La Partita IVA dell’odontoiatra ha un inquadramento autonomo rispetto a quello del medico: ATECO 2025 assegna alle attività odontoiatriche il codice specifico 86.23.00, mentre previdenza, Albo, Sistema Tessera Sanitaria e trattamento IVA devono essere coordinati con le regole della professione.
“Dentista” e “odontoiatra” indicano qui lo stesso intento fiscale, quindi non servono due pagine separate. È invece fondamentale distinguere l’odontoiatra dall’igienista dentale e dall’odontotecnico: ATECO 2025 li colloca espressamente fuori dalla classe 86.23.
Quando un odontoiatra deve aprire la Partita IVA?
Quando l’attività odontoiatrica viene esercitata abitualmente in forma libero-professionale, la Partita IVA è il normale inquadramento fiscale. Può accadere nello studio proprio, come collaboratore presso studi e cliniche di terzi oppure affiancando all’attività dipendente prestazioni autonome.
Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che consenta di svolgere stabilmente la professione senza Partita IVA: occorre valutare l’abitualità e la continuità della prestazione professionale.
Qual è il codice ATECO dell’odontoiatra nel 2026?
Il codice specifico è 86.23.00 – Attività odontoiatriche.
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono in questa sottocategoria cure odontoiatriche generiche e specialistiche, endodonzia, odontoiatria pediatrica, trattamento delle patologie del cavo orale, ortodonzia e attività odontoiatriche svolte in sala operatoria.
Dentista e odontoiatra hanno lo stesso ATECO?
Sì. Nel linguaggio comune “dentista” è la denominazione più utilizzata dal pubblico, mentre la professione sanitaria è quella dell’odontoiatra. Ai fini della presente guida l’intento è lo stesso e il riferimento ATECO della vera attività odontoiatrica è 86.23.00.
Non avrebbe quindi senso creare una seconda pagina “Partita IVA dentista” con contenuto quasi identico: la variante viene assorbita in questa guida.
Quali attività comprende ATECO 86.23.00?
- odontoiatria generale;
- odontoiatria specialistica;
- endodonzia;
- odontoiatria pediatrica;
- trattamento delle patologie del cavo orale;
- ortodonzia;
- attività odontoiatriche svolte in sala operatoria.
L’ortodontista usa ATECO 86.23.00?
Sì, quando svolge la vera attività odontoiatrica specialistica di ortodonzia. ISTAT cita espressamente le attività ortodontiche tra quelle comprese nel codice 86.23.00.
Endodonzia e odontoiatria pediatrica hanno un codice diverso?
No, ATECO 2025 include espressamente sia l’endodonzia sia l’odontoiatria pediatrica nella sottocategoria 86.23.00.
La specializzazione professionale non richiede quindi automaticamente un diverso codice ATECO quando l’attività resta compresa nell’odontoiatria.
Odontoiatra e medico hanno lo stesso codice ATECO?
No. ATECO 2025 separa nettamente l’odontoiatria dalle attività di medicina generale e specialistica. Il medico utilizza, in base alla prestazione, codici della classe 86.21 o 86.22; l’odontoiatra utilizza invece 86.23.00.
Per il diverso inquadramento medico è disponibile la guida sulla Partita IVA del medico.
Odontoiatra e igienista dentale sono la stessa attività?
No. Le note ISTAT escludono espressamente dalla classe 86.23 le attività del personale sanitario odontoiatrico come gli igienisti dentali, rinviandole alle altre attività per la salute umana della classe 86.99.
L’igienista dentale è quindi una professione sanitaria distinta e non deve utilizzare 86.23.00 soltanto perché lavora nello stesso settore dell’odontoiatra.
Odontoiatra e odontotecnico hanno lo stesso ATECO?
No. ISTAT esclude dalla classe odontoiatrica la fabbricazione di denti artificiali, dentiere e protesi dentarie da parte dei laboratori odontotecnici, rinviandola all’area 32.50.
Odontoiatra e odontotecnico svolgono quindi attività economiche e professionali differenti e non devono condividere automaticamente lo stesso inquadramento fiscale.
Per esercitare come odontoiatra serve l’iscrizione all’Albo?
Sì. L’odontoiatra esercita una professione sanitaria regolamentata ed è iscritto al relativo Albo professionale.
La FNOMCeO prevede una specifica Commissione per gli iscritti all’Albo degli Odontoiatri, distinta dalla Commissione per gli iscritti all’Albo dei Medici Chirurghi.
Come si apre la Partita IVA da odontoiatra?
Dopo aver verificato i requisiti professionali e l’iscrizione all’Albo, bisogna comunicare l’apertura della Partita IVA, indicare ATECO 86.23.00 per la vera attività odontoiatrica, scegliere il regime fiscale e impostare correttamente la posizione previdenziale ENPAM.
La procedura fiscale generale è spiegata nella guida su come aprire la Partita IVA da libero professionista.
L’odontoiatra può usare il regime forfettario?
Sì, quando sono rispettati tutti i requisiti previsti e non ricorre una causa di esclusione. La professione odontoiatrica e l’iscrizione a ENPAM non impediscono di per sé l’accesso al regime.
Devono però essere verificati ricavi, eventuale lavoro dipendente, partecipazioni e rapporti con datori o ex datori secondo le regole illustrate nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività dell’odontoiatra?
Per l’attività odontoiatrica della divisione 86 il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è 78%.
Con 10.000 euro di compensi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 7.800 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili.
Il decreto legislativo 81/2025 mantiene nel periodo transitorio i coefficienti collegati alla precedente classificazione attraverso le corrispondenze con ATECO 2025.
Quante tasse paga un odontoiatra forfettario?
Dopo aver applicato il coefficiente del 78%, dal reddito forfettario vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori deducibili. Sulla base risultante si applica l’imposta sostitutiva.
L’aliquota ordinaria è il 15%; quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività può essere applicabile il 5%.
L’odontoiatra paga ENPAM?
Sì. ENPAM è l’ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri. Per chi è iscritto all’Albo entra in gioco la Quota A, mentre il reddito prodotto con la libera professione odontoiatrica può generare anche contribuzione alla Quota B.
Non è quindi corretto applicare all’odontoiatra la normale Gestione Separata INPS utilizzata per molte professioni prive di una propria Cassa previdenziale.
Quanto paga di Quota A ENPAM un odontoiatra nel 2026?
Gli importi ENPAM aggiornati al 2026 sono differenziati per età: 304,73 euro fino a 30 anni, 591,47 euro dai 30 ai 35 anni, 1.109,92 euro dai 35 ai 40 anni e 2.049,83 euro dai 40 anni fino all’età di pensionamento della Quota A.
La Quota A non deve essere confusa con la contribuzione dovuta sul reddito libero-professionale.
Cos’è la Quota B ENPAM dell’odontoiatra?
La Quota B riguarda il reddito netto prodotto con l’attività libero-professionale medica e odontoiatrica che supera la parte già coperta dalla contribuzione di Quota A.
Il reddito professionale viene dichiarato ogni anno tramite il Modello D ENPAM e la contribuzione viene determinata secondo l’aliquota applicabile alla posizione individuale.
Quanto è l’aliquota Quota B ENPAM nel 2026?
Nel Modello D 2026 relativo ai redditi libero-professionali prodotti nel 2025, l’aliquota intera Quota B ENPAM è del 19,5% sul reddito libero-professionale fino a 150.000 euro; sulla parte eccedente il tetto è dovuto l’1%.
ENPAM prevede aliquote ridotte o dimezzate in determinate situazioni. Non bisogna quindi applicare automaticamente il 19,5% senza verificare la posizione concreta dell’odontoiatra.
Odontoiatra dipendente e Partita IVA possono coesistere?
Sì, quando il rapporto di lavoro e le regole applicabili consentono anche l’esercizio libero-professionale. L’attività dipendente può incidere sulla contribuzione previdenziale e sulle eventuali aliquote ENPAM applicabili.
Deve inoltre essere verificata separatamente la compatibilità con il regime forfettario. Il tema generale è approfondito nella guida su Partita IVA e lavoro dipendente.
Le prestazioni dell’odontoiatra sono esenti IVA?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio della professione sanitaria rientrano nell’esenzione prevista dall’articolo 10, primo comma, n. 18 del DPR 633/1972.
L’esenzione dipende comunque dalla natura e dalla finalità della prestazione. Non qualsiasi servizio fatturato da un odontoiatra diventa automaticamente esente IVA.
L’odontoiatra deve usare il Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, per le spese sanitarie che rientrano nell’obbligo di trasmissione. L’Agenzia delle Entrate include espressamente gli iscritti all’Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri tra i soggetti tenuti all’invio dei dati delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria.
L’odontoiatra deve emettere fattura elettronica al paziente?
Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche opera la disciplina speciale che impedisce l’invio tramite Sistema di Interscambio delle fatture interessate dalle regole del Sistema Tessera Sanitaria.
La regola non va però estesa indistintamente a qualunque operazione: eventuali fatture verso soggetti diversi o per prestazioni non sanitarie devono essere trattate secondo la disciplina applicabile alla singola operazione.
Aprire uno studio dentistico richiede altri adempimenti?
Sì, quando oltre alla posizione personale del professionista viene aperta e organizzata una struttura sanitaria odontoiatrica possono entrare in gioco ulteriori adempimenti amministrativi e sanitari, che dipendono anche dalla normativa regionale e dalla configurazione concreta dello studio o ambulatorio.
Per questo bisogna distinguere l’apertura della Partita IVA personale dell’odontoiatra dall’avvio e autorizzazione della struttura in cui viene esercitata l’attività.
Odontoiatra collaboratore presso uno studio: serve la Partita IVA?
Quando la collaborazione viene svolta come vera attività libero-professionale abituale, la Partita IVA è normalmente necessaria anche se l’odontoiatra lavora materialmente nei locali e con le attrezzature di uno studio altrui.
Il rapporto deve comunque essere realmente autonomo: avere un solo committente non rende automaticamente irregolare la Partita IVA, ma le modalità concrete della collaborazione devono essere coerenti con un’attività professionale autonoma.
Quanto costa mantenere la Partita IVA da odontoiatra?
I costi dipendono dal regime fiscale, dal reddito libero-professionale, dalla contribuzione ENPAM, dall’Ordine, dall’assicurazione professionale e dall’organizzazione dell’attività.
Se l’odontoiatra gestisce anche uno studio proprio, ai costi personali possono aggiungersi locali, personale, attrezzature, sterilizzazione, smaltimento dei rifiuti sanitari, manutenzione e altri costi della struttura.
Checklist prima di aprire Partita IVA come odontoiatra
- Verificare abilitazione e iscrizione all’Albo degli Odontoiatri.
- Utilizzare ATECO 86.23.00 per la vera attività odontoiatrica.
- Non confondere odontoiatra, igienista dentale e odontotecnico.
- Controllare i requisiti del regime forfettario.
- Applicare il coefficiente di redditività del 78%.
- Distinguere Quota A e Quota B ENPAM.
- Verificare eventuali aliquote ENPAM ridotte applicabili.
- Gestire correttamente esenzione IVA e Sistema Tessera Sanitaria.
- Separare la Partita IVA personale dagli adempimenti necessari per una struttura odontoiatrica.
Quali sono gli errori più comuni dell’odontoiatra?
- trattare medico e odontoiatra come la stessa attività ATECO;
- utilizzare un codice dell’area medica 86.21 o 86.22 invece di 86.23.00;
- confondere odontoiatra e igienista dentale;
- confondere attività odontoiatrica e laboratorio odontotecnico;
- applicare la Gestione Separata invece di verificare ENPAM;
- confondere Quota A e Quota B;
- applicare automaticamente il 19,5% senza verificare la posizione previdenziale;
- considerare qualsiasi prestazione automaticamente esente IVA;
- dimenticare gli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria;
- confondere l’apertura della Partita IVA con gli adempimenti autorizzativi dello studio odontoiatrico.
Domande frequenti sulla Partita IVA dell’odontoiatra
Qual è il codice ATECO del dentista?
Per la vera attività odontoiatrica il codice ATECO 2025 è 86.23.00.
Dentista e odontoiatra sono la stessa cosa ai fini di questa guida?
Sì: “dentista” è la variante comunemente utilizzata per cercare l’attività dell’odontoiatra e viene assorbita dalla stessa pagina.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per l’attività odontoiatrica della divisione 86 è 78%.
L’odontoiatra paga ENPAM?
Sì. Gli iscritti sono soggetti alla Quota A e sui redditi libero-professionali può essere dovuta anche la Quota B.
Igienista dentale e odontoiatra usano lo stesso ATECO?
No. ISTAT esclude espressamente gli igienisti dentali dalla classe 86.23 e li rinvia all’area 86.99.
Partita IVA odontoiatra nel 2026: cosa impostare prima di iniziare
Il punto di partenza è distinguere la posizione professionale personale dalla struttura nella quale si lavorerà. Per l’odontoiatra libero professionista servono ATECO 86.23.00, corretto regime fiscale, Albo ed ENPAM; per l’apertura di uno studio possono aggiungersi ulteriori adempimenti sanitari e amministrativi.
Definiti correttamente questi elementi, la posizione può essere impostata senza confondere odontoiatra, medico, igienista dentale e odontotecnico. Le altre professioni sono raccolte nell’hub Professioni e attività.