Aprire la Partita IVA come logopedista nel 2026 richiede di coordinare regole fiscali, previdenziali e professionali proprie di una professione sanitaria riabilitativa. ATECO 2025 include espressamente la logopedia nel codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a., ma il codice fiscale da solo non basta: per esercitare è necessaria anche l’iscrizione all’Albo professionale.
Per il libero professionista senza un’altra previdenza obbligatoria di categoria, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS. Sul piano IVA, le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona possono essere esenti quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge; inoltre il logopedista rientra tra i professionisti che trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle spese sanitarie rese alle persone fisiche.
Qual è il codice ATECO del logopedista nel 2026?
ATECO 2025 utilizza il codice 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a.. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono espressamente tra le attività della sottocategoria l’attività di logopedia svolta dai logopedisti.
Lo stesso codice comprende anche altre attività sanitarie e paramediche: per questo la descrizione della posizione fiscale e delle fatture deve riflettere con precisione la professione realmente esercitata.
Il logopedista è una professione sanitaria?
Sì. Il Ministero della Salute inserisce il logopedista tra le professioni sanitarie riabilitative e richiama il D.M. 14 settembre 1994, n. 742, che ne individua il profilo professionale.
Questo distingue la logopedia da attività genericamente educative, formative o di supporto alla comunicazione che non costituiscono esercizio della professione sanitaria di logopedista.
Serve l’iscrizione all’Albo dei logopedisti?
Sì. La legge 11 gennaio 2018, n. 3 stabilisce che per l’esercizio delle professioni sanitarie, in qualunque forma giuridica svolto, è necessaria l’iscrizione al rispettivo albo.
L’Albo dei logopedisti fa parte degli Ordini TSRM e PSTRP. La Federazione nazionale TSRM e PSTRP dedica alla professione una specifica Commissione di albo nazionale e rende disponibili i riferimenti professionali e deontologici.
Quale titolo serve per esercitare?
Per iscriversi all’Albo è necessario possedere il titolo abilitante previsto dall’ordinamento o un titolo riconosciuto come equipollente o equivalente nei casi ammessi dalla normativa. Chi ha conseguito la qualifica professionale all’estero deve verificare anche il riconoscimento del titolo in Italia.
Il Ministero della Salute gestisce le procedure di riconoscimento delle qualifiche sanitarie estere: la Partita IVA non può sostituire né anticipare l’abilitazione professionale richiesta.
Quando il logopedista deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma viene svolta in modo abituale e professionale. Un logopedista che riceve pazienti con continuità, collabora stabilmente con studi o strutture, promuove i propri servizi e organizza l’attività durante l’anno non può considerare il lavoro occasionale solo perché i compensi iniziali sono bassi.
Il procedimento generale è descritto nella guida su come aprire la Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro il logopedista può lavorare sempre senza Partita IVA?
No. La soglia di 5.000 euro non è una regola generale che consente di svolgere abitualmente una professione senza Partita IVA. Per l’obbligo fiscale conta soprattutto il carattere abituale dell’attività.
Il logopedista deve iscriversi alla Camera di Commercio?
Il logopedista che esercita personalmente la professione sanitaria come lavoratore autonomo non viene normalmente trattato come un commerciante solo perché possiede un codice ATECO. Se invece viene organizzata una struttura d’impresa, una società o vengono svolte attività ulteriori, occorre valutare separatamente forma giuridica, Registro Imprese e adempimenti applicabili.
Quale INPS paga il logopedista libero professionista?
Per il libero professionista che non dispone di una Cassa previdenziale professionale autonoma e non è soggetto a un’altra gestione obbligatoria per la stessa attività, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS.
La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 fissa l’aliquota complessiva al 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria. Per pensionati o assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria, nei casi in cui resti dovuta la Gestione Separata, l’aliquota è del 24%.
Il funzionamento della contribuzione è approfondito nella guida sulla Gestione Separata INPS 2026.
La Gestione Separata ha contributi fissi minimi?
No. Per il professionista la contribuzione è calcolata sul reddito professionale: non funziona come la Gestione Artigiani o Commercianti, dove esiste una contribuzione minima indipendente dal reddito effettivo. Il minimale indicato annualmente dall’INPS rileva invece anche ai fini dell’accredito contributivo dell’intero anno.
Il logopedista può usare il regime forfettario?
Sì, se è una persona fisica, rispetta tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Per il settore sanitario il coefficiente di redditività applicato nel periodo transitorio è del 78%.
Il D.Lgs. 81/2025 stabilisce che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025, continuano a essere applicati i coefficienti dell’Allegato 4 individuati tramite il corrispondente codice ATECO 2007. Le attività sanitarie del gruppo 86 rientrano nel coefficiente del 78%.
I requisiti generali sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Esempio di reddito forfettario del logopedista
Con 40.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario iniziale è pari a 31.200 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati; sul reddito imponibile risultante si applica poi l’imposta sostitutiva prevista dal regime.
Le prestazioni del logopedista sono esenti IVA?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni sanitarie soggette a vigilanza sono esenti IVA nei casi previsti dall’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972.
Questo significa che la tipica prestazione logopedica con finalità sanitaria e riabilitativa può rientrare nell’esenzione. Non bisogna però estendere automaticamente l’esenzione a qualsiasi servizio accessorio, formativo o consulenziale privo della necessaria finalità sanitaria: va considerata la natura effettiva della prestazione fatturata.
Il forfettario cambia l’esenzione IVA sanitaria?
Regime forfettario ed esenzione sanitaria sono due piani diversi. Il forfettario è un regime fiscale del contribuente; l’esenzione dell’articolo 10 dipende invece dalla natura della prestazione sanitaria. Per questo la corretta descrizione della prestazione resta importante anche quando il professionista applica il forfettario.
Il logopedista deve inviare le spese al Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, per le spese sanitarie soggette all’obbligo di comunicazione. L’Agenzia delle Entrate include espressamente i logopedisti tra i professionisti che comunicano al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle prestazioni sanitarie rese alle persone fisiche per la dichiarazione precompilata.
È quindi necessario organizzare correttamente raccolta del codice fiscale, documentazione della spesa, eventuale opposizione del paziente e trasmissione dei dati secondo le regole e le scadenze applicabili.
Il logopedista emette fattura elettronica al paziente privato?
Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche consumatori finali non si applica la normale emissione tramite Sistema di Interscambio come per una comune fattura B2C. Il D.Lgs. 81/2025 ha reso strutturale il divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni sanitarie verso consumatori finali.
La gestione cambia invece quando il cliente è una struttura, un’impresa o un altro soggetto e la fattura non documenta una prestazione sanitaria verso il consumatore finale. Per questo non è corretto applicare un’unica regola di fatturazione a tutte le operazioni del logopedista.
Logopedista e fisioterapista hanno lo stesso codice ATECO?
No. ATECO 2025 attribuisce alla fisioterapia il codice specifico 86.95.00, mentre la logopedia è inclusa nel 86.99.09. Le due professioni condividono alcuni temi fiscali e previdenziali, ma il codice e il profilo professionale sono distinti.
Per il confronto puoi consultare la guida sulla Partita IVA del fisioterapista.
Quanto costa iniziare l’attività di logopedista?
I costi possono comprendere quota di iscrizione all’Ordine, copertura assicurativa professionale, gestione fiscale, software, strumenti e materiali riabilitativi, formazione continua, eventuale affitto dello studio, utenze e contributi INPS. Chi lavora presso studi di terzi o a domicilio può avere una struttura di costo molto diversa da chi apre un proprio studio professionale.
Checklist prima di aprire Partita IVA come logopedista
- Verificare titolo professionale e abilitazione.
- Essere iscritti all’Albo dei logopedisti.
- Usare ATECO 86.99.09 per l’attività di logopedia.
- Definire se l’attività è personale o organizzata in una struttura più complessa.
- Aprire la Partita IVA quando l’attività autonoma è abituale.
- Verificare la Gestione Separata INPS e l’aliquota applicabile.
- Valutare il forfettario con coefficiente transitorio del 78%.
- Distinguere le prestazioni sanitarie esenti IVA da eventuali servizi di diversa natura.
- Organizzare gli adempimenti del Sistema Tessera Sanitaria.
- Gestire correttamente le fatture sanitarie verso persone fisiche senza invio tramite SdI.
Domande frequenti sulla Partita IVA del logopedista
Qual è il codice ATECO del logopedista?
ATECO 2025 include la logopedia nel codice 86.99.09.
L’iscrizione all’Albo è obbligatoria?
Sì. Per l’esercizio della professione sanitaria è necessaria l’iscrizione al rispettivo Albo.
Quale INPS paga il libero professionista?
In assenza di un’altra previdenza obbligatoria per la stessa attività, normalmente Gestione Separata INPS, con aliquota 2026 del 26,07% per chi non ha altra copertura obbligatoria.
Qual è il coefficiente forfettario?
Nel periodo transitorio il coefficiente è del 78%.
Le prestazioni sanitarie sono sempre soggette a IVA?
No. Le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese nell’esercizio della professione sanitaria possono essere esenti ai sensi dell’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972.
Partita IVA logopedista nel 2026: cosa verificare
La sequenza corretta è titolo e Albo → ATECO 86.99.09 → Partita IVA → Gestione Separata → regime fiscale → IVA sanitaria → Sistema Tessera Sanitaria e fatturazione. Per una professione sanitaria, aprire la posizione fiscale è solo una parte del percorso: il corretto esercizio dipende anche dagli obblighi professionali e sanitari.
Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.