Gli elenchi Intrastat riepilogano determinate operazioni intra-UE di beni e servizi effettuate da operatori IVA italiani con soggetti di altri Paesi dell’Unione europea. Non ogni fattura estera genera automaticamente un modello INTRA: bisogna verificare tipo di operazione, cliente o fornitore, status VIES, modello applicabile, soglie e periodicità. Nel 2026 è importante anche conoscere il regime sanzionatorio, perché omissione, tardività e semplici errori di compilazione non producono sempre le stesse conseguenze.
Intrastat 2026: tabella rapida
| Situazione | Regola generale |
|---|---|
| INTRA-1 | Cessioni intra-UE e servizi resi |
| INTRA-2 | Acquisti intra-UE e servizi ricevuti nei casi previsti |
| Termine ordinario | Giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento |
| Omessa presentazione fiscale | Sanzione da 500 a 1.000 euro per ciascun elenco |
| Invio entro il termine assegnato dall’ufficio | Sanzione ridotta alla metà nei casi previsti |
| Correzione spontanea di dati inesatti o mancanti | Va distinta dall’omissione dell’intero elenco e può non essere sanzionata nelle condizioni previste |
| Errori statistici | Regime distinto, applicabile solo ai soggetti e alle rilevazioni previste |
Cos’è Intrastat?
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli descrive Intrastat come il sistema utilizzato per il controllo fiscale degli scambi intra-UE di beni e servizi e per la raccolta delle informazioni statistiche sugli scambi di beni nell’Unione europea.
Nel 2026 la disciplina è confluita anche nel nuovo Testo unico IVA. L’articolo 101 del D.Lgs. 10/2026 disciplina gli obblighi connessi agli scambi intraunionali, compresi elenchi riepilogativi, controlli e richieste di regolarizzazione.
Quali sono i principali modelli INTRA?
| Modello | Operazioni |
|---|---|
| INTRA-1 bis | Cessioni intra-UE di beni |
| INTRA-1 quater | Servizi resi a soggetti UE nei casi previsti |
| INTRA-2 bis | Acquisti intra-UE di beni nei casi previsti |
| INTRA-2 quater | Servizi ricevuti da soggetti UE nei casi previsti |
Un professionista che fattura servizi a un’azienda UE deve fare Intrastat?
Per le prestazioni di servizi B2B intra-UE bisogna verificare se l’operazione rientra tra quelle da riepilogare nel modello INTRA-1 quater. È un controllo distinto dalla sola emissione della fattura: territorialità IVA, status del cliente e iscrizione VIES devono essere verificati insieme.
Prima della prima operazione UE consulta VIES e Partita IVA.
Un forfettario può avere obblighi Intrastat?
Sì. Essere nel regime forfettario non elimina automaticamente gli adempimenti collegati alle operazioni intra-UE. Un forfettario che presta servizi a soggetti passivi UE o effettua acquisti intracomunitari deve verificare le regole specifiche del tipo di operazione.
Per gli acquisti di beni del forfettario entra inoltre in gioco la specifica disciplina IVA del regime; per servizi ricevuti e resi valgono regole differenti. Consulta fatture estere nel forfettario.
Come funzionano gli INTRA per i servizi ricevuti?
Per i servizi ricevuti da soggetti UE il modello di riferimento è INTRA-2 quater nei casi in cui l’operatore rientra nell’obbligo di presentazione. Le soglie e le condizioni di esonero devono essere controllate sulla disciplina applicabile al periodo.
Non bisogna trasferire automaticamente le soglie previste per i servizi agli acquisti di beni o viceversa, perché finalità fiscale e statistica possono essere differenti.
Quali sono le soglie Intrastat 2026 per acquisti e servizi ricevuti?
Dal 2026 cambia in modo significativo la soglia statistica per gli acquisti intracomunitari di beni. La determinazione ADM n. 84415 del 3 febbraio 2026 ha innalzato da 350.000 euro a 2.000.000 di euro l’ammontare totale trimestrale che determina l’obbligo di risposta alla rilevazione statistica per gli acquisti di beni, considerando almeno uno dei quattro trimestri precedenti.
Per i servizi ricevuti, invece, resta rilevante la soglia di 100.000 euro di ammontare totale trimestrale in almeno uno dei quattro trimestri precedenti. Per gli acquisti non opera una periodicità trimestrale: quando sussiste l’obbligo, la presentazione è mensile.
Queste soglie non vanno confuse con quelle che determinano la periodicità degli elenchi relativi alle operazioni attive. Prima di presentare un modello INTRA bisogna quindi individuare correttamente se si tratta di cessioni, acquisti, servizi resi o servizi ricevuti.
Cosa cambia nel 2026 per INTRA-2 bis?
La novità più rilevante del 2026 riguarda INTRA-2 bis: l’aumento della soglia a 2 milioni di euro riduce il numero di operatori obbligati alla componente statistica sugli acquisti intracomunitari di beni. La modifica si applica agli elenchi riferiti a gennaio 2026 e successivi.
Per chi resta sotto la soglia non significa che l’acquisto UE diventi fiscalmente irrilevante: restano da gestire correttamente IVA, integrazione della fattura, eventuale TD18 e gli altri adempimenti applicabili.
Intrastat e VIES sono la stessa cosa?
No. VIES è il sistema che consente di verificare l’identificazione IVA comunitaria; Intrastat è l’adempimento riepilogativo delle operazioni che ricadono nelle relative regole. Una corretta posizione VIES non sostituisce l’eventuale modello INTRA.
Quando va presentato Intrastat nel 2026?
Il Testo unico IVA stabilisce che gli elenchi riepilogativi sono presentati entro il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento. La periodicità concreta può essere mensile o, nei casi previsti, trimestrale.
Prima dell’invio vanno quindi controllati sia il periodo di riferimento sia l’eventuale passaggio di periodicità dovuto al volume o alla tipologia delle operazioni.
Come si trasmettono gli elenchi?
La presentazione è telematica. L’Agenzia delle Entrate consente la trasmissione attraverso i propri servizi; ADM mette a disposizione strumenti e procedure dedicati a compilazione, controllo e invio.
L’invio può essere effettuato direttamente dall’operatore abilitato oppure tramite un intermediario o soggetto delegato.
Che cos’è Intr@Web 2026?
Intr@Web 2026 è il software ADM per compilare, controllare e trasmettere gli elenchi. È destinato sia agli operatori economici che inviano direttamente sia ai soggetti delegati che presentano per conto terzi.
Il Regno Unito rientra ancora in Intrastat?
Per il Regno Unito bisogna distinguere la Gran Bretagna dall’Irlanda del Nord e il tipo di operazione. Per l’Irlanda del Nord il codice XI continua a essere rilevante per determinati scambi di beni, mentre le prestazioni di servizi non seguono automaticamente la stessa disciplina Intrastat.
Qual è la sanzione fiscale per Intrastat omesso nel 2026?
Il riferimento vigente è l’articolo 36, comma 7, del D.Lgs. 173/2024, Testo unico delle sanzioni tributarie.
Per l’omessa presentazione degli elenchi riepilogativi, oppure per la loro incompleta, inesatta o irregolare compilazione quando la violazione riguarda la parte fiscale, la sanzione va da 500 a 1.000 euro per ciascun elenco.
La sanzione è una sola se dimentico più elenchi?
La norma utilizza espressamente il criterio “per ciascun elenco”. Questo rende fondamentale verificare quanti modelli e quanti periodi siano effettivamente interessati dalla violazione prima di stimare l’esposizione complessiva.
Non bisogna quindi trattare automaticamente più omissioni mensili o trimestrali come se fossero un unico adempimento non presentato.
Cosa succede se l’ufficio chiede di presentare l’elenco?
L’articolo 101 del Testo unico IVA prevede che, se gli uffici rilevano la mancata presentazione oppure non dispongono dei dati esatti, possano inviare una richiesta scritta invitando il contribuente a presentare l’elenco o a fornire i dati necessari entro un termine non inferiore a 30 giorni.
Quando la presentazione avviene nel termine previsto dalla disciplina dopo la richiesta dell’ufficio, la sanzione fiscale è ridotta alla metà: da 250 a 500 euro per elenco.
Se correggo spontaneamente un dato sbagliato pago sempre una sanzione?
No. Va distinta l’omissione dell’intero elenco dalla correzione di dati inesatti o dall’integrazione di dati mancanti. La disciplina Intrastat prevede un trattamento specifico per le rettifiche e la correzione spontanea non va assimilata automaticamente alla mancata presentazione.
Prima della rettifica occorre verificare se l’errore riguarda dati fiscali, dati statistici o entrambi e utilizzare il modello di correzione appropriato.
Intrastat tardivo e ravvedimento operoso
Per l’omessa o tardiva presentazione dell’elenco fiscale può essere necessario valutare il ravvedimento operoso prima dell’intervento dell’Amministrazione, applicando le riduzioni vigenti per le violazioni commesse nel 2026.
Il calcolo non deve essere confuso con la riduzione alla metà collegata alla presentazione dopo la richiesta dell’ufficio: sono meccanismi diversi e presuppongono momenti differenti della regolarizzazione. Per la disciplina generale consulta ravvedimento operoso 2026.
Quale codice tributo si usa per la sanzione?
Per il versamento delle sanzioni relative alle violazioni fiscali degli elenchi Intrastat viene normalmente utilizzato il codice tributo 8911 nel modello F24, con l’anno di riferimento della violazione.
Prima del pagamento è comunque necessario verificare la tipologia esatta della violazione e la misura della riduzione applicabile al momento della regolarizzazione.
Sanzioni fiscali e sanzioni statistiche sono la stessa cosa?
No. Gli elenchi Intrastat hanno una doppia funzione e la violazione dei dati fiscali va distinta dall’omissione o inesattezza dei soli dati statistici.
Per i dati statistici la disciplina sanzionatoria si applica solo alle imprese che rientrano nei requisiti previsti dalle rilevazioni obbligatorie individuate secondo la normativa statistica. Non è quindi corretto sommare automaticamente una sanzione statistica a qualsiasi errore Intrastat.
Esempio: elenco omesso e regolarizzato spontaneamente
Un professionista avrebbe dovuto presentare un INTRA-1 quater ma si accorge autonomamente dell’omissione prima di ricevere richieste o contestazioni. Deve innanzitutto trasmettere l’elenco corretto e poi verificare la sanzione fiscale e l’eventuale riduzione da ravvedimento applicabile alla data in cui regolarizza.
Esempio: elenco presentato dopo richiesta dell’ufficio
Se invece l’ufficio ha già inviato una richiesta formale e il contribuente presenta l’elenco nel termine assegnato previsto dalla disciplina, entra in gioco la specifica riduzione alla metà della sanzione fiscale. Non bisogna confondere questo caso con una regolarizzazione interamente spontanea.
Intrastat ed esterometro sono la stessa cosa?
No. Intrastat riguarda specifiche operazioni intra-UE e segue modelli e soglie proprie. La trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere attraverso SdI è un adempimento differente.
Per quest’ultimo consulta Esterometro 2026: TD17, TD18, TD19 e sanzioni.
Domande frequenti su Intrastat 2026
Qual è la scadenza ordinaria Intrastat?
Gli elenchi vanno presentati entro il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento, tenendo conto della periodicità applicabile al singolo soggetto.
Qual è la soglia 2026 per gli acquisti intracomunitari di beni?
Dal 2026 la soglia statistica per INTRA-2 bis è pari a 2.000.000 di euro di acquisti trimestrali in almeno uno dei quattro trimestri precedenti.
Qual è la soglia per i servizi ricevuti?
Per INTRA-2 quater resta rilevante la soglia di 100.000 euro di servizi ricevuti nel trimestre, verificata sui quattro trimestri precedenti.
VIES, Intrastat ed esterometro sono la stessa cosa?
No. VIES riguarda l’identificazione IVA comunitaria, Intrastat riepiloga specifiche operazioni intra-UE e la trasmissione via SdI delle operazioni transfrontaliere segue una disciplina distinta.
Checklist Intrastat 2026
- verifica se l’operazione riguarda beni o servizi;
- controlla che la controparte sia soggetto passivo UE quando richiesto;
- verifica il VIES;
- individua INTRA-1 o INTRA-2 e il modello di dettaglio;
- controlla soglie e periodicità;
- segna la scadenza del giorno 25;
- conserva ricevuta e protocollo dell’invio;
- se scopri un errore, distingui rettifica da omissione dell’intero elenco;
- se sei in ritardo, verifica subito se puoi regolarizzare spontaneamente;
- se hai ricevuto una richiesta dell’ufficio, rispetta il termine assegnato;
- distingui sempre dati fiscali e dati statistici.