Il credito d’imposta ZES Unica 2026 sostiene le imprese che realizzano investimenti in strutture produttive localizzate nelle aree ammesse della Zona economica speciale unica. Nel 2026 la misura è stata prorogata dalla Legge di Bilancio e copre gli investimenti realizzati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, con un progetto di importo complessivo non inferiore a 200.000 euro.
Alla data del 4 settembre 2026 c’è però una distinzione decisiva: la comunicazione iniziale per il 2026 doveva essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate dal 31 marzo al 30 maggio 2026. Chi non l’ha presentata entro quella finestra non può entrare oggi nella procedura 2026; chi l’ha presentata deve invece completare correttamente l’investimento e inviare la comunicazione integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027.
La ZES Unica è ancora attiva nel 2026?
Sì. La Legge 199/2025 ha prorogato il credito d’imposta ZES Unica per gli anni 2026, 2027 e 2028. Per il 2026 il limite complessivo di spesa pubblica previsto dalla legge è pari a 2,3 miliardi di euro.
La fonte istituzionale di riferimento è la pagina del Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud sul credito d’imposta ZES Unica, che riepiloga beneficiari, territori, investimenti ammessi e procedura 2026.
Chi può ottenere il credito ZES Unica?
Il credito è destinato alle imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, già operative oppure di nuovo insediamento nelle aree ammesse della ZES Unica.
Non basta quindi avere una Partita IVA. Una normale attività professionale individuale che produce reddito di lavoro autonomo non deve presumere di rientrare automaticamente nella misura: il beneficiario deve essere un’impresa che realizza un progetto di investimento agevolabile in una struttura produttiva situata nella ZES.
Per capire la differenza tra attività professionale e impresa consulta anche ditta individuale o libero professionista.
In quali regioni vale la ZES Unica nel 2026?
La ZES Unica comprende le zone assistite delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e le aree ammesse delle regioni Abruzzo, Marche e Umbria individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.
Per Abruzzo, Marche e Umbria non va quindi dato per scontato che qualunque Comune della regione generi diritto al credito: bisogna verificare la localizzazione concreta della struttura produttiva.
Qual è l’investimento minimo?
Per la ZES Unica ordinaria il costo complessivo del singolo progetto di investimento deve essere almeno pari a 200.000 euro. Il limite massimo agevolabile per ciascun progetto è pari a 100 milioni di euro.
Questa soglia rende la misura molto diversa dagli incentivi pensati per avviare piccole attività con budget ridotti, come Resto al Sud 2.0 o Autoimpiego Centro-Nord.
Quali beni rientrano nel credito?
Il credito riguarda investimenti inseriti in un progetto di investimento iniziale e destinati a strutture produttive già esistenti oppure di nuovo insediamento nella ZES. Tra le principali spese ammesse rientrano:
- nuovi macchinari;
- impianti;
- attrezzature varie;
- beni acquisiti anche mediante locazione finanziaria, secondo le regole applicabili;
- acquisto di terreni funzionali al progetto;
- acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali effettivamente utilizzati nella struttura produttiva interessata.
Macchinari, impianti e attrezzature devono essere nuovi. Terreni e immobili seguono una disciplina specifica e il loro valore complessivo non può assorbire indiscriminatamente l’intero progetto.
Terreni e immobili possono essere agevolati?
Sì, entro i limiti previsti dalla disciplina. L’investimento può comprendere terreni e immobili strumentali, anche mediante realizzazione o ampliamento, purché siano funzionali al progetto e utilizzati per l’attività nella struttura produttiva interessata.
Il valore di terreni e immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato. Per operazioni immobiliari complesse bisogna inoltre verificare eventuali rapporti tra venditore e acquirente, valutazioni indipendenti e altre condizioni applicabili.
Quanto vale il credito ZES Unica?
Non esiste una sola percentuale valida per tutte le imprese. L’intensità massima dipende dalla regione, dalla dimensione dell’impresa, dalla localizzazione esatta e dall’ammontare del progetto, nel rispetto della Carta degli aiuti a finalità regionale e della disciplina europea.
| Area standard | Grande impresa | Media impresa* | Piccola impresa* |
|---|---|---|---|
| Calabria, Campania, Puglia, Sicilia | 40% | 50% | 60% |
| Basilicata, Molise, Sardegna | 30% | 40% | 50% |
| Aree assistite Abruzzo, Marche, Umbria | 15% | 25% | 35% |
In alcune aree interessate dal Fondo per una transizione giusta, come specifiche zone di Taranto e Sulcis, possono applicarsi intensità differenti. La percentuale va quindi calcolata sul progetto concreto, non scelta automaticamente dalla tabella regionale.
La domanda ZES 2026 si può ancora presentare a settembre?
No, non per entrare ora nella procedura 2026. La comunicazione iniziale doveva essere inviata all’Agenzia delle Entrate dal 31 marzo al 30 maggio 2026, indicando sia le spese già sostenute dal 1° gennaio sia quelle previste fino al 31 dicembre 2026.
L’Agenzia ha reso disponibile dal 31 marzo il software telematico specifico ZES26. Il riferimento ufficiale è l’avviso dell’Agenzia delle Entrate sulla comunicazione ZES Unica 2026.
Chi non ha validamente inviato la comunicazione iniziale entro il termine non può recuperare la prenotazione a settembre. Deve eventualmente verificare la disciplina dell’annualità successiva, che la Legge di Bilancio ha già prorogato al 2027 e 2028.
Cosa deve fare chi ha presentato la comunicazione entro maggio?
Chi ha presentato validamente la comunicazione 2026 deve completare il percorso, non limitarsi alla prenotazione. Gli investimenti agevolabili dell’annualità 2026 sono quelli realizzati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
Dopo la chiusura dell’anno, a pena di decadenza, deve essere inviata una comunicazione integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027 che attesta gli investimenti effettivamente realizzati.
La comunicazione integrativa è obbligatoria?
Sì. La comunicazione integrativa non è una formalità facoltativa: deve essere trasmessa nei termini previsti per confermare le spese sostenute e gli investimenti realizzati. La sua omissione comporta la decadenza dall’agevolazione.
L’effettivo sostenimento delle spese e la corrispondenza alle scritture contabili devono inoltre risultare da una certificazione del revisore legale o di altro soggetto abilitato, secondo le regole applicabili.
Come si usa il credito?
Il credito riconosciuto viene utilizzato in compensazione tramite modello F24 con le modalità stabilite dall’Agenzia delle Entrate. Il beneficio deve inoltre essere esposto nella dichiarazione dei redditi, nel quadro dedicato ai crediti d’imposta.
Le istruzioni Redditi 2026 identificano il credito per investimenti nella ZES Unica con il codice T1 nel quadro RU. Per il funzionamento generale della compensazione puoi consultare anche come usare i crediti fiscali in F24.
Il credito può essere ridotto rispetto alla percentuale teorica?
Sì. Le percentuali della Carta degli aiuti rappresentano l’intensità massima teorica. La Legge di Bilancio assegna alla misura un plafond complessivo e, se le richieste ammissibili superano le risorse disponibili, l’Agenzia determina la percentuale effettivamente fruibile attraverso il meccanismo previsto dalla legge.
Per il 2026 il limite complessivo è pari a 2,3 miliardi di euro. Per questo non è corretto impostare un piano finanziario considerando automaticamente come certo il massimo teorico indicato dalla Carta.
Il credito ZES è cumulabile con altri incentivi?
La disciplina consente il cumulo con aiuti de minimis e altri aiuti di Stato relativi agli stessi costi entro i limiti massimi previsti dalle regole europee. Può inoltre essere cumulato con misure che non costituiscono aiuti di Stato, purché il cumulo non porti a finanziare più del costo effettivamente sostenuto e siano rispettate le regole specifiche delle altre agevolazioni.
Nel 2026 è particolarmente importante coordinare la ZES con altri incentivi agli investimenti, come la Nuova Sabatini e le agevolazioni per beni tecnologici, verificando per ciascuna misura la base di calcolo e gli eventuali obblighi di riduzione.
ZES Unica e ZES Agricoltura sono la stessa cosa?
No. Per agricoltura, pesca e acquacoltura esiste una disciplina specifica, con regole, plafond e tempistiche proprie. La ZES Unica ordinaria e la ZES Unica Agricoltura non devono essere trattate come un’unica procedura.
Errori da evitare nel 2026
- pensare che a settembre 2026 sia ancora possibile presentare la comunicazione iniziale;
- confondere la percentuale massima teorica con il credito effettivamente spettante;
- considerare agevolabile un progetto sotto 200.000 euro;
- presumere che qualsiasi Comune di Abruzzo, Marche o Umbria rientri automaticamente nelle aree assistite;
- dimenticare la comunicazione integrativa del 3-17 gennaio 2027;
- non certificare le spese tramite revisore quando richiesto;
- considerare qualunque Partita IVA professionale come impresa beneficiaria;
- spostare o cedere troppo presto i beni agevolati senza verificare gli effetti sul credito.
Domande frequenti sul credito ZES Unica 2026
Posso chiedere il credito ZES a settembre 2026 se non ho inviato nulla a maggio?
No. Per il 2026 la comunicazione iniziale doveva essere presentata dal 31 marzo al 30 maggio 2026.
Una ditta individuale può accedere?
Sì, se è un’impresa che rispetta i requisiti della misura, realizza un progetto ammissibile di almeno 200.000 euro e la struttura produttiva è localizzata in un’area ZES agevolata.
Un libero professionista può usare il credito ZES?
La misura ordinaria è destinata alle imprese. Un libero professionista che svolge esclusivamente attività di lavoro autonomo non deve quindi presumere di rientrare nel beneficio soltanto perché possiede una Partita IVA.
Entro quando devono essere completati gli investimenti 2026?
Per l’annualità 2026 la comunicazione preventiva considera le spese sostenute dal 1° gennaio e quelle previste fino al 31 dicembre 2026. L’integrativa del 3-17 gennaio 2027 certifica quanto effettivamente realizzato nell’anno.
ZES Unica è uguale a Resto al Sud 2.0?
No. Resto al Sud 2.0 è un incentivo per nuove iniziative under 35 con voucher e contributi; la ZES Unica è un credito d’imposta per investimenti d’impresa di dimensione molto più elevata.