La Partita IVA del medico non si può impostare correttamente partendo da un unico codice ATECO o da una percentuale ENPAM standard. Medicina generale, attività specialistica, chirurgia estetica, libera professione e attività in convenzione con il Servizio sanitario nazionale seguono regole che devono essere coordinate.
Nel 2026 ATECO 2025 distingue in modo netto 86.21.00 per la medicina generale e diversi codici della classe 86.22 per la medicina specialistica. Sul piano previdenziale il riferimento è ENPAM: tutti gli iscritti sono interessati dalla Quota A, mentre sui redditi libero-professionali può essere dovuta la Quota B.
Quando un medico deve aprire la Partita IVA?
Quando il medico svolge abitualmente attività libero-professionale autonoma, la Partita IVA è il normale inquadramento fiscale. È il caso, per esempio, del medico che visita privatamente pazienti, svolge consulenze o attività specialistiche autonome, lavora in studi professionali o affianca alla propria attività dipendente prestazioni libero-professionali.
Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che consenta di svolgere stabilmente la professione senza Partita IVA. Occorre distinguere un’attività davvero occasionale da un esercizio professionale abituale.
Qual è il codice ATECO del medico nel 2026?
Non esiste un unico codice ATECO per tutti i medici. La classificazione vigente distingue medicina generale, medicina specialistica, chirurgia estetica e attività svolte attraverso strutture e centri.
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 sono quindi il punto di partenza per scegliere il codice in base alla prestazione realmente esercitata.
Quando si usa ATECO 86.21.00?
86.21.00 – Attività di medicina generale comprende consulto e trattamento nel campo della medicina generale svolti da medici generici, studi medici e ambulatori di medicina generale.
ISTAT esclude espressamente da questa voce l’attività dei pediatri, che viene ricondotta invece alla medicina specialistica.
Quale ATECO usa il medico specialista?
Per il medico specialista indipendente, quando non si tratta di chirurgia estetica, il riferimento principale è 86.22.02 – Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti.
Questa sottocategoria comprende consulto e trattamento specialistico, studi medici specialistici, interpretazione di immagini diagnostiche, attività di psichiatri e attività di pediatri.
Pediatra e psichiatra usano ATECO 86.22.02?
Sì, ATECO 2025 cita espressamente tra gli esempi di 86.22.02 sia le attività dei pediatri sia quelle degli psichiatri quando esercitate come attività specialistica indipendente.
Il titolo di specializzazione non basta comunque da solo: il codice deve essere coerente con la modalità concreta con cui viene esercitata l’attività.
Chirurgia estetica: quando si usa ATECO 86.22.01?
86.22.01 – Trattamenti di chirurgia estetica comprende consulto e trattamento medico nel campo della chirurgia estetica svolto da medici specialisti e chirurghi, oltre alle attività di studi e ambulatori di chirurgia estetica.
Non va confuso con i normali trattamenti estetici non medici, che ATECO colloca fuori dalle attività sanitarie mediche.
Quando può essere rilevante ATECO 86.22.03?
86.22.03 – Altre attività di medicina specialistica svolte presso cliniche e centri specialistici riguarda attività svolte attraverso specifiche strutture, come centri specialistici, centri vaccinali, ambulatori e altri centri sanitari indicati dalle note ISTAT.
Non va quindi attribuito automaticamente al singolo medico specialista libero professionista solo perché visita presso una struttura di terzi.
Medico e odontoiatra hanno lo stesso codice ATECO?
No. ATECO 2025 esclude espressamente l’attività odontoiatrica dalle classi dedicate alla medicina generale e specialistica e la colloca nella classe 86.23.
Per questo l’odontoiatra costituisce un intento autonomo: la Partita IVA dell’odontoiatra viene trattata separatamente dalla professione medica.
Per esercitare come medico serve l’iscrizione all’Albo?
Sì. Per l’esercizio delle professioni sanitarie è necessaria l’iscrizione al rispettivo Albo professionale.
La FNOMCeO rappresenta gli Ordini provinciali dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Partita IVA e iscrizione professionale sono quindi due aspetti distinti: l’apertura fiscale non sostituisce il requisito ordinistico.
Come si apre la Partita IVA da medico?
Prima dell’apertura bisogna definire l’attività, scegliere il codice ATECO coerente, verificare l’iscrizione all’Albo, scegliere il regime fiscale e impostare correttamente la posizione ENPAM.
Per il professionista individuale la procedura generale è spiegata nella guida su come aprire la Partita IVA da libero professionista.
Il medico può usare il regime forfettario?
Sì, quando possiede tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Essere medico o iscritto a ENPAM non impedisce di per sé l’accesso al regime.
Devono però essere verificati ricavi, eventuale lavoro dipendente, partecipazioni e rapporti con datori o ex datori secondo le regole illustrate nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività del medico?
Per le attività professionali sanitarie della divisione 86 qui considerate, il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è 78%.
Con 10.000 euro di compensi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 7.800 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili.
Quante tasse paga un medico forfettario?
Dopo l’applicazione del coefficiente del 78%, dal reddito forfettario vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori deducibili. Sulla base risultante si applica poi l’imposta sostitutiva.
L’aliquota ordinaria è 15%; quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività può essere applicabile il 5%.
Cos’è la Quota A ENPAM?
La Quota A è la contribuzione previdenziale ENPAM collegata all’iscrizione del medico e dell’odontoiatra. Non dipende direttamente dall’ammontare dei compensi libero-professionali e ha importi annuali differenziati in base all’età.
Per il 2026, secondo gli importi ufficiali ENPAM, sono dovuti 304,73 euro fino a 30 anni, 591,47 euro dai 30 ai 35 anni, 1.109,92 euro dai 35 ai 40 anni e 2.049,83 euro dai 40 anni fino all’età di pensionamento della Quota A.
Cos’è la Quota B ENPAM?
La Quota B riguarda invece il reddito prodotto con attività libero-professionale medica o odontoiatrica.
Ogni anno il reddito libero-professionale dell’anno precedente viene dichiarato attraverso il Modello D ENPAM. L’Ente calcola quindi il contributo dovuto sulla parte di reddito assoggettata alla Quota B.
Quanto è l’aliquota ENPAM Quota B nel 2026?
Nel Modello D 2026, relativo ai redditi libero-professionali prodotti nel 2025, l’aliquota intera indicata da ENPAM è del 19,5% sul reddito libero-professionale fino a 150.000 euro; sulla parte eccedente il tetto viene applicato l’1%.
ENPAM prevede anche aliquote dimezzate o ridotte per specifiche categorie e situazioni. Non è quindi corretto applicare automaticamente il 19,5% a qualsiasi medico senza verificare il tipo di attività e la copertura previdenziale.
Medico dipendente con Partita IVA: quanto paga di ENPAM?
Un medico dipendente può svolgere anche attività libero-professionale, quando il rapporto di lavoro e le regole applicabili lo consentono. La presenza di altra previdenza obbligatoria può dare diritto, nei casi previsti da ENPAM, a una contribuzione Quota B ridotta.
Il tema va valutato sulla posizione concreta, distinguendo libera professione pura, intramoenia, lavoro ospedaliero e altre attività professionali.
Medico convenzionato con il SSN e Quota B: come funziona?
I compensi percepiti nell’ambito del rapporto di convenzione o accreditamento con il Servizio sanitario nazionale non devono essere confusi con i redditi libero-professionali da dichiarare alla Quota B.
ENPAM chiarisce che i compensi percepiti dalle ASL nell’ambito del rapporto di convenzione o accreditamento con il SSN non vanno inseriti nel reddito dichiarato con il Modello D; tali attività seguono i relativi Fondi speciali ENPAM.
Medico in intramoenia: quale contribuzione ENPAM?
L’attività intramoenia segue regole contributive specifiche e ENPAM prevede anche aliquote ridotte per determinate situazioni.
Non va quindi trattata automaticamente come una normale libera professione svolta esclusivamente con Partita IVA. Prima di determinare la Quota B bisogna verificare il rapporto professionale e previdenziale concreto.
Le prestazioni mediche sono esenti IVA?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio della professione medica sono esenti IVA ai sensi dell’articolo 10, primo comma, n. 18 del DPR 633/1972.
L’esenzione dipende dalla finalità sanitaria della prestazione e non semplicemente dal fatto che chi emette la fattura sia un medico.
Perizie e certificazioni mediche sono sempre esenti IVA?
No. L’Agenzia delle Entrate distingue le prestazioni finalizzate alla tutela della salute da quelle con finalità peritale, amministrativa o economica.
Le prestazioni di natura peritale finalizzate, per esempio, al riconoscimento di uno status o di un indennizzo non rientrano automaticamente nell’esenzione sanitaria. È quindi necessario valutare lo scopo concreto della prestazione.
Il medico deve usare il Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, per le spese sanitarie che rientrano nell’obbligo di trasmissione. Gli iscritti all’Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri sono tra i soggetti tenuti a comunicare al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle spese sostenute dalle persone fisiche per la predisposizione della dichiarazione precompilata.
L’adempimento riguarda i documenti fiscali sanitari e deve essere coordinato con le regole di opposizione del paziente e con gli altri obblighi previsti dal Sistema TS.
Il medico deve emettere fattura elettronica al paziente?
Per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche il legislatore ha reso permanente il divieto di utilizzare il Sistema di Interscambio per le fatture interessate dalle regole del Sistema Tessera Sanitaria.
Questo divieto non deve però essere esteso indistintamente a qualunque operazione del medico: fatture verso imprese, enti o per prestazioni non sanitarie devono essere gestite secondo le regole applicabili alla singola operazione.
Medico con clienti o pazienti esteri: cosa cambia?
La presenza di un paziente, committente o struttura estera non cambia automaticamente l’ATECO, ma può modificare le regole IVA e di fatturazione della prestazione.
Per attività internazionali continuative è opportuno verificare territorialità, natura del committente e modalità di emissione del documento prima di fatturare.
Il medico può lavorare con una sola clinica o struttura?
Avere un solo committente non rende automaticamente irregolare una Partita IVA. Bisogna però verificare che il rapporto sia realmente autonomo e non presenti in concreto gli elementi tipici della subordinazione.
Quanto costa mantenere la Partita IVA da medico?
I costi dipendono da regime fiscale, reddito libero-professionale, ENPAM, Ordine, assicurazione professionale, gestione fiscale, eventuale studio e strumenti necessari all’attività.
La componente previdenziale deve essere stimata distinguendo sempre Quota A, Quota B ed eventuali Fondi speciali collegati a convenzione o accreditamento SSN.
Checklist prima di aprire Partita IVA come medico
- Definire l’attività medica realmente esercitata.
- Scegliere il codice tra medicina generale e specialistica sulla base della prestazione.
- Non utilizzare automaticamente un solo ATECO per tutti i medici.
- Verificare abilitazione e iscrizione all’Albo.
- Controllare i requisiti del regime forfettario.
- Applicare il coefficiente di redditività del 78% alle attività qui considerate.
- Distinguere Quota A e Quota B ENPAM.
- Separare redditi libero-professionali dai compensi SSN convenzionati.
- Verificare esenzione IVA sulla finalità sanitaria della prestazione.
- Configurare correttamente Sistema Tessera Sanitaria e fatturazione.
Quali sono gli errori più comuni del medico con Partita IVA?
- utilizzare 86.21.00 per qualsiasi attività medica;
- confondere medicina generale e specialistica;
- trattare odontoiatria e medicina come la stessa attività ATECO;
- confondere Quota A e Quota B ENPAM;
- applicare automaticamente il 19,5% a ogni situazione previdenziale;
- inserire nel Modello D i compensi SSN già soggetti ai Fondi speciali;
- considerare ogni prestazione resa da un medico automaticamente esente IVA;
- dimenticare il Sistema Tessera Sanitaria;
- inviare tramite SdI una fattura sanitaria verso una persona fisica quando opera il relativo divieto.
Domande frequenti sulla Partita IVA del medico
Qual è il codice ATECO del medico di medicina generale?
Il riferimento specifico ATECO 2025 è 86.21.00.
Qual è l’ATECO del medico specialista indipendente?
Per le attività specialistiche diverse dalla chirurgia estetica il riferimento principale è 86.22.02.
Qual è il coefficiente forfettario?
Per le attività mediche della divisione 86 qui considerate è 78%.
Quanto è la Quota B ENPAM?
Nel Modello D 2026 sui redditi 2025 l’aliquota intera è 19,5% fino al tetto previsto; esistono aliquote ridotte in specifiche situazioni.
Il medico convenzionato SSN paga Quota B sui compensi ASL?
I compensi della convenzione o dell’accreditamento SSN non vanno inseriti tra i redditi libero-professionali del Modello D perché seguono i relativi Fondi speciali ENPAM.
Partita IVA medico nel 2026: cosa impostare prima di iniziare
Il passaggio decisivo è distinguere attività generale, specializzazione, libera professione, rapporto dipendente e attività convenzionata. Da questa distinzione derivano ATECO, gestione ENPAM e corretta fatturazione.
Una volta coordinati Albo, ATECO, regime fiscale, Quota A, Quota B e adempimenti sanitari, la posizione può essere impostata correttamente. Le altre professioni sono raccolte nell’hub Professioni e attività.