anno precedente;
- aliquota 5% o 15% effettivamente spettante.
Errori frequenti nella compilazione
- usare il totale delle fatture senza controllare gli incassi;
- applicare il coefficiente sbagliato;
- dimenticare una seconda attività con coefficiente diverso;
- dedurre costi reali che nel forfettario non sono deducibili analiticamente;
- non dedurre correttamente i contributi previdenziali obbligatori;
- confondere quadro LM e quadro RR;
- accettare la precompilata senza verificare i dati;
- applicare il 5% senza possedere i requisiti;
- duplicare acconti o crediti già riportati.
Documenti utili prima di compilare il quadro LM
- riepilogo degli incassi dell’anno;
- fatture elettroniche e note di credito;
- estratti conto o altri documenti che provano gli incassi;
- codice ATECO e coefficiente di redditività;
- certificazione dei contributi previdenziali versati;
- modelli F24 con acconti già pagati;
- dichiarazione dell’anno precedente per eventuali eccedenze;
- documentazione relativa ad altri redditi personali.
Quadro LM nella dichiarazione del forfettario
Il quadro LM non va letto isolatamente: fa parte del modello Redditi PF e deve essere coerente con gli altri quadri richiesti dalla posizione del contribuente. La guida generale è disponibile in dichiarazione dei redditi del regime forfettario.
Se hai aperto o chiuso la Partita IVA durante l’anno
L’apertura o la chiusura della Partita IVA durante il periodo d’imposta non elimina automaticamente la necessità di compilare il quadro LM. Se nel periodo sono stati prodotti redditi in regime forfettario, questi devono essere dichiarati nel modello Redditi PF relativo a quell’anno.
Il punto da controllare è sempre il periodo in cui i ricavi o compensi sono fiscalmente rilevanti. In caso di cessazione dell’attività, gli incassi successivi e le fatture ancora da riscuotere richiedono particolare attenzione perché possono incidere sulla dichiarazione finale e sulla corretta chiusura della posizione.
Quadro LM e modello 730
Il quadro LM non è presente nel modello 730. Il contribuente che deve dichiarare reddito d’impresa o di lavoro autonomo abituale prodotto in regime forfettario utilizza Redditi PF per quel reddito, anche se possiede contemporaneamente redditi da lavoro dipendente o pensione che normalmente potrebbero essere dichiarati nel 730.
Questo non significa che il 730 sia sempre inutilizzabile in assoluto per chi ha avuto una Partita IVA: dipende dai redditi effettivamente da dichiarare e dal periodo di attività. Per il confronto pratico consulta 730 e Partita IVA.
Controllo finale prima dell’invio
Prima di trasmettere Redditi PF conviene riconciliare tre numeri: incassi effettivi dell’anno, componenti positivi riportati nel quadro LM e versamenti già effettuati con F24. Se questi tre elementi non sono coerenti, è meglio individuare la differenza prima dell’invio invece di correggerla successivamente con una dichiarazione integrativa.
FAQ sul quadro LM
Quale sezione del quadro LM usa il forfettario?
Nel modello Redditi PF 2026 il regime forfettario utilizza la sezione III del quadro LM.
Il quadro LM è presente nel 730?
No. Il quadro LM appartiene al modello Redditi PF, non al modello 730.
La precompilata compila automaticamente il quadro LM?
L’Agenzia può precompilare diversi dati utilizzando fatture elettroniche, corrispettivi e informazioni già disponibili, ma il contribuente deve verificarli prima dell’invio.
I costi reali vanno inseriti nel quadro LM?
Nel regime forfettario i normali costi reali non vengono dedotti analiticamente: il reddito viene determinato applicando il coefficiente di redditività.