Un falegname con Partita IVA non può scegliere il codice ATECO soltanto in base al nome del mestiere: produrre mobili, costruire serramenti, realizzare elementi di falegnameria per l’edilizia, effettuare soltanto la posa o riparare mobili sono attività che ATECO 2025 classifica in modo diverso.
La distinzione incide anche sulle tasse. Produzione e riparazione ricadono normalmente nel coefficiente forfettario del 67%, mentre la sola posa di infissi e arredi classificata nella divisione 43 utilizza il coefficiente dell’86%.
Qual è il codice ATECO del falegname nel 2026?
Non esiste un unico codice valido per qualunque falegname. Il riferimento dipende da ciò che viene concretamente prodotto, installato o riparato.
- 31.00.31 — mobili per arredo interno;
- 31.00.20 — mobili da cucina;
- 16.23.09 — altri prodotti di carpenteria in legno e falegnameria per l’edilizia;
- 16.25.00 — porte e finestre in legno;
- 43.32.02 — posa in opera di infissi, arredi e simili;
- 95.24.09 — altre attività di riparazione e manutenzione di mobili e arredi.
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 permettono di distinguere produzione, posa e riparazione.
Falegname che produce mobili su misura: quale ATECO?
Per la fabbricazione di mobili destinati all’arredo interno il codice da verificare è 31.00.31 – Fabbricazione di mobili per arredo interno, esclusi mobili da cucina, sedie, divani e prodotti simili.
ISTAT include, per esempio, mobili per camere da letto e soggiorni, letti e cabine armadio. Non bisogna però utilizzare questo codice per qualsiasi mobile: ATECO 2025 distingue cucine, sedie, divani, mobili da esterno e altre categorie.
Mobili da cucina: quando si usa ATECO 31.00.20?
La fabbricazione di mobili da cucina ha una sottocategoria specifica: 31.00.20 – Fabbricazione di mobili da cucina.
Un falegname che produce prevalentemente cucine su misura non dovrebbe quindi utilizzare automaticamente 31.00.31 soltanto perché realizza mobili in legno.
Quale ATECO usa la falegnameria per edilizia?
Per gli altri prodotti di carpenteria in legno e falegnameria destinati all’edilizia è rilevante 16.23.09 – Fabbricazione di altri prodotti di carpenteria in legno e falegnameria per l’edilizia n.c.a..
Questa area riguarda la produzione di elementi in legno per l’edilizia che non hanno una sottocategoria più specifica.
Porte e finestre in legno: qual è il nuovo ATECO?
ATECO 2025 utilizza lo specifico 16.25.00 – Fabbricazione di porte e finestre in legno.
ISTAT comprende porte e relativi telai e stipiti, finestre, persiane, porte-finestre e relativi telai, oltre a porte e finestre multimateriale quando il telaio è in legno.
Il codice 16.28.19 è quello corretto per porte e finestre?
Non per la fabbricazione di porte e finestre in legno nella classificazione ATECO 2025. Per questa attività ISTAT prevede oggi il codice specifico 16.25.00.
È quindi importante non copiare automaticamente codici riportati in guide precedenti o non ancora adeguate alla nuova classificazione.
Falegname che monta soltanto infissi: quale ATECO?
Se l’attività consiste prevalentemente nella posa in opera di infissi e non nella loro fabbricazione, il codice da verificare è 43.32.02 – Posa in opera di porte non blindate, finestre, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili.
ISTAT comprende anche installazione di cucine su misura, scale e arredi per negozi. Questo codice appartiene alla divisione delle costruzioni e comporta un trattamento forfettario diverso dalla produzione.
Produzione e posa degli stessi infissi richiedono due codici?
Non necessariamente in ogni situazione, ma quando produzione e posa assumono entrambe autonomia effettiva bisogna valutare più codici ATECO e individuare l’attività prevalente.
Un’impresa che fabbrica serramenti e li installa direttamente presenta infatti una situazione diversa da un montatore che acquista gli infissi da terzi e svolge soltanto la posa.
Riparazione di mobili: quale codice ATECO?
Per la rifinitura, riparazione e manutenzione di mobili e arredi per la casa è previsto 95.24.09 – Altre attività di riparazione e manutenzione di mobili e di oggetti di arredamento per la casa.
ISTAT include anche il montaggio di mobili autoportanti e le operazioni di smontaggio e rimontaggio non connesse a servizi di trasloco.
Restauro e rifinitura dei mobili rientrano sempre in 95.24.09?
La rifinitura e la riparazione di mobili sono espressamente comprese nel 95.24.09, ma bisogna distinguere queste attività dalla vera produzione di mobili nuovi e dalle lavorazioni artistiche o specialistiche che possono avere una diversa classificazione.
Ebanista e falegname hanno lo stesso ATECO?
“Ebanista” descrive soprattutto una specializzazione nella lavorazione fine del legno e nella produzione o restauro di mobili. Non esiste però un codice da scegliere semplicemente sulla base della denominazione professionale.
La classificazione dipende dal prodotto o servizio effettivamente realizzato: mobili nuovi, restauro, elementi per edilizia o altre lavorazioni.
Il falegname è un artigiano?
Il falegname che esercita personalmente e professionalmente l’attività produttiva nell’ambito di una propria impresa viene normalmente inquadrato come impresa artigiana quando possiede i requisiti previsti dalla normativa.
In questo caso entra in gioco la Gestione Artigiani INPS, oltre agli adempimenti camerali e assicurativi applicabili all’impresa.
Come si apre la Partita IVA da falegname?
Prima dell’apertura bisogna definire con precisione se l’impresa produrrà mobili, serramenti o altri elementi in legno, effettuerà soprattutto posa oppure svolgerà riparazioni.
Una volta definita l’attività si possono impostare Partita IVA, codici ATECO, Registro delle Imprese, posizione artigiana e previdenza. La procedura generale è spiegata nella guida su ComUnica e apertura della ditta individuale.
Il falegname deve iscriversi alla Camera di Commercio?
Sì, quando l’attività viene esercitata in forma d’impresa. L’apertura deve essere coordinata con Registro delle Imprese e, quando ricorrono i requisiti, Albo delle imprese artigiane.
Quanto paga INPS un falegname nel 2026?
Per il falegname correttamente inquadrato come artigiano, nel 2026 l’INPS applica l’aliquota ordinaria del 24%.
Il minimale di reddito è 18.808 euro e il contributo annuo ordinario sul minimale è 4.521,36 euro, comprensivo di IVS e contributo maternità.
Cosa succede sopra il minimale INPS?
Sul reddito d’impresa superiore al minimale continua ad applicarsi il 24% fino alla prima fascia di retribuzione pensionabile.
Nel 2026 la fascia arriva a 56.224 euro; sulla parte superiore l’aliquota degli artigiani sale al 25%, entro il massimale applicabile.
Il falegname può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Sì, quando utilizza il regime forfettario, è iscritto alla Gestione Artigiani e possiede i requisiti del regime previdenziale agevolato.
Il funzionamento è approfondito nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Il falegname può usare il regime forfettario?
Sì, quando rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione.
La verifica completa è disponibile nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività del falegname?
Dipende dal codice ATECO. Le attività manifatturiere delle divisioni 16 e 31 rientrano normalmente nel coefficiente del 67%; anche le attività di riparazione dell’area 95 rientrano nel gruppo residuale al 67%.
La posa classificata in 43.32.02 appartiene invece alle costruzioni e utilizza il coefficiente dell’86%.
Perché chi posa infissi ha coefficiente 86%?
La normativa del regime forfettario attribuisce alle attività delle costruzioni, codici 41-42-43, il coefficiente dell’86%.
Per questo un montatore di infissi che svolge prevalentemente posa con ATECO 43.32.02 non deve utilizzare automaticamente il 67% applicato alla fabbricazione di mobili o serramenti.
Esempio: falegname produttore e montatore
Un artigiano che produce mobili su misura con 31.00.31 opera in un’attività con coefficiente 67%. Se invece un altro soggetto acquista infissi da terzi e svolge soltanto posa con 43.32.02, il coefficiente è 86%.
Quando la stessa impresa esercita più attività bisogna individuare correttamente attività prevalente e secondarie e gestire i relativi ricavi secondo le regole applicabili.
Il principio è approfondito nella guida sui codici ATECO prevalenti e secondari.
Il falegname deve iscriversi all’INAIL?
Con l’apertura dell’impresa bisogna verificare anche la posizione assicurativa INAIL in relazione alle lavorazioni concretamente svolte, all’utilizzo di macchinari e all’eventuale presenza di lavoratori assicurabili.
La posizione assicurativa non va determinata soltanto dal nome “falegname”: dipende dalla concreta organizzazione e dal rischio delle lavorazioni.
Laboratorio di falegnameria: servono altri adempimenti?
Un laboratorio può richiedere ulteriori verifiche amministrative, ambientali e di sicurezza in base a locali, macchinari, emissioni, verniciatura, produzione di polveri e organizzazione concreta dell’attività.
Prima di avviare il laboratorio è quindi opportuno verificare gli adempimenti applicabili attraverso gli enti competenti e, quando necessario, il SUAP del Comune.
Vendita dei mobili prodotti: serve un ATECO commerciale?
La vendita dei beni prodotti direttamente dall’impresa è collegata all’attività manifatturiera. Diverso è il caso in cui l’impresa inizi a commerciare abitualmente anche mobili acquistati da terzi.
Quando la rivendita assume autonomia effettiva bisogna verificare l’aggiunta di una specifica attività commerciale.
Quanto costa mantenere una Partita IVA da falegname?
I costi possono comprendere INPS artigiani, Camera di Commercio, INAIL quando dovuta, laboratorio, macchinari, attrezzature, legname, vernici, energia, dispositivi di sicurezza, trasporto e gestione amministrativa.
Checklist prima di aprire Partita IVA come falegname
- Definire se l’attività principale è produzione, posa o riparazione.
- Usare 31.00.31 per mobili da interno quando coerente.
- Valutare 31.00.20 per mobili da cucina.
- Usare 16.25.00 per la fabbricazione di porte e finestre in legno.
- Valutare 16.23.09 per altri elementi di falegnameria per edilizia.
- Distinguere la sola posa 43.32.02 dalla fabbricazione.
- Valutare 95.24.09 per riparazione e rifinitura di mobili.
- Impostare correttamente Gestione Artigiani e INAIL quando dovuta.
- Verificare gli adempimenti del laboratorio.
- Applicare il coefficiente 67% o 86% in funzione del codice effettivamente utilizzato.
Quali sono gli errori più comuni del falegname?
- pensare che esista un solo codice ATECO per tutti i falegnami;
- utilizzare un vecchio codice per porte e finestre invece del nuovo 16.25.00;
- confondere fabbricazione degli infissi e sola posa;
- usare 31.00.31 anche per le cucine senza verificare 31.00.20;
- non distinguere produzione e riparazione dei mobili;
- applicare automaticamente il coefficiente 67% alla posa in edilizia;
- applicare automaticamente l’86% alla produzione di mobili;
- utilizzare la Gestione Separata invece della Gestione Artigiani quando l’attività ha natura artigiana;
- dimenticare la verifica INAIL e degli adempimenti del laboratorio;
- non indicare attività secondarie quando hanno una reale autonomia.
Domande frequenti sulla Partita IVA del falegname
Qual è il codice ATECO del falegname?
Dipende dall’attività: 31.00.31 per molti mobili da interno, 16.25.00 per porte e finestre, 43.32.02 per la sola posa e 95.24.09 per specifiche attività di riparazione.
Qual è l’ATECO delle porte e finestre in legno?
Con ATECO 2025 il codice specifico è 16.25.00.
Quanto paga INPS un falegname artigiano nel 2026?
L’aliquota ordinaria è 24%, il minimale è 18.808 euro e il contributo ordinario annuo sul minimale è 4.521,36 euro.
Il coefficiente forfettario è sempre 67%?
No. Produzione e riparazione sono normalmente al 67%, mentre la sola posa classificata nella divisione 43 utilizza l’86%.
Partita IVA falegname nel 2026: cosa verificare prima dell’apertura
Per il falegname il punto decisivo è capire da dove nasce il ricavo: produzione di mobili, serramenti, carpenteria, posa o riparazione. ATECO 2025 separa queste attività e il codice scelto può cambiare anche il coefficiente del regime forfettario.
Definiti correttamente attività, codici e forma d’impresa, si possono impostare previdenza e regime fiscale senza utilizzare una classificazione generica per lavori economicamente differenti. Le altre professioni sono raccolte nell’hub Professioni e attività.