Per un imbianchino con Partita IVA la prima distinzione da fare riguarda i lavori realmente eseguiti: tinteggiatura, posa di carta da parati, cartongesso, intonacatura e posa di vetri sono attività vicine in cantiere, ma ATECO 2025 le classifica con codici differenti.
Per la vera attività di tinteggiatura il riferimento specifico nel 2026 è 43.34.01. L’attività non richiede i requisiti tecnico-professionali previsti, per esempio, per gli impiantisti del DM 37/2008; quando però viene esercitata come impresa artigiana comporta gli adempimenti d’impresa e la Gestione Artigiani INPS.
Qual è il codice ATECO dell’imbianchino nel 2026?
Il codice specifico ATECO 2025 è 43.34.01 – Tinteggiatura.
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono la tinteggiatura interna ed esterna degli edifici, la verniciatura di strutture di ingegneria civile e la verniciatura di infissi già installati.
Il vecchio ATECO 43.34.00 è ancora quello dell’imbianchino?
43.34.00 appartiene alla classificazione precedente, nella quale tinteggiatura e posa in opera di vetri erano riunite nello stesso codice.
ATECO 2025 ha separato le due attività: la tinteggiatura è oggi 43.34.01, mentre la posa di vetri è 43.34.02. Per una nuova apertura nel 2026 conviene quindi utilizzare la sottocategoria aggiornata.
Quali lavori comprende ATECO 43.34.01?
- tinteggiatura interna degli edifici;
- tinteggiatura esterna degli edifici;
- verniciatura di strutture di ingegneria civile;
- verniciatura di infissi già installati;
- rivestimento in metallo su edifici e strutture di ingegneria civile nei casi indicati da ISTAT.
Imbianchino e pittore edile sono la stessa attività?
Quando “pittore edile” o “tinteggiatore” indicano il professionista che esegue prevalentemente tinteggiatura e verniciatura di edifici, l’intento economico coincide normalmente con quello dell’imbianchino.
Per questo APIVA assorbe le varianti imbianchino, pittore edile e tinteggiatore nella stessa guida anziché creare pagine quasi duplicate.
Posa dei vetri: si usa ancora 43.34.01?
No. ATECO 2025 ha creato il codice specifico 43.34.02 – Posa in opera di vetri.
ISTAT comprende in questa sottocategoria la posa e installazione di vetrate, specchi e prodotti simili. Un’impresa che svolge stabilmente sia tinteggiatura sia posa di vetri deve quindi verificare l’utilizzo di più codici.
Carta da parati e rivestimenti usano ATECO 43.34.01?
No. La posa di carta da parati e di altri rivestimenti per pareti e pavimenti è ricondotta da ISTAT alla classe 43.33.00 – Rivestimento di pavimenti e di pareti.
Se la posa di carta da parati rappresenta soltanto una prestazione accessoria occasionale va valutata nel contesto dell’attività; se diventa un servizio autonomo e abituale, il codice specifico acquista maggiore rilevanza.
Cartongesso e imbiancatura hanno lo stesso ATECO?
No. Per i lavori di intonacatura in cartongesso ATECO 2025 prevede 43.31.01.
Un’impresa che realizza abitualmente pareti, contropareti o lavorazioni in cartongesso non dovrebbe quindi utilizzare automaticamente 43.34.01 per tutti i propri ricavi soltanto perché esegue anche la successiva tinteggiatura.
Intonacatura e stuccatura rientrano nella tinteggiatura?
ATECO 2025 distingue anche gli altri lavori di intonacatura, classificati in 43.31.02.
Le normali operazioni preparatorie necessarie alla tinteggiatura non devono essere confuse con un’autonoma attività di intonacatura. Quando quest’ultima assume un peso proprio nell’attività dell’impresa, il corretto codice va verificato separatamente.
Quando può essere rilevante ATECO 43.35.00?
43.35.00 – Altri lavori di completamento e finitura degli edifici raccoglie attività di finitura che non trovano una classificazione più specifica nelle sottocategorie precedenti.
Non deve essere utilizzato come codice generico dell’imbianchino quando la prestazione principale è chiaramente la tinteggiatura classificata in 43.34.01.
Per fare l’imbianchino servono requisiti professionali?
L’attività di imbianchino non va trattata come un’attività regolamentata analoga all’installazione di impianti elettrici o termoidraulici.
La Camera di Commercio di Roma classifica espressamente l’imbianchino come “attività libera” e specifica che può essere attività artigiana quando ricorrono le relative condizioni.
Non è quindi richiesto, per la normale tinteggiatura, un responsabile tecnico con i requisiti del DM 37/2008. Restano naturalmente gli obblighi fiscali, previdenziali, assicurativi e di sicurezza propri dell’impresa e dei cantieri nei quali opera.
Serve un responsabile tecnico per aprire un’impresa di tinteggiatura?
Non esiste per la normale attività di imbianchino un requisito generale equivalente al responsabile tecnico previsto per specifiche attività regolamentate come gli impiantisti.
Bisogna però verificare separatamente eventuali ulteriori attività svolte dall’impresa: aggiungere un’attività regolamentata può comportare requisiti che non derivano dalla sola tinteggiatura.
Come si apre la Partita IVA da imbianchino?
L’imbianchino che lavora stabilmente in proprio viene normalmente organizzato come impresa individuale o altra forma d’impresa, con apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese e posizione previdenziale.
La procedura generale per una ditta individuale è spiegata nella guida su ComUnica e apertura della ditta individuale.
L’imbianchino è un artigiano?
Quando il titolare esercita personalmente e professionalmente l’attività manuale nell’ambito dell’impresa e sono soddisfatti gli altri requisiti previsti dalla disciplina dell’artigianato, l’attività può essere qualificata come impresa artigiana.
In tale situazione entra in gioco la Gestione Artigiani INPS.
Quanto paga INPS un imbianchino nel 2026?
Per il titolare correttamente iscritto alla Gestione Artigiani, nel 2026 l’INPS applica un’aliquota ordinaria del 24%.
Il minimale di reddito è 18.808 euro e il contributo ordinario annuo sul minimale è pari a 4.521,36 euro, comprensivo della contribuzione IVS e del contributo maternità.
Cosa succede sopra il minimale INPS?
Sul reddito d’impresa superiore a 18.808 euro continua ad applicarsi il 24% fino alla prima fascia pensionabile.
Nel 2026 tale fascia arriva a 56.224 euro; sulla parte di reddito superiore l’aliquota degli artigiani sale al 25%, entro il massimale applicabile.
L’imbianchino può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Sì, quando utilizza il regime forfettario, è iscritto alla Gestione Artigiani e possiede i requisiti del regime previdenziale agevolato.
L’adesione è facoltativa e segue le procedure INPS. Il funzionamento è approfondito nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
L’imbianchino può usare il regime forfettario?
Sì, quando rispetta tutti i requisiti del regime e non ricade in una causa di esclusione.
La verifica completa è disponibile nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività dell’imbianchino?
Per la tinteggiatura della divisione 43 il coefficiente del regime forfettario è 86%.
Il decreto legislativo 81/2025 mantiene, fino all’approvazione dei coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025, i coefficienti dell’Allegato 4 individuati attraverso la corrispondente attività precedente. Per le costruzioni, codici 41-42-43, il coefficiente è 86%.
Con 10.000 euro di ricavi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 8.600 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili.
Quante tasse paga un imbianchino forfettario?
Dal reddito determinato applicando il coefficiente dell’86% vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori deducibili. Sulla base risultante viene calcolata l’imposta sostitutiva.
L’aliquota ordinaria è il 15%; quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività può essere applicabile il 5%.
L’imbianchino può avere più codici ATECO?
Sì. È frequente che la stessa impresa svolga tinteggiatura, cartongesso, posa di rivestimenti o altri lavori di finitura.
Quando queste attività hanno una reale autonomia vanno indicati i codici appropriati e individuata correttamente l’attività prevalente. Il principio generale è spiegato nella guida sui codici ATECO prevalenti e secondari.
Serve una SCIA specifica per fare l’imbianchino?
La qualificazione di “attività libera” significa che la normale tinteggiatura non ha uno specifico requisito professionale abilitante analogo a quello delle attività regolamentate.
Questo non elimina gli ordinari adempimenti necessari per avviare l’impresa. Inoltre locali, deposito, eventuali lavorazioni aggiuntive o discipline territoriali possono rendere necessari ulteriori adempimenti: il caso concreto va verificato con Registro Imprese e, quando pertinente, con il SUAP.
L’imbianchino deve iscriversi all’INAIL?
Con l’avvio dell’impresa bisogna verificare anche la posizione assicurativa INAIL in funzione delle lavorazioni concretamente esercitate, dell’organizzazione dell’impresa e degli eventuali lavoratori assicurabili.
L’obbligo assicurativo non deve essere determinato soltanto dal titolo “imbianchino”, ma sulla concreta situazione dell’impresa.
Lavori in cantiere: cosa cambia?
L’attività di tinteggiatura svolta nei cantieri comporta il rispetto degli obblighi di sicurezza applicabili alle lavorazioni e all’organizzazione concreta del lavoro.
Utilizzo di scale o ponteggi, lavori in quota, prodotti chimici, dispositivi di protezione e interferenze con altre imprese devono essere valutati secondo la normativa sulla sicurezza sul lavoro applicabile al cantiere.
Quanto costa mantenere una Partita IVA da imbianchino?
I costi possono comprendere INPS artigiani, Camera di Commercio, INAIL quando dovuta, assicurazione, furgone, scale e attrezzature, dispositivi di protezione, pitture e materiali, eventuali ponteggi e gestione amministrativa.
Checklist prima di aprire Partita IVA come imbianchino
- Utilizzare 43.34.01 per la vera attività di tinteggiatura.
- Non continuare a utilizzare automaticamente il vecchio 43.34.00.
- Distinguere tinteggiatura e posa di vetri 43.34.02.
- Valutare 43.33.00 per carta da parati e rivestimenti.
- Valutare 43.31.01 per il cartongesso.
- Valutare 43.31.02 per autonoma attività di intonacatura.
- Non inventare requisiti professionali o responsabile tecnico per la normale tinteggiatura.
- Impostare correttamente la Gestione Artigiani quando ricorrono i requisiti.
- Verificare INAIL e sicurezza per le lavorazioni concretamente svolte.
- Applicare il coefficiente forfettario dell’86%.
Quali sono gli errori più comuni dell’imbianchino?
- utilizzare il generico vecchio 43.34.00 invece del nuovo 43.34.01;
- considerare posa vetri e tinteggiatura la stessa attività ATECO;
- usare 43.34.01 anche per un’attività autonoma di cartongesso;
- usare 43.34.01 anche per una prevalente posa di carta da parati;
- confondere le preparazioni accessorie alla pittura con una vera attività autonoma di intonacatura;
- pensare che serva il responsabile tecnico previsto per attività regolamentate diverse;
- applicare la Gestione Separata invece della Gestione Artigiani quando l’attività ha natura artigiana;
- dimenticare la verifica INAIL e gli obblighi di sicurezza;
- utilizzare un coefficiente forfettario diverso dall’86%.
Domande frequenti sulla Partita IVA dell’imbianchino
Qual è l’ATECO dell’imbianchino nel 2026?
Il codice specifico ATECO 2025 è 43.34.01 – Tinteggiatura.
Il vecchio 43.34.00 va ancora utilizzato?
ATECO 2025 ha separato tinteggiatura, 43.34.01, e posa di vetri, 43.34.02.
Serve un requisito professionale specifico?
La Camera di Commercio di Roma classifica l’imbianchino come attività libera; non va quindi assimilato agli impiantisti soggetti a specifici requisiti tecnico-professionali.
Quanto paga INPS un imbianchino artigiano nel 2026?
L’aliquota ordinaria è 24%, il minimale è 18.808 euro e il contributo ordinario sul minimale è 4.521,36 euro.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per la tinteggiatura della divisione 43 il coefficiente è 86%.
Partita IVA imbianchino nel 2026: cosa verificare prima dell’apertura
Il punto decisivo è distinguere la tinteggiatura dalle lavorazioni che spesso vengono offerte insieme: vetri, carta da parati, cartongesso e intonacatura hanno classificazioni specifiche e possono richiedere codici ulteriori.
Definiti correttamente attività e codici, si possono impostare impresa artigiana, previdenza e regime fiscale senza attribuire all’imbianchino requisiti professionali che appartengono ad altre attività. Le altre professioni sono raccolte nell’hub Professioni e attività.