Aprire la Partita IVA come igienista dentale nel 2026 richiede di distinguere con precisione questa professione sanitaria dall’attività dell’odontoiatra. ATECO 2025 include espressamente gli igienisti dentali nel codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a., mentre le attività odontoiatriche del dentista sono classificate nel 86.23.00.
L’igienista dentale ha un proprio profilo professionale e un proprio Albo nell’Ordine TSRM e PSTRP. Per il libero professionista senza un’altra previdenza obbligatoria per la stessa attività, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. Le prestazioni sanitarie possono inoltre rientrare nell’esenzione IVA quando rispettano i requisiti previsti dalla normativa sanitaria e fiscale.
Qual è il codice ATECO dell’igienista dentale nel 2026?
Il codice è 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a.. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono espressamente tra le attività della sottocategoria le attività di igienisti dentali.
La stessa classificazione precisa che le attività del personale paramedico odontoiatrico sono escluse dalla classe 86.23 dedicata alle attività odontoiatriche e rinviate al gruppo 86.99. Questo evita di utilizzare per l’igienista il codice dello studio odontoiatrico.
Igienista dentale e odontoiatra usano lo stesso ATECO?
No. L’odontoiatra utilizza il codice 86.23.00 – Attività odontoiatriche; l’igienista dentale rientra invece nel 86.99.09. Il codice ATECO descrive l’attività economica, mentre competenze e responsabilità professionali sono definite dalla normativa sanitaria e dal profilo professionale.
Per il dentista consulta la guida sulla Partita IVA dell’odontoiatra.
L’igienista dentale è una professione sanitaria?
Sì. Il profilo professionale dell’igienista dentale è stato individuato dal D.M. 14 settembre 1994, n. 669. La Federazione nazionale TSRM e PSTRP dedica alla professione una specifica Commissione di albo nazionale e pubblica profilo professionale, decreto ministeriale e codice deontologico.
La professione è orientata alla prevenzione delle affezioni oro-dentali, all’educazione sanitaria e alle attività proprie dell’igiene orale nell’ambito delle competenze riconosciute dall’ordinamento. La classificazione fiscale non amplia né restringe queste competenze.
Serve l’iscrizione all’Albo degli igienisti dentali?
Sì. L’igienista dentale rientra nelle professioni sanitarie organizzate negli Albi degli Ordini TSRM e PSTRP. Prima di esercitare la libera professione bisogna quindi possedere il titolo abilitante e risultare regolarmente iscritti all’Albo territorialmente competente.
L’iscrizione professionale è distinta dall’apertura fiscale: avere una Partita IVA non sostituisce il titolo né l’iscrizione necessaria per esercitare.
Quando serve la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta in modo abituale e professionale. Collaborare con continuità con uno o più studi, seguire assistiti durante l’anno, organizzare stabilmente l’attività o proporsi sul mercato come libero professionista sono elementi che richiedono di valutare l’apertura.
Il procedimento generale è spiegato nella guida su come aprire la Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro si può lavorare sempre senza Partita IVA?
No. I 5.000 euro non sono una soglia fiscale generale che permette di esercitare abitualmente una professione senza Partita IVA. La valutazione dipende soprattutto dalla continuità e dall’organizzazione dell’attività.
L’igienista dentale deve iscriversi alla Camera di Commercio?
Il professionista che presta personalmente attività sanitaria come lavoratore autonomo non viene normalmente trattato come commerciante per il solo fatto di avere un codice ATECO. Una struttura organizzata in forma d’impresa, una società o attività commerciali ulteriori devono invece essere valutate separatamente.
Quale INPS paga l’igienista dentale?
Per il libero professionista privo di una Cassa previdenziale autonoma di categoria e non soggetto ad altra gestione obbligatoria per la stessa attività, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS.
La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 fissa per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria l’aliquota complessiva al 26,07%. Nei casi previsti di pensione o altra copertura previdenziale obbligatoria, quando resta dovuta la Gestione Separata, l’aliquota è del 24%.
Il funzionamento dei contributi è approfondito nella guida sulla Gestione Separata INPS 2026.
La Gestione Separata ha contributi minimi fissi?
No. Per il libero professionista i contributi sono calcolati sul reddito professionale e non con il sistema dei contributi minimi fissi previsto per Artigiani e Commercianti. Il minimale annuale rileva invece anche per l’accredito contributivo dell’intero anno.
L’igienista dentale può usare il regime forfettario?
Sì, se è una persona fisica, rispetta i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Per le attività sanitarie del gruppo 86 il coefficiente di redditività utilizzato nel periodo transitorio è del 78%.
Il D.Lgs. 81/2025 mantiene transitoriamente i coefficienti individuati tramite la classificazione ATECO precedente fino all’adozione dei nuovi coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025.
I requisiti generali sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Esempio di reddito forfettario
Con 40.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario iniziale è pari a 31.200 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati; sul reddito imponibile risultante si applica poi l’imposta sostitutiva prevista dal regime.
Le prestazioni dell’igienista dentale sono esenti IVA?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni sanitarie possono essere esenti IVA quando ricorrono i requisiti dell’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972.
Le tipiche prestazioni sanitarie di igiene e prevenzione orale vanno quindi valutate in base alla loro effettiva natura sanitaria. Vendita di prodotti, formazione o altri servizi di natura diversa non devono essere automaticamente trattati come prestazioni sanitarie esenti.
Il forfettario cambia l’esenzione IVA sanitaria?
No. Il regime forfettario disciplina il reddito e l’imposta sostitutiva; l’esenzione sanitaria dipende invece dalla natura della prestazione. Sono due piani differenti e la documentazione fiscale deve descrivere correttamente il servizio reso.
L’igienista dentale comunica le spese al Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, per le spese sanitarie soggette all’obbligo di comunicazione. L’Agenzia delle Entrate include gli iscritti all’Albo della professione sanitaria di igienista dentale tra i soggetti che trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle spese sostenute dalle persone fisiche ai fini della dichiarazione precompilata.
Il professionista deve quindi organizzare correttamente codice fiscale dell’assistito, documentazione della spesa, eventuale opposizione e trasmissione telematica secondo le regole e le scadenze applicabili.
L’igienista dentale emette fattura elettronica al paziente privato?
Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche consumatori finali resta il divieto di emissione tramite Sistema di Interscambio previsto dalla disciplina vigente e reso strutturale dal D.Lgs. 81/2025. La regola va distinta dalle fatture verso studi, società, strutture sanitarie o altri soggetti per operazioni che non documentano direttamente una prestazione sanitaria B2C.
Quanto costa iniziare l’attività?
I costi possono comprendere iscrizione all’Ordine, assicurazione professionale, gestione fiscale, formazione continua, strumenti e dispositivi professionali, software, spostamenti ed eventuale affitto di uno spazio. Chi collabora con studi di terzi può avere una struttura di costo molto diversa da chi organizza un proprio ambiente professionale.
Checklist prima di aprire Partita IVA come igienista dentale
- Verificare titolo abilitante e iscrizione all’Albo.
- Usare ATECO 86.99.09.
- Non utilizzare il codice 86.23.00 dell’odontoiatra.
- Aprire la Partita IVA quando l’attività autonoma è abituale.
- Verificare la Gestione Separata INPS.
- Valutare il forfettario con coefficiente transitorio del 78%.
- Distinguere prestazioni sanitarie esenti IVA da attività di diversa natura.
- Organizzare gli adempimenti del Sistema Tessera Sanitaria.
- Gestire correttamente le fatture sanitarie verso persone fisiche.
- Predisporre assicurazione e aggiornamento professionale.
Domande frequenti sulla Partita IVA dell’igienista dentale
Qual è il codice ATECO?
ATECO 2025 include gli igienisti dentali nel 86.99.09.
Igienista dentale e odontoiatra hanno lo stesso codice?
No. L’odontoiatra utilizza 86.23.00, mentre l’igienista dentale rientra nel 86.99.09.
Quale INPS paga il libero professionista?
In assenza di altra previdenza obbligatoria per la stessa attività, normalmente Gestione Separata INPS, con aliquota 2026 del 26,07%.
Qual è il coefficiente forfettario?
Nel periodo transitorio è del 78%.
Partita IVA igienista dentale nel 2026: cosa verificare
La sequenza corretta è titolo e Albo → ATECO 86.99.09 → Partita IVA → Gestione Separata → regime fiscale → IVA sanitaria → Sistema Tessera Sanitaria e fatturazione. Il punto essenziale è tenere separati l’inquadramento dell’igienista dentale e quello dell’odontoiatra, pur all’interno dello stesso ambito di salute orale.
Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.