Il cuoco a domicilio che lavora in modo abituale deve aprire la Partita IVA e, nel 2026, deve partire da una classificazione diversa da quella indicata in molte vecchie guide online. Per il personal chef che prepara e somministra pasti presso la casa o la location del cliente, il codice ATECO 2025 da valutare è 56.21.01 – Attività di catering per eventi presso location dei clienti.
Non basta però scegliere il codice: l’attività rientra nel settore alimentare e deve essere coordinata con impresa, INPS, requisiti igienico-sanitari, eventuale SCIA/SUAP e disciplina regionale sulla somministrazione. Il percorso cambia se cucini esclusivamente a casa del cliente, se prepari parte dei cibi in un tuo laboratorio, se fai home restaurant oppure se offri solo consulenza gastronomica.
Chi è il cuoco a domicilio
Il cuoco a domicilio, spesso chiamato anche personal chef o chef privato, raggiunge il cliente nella sua abitazione o in una location scelta per l’evento e prepara il pasto sul posto, eventualmente occupandosi anche di menu, spesa, impiattamento, servizio e pulizia finale.
Il servizio può riguardare una cena per una famiglia, un evento privato, una villa in affitto, un compleanno, un matrimonio ristretto o una cena aziendale. Quando l’attività diventa abituale e organizzata, non è più una prestazione occasionale: serve una struttura fiscale e amministrativa coerente.
ATECO 2025 del cuoco a domicilio: 56.21.01
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 classificano nel 56.21.01 i servizi di catering e banqueting forniti presso la location del cliente, per esempio ville, masserie o altri luoghi scelti per l’evento.
È quindi il riferimento da verificare quando il valore principale del servizio consiste nella preparazione e somministrazione presso il cliente. Il codice precedente 56.21.00 apparteneva alla classificazione precedente e oggi la nuova classificazione distingue in modo più preciso le attività svolte presso la location del cliente.
Perché non usare automaticamente un codice professionale generico
In rete si trovano ancora guide che suggeriscono codici professionali residuali come 74.99.99. Questa soluzione non va copiata automaticamente: ATECO 2025 contiene oggi una voce specifica per il catering presso la location del cliente.
Il fatto che lo chef lavori da solo o venga pagato per la propria competenza personale non trasforma automaticamente l’attività alimentare in una generica consulenza professionale.
Cuoco a domicilio e catering: dove passa il confine
Il personal chef può organizzare una cena completa presso il cliente senza avere la struttura di una grande società di catering. Fiscalmente e amministrativamente, però, il servizio può ricadere nella stessa area ATECO perché la prestazione viene svolta presso la location del cliente.
La differenza pratica emerge soprattutto nell’organizzazione: numero di ospiti, personale impiegato, attrezzature mobili, trasporto di alimenti, acquisti, noleggi e complessità dell’evento.
Cuoco a domicilio e home restaurant: differenze
Nel cuoco a domicilio è lo chef che raggiunge il cliente. Nell’home restaurant, invece, sono i clienti a essere ospitati nella casa di chi prepara e somministra i pasti.
ATECO 2025 ricomprende nel 56.21.01 anche l’home restaurant, ma questo non significa che i due modelli abbiano identici adempimenti amministrativi. APIVA approfondisce il secondo caso nella guida su home restaurant e Partita IVA.
Cuoco a domicilio e consulente gastronomico
Un’altra attività distinta è la consulenza gastronomica. Chi studia menu, format, costi o organizzazione per ristoranti e aziende senza preparare e somministrare abitualmente pasti svolge una prestazione diversa.
Se il lavoro è soprattutto progettazione e consulenza, il codice può cambiare. Puoi confrontare la guida APIVA sulla Partita IVA del consulente gastronomico.
Serve una ditta individuale?
Quando il personal chef svolge un’attività organizzata di ristorazione o catering, la forma tipica da valutare è quella di impresa individuale, con iscrizione al Registro Imprese e gestione previdenziale coerente.
La pratica di avvio viene normalmente coordinata tramite Comunicazione Unica. Per il procedimento generale puoi consultare come aprire una ditta individuale con ComUnica.
INPS del cuoco a domicilio
Per l’imprenditore che esercita un’attività nel settore commercio, terziario o turismo con partecipazione personale abituale e prevalente, il riferimento previdenziale da verificare è la Gestione Commercianti INPS.
Nel 2026 l’aliquota ordinaria dei commercianti è pari al 24,48%. Il minimale di reddito è 18.808 euro e il contributo minimo annuo ordinario, incluso il contributo maternità, è circa 4.611,64 euro.
Riduzione INPS del 35%
Il titolare in regime forfettario iscritto alla Gestione Commercianti può verificare l’accesso al regime contributivo agevolato con riduzione del 35% dei contributi, quando possiede i requisiti e presenta la richiesta secondo le modalità INPS.
La riduzione non è automatica e può incidere anche sull’accredito contributivo. Prima di richiederla conviene quindi valutarne l’effetto complessivo.
Regime forfettario: coefficiente 40%
Per le attività di ristorazione comprese nella divisione 56, il coefficiente di redditività del regime forfettario è normalmente del 40%.
Con 30.000 euro di ricavi incassati, il reddito forfettario lordo è quindi 12.000 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sul residuo si applica l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% se ricorrono tutte le condizioni previste per le nuove attività.
Perché il coefficiente 40% può essere importante
Il 60% dei ricavi viene considerato implicitamente come quota di costi. Questo può essere favorevole per un’attività che sostiene spese significative per ingredienti, trasporti, attrezzature, collaboratori e materiali di consumo.
La convenienza va però verificata sui numeri reali. Se il cliente compra direttamente gli ingredienti e tu fatturi quasi solo il servizio, i costi effettivi potrebbero essere molto inferiori al 60%; se invece sostieni tutte le spese dell’evento, il confronto può essere diverso.
Per verificare accesso e cause ostative puoi leggere requisiti del regime forfettario.
SCIA e SUAP: non esiste una risposta unica nazionale
La somministrazione di alimenti e bevande è regolata anche a livello regionale e comunale. Per questo non è corretto dire che ogni personal chef debba seguire esattamente la stessa procedura in tutta Italia.
Prima dell’avvio bisogna verificare con il SUAP competente quali titoli amministrativi sono richiesti per il modello concreto: servizio presso abitazioni private, eventi presso ville, laboratorio proprio, cucina mobile o altre configurazioni.
Esempio Toscana: somministrazione al domicilio del consumatore
La Toscana definisce espressamente la somministrazione presso il domicilio del consumatore come il servizio rivolto al consumatore, ai familiari e agli invitati, svolto presso l’abitazione o altri luoghi in cui si trovi per lavoro, studio, cerimonie, convegni e attività simili.
La disciplina regionale richiede la verifica dei requisiti previsti per questa tipologia e il SUAP di Firenze colloca il catering al domicilio del consumatore tra le attività soggette a procedimenti SCIA. È un esempio utile, ma la regola amministrativa va sempre controllata nella propria Regione e nel proprio Comune.
Requisiti professionali per la somministrazione
In alcune discipline regionali la somministrazione presso il domicilio del consumatore è soggetta anche a requisiti professionali specifici. Questi possono essere dimostrati tramite formazione, esperienza o titoli previsti dalla normativa locale.
Per questo non è corretto parlare di un unico “corso SAB obbligatorio” valido nello stesso modo ovunque: bisogna verificare come la Regione disciplina la specifica attività.
HACCP e responsabilità dell’operatore alimentare
Il Regolamento (CE) 852/2004 attribuisce all’operatore del settore alimentare la responsabilità principale della sicurezza degli alimenti. Gli operatori post-primari devono applicare procedure basate sui principi HACCP e rispettare i requisiti igienici pertinenti.
Il Ministero della Salute ricorda che l’autocontrollo è obbligatorio per gli operatori coinvolti nella filiera alimentare e che l’HACCP è lo strumento organizzativo utilizzato per controllare i pericoli.
Notifica sanitaria
La normativa europea prevede che l’operatore alimentare notifichi all’autorità competente gli stabilimenti sotto il proprio controllo che svolgono attività di produzione, trasformazione o distribuzione di alimenti, secondo le modalità stabilite localmente.
Quando il personal chef utilizza un proprio laboratorio, deposito o altra sede alimentare, questo aspetto diventa particolarmente importante. Se opera esclusivamente nelle cucine dei clienti, il percorso concreto deve comunque essere verificato con SUAP e autorità sanitaria competente.
Formazione alimentare
La formazione degli addetti alla manipolazione degli alimenti è disciplinata anche a livello regionale. Non è quindi prudente acquistare un corso online qualunque e considerarlo automaticamente valido in tutta Italia.
Prima di iniziare verifica durata, programma, rinnovi e soggetti formatori riconosciuti nella Regione in cui opera l’impresa.
Chi compra gli ingredienti?
Puoi organizzare il servizio in modi diversi: spesa effettuata dallo chef e inclusa nel prezzo, rimborso documentato, oppure ingredienti acquistati direttamente dal cliente.
La scelta cambia margine, rischio di spreco e organizzazione. Deve essere indicata chiaramente nel preventivo e mantenuta coerente con il modello di servizio e la fatturazione.
Trasporto degli alimenti e catena del freddo
Se trasporti ingredienti o preparazioni, devi garantire condizioni igieniche adeguate e, quando necessario, la corretta temperatura durante il trasporto. Contenitori, borse isotermiche, mezzi e tempi devono essere coerenti con gli alimenti movimentati.
Questo aspetto diventa ancora più rilevante quando alcune preparazioni vengono effettuate prima di arrivare dal cliente.
Allergeni e informazioni al cliente
Il menu deve essere organizzato tenendo conto anche degli allergeni. Prima dell’evento è utile raccogliere informazioni su allergie, intolleranze e altre esigenze alimentari e mantenere tracciabilità degli ingredienti utilizzati.
Per eventi con più ospiti conviene formalizzare le informazioni nel preventivo o nella conferma della prenotazione, evitando di affidarsi soltanto a comunicazioni verbali dell’ultimo momento.
Home restaurant, meal prep e delivery: non sono sinonimi
Preparare una cena nella cucina del cliente è diverso dal produrre pasti in un proprio laboratorio e consegnarli, così come è diverso dall’ospitare clienti nella propria abitazione.
Queste differenze possono incidere su ATECO, requisiti della sede, SCIA, notifica sanitaria e modalità di somministrazione. Prima di aggiungere meal prep o delivery al servizio di personal chef conviene quindi verificare se serve aggiornare l’attività.
Eventi più grandi e personale
Quando una cena privata diventa un evento con decine di ospiti, camerieri, sommelier, noleggi e più fornitori, il personal chef si avvicina a un vero modello di catering.
Il codice 56.21.01 resta coerente con il catering presso la location del cliente, ma aumentano le esigenze di coordinamento, documentazione, gestione del personale, sicurezza e assicurazioni.
Preventivo del cuoco a domicilio
Il preventivo dovrebbe indicare almeno numero di ospiti, menu, ingredienti inclusi, bevande, personale, trasporto, attrezzature, orari, pulizia, acconto, saldo e condizioni di cancellazione.
Per strutturarlo correttamente puoi usare la guida APIVA sul preventivo con Partita IVA.
Come calcolare il prezzo di una cena a domicilio
Il prezzo non dovrebbe essere costruito soltanto sul costo degli ingredienti. Devi considerare sopralluogo o briefing, studio del menu, spesa, preparazioni preliminari, viaggio, ore nella location, pulizia, materiali di consumo, personale e tempo amministrativo.
Per eventi piccoli può funzionare un prezzo a persona con minimo evento; per servizi molto personalizzati può essere più corretto un prezzo complessivo costruito sui costi reali.
Acconto e cancellazioni
Poiché ingredienti e organizzazione vengono spesso sostenuti prima dell’evento, è utile prevedere un acconto alla conferma. Le condizioni dovrebbero specificare cosa accade in caso di riduzione degli ospiti, cambio menu, rinvio o cancellazione.
Le clausole devono essere comunicate prima dell’incasso e riportate in modo chiaro nella documentazione contrattuale.
Fatturazione elettronica
Il cuoco a domicilio con Partita IVA deve gestire la fatturazione elettronica secondo il proprio regime fiscale e la natura del cliente. Nel forfettario la fattura segue le regole specifiche del regime, mentre in ordinario vanno gestiti correttamente IVA e altri elementi della prestazione.
Per la procedura tecnica puoi consultare fatturazione elettronica con Partita IVA.
Lavorare tramite piattaforme o ville turistiche
Molti personal chef ricevono prenotazioni tramite marketplace, property manager, concierge, ville turistiche o agenzie. Il contratto deve chiarire chi vende il servizio al cliente finale, chi incassa, quali commissioni vengono trattenute e chi gestisce eventuali rimborsi.
La presenza di una piattaforma non elimina gli obblighi fiscali e alimentari del soggetto che svolge effettivamente l’attività.
Polizza RC: perché può essere utile
Il cuoco entra nell’abitazione del cliente, utilizza attrezzature e gestisce alimenti destinati a più persone. Una polizza di responsabilità civile può quindi essere utile per coprire danni a cose o persone collegati all’attività.
Per eventi di fascia alta, ville o collaborazioni con strutture ricettive possono essere richiesti massimali specifici o coperture aggiuntive.
Costi da mettere a budget
- contributi INPS Commercianti;
- commercialista e adempimenti;
- Camera di Commercio e diritto annuale;
- eventuali pratiche SUAP e sanitarie;
- formazione alimentare;
- coltelleria e piccole attrezzature;
- contenitori e sistemi per trasporto alimenti;
- spostamenti e carburante;
- ingredienti quando acquistati dallo chef;
- collaboratori e personale di servizio;
- assicurazione RC;
- sito, pubblicità e commissioni delle piattaforme.
Come aprire la Partita IVA da cuoco a domicilio
- definisci esattamente dove prepari i pasti e cosa fornisci;
- verifica se ATECO 56.21.01 descrive l’attività prevalente;
- distingui personal chef, home restaurant, delivery e consulenza gastronomica;
- verifica con il SUAP competente SCIA e requisiti regionali;
- gestisci notifica sanitaria e procedure alimentari applicabili;
- apri l’impresa e completa gli adempimenti camerali;
- verifica iscrizione alla Gestione Commercianti INPS;
- valuta il regime forfettario e il coefficiente 40%;
- predisponi procedure HACCP e formazione richiesta localmente;
- organizza trasporto, allergeni e catena del freddo;
- imposta preventivi, acconti e cancellazioni;
- attiva fatturazione e assicurazione coerenti con il servizio.
Errori frequenti
- usare ancora un vecchio codice generico senza controllare ATECO 2025;
- confondere personal chef e home restaurant;
- trattare l’attività come libera professione ignorando la natura d’impresa;
- usare Gestione Separata senza verificare la Gestione Commercianti;
- credere che SCIA e requisiti siano identici in tutta Italia;
- parlare di un unico attestato HACCP valido ovunque senza verificare le regole regionali;
- trasportare alimenti senza organizzare temperatura e igiene;
- non raccogliere informazioni su allergeni;
- non chiarire chi compra gli ingredienti;
- fissare il prezzo senza considerare contributi fissi, viaggio e tempo di preparazione.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO 2025 del cuoco a domicilio?
Per il personal chef che prepara e somministra presso la location del cliente, il riferimento da verificare è 56.21.01 – Attività di catering per eventi presso location dei clienti.
Qual è il coefficiente del forfettario?
Per le attività di ristorazione della divisione 56 il coefficiente di redditività di riferimento è normalmente del 40%.
Quale INPS paga?
Quando l’attività è esercitata come impresa di ristorazione/catering, il riferimento da verificare è normalmente la Gestione Commercianti. Nel 2026 l’aliquota ordinaria è 24,48%.
Serve sempre la SCIA?
Gli adempimenti amministrativi dipendono dal modello concreto e dalla disciplina regionale/comunale. Vanno verificati con il SUAP competente prima dell’avvio.
Serve l’HACCP?
L’operatore alimentare deve applicare le regole di autocontrollo e le procedure basate sui principi HACCP; formazione e modalità operative vanno verificate anche secondo la disciplina regionale.
Cuoco a domicilio: partire dal modello reale
La scelta corretta non parte dal nome “personal chef”, ma da dove cucini, dove servi, chi acquista gli ingredienti e come organizzi il servizio. ATECO 56.21.01 è oggi il riferimento più specifico per il servizio presso la location del cliente, ma gli adempimenti sanitari e amministrativi vanno costruiti sul modello reale.
Una volta chiariti questi elementi diventano coerenti impresa, INPS, forfettario, SUAP, HACCP e prezzi del servizio.
Fonti ufficiali: ISTAT – Note esplicative ATECO 2025; INPS – Contributi Artigiani e Commercianti 2026; EUR-Lex – Regolamento (CE) 852/2004; Ministero della Salute – Autocontrollo e HACCP; Regione Toscana – somministrazione presso il domicilio del consumatore.