ISCRO 2026 e Partita IVA possono entrare in gioco quando un libero professionista iscritto alla Gestione Separata subisce una riduzione rilevante del proprio reddito. L’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa è una prestazione INPS strutturale, ma non spetta automaticamente a tutti i lavoratori autonomi.
Per ottenere l’ISCRO nel 2026 bisogna rispettare contemporaneamente requisiti previdenziali, reddituali e relativi alla durata della Partita IVA. È inoltre importante non confondere il calo del reddito richiesto dalla legge con una semplice diminuzione del fatturato.
Cos’è l’ISCRO 2026?
L’ISCRO è l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa destinata a determinati lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS.
Dopo una fase sperimentale, la Legge 213/2023 ha reso la misura strutturale dal 1° gennaio 2024.
La prestazione serve a sostenere i professionisti che continuano l’attività ma attraversano una significativa riduzione del reddito da lavoro autonomo.
Chi può richiedere l’ISCRO nel 2026?
L’ISCRO è rivolta ai liberi professionisti che esercitano abitualmente attività di lavoro autonomo e rientrano nella Gestione Separata prevista dall’articolo 2, comma 26, della Legge 335/1995.
Possono rientrare anche i partecipanti a studi associati o società semplici quando l’attività professionale dà titolo all’iscrizione alla Gestione Separata e sono soddisfatti tutti gli altri requisiti.
Per verificare l’inquadramento previdenziale consulta Gestione Separata INPS 2026.
Quali sono i requisiti ISCRO 2026?
Per presentare una domanda valida occorre verificare tutti i requisiti previsti dall’INPS.
- esercitare abitualmente attività di lavoro autonomo rientrante nella Gestione Separata;
- non essere titolare di pensione diretta;
- non essere assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie alla data della domanda;
- non essere beneficiario dell’Assegno di Inclusione durante la fruizione dell’ISCRO;
- rispettare il requisito di riduzione del reddito da lavoro autonomo;
- rispettare la soglia massima di reddito prevista per il 2026;
- essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
- avere una Partita IVA attiva da almeno tre anni per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione previdenziale.
Da quanto tempo deve essere aperta la Partita IVA?
Alla data di presentazione della domanda ISCRO la Partita IVA deve risultare attiva da almeno tre anni.
Non basta però possedere da tre anni un qualsiasi numero di Partita IVA: deve trattarsi dell’attività professionale collegata alla posizione previdenziale per la quale viene richiesta l’indennità.
L’ISCRO non è quindi un sostegno destinato a chi apre oggi una nuova Partita IVA e registra immediatamente pochi ricavi.
Qual è il limite di reddito ISCRO nel 2026?
La Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026 ha aggiornato il limite reddituale per le domande presentate nel 2026.
Il reddito di lavoro autonomo dichiarato nell’anno precedente alla domanda non deve essere superiore a 12.749,18 euro.
Per una domanda presentata nel 2026 il riferimento è quindi il reddito relativo al 2025, secondo le regole previste per l’ISCRO.
Basta avere un reddito inferiore a 12.749,18 euro?
No. È necessario rispettare anche un secondo requisito reddituale.
Il reddito di lavoro autonomo dell’anno precedente alla domanda deve essere inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo dei due anni precedenti.
Per la domanda ISCRO 2026 bisogna quindi confrontare il reddito autonomo del 2025 con la media dei redditi da lavoro autonomo del 2023 e del 2024.
Le due condizioni sono cumulative: non è sufficiente rispettare soltanto la soglia assoluta di 12.749,18 euro.
ISCRO: conta il fatturato o il reddito?
La normativa ISCRO utilizza il reddito da lavoro autonomo, non semplicemente il fatturato incassato o le fatture emesse.
L’INPS considera il reddito dell’attività autonoma esposto nella dichiarazione dei redditi, compresi i valori riportati nei quadri previsti per attività professionale individuale, partecipazione a studi associati e regime forfettario.
Non devono quindi essere confrontati automaticamente i soli ricavi annuali.
Quanto spetta con l’ISCRO nel 2026?
L’importo dell’indennità viene determinato sulla base della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni antecedenti a quello che precede la domanda.
La prestazione è pari al 25% su base semestrale di tale media, rispettando comunque gli importi minimi e massimi aggiornati ogni anno dall’INPS.
Per il 2026 l’importo mensile:
- non può essere inferiore a 255,53 euro;
- non può essere superiore a 817,69 euro.
L’importo effettivo non è quindi uguale per tutti i beneficiari.
Per quanti mesi viene pagata l’ISCRO?
L’ISCRO viene erogata per sei mensilità.
La prestazione decorre dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda.
L’ISCRO non comporta accredito di contribuzione figurativa: i mesi nei quali viene percepita non producono quindi automaticamente contribuzione pensionistica figurativa.
L’ISCRO è tassata?
Sì. L’INPS precisa che l’indennità concorre alla formazione del reddito.
Questo aspetto va tenuto distinto dal calcolo dei ricavi o compensi dell’attività professionale e deve essere gestito correttamente nella dichiarazione fiscale applicabile al beneficiario.
Quando si può presentare domanda ISCRO nel 2026?
Per il 2026 l’INPS ha aperto il servizio il 15 giugno 2026.
La domanda può essere presentata fino al 31 ottobre 2026.
L’istanza online è disponibile attraverso il Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche dell’INPS. Sono inoltre disponibili i canali alternativi ammessi dall’Istituto.
Chi ha ricevuto l’ISCRO nel 2024 o 2025 può richiederla nel 2026?
No. L’indennità non può essere richiesta nel biennio successivo all’anno nel quale è iniziata la sua fruizione.
L’INPS ha quindi precisato che chi ha già fruito dell’ISCRO nel 2024 oppure nel 2025 non può ottenerla nel 2026.
La domanda 2026 può invece essere presentata, in presenza di tutti i requisiti, da chi non l’ha richiesta nelle annualità precedenti oppure aveva presentato una domanda poi respinta o revocata dall’origine.
Cosa succede se non ho formalizzato l’iscrizione alla Gestione Separata?
Su questo punto nel 2026 è intervenuto un chiarimento importante dell’INPS.
Con il Messaggio n. 1129 del 31 marzo 2026 l’Istituto ha stabilito che la mancata formalizzazione dell’iscrizione alla Gestione Separata non deve, da sola, impedire l’accesso all’ISCRO quando l’obbligo contributivo nei confronti della Gestione è stato correttamente assolto.
Resta comunque necessario regolarizzare formalmente l’iscrizione alla Gestione Separata.
ISCRO e NASpI sono compatibili?
No. L’ISCRO è incompatibile con la NASpI e con altre specifiche indennità di disoccupazione indicate dall’INPS, tra cui DIS-COLL, ALAS e l’indennità di discontinuità prevista per i lavoratori dello spettacolo.
Se percepisci NASpI e svolgi attività autonoma, consulta invece la guida specifica su NASpI e Partita IVA.
ISCRO e Assegno di Inclusione sono compatibili?
No. Essere beneficiario dell’Assegno di Inclusione durante la fruizione dell’ISCRO determina incompatibilità e può comportare la decadenza dalla prestazione.
Per gli effetti dell’attività autonoma sull’ADI consulta Assegno di Inclusione e Partita IVA.
Un pensionato con Partita IVA può chiedere l’ISCRO?
La titolarità di un trattamento pensionistico diretto è incompatibile con l’ISCRO.
Inoltre la prestazione richiede di non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie alla data della domanda.
Per l’inquadramento generale consulta INPS e Partita IVA.
Artigiani e Commercianti possono richiedere l’ISCRO?
Non per il solo fatto di avere una Partita IVA.
L’ISCRO è costruita per i lavoratori autonomi professionali rientranti nella Gestione Separata. Non bisogna trasferire automaticamente la prestazione a chi è iscritto alle Gestioni INPS Artigiani o Commercianti.
Per verificare la differenza consulta contributi INPS Artigiani e Commercianti 2026.
Perché nella Gestione Separata si paga lo 0,35% per ISCRO?
Dal 2024 la misura è finanziata anche attraverso un’aliquota contributiva aggiuntiva dello 0,35% applicata ai professionisti interessati.
Nel 2026 questa componente contribuisce a portare al 26,07% l’aliquota complessiva dei professionisti della Gestione Separata non pensionati e non assicurati presso altra previdenza obbligatoria.
Pagare lo 0,35% non significa però avere automaticamente diritto all’indennità: al momento della domanda devono essere rispettati tutti i requisiti ISCRO.
Bisogna chiudere la Partita IVA per ricevere l’ISCRO?
No. La finalità dell’ISCRO è sostenere la continuità dell’attività autonoma e la Partita IVA deve risultare attiva.
La cessazione della Partita IVA durante l’erogazione costituisce invece una causa di decadenza dalla prestazione.
Per distinguere una posizione attiva con ricavi bassi da una vera cessazione consulta anche Partita IVA senza fatturare.
Chi riceve ISCRO deve seguire corsi di formazione?
La normativa collega l’erogazione dell’ISCRO alla partecipazione del beneficiario a percorsi di aggiornamento professionale.
La disciplina prevede inoltre la trasmissione dei dati necessari ai sistemi utilizzati per le politiche attive del lavoro secondo le modalità stabilite dalla normativa.
Cosa controllare prima della domanda ISCRO 2026?
- tipo di attività professionale esercitata;
- iscrizione e contribuzione alla Gestione Separata;
- data di apertura della Partita IVA;
- reddito autonomo dichiarato nel 2025;
- redditi autonomi dichiarati nel 2023 e nel 2024;
- rispetto della soglia di 12.749,18 euro;
- riduzione del reddito richiesta dalla legge;
- regolarità contributiva;
- assenza di pensioni dirette o altra previdenza obbligatoria;
- eventuale percezione di NASpI o altre indennità incompatibili;
- eventuale percezione dell’Assegno di Inclusione;
- eventuale precedente fruizione dell’ISCRO nel 2024 o 2025;
- presentazione della domanda entro il 31 ottobre 2026.
Fonti ufficiali ISCRO 2026
- INPS – Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO);
- INPS – Circolare n. 4 del 28 gennaio 2026;
- INPS – Messaggio n. 1987 del 15 giugno 2026;
- INPS – Messaggio n. 1129 del 31 marzo 2026;
- INPS – Circolare n. 84 del 23 luglio 2024.
Domande frequenti su ISCRO 2026 e Partita IVA
Qual è il reddito massimo per ISCRO 2026?
Il reddito di lavoro autonomo dichiarato nell’anno precedente alla domanda non deve superare 12.749,18 euro, oltre a dover rispettare il requisito della riduzione rispetto alla media dei due anni precedenti.
Quanto paga ISCRO nel 2026?
L’importo mensile effettivo dipende dai redditi utilizzati per il calcolo e nel 2026 non può essere inferiore a 255,53 euro né superiore a 817,69 euro.
Quanto dura ISCRO?
La prestazione viene erogata per sei mensilità e non produce contribuzione figurativa.
Quando scade la domanda ISCRO 2026?
Il termine indicato dall’INPS per la domanda 2026 è il 31 ottobre 2026.
Posso chiedere ISCRO se l’ho ricevuta nel 2025?
No. Chi ha fruito dell’ISCRO nel 2025 non può accedere nuovamente alla prestazione nel 2026.