Aprire la Partita IVA da fisioterapista nel 2026 richiede di coordinare professione sanitaria, codice ATECO, Albo, regime fiscale e previdenza. Il codice specifico della classificazione ATECO 2025 è 86.95.00 – Attività di fisioterapia; per esercitare la professione è inoltre necessaria l’iscrizione all’Albo dei fisioterapisti.
Il fisioterapista libero professionista non dispone di una Cassa previdenziale autonoma: quando ricorrono i relativi presupposti, il riferimento è la Gestione Separata INPS. Anche fatturazione e adempimenti hanno particolarità proprie delle professioni sanitarie, tra cui il Sistema Tessera Sanitaria e le regole specifiche per le prestazioni rese ai pazienti persone fisiche.
Quando un fisioterapista deve aprire la Partita IVA?
Quando l’attività autonoma viene esercitata abitualmente e professionalmente, la Partita IVA è il normale inquadramento fiscale. Può trattarsi di attività svolta nel proprio studio, presso strutture di terzi, a domicilio dei pazienti o attraverso collaborazioni professionali.
Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che permetta di svolgere stabilmente la professione senza Partita IVA. Occorre distinguere una situazione realmente occasionale da una vera attività libero-professionale organizzata e continuativa.
Qual è il codice ATECO del fisioterapista nel 2026?
Il codice specifico è 86.95.00 – Attività di fisioterapia. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono espressamente le attività di fisioterapisti, massoterapisti, ergoterapisti e terapisti occupazionali.
La classe riguarda terapie fornite da professionisti per migliorare la mobilità, ripristinare la funzionalità muscolare e articolare o ridurre il dolore.
Il vecchio ATECO 86.90.21 è ancora quello del fisioterapista?
No. 86.90.21 – Fisioterapia appartiene alla precedente classificazione ATECO ed è ancora presente in molte guide e documenti meno recenti.
Con ATECO 2025 l’attività ha un codice autonomo, 86.95.00. Per una nuova apertura nel 2026 bisogna quindi verificare la classificazione vigente e non copiare automaticamente il vecchio 86.90.21.
Fisioterapista e chinesiologo hanno lo stesso ATECO?
No. ATECO 2025 separa espressamente la fisioterapia dalla chinesiologia. La prima utilizza 86.95.00, mentre la chinesiologia è classificata in 86.96.01.
ISTAT comprende nel 86.96.01 i chinesiologi di base, delle attività motorie preventive e adattate e sportivi. Il titolo professionale e le attività concretamente esercitate devono quindi essere verificati prima di scegliere il codice.
Fisioterapista e osteopata hanno lo stesso codice?
No. Le note ATECO 2025 escludono espressamente dalla classe 86.95 le attività degli osteopati e dei chiropratici, rinviandole alla classe 86.96 dedicata alle medicine complementari e alternative.
Non è quindi corretto utilizzare 86.95.00 come codice generale per qualsiasi trattamento manuale o riabilitativo.
Massaggi, shiatsu e trattamenti del corpo sono fisioterapia?
Non automaticamente. ATECO 2025 distingue dalla fisioterapia anche le tecniche di trattamento del corpo come shiatsu, massaggio thailandese, watsu, tui na e qigong, collocate nell’area 86.99.
La classificazione fiscale non deve quindi essere scelta sulla sola somiglianza pratica tra tecniche o servizi: contano professione, finalità sanitaria e attività effettivamente esercitata.
Fisioterapista e personal trainer sono la stessa attività?
No. Il fisioterapista esercita una professione sanitaria regolamentata, mentre l’attività del personal trainer e le attività motorie o sportive seguono classificazioni e regole differenti.
Per il settore fitness e lavoro sportivo è disponibile la guida sulla Partita IVA del personal trainer.
Per lavorare come fisioterapista serve l’iscrizione all’Albo?
Sì. La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Sanitaria di Fisioterapista chiarisce che il fisioterapista è un professionista sanitario e che, per svolgere l’attività professionale in qualsiasi forma, deve essere iscritto al relativo Albo presso l’Ordine territoriale competente.
L’apertura della Partita IVA non sostituisce quindi i requisiti professionali: posizione fiscale e diritto all’esercizio della professione sono due aspetti distinti.
Come si apre la Partita IVA da fisioterapista?
Prima dell’apertura bisogna verificare titolo e iscrizione all’Albo, individuare correttamente ATECO 86.95.00, scegliere il regime fiscale e impostare la posizione previdenziale.
Per il professionista individuale la procedura generale è illustrata nella guida su come aprire la Partita IVA da libero professionista.
Il fisioterapista è libero professionista o ditta individuale?
Il fisioterapista che esercita personalmente la propria professione sanitaria opera normalmente come libero professionista. La semplice apertura di uno studio professionale non trasforma automaticamente l’attività in impresa commerciale.
La situazione deve essere rivalutata quando esiste una vera organizzazione imprenditoriale o vengono esercitate attività ulteriori. I criteri generali sono spiegati nella guida libero professionista o ditta individuale.
Un fisioterapista può aderire al regime forfettario?
Sì, quando rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Essere una professione sanitaria non impedisce di per sé l’utilizzo del regime forfettario.
Devono però essere controllati ricavi, eventuale lavoro dipendente, partecipazioni e rapporti con datori o ex datori secondo le regole illustrate nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività del fisioterapista?
Per l’attività sanitaria della divisione 86 il coefficiente di redditività utilizzato nel regime forfettario è 78%.
Con 10.000 euro di compensi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 7.800 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali deducibili. Il coefficiente non rappresenta l’aliquota dell’imposta.
Quante tasse paga un fisioterapista forfettario?
Dal reddito determinato applicando il coefficiente del 78% vengono dedotti i contributi previdenziali deducibili. Sulla base risultante si applica poi l’imposta sostitutiva prevista dal regime.
L’aliquota ordinaria è il 15%; quando sono rispettate tutte le condizioni richieste per una nuova attività può essere applicabile il 5%.
Dove paga i contributi INPS un fisioterapista libero professionista?
Il fisioterapista non dispone di una propria Cassa professionale previdenziale. Quando esercita come libero professionista e non è assoggettato a un’altra forma di previdenza obbligatoria, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS.
La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 fissa per i liberi professionisti privi di altra previdenza obbligatoria l’aliquota complessiva del 26,07%.
Cosa cambia se il fisioterapista è pensionato o ha un’altra previdenza?
Per i professionisti titolari di pensione o già assicurati presso un’altra forma di previdenza obbligatoria che restano tenuti alla Gestione Separata, nel 2026 l’aliquota è 24%.
Non è quindi corretto applicare automaticamente il 26,07% senza conoscere la posizione previdenziale personale.
Il fisioterapista paga contributi INPS fissi?
Nel normale inquadramento del libero professionista in Gestione Separata non esiste il sistema dei contributi minimi fissi previsto per Artigiani e Commercianti. I contributi vengono calcolati sul reddito assoggettato alla Gestione entro i limiti annuali previsti.
Il fisioterapista può applicare la rivalsa INPS del 4%?
Il professionista iscritto alla Gestione Separata può, quando ne ricorrono i presupposti, addebitare al cliente una rivalsa fino al 4%. La rivalsa è facoltativa e non trasferisce al cliente l’obbligo contributivo: il fisioterapista resta responsabile dei propri contributi.
Le prestazioni del fisioterapista sono esenti IVA?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni sanitarie rientrano nell’esenzione prevista dall’articolo 10, primo comma, n. 18 del DPR 633/1972.
È importante però guardare alla natura della prestazione: l’esenzione riguarda le prestazioni sanitarie con finalità di diagnosi, cura e riabilitazione. Eventuali attività ulteriori con finalità diverse devono essere valutate separatamente.
Il fisioterapista deve usare il Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, per le prestazioni sanitarie soggette all’obbligo di trasmissione. La FNOFI ha predisposto l’integrazione dei propri Albi con il Sistema Tessera Sanitaria e gli Ordini territoriali forniscono le indicazioni per la registrazione e l’invio dei dati da parte dei fisioterapisti liberi professionisti.
Le indicazioni operative sono disponibili anche nella pagina dedicata al Sistema Tessera Sanitaria dell’Ordine dei Fisioterapisti.
Il fisioterapista deve fare fattura elettronica al paziente?
Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche il divieto di trasmissione della fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio è stato reso strutturale. La FNOFI ha confermato il divieto definitivo della fattura elettronica tramite SdI per le prestazioni sanitarie rese ai privati.
Non bisogna però estendere questa regola a qualsiasi fattura emessa dal professionista. Prestazioni diverse da quelle sanitarie verso persone fisiche e rapporti con altri soggetti devono essere gestiti secondo le regole di fatturazione applicabili alla specifica operazione.
Fisioterapista dipendente e Partita IVA possono coesistere?
Sì, in molti casi lavoro dipendente e libera professione possono coesistere. Devono essere verificati eventuali vincoli del rapporto di lavoro e, se si vuole utilizzare il regime forfettario, le relative cause ostative.
La presenza di altra previdenza obbligatoria incide inoltre sull’aliquota della Gestione Separata. Il tema generale è approfondito nella guida su Partita IVA e lavoro dipendente.
Il fisioterapista può lavorare per una sola struttura?
Avere un solo committente non rende automaticamente irregolare una Partita IVA, ma bisogna verificare che il rapporto sia realmente autonomo e non nasconda le caratteristiche sostanziali di un lavoro subordinato.
Fisioterapista a domicilio: cambia il codice ATECO?
No. Il luogo in cui viene resa la prestazione non modifica da solo la natura dell’attività. Il fisioterapista può svolgere la propria prestazione professionale anche presso il domicilio del paziente mantenendo il codice coerente con l’attività di fisioterapia.
Quanto costa mantenere la Partita IVA da fisioterapista?
I costi dipendono da reddito, regime fiscale e organizzazione dell’attività. Per il libero professionista in Gestione Separata incidono soprattutto contributi previdenziali, imposta, gestione fiscale, assicurazione professionale, quota dell’Ordine e gli eventuali costi dello studio e degli strumenti utilizzati.
Una panoramica generale è disponibile nella guida sui costi della Partita IVA per un libero professionista.
Checklist prima di aprire Partita IVA come fisioterapista
- Verificare titolo professionale e iscrizione all’Albo.
- Utilizzare ATECO 86.95.00 per la vera attività di fisioterapia.
- Non utilizzare automaticamente il vecchio 86.90.21.
- Distinguere fisioterapia, chinesiologia, osteopatia e altre tecniche corporee.
- Verificare i requisiti del regime forfettario.
- Applicare il coefficiente di redditività del 78%.
- Determinare correttamente la posizione in Gestione Separata.
- Configurare correttamente Sistema Tessera Sanitaria e fatturazione.
- Distinguere le prestazioni sanitarie esenti IVA dalle eventuali attività differenti.
Quali sono gli errori più comuni del fisioterapista?
- utilizzare ancora automaticamente il vecchio ATECO 86.90.21;
- confondere fisioterapista, chinesiologo e personal trainer;
- ricondurre automaticamente osteopatia o qualsiasi trattamento manuale al 86.95.00;
- iniziare l’attività professionale senza verificare l’iscrizione all’Albo;
- applicare una previdenza diversa dalla Gestione Separata senza verificarne i presupposti;
- usare sempre il 26,07% anche in presenza di pensione o altra previdenza obbligatoria;
- trattare qualsiasi prestazione come automaticamente esente IVA senza verificarne la finalità sanitaria;
- inviare tramite SdI una fattura sanitaria a un paziente persona fisica;
- dimenticare gli adempimenti del Sistema Tessera Sanitaria.
Domande frequenti sulla Partita IVA del fisioterapista
Qual è il codice ATECO del fisioterapista nel 2026?
Il codice specifico ATECO 2025 è 86.95.00.
Serve l’iscrizione all’Albo?
Sì. FNOFI chiarisce che per esercitare la professione di fisioterapista in qualsiasi forma è necessaria l’iscrizione al relativo Albo.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per l’attività sanitaria della divisione 86 è 78%.
Dove paga i contributi?
Il libero professionista senza altra Cassa obbligatoria è normalmente iscritto alla Gestione Separata INPS: 26,07% nel 2026 senza altra previdenza obbligatoria e 24% nei casi previsti per pensionati o altrimenti assicurati.
Deve fare fattura elettronica al paziente?
Per la prestazione sanitaria resa alla persona fisica opera il divieto strutturale di invio tramite SdI; vanno inoltre gestiti gli adempimenti verso il Sistema Tessera Sanitaria.
Aprire la Partita IVA da fisioterapista nel 2026
Il percorso corretto parte dalla professione sanitaria: iscrizione all’Albo, ATECO 86.95.00, scelta del regime fiscale, Gestione Separata e corretta gestione delle prestazioni sanitarie ai fini IVA e Sistema Tessera Sanitaria.
Una volta impostati correttamente questi elementi, la posizione può essere gestita in modo coerente fin dall’inizio. Le altre professioni sono raccolte nell’hub Professioni e attività.