Quando una Partita IVA riceve un acconto dal cliente, il pagamento anticipato può rendere necessario emettere subito la fattura per la quota incassata. L’articolo 6 del DPR 633/1972 stabilisce che, se il corrispettivo viene pagato in tutto o in parte prima del normale momento di effettuazione dell’operazione, questa si considera effettuata limitatamente all’importo pagato.
Cos’è una fattura di acconto?
È una fattura fiscale emessa per documentare una parte del prezzo o del compenso ricevuta prima del saldo finale. Non va confusa con un preventivo o con una proforma, perché l’acconto incassato può assumere immediatamente rilevanza fiscale.
Il riferimento normativo è l’articolo 6 del DPR 633/1972.
Se ricevo un anticipo devo sempre fatturarlo?
Quando il pagamento precede il momento ordinario di effettuazione, la norma considera l’operazione effettuata per l’importo pagato. Bisogna quindi verificare natura dell’operazione, momento del pagamento e regime applicabile. Non è corretto lasciare automaticamente tutto senza fattura fino al saldo finale.
Esempio pratico: 30% di acconto e 70% a saldo
Un professionista concorda un compenso di 2.000 euro e riceve 600 euro di acconto. Quando l’acconto determina il momento fiscale, emette una prima fattura per 600 euro. Al termine dell’incarico fattura il saldo residuo di 1.400 euro, richiamando il documento precedente.
Come descrivere l’acconto nella fattura elettronica?
Nella descrizione è utile indicare chiaramente a cosa si riferisce il pagamento: per esempio “Acconto 30% per consulenza prevista dall’incarico del …”. In questo modo cliente e prestatore possono ricostruire facilmente il collegamento con la fattura di saldo.
Come fare la fattura di saldo?
La fattura finale deve tenere conto degli acconti già fatturati. Se il totale concordato è 2.000 euro e 600 euro sono già stati documentati, il saldo residuo è 1.400 euro. È opportuno richiamare numero e data delle fatture di acconto per evitare duplicazioni.
Acconto e caparra sono la stessa cosa?
No. Una caparra può avere una funzione contrattuale diversa dall’acconto sul prezzo. La qualificazione dipende dal contratto e dalla funzione concreta della somma, non soltanto dal nome utilizzato nel bonifico. Quando la somma viene imputata al prezzo va verificato il relativo trattamento fiscale.
Fattura di acconto e proforma: differenze
La fattura proforma è un documento non fiscale che può essere usato per chiedere il pagamento. La fattura di acconto è invece una vera fattura fiscale. Dopo l’incasso, quando nasce l’obbligo di emissione, la proforma deve quindi essere seguita dalla fattura elettronica.
Come funziona per un contribuente forfettario?
Anche il forfettario deve documentare gli acconti quando ricorrono i presupposti. Nella fattura applica le regole del proprio regime, comprese le eventuali indicazioni sul bollo, la rivalsa previdenziale quando applicabile e la corretta natura dell’operazione.
Nel regime forfettario è inoltre importante il principio di cassa: un acconto percepito entra nei ricavi o compensi dell’anno in cui viene incassato secondo le regole applicabili e non viene spostato automaticamente all’anno del saldo.
Quanto tempo ho per inviare la fattura?
Quando si tratta di una fattura immediata, il documento deve rispettare il termine di emissione previsto dalla normativa a partire dalla data in cui l’operazione si considera effettuata per la quota incassata. Per il funzionamento generale consulta fatturazione elettronica e prima fattura Partita IVA.
Cosa succede se l’operazione viene annullata?
Se hai già emesso la fattura dell’acconto e successivamente devi restituire la somma o ridurre il corrispettivo, non devi cancellare la fattura già trasmessa allo SdI. Può essere necessario emettere una nota di credito coerente con la situazione. Per il forfettario consulta nota di credito nel regime forfettario.
Checklist acconto e saldo
- definisci nel contratto importo e funzione dell’anticipo;
- verifica se la somma è acconto o caparra;
- controlla il momento fiscale dell’operazione;
- emetti la fattura dell’acconto quando dovuta;
- collega chiaramente acconto e saldo;
- non duplicare gli importi nella fattura finale;
- se l’operazione viene meno, verifica la nota di credito.
Domande frequenti sulla fattura di acconto
Posso chiedere l’acconto con una proforma?
Sì. La proforma può anticipare l’importo da pagare, ma non sostituisce la fattura fiscale da emettere quando il pagamento rende l’operazione fiscalmente effettuata.
Il saldo deve includere anche l’acconto?
La fattura finale deve tenere conto degli acconti già fatturati e documentare correttamente la quota residua, evitando di duplicare il corrispettivo.
Un acconto incassato a dicembre rileva nell’anno successivo?
Nel forfettario l’incasso assume rilievo nell’anno in cui viene percepito secondo il principio di cassa; non viene rinviato automaticamente all’anno del saldo.