La Partita IVA per un negozio di elettrodomestici nel 2026 usa come riferimento ATECO 2025 il codice 47.54.00 – Commercio al dettaglio di elettrodomestici. La voce comprende anche la vendita al dettaglio di condizionatori e di parti e accessori di elettrodomestici.
Vendita, riparazione, installazione e commercio dell’usato non vanno però confusi. Inoltre chi vende apparecchiature elettriche ed elettroniche deve organizzare correttamente il ritiro dei RAEE: il ritiro “1 contro 1” è un obbligo del rivenditore anche per gli acquisti online, mentre il “1 contro 0” dei RAEE molto piccoli è obbligatorio per i punti vendita con una superficie dedicata alle AEE superiore a 400 m².
Qual è il codice ATECO di un negozio di elettrodomestici nel 2026?
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 indicano il codice 47.54.00 per il commercio al dettaglio di elettrodomestici. Sono espressamente compresi anche:
- condizionatori;
- parti e accessori di elettrodomestici.
Il codice è quindi adatto a un normale punto vendita specializzato in frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni, piccoli elettrodomestici e altre apparecchiature elettriche domestiche, purché l’attività effettiva sia il commercio al dettaglio di questi prodotti.
Cosa non rientra nel 47.54.00?
ATECO 2025 separa diverse categorie che online vengono talvolta mescolate sotto l’etichetta “articoli per la casa”. Il 47.54.00 non va esteso automaticamente a ogni prodotto domestico.
- apparecchiature audio e video: classe 47.40;
- tosaerba e utensili a mano azionati a motore: 47.52;
- apparecchi non elettrici per uso domestico: 47.55;
- mobili e altri articoli per la casa: codici specifici della classe 47.55.
Se il negozio ha un assortimento molto ampio, bisogna individuare l’attività prevalente e valutare eventuali codici secondari. Puoi approfondire nella guida sul codice ATECO prevalente e sulle attività secondarie.
Se vendo elettrodomestici online cambia l’ATECO?
No, non per il solo canale di vendita. Con ATECO 2025 il commercio al dettaglio viene classificato soprattutto in base ai beni venduti. Un e-commerce specializzato in elettrodomestici resta quindi collegato al 47.54.00 quando quella è l’attività effettiva.
Il canale online aggiunge però obblighi specifici verso il consumatore e non elimina gli obblighi RAEE: anche per una vendita a distanza il rivenditore deve organizzare il ritiro gratuito dell’apparecchiatura equivalente secondo le regole applicabili. Il quadro generale dell’e-commerce è spiegato nella guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Quale ATECO serve per riparare elettrodomestici?
La riparazione e manutenzione di elettrodomestici è distinta dalla vendita e usa il codice ATECO 2025 95.22.01. Le note ISTAT citano, tra gli esempi, frigoriferi, stufe, lavatrici, asciugatrici e condizionatori.
Se il negozio dispone di un vero centro assistenza che svolge stabilmente riparazioni per i clienti, va valutata l’aggiunta del codice secondario. Se l’attività prevalente diventa la riparazione organizzata come impresa artigiana, può cambiare anche l’inquadramento previdenziale rispetto al semplice commerciante.
Vendere e installare condizionatori è la stessa attività?
No. La vendita al dettaglio di condizionatori rientra nel 47.54.00, ma l’installazione, riparazione e manutenzione degli impianti di riscaldamento e condizionamento dell’aria è classificata con il codice 43.22.07.
Se il negozio vende l’apparecchio ma l’installazione viene eseguita da un’impresa esterna, le due attività restano separate. Se invece il titolare organizza ed esegue direttamente l’installazione con propria struttura, bisogna verificare anche requisiti tecnici, abilitazioni e adempimenti propri dell’attività impiantistica.
Come si apre un negozio di elettrodomestici?
Il normale negozio di elettrodomestici è un’attività commerciale. L’avvio passa generalmente dalla Comunicazione Unica, con apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese e posizione previdenziale, oltre alla pratica commerciale presentata tramite il SUAP competente.
- definire con precisione assortimento, vendita online ed eventuale usato;
- separare vendita, riparazione e installazione quando sono attività effettive;
- scegliere il codice ATECO 2025 principale ed eventuali secondari;
- aprire la Partita IVA e iscrivere l’impresa al Registro delle Imprese;
- attivare la Gestione Commercianti INPS, quando applicabile;
- presentare la pratica commerciale tramite SUAP;
- organizzare il ritiro e la tracciabilità dei RAEE;
- verificare gli eventuali requisiti tecnici se si svolgono anche installazioni.
Per assortimento, fornitori, stock, consegne, margini, RAEE e organizzazione operativa consulta anche la guida come aprire un negozio di elettrodomestici.
Per il procedimento generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con Comunicazione Unica e quella sulle pratiche SUAP e SCIA.
Come funziona il ritiro RAEE 1 contro 1?
Il Centro di Coordinamento RAEE ricorda che il rivenditore ha l’obbligo di ritirare gratuitamente il RAEE quando il consumatore acquista una nuova apparecchiatura equivalente. Il principio vale anche in caso di acquisto online.
In pratica, chi acquista una nuova lavatrice deve poter consegnare al venditore la vecchia apparecchiatura equivalente secondo le modalità previste. Quando la nuova AEE viene consegnata a domicilio, la disciplina vigente consente inoltre al distributore, nello stesso momento, di ritirare gratuitamente anche altri RAEE domestici secondo le condizioni previste dalla normativa.
Quando è obbligatorio il ritiro RAEE 1 contro 0?
Per i RAEE di dimensioni inferiori a 25 cm, il ritiro gratuito senza obbligo di acquisto è obbligatorio per i rivenditori con una superficie di vendita dedicata alle apparecchiature elettriche ed elettroniche superiore a 400 m². Per i negozi con superficie inferiore il servizio è facoltativo.
Il CdC RAEE mette inoltre a disposizione il portale per registrare i siti fisici nei quali vengono raccolti i RAEE e gestire le procedure semplificate. Dopo le semplificazioni introdotte nel 2024, il rivenditore non deve più iscriversi all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per questa attività semplificata, ma deve rispettare gli adempimenti previsti dal sistema RAEE e mantenere corretta tracciabilità.
Quanto paga INPS il titolare nel 2026?
Il titolare che lavora personalmente e abitualmente nel negozio è normalmente iscritto alla Gestione Commercianti INPS. La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo ordinario annuo sul minimale dei commercianti a 4.611,64 euro e l’aliquota ordinaria al 24,48% fino alla prima fascia di reddito di 56.224 euro.
Se l’attività prevalente è invece una vera impresa artigiana di riparazione, l’inquadramento può passare alla Gestione Artigiani. Nel 2026 il contributo ordinario annuo sul minimale degli artigiani è 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria è 24% fino alla stessa prima fascia.
Il negozio di elettrodomestici può usare il regime forfettario?
Sì. Il normale commercio al dettaglio di elettrodomestici può applicare il regime forfettario se il titolare è una persona fisica, rispetta i requisiti generali e non ricade in una causa di esclusione. Per le attività di commercio il coefficiente di redditività normalmente applicato è del 40%.
Con 50.000 euro di ricavi commerciali, il reddito forfettario lordo è quindi 20.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati. Eventuali ricavi autonomi da riparazione o installazione vanno però classificati correttamente e non devono essere trattati automaticamente come semplice commercio.
Nel settore elettrodomestici il costo della merce, il magazzino, la logistica, le consegne e il personale possono essere elevati. Poiché nel forfettario questi costi non sono dedotti analiticamente, la convenienza va confrontata con il margine effettivo del negozio.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Sì, quando il titolare applica il regime forfettario, è iscritto alla Gestione Commercianti o Artigiani e possiede i requisiti dell’agevolazione. La riduzione non è automatica. Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Cosa cambia se vendo elettrodomestici usati?
ATECO 2025 separa i beni usati dal normale commercio di prodotti nuovi. Il commercio al dettaglio di apparecchi per uso domestico di seconda mano rientra nel codice 47.79.39 – Commercio al dettaglio di altri articoli di seconda mano n.c.a..
Anche il trattamento IVA va verificato. La prassi ufficiale sul regime del margine chiarisce che il regime può applicarsi al commercio professionale di beni mobili usati suscettibili di reimpiego quando ricorrono i presupposti previsti. Non basta quindi che un elettrodomestico sia usato per applicare automaticamente il margine.
Quanto costa aprire un negozio di elettrodomestici?
Il capitale necessario dipende dalla dimensione del punto vendita, dallo stock e dai servizi aggiuntivi. Tra le principali voci:
- pratiche iniziali, Registro Imprese e diritto camerale;
- locale, deposito e cauzione;
- arredi, espositori e allestimento;
- primo acquisto o finanziamento degli elettrodomestici;
- magazzino e gestione delle rimanenze;
- trasporto, consegna e ritiro RAEE;
- eventuale laboratorio e attrezzatura per assistenza tecnica;
- software gestionale, cassa e POS;
- assicurazione e sistemi di sicurezza;
- e-commerce e logistica;
- personale;
- commercialista e contributi INPS.
Per confrontare le spese generali consulta anche la guida sui costi di una ditta individuale.
Checklist prima di aprire un negozio di elettrodomestici
- Usare 47.54.00 per il normale commercio al dettaglio di elettrodomestici.
- Separare audio/video e altri articoli domestici non compresi nel codice.
- Valutare 95.22.01 se svolgi stabilmente riparazione e assistenza.
- Valutare 43.22.07 se esegui direttamente installazione di impianti di climatizzazione.
- Aprire l’impresa con ComUnica e presentare la pratica commerciale al SUAP.
- Attivare l’inquadramento INPS coerente con l’attività prevalente.
- Organizzare il ritiro RAEE 1 contro 1 anche per le vendite online.
- Applicare il 1 contro 0 quando la superficie dedicata alle AEE supera 400 m².
- Registrare e gestire correttamente i siti di raccolta RAEE sul portale CdC.
- Per l’usato verificare 47.79.39 e il trattamento IVA applicabile.
- Valutare il forfettario considerando il margine reale dopo merce, logistica e servizi.
Gli errori più comuni
- usare 47.54.00 per qualsiasi articolo per la casa;
- confondere vendita e riparazione;
- vendere condizionatori e considerare automaticamente compresa anche l’installazione dell’impianto;
- pensare che l’e-commerce elimini il ritiro RAEE;
- non organizzare il 1 contro 1 per le apparecchiature equivalenti;
- ignorare il 1 contro 0 nei grandi punti vendita;
- vendere elettrodomestici usati con lo stesso inquadramento dei prodotti nuovi;
- applicare automaticamente il regime del margine a ogni bene usato;
- scegliere il forfettario senza considerare l’incidenza reale di merce, consegne e magazzino.
Domande frequenti sulla Partita IVA per negozio di elettrodomestici
Qual è il codice ATECO per vendere elettrodomestici?
Nel 2026 il riferimento ATECO 2025 è 47.54.00.
I condizionatori rientrano nel 47.54.00?
Sì, la vendita al dettaglio di condizionatori è espressamente compresa. L’installazione dell’impianto è però un’attività distinta.
Qual è il codice per riparare elettrodomestici?
La riparazione e manutenzione di elettrodomestici rientra nel 95.22.01.
Il ritiro RAEE 1 contro 1 vale anche online?
Sì. Il rivenditore deve organizzare il ritiro gratuito dell’apparecchiatura equivalente anche in caso di acquisto online.
Il negozio può essere forfettario?
Sì, se sono rispettati i requisiti generali. Per il normale commercio il coefficiente di redditività è generalmente il 40%.
Partita IVA negozio elettrodomestici: cosa verificare prima di partire
La sequenza corretta è prodotti reali → vendita/riparazione/installazione → ATECO → ComUnica e SUAP → RAEE → INPS → regime fiscale → eventuale usato. La gestione dei RAEE e la distinzione fra commercio e servizi tecnici sono i due punti da impostare prima dell’apertura, non dopo.
Le altre professioni e attività già analizzate sono raccolte nella sezione Professioni e attività.