La Partita IVA per un negozio di giocattoli nel 2026 va aperta come attività commerciale e, per la vendita al dettaglio specializzata di giochi e giocattoli nuovi, il riferimento ATECO 2025 è 47.64.00 – Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli.
Il codice non copre però ogni prodotto che può trovarsi in un negozio per bambini: videogiochi su supporto fisico, costumi, articoli usati e produzione propria seguono classificazioni diverse. Inoltre chi vende giocattoli deve rispettare gli obblighi di sicurezza del prodotto, verificando in particolare marcatura CE, documentazione, istruzioni e avvertenze prima di mettere i prodotti a disposizione dei clienti.
Qual è il codice ATECO di un negozio di giocattoli nel 2026?
Con ATECO 2025 il codice per il commercio al dettaglio specializzato di giochi e giocattoli è 47.64.00. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono giochi e giocattoli realizzati in qualsiasi materiale, oltre a diversi articoli per feste e ai droni giocattolo.
Il vecchio riferimento 47.65.00, ancora presente in molte pagine online, appartiene alla classificazione precedente e non è il codice da usare come riferimento corrente per una nuova apertura nel 2026.
Giochi, videogiochi, costumi e usato: quando cambia il codice?
La classificazione ufficiale distingue il negozio di giocattoli da attività vicine. Prima di aprire conviene quindi definire bene l’assortimento.
| Attività | ATECO 2025 da verificare |
|---|---|
| Giochi e giocattoli nuovi al dettaglio | 47.64.00 |
| Console e videogiochi su supporto fisico | 47.40 |
| Costumi e travestimenti | 47.71 |
| Giochi e giocattoli di seconda mano | 47.79.39 |
| Fabbricazione di giochi | 32.40.10 |
| Fabbricazione di giocattoli | 32.40.20 |
Se più attività sono svolte stabilmente, può essere necessario individuare quella prevalente e registrare uno o più codici secondari. Per capire come funziona questa scelta puoi leggere la guida sul codice ATECO prevalente e sulle attività secondarie.
Se vendo online cambia il codice ATECO?
No, non per il solo fatto di vendere via Internet. Con ATECO 2025 il commercio al dettaglio viene classificato in base ai beni venduti e non al canale. Se l’attività consiste nella vendita di giochi e giocattoli nuovi, il riferimento resta 47.64.00 anche quando le vendite avvengono attraverso un e-commerce.
Il canale online aggiunge però obblighi specifici verso il consumatore, gestione dei resi e regole IVA per le vendite transfrontaliere. Il quadro generale è spiegato nella guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Se produco i giocattoli che vendo?
La produzione propria non va confusa con la semplice rivendita. ATECO 2025 distingue la fabbricazione di giochi 32.40.10 dalla fabbricazione di giocattoli 32.40.20. Se produci e poi vendi direttamente al pubblico, occorre valutare separatamente l’attività manifatturiera e quella commerciale.
Una vera attività produttiva svolta personalmente con i requisiti dell’impresa artigiana può comportare anche un diverso inquadramento previdenziale rispetto al normale negozio, che è invece attività commerciale.
Come si apre un negozio di giocattoli?
Per un normale negozio al dettaglio l’apertura passa generalmente dalla Comunicazione Unica, con Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese e posizione previdenziale, oltre alla pratica commerciale attraverso il SUAP del Comune competente.
- definire con precisione prodotti e canali di vendita;
- scegliere il codice ATECO 2025 corretto;
- aprire la Partita IVA;
- iscrivere l’impresa al Registro delle Imprese;
- attivare la Gestione Commercianti INPS, quando applicabile;
- presentare la SCIA commerciale tramite SUAP;
- verificare conformità, tracciabilità e sicurezza dei giocattoli prima della vendita;
- aggiungere gli adempimenti specifici se si importa, produce o vende con marchio proprio.
Per la procedura generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con Comunicazione Unica e quella sulle pratiche SUAP e SCIA.
Serve una qualifica professionale per vendere giocattoli?
Per il normale commercio non alimentare di giochi e giocattoli non è prevista una qualifica professionale analoga a quella richiesta per alcune attività regolamentate o per il commercio alimentare. Restano però da rispettare i requisiti generali per l’esercizio del commercio, le regole locali del SUAP e soprattutto gli obblighi di sicurezza dei prodotti messi in vendita.
Quali obblighi di sicurezza ha un negozio di giocattoli?
I giocattoli sono prodotti soggetti a regole europee specifiche. La direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli prevede obblighi anche per i distributori, cioè per chi rende il giocattolo disponibile sul mercato senza esserne il fabbricante o l’importatore.
Prima della vendita il distributore deve verificare, tra l’altro, che il giocattolo rechi la marcatura richiesta, che sia accompagnato dai documenti prescritti e da istruzioni e informazioni sulla sicurezza comprensibili per il mercato in cui viene venduto. Se ritiene che un prodotto non sia conforme, non deve metterlo a disposizione fino alla conformazione.
Anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ricorda che fabbricanti, importatori e distributori hanno responsabilità distinte nella sicurezza dei prodotti e che i giocattoli rientrano tra le categorie soggette a marcatura CE.
Cosa cambia se importo giocattoli da Paesi extra-UE?
Il negoziante che acquista da un fornitore stabilito fuori dall’Unione europea può assumere anche il ruolo di importatore. In questo caso non basta controllare la confezione al momento della vendita: gli obblighi sulla conformità e sulla documentazione diventano più ampi.
Se invece un prodotto viene commercializzato con il proprio nome o marchio, oppure viene modificato in modo da incidere sulla conformità, la disciplina europea può trattare il distributore come fabbricante. Per chi intende creare un marchio proprio questo controllo va fatto prima di acquistare o mettere in produzione la merce.
Quanto paga INPS il titolare di un negozio di giocattoli nel 2026?
Il titolare che lavora personalmente e abitualmente nel negozio è normalmente iscritto alla Gestione Commercianti INPS. La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo ordinario annuo sul minimale dei commercianti a 4.611,64 euro e l’aliquota ordinaria al 24,48% fino alla prima fascia di reddito di 56.224 euro.
Se l’attività principale è invece una vera produzione artigiana di giochi o giocattoli, l’inquadramento può passare alla Gestione Artigiani. La scelta dipende dall’attività concretamente svolta, non dal fatto di vendere anche i prodotti realizzati nel proprio laboratorio.
Un negozio di giocattoli può usare il regime forfettario?
Sì. Il normale commercio al dettaglio di giochi e giocattoli nuovi può applicare il regime forfettario se il titolare è una persona fisica, rispetta i requisiti generali e non ricade in una causa di esclusione. Per le attività di commercio il coefficiente di redditività normalmente applicato è del 40%.
Con 50.000 euro di ricavi da commercio, ad esempio, il reddito forfettario lordo è 20.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati. Se accanto alla rivendita viene svolta anche produzione, bisogna però verificare separatamente il coefficiente riferibile alle diverse attività.
Nel valutare la convenienza considera che un negozio di giocattoli può avere acquisti di merce, rimanenze, affitto, personale e costi logistici importanti: nel forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Sì, quando il titolare applica il regime forfettario, è iscritto alla Gestione Commercianti e possiede i requisiti previsti. La riduzione contributiva non è automatica e richiede la corretta adesione. Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35% per Artigiani e Commercianti.
Cosa cambia se vendo giocattoli usati?
I giochi e giocattoli di seconda mano non rientrano nel 47.64.00. Le note ATECO 2025 li collocano nel 47.79.39 – Commercio al dettaglio di altri articoli di seconda mano n.c.a..
Va verificato anche il trattamento IVA. La prassi ufficiale sul regime del margine ricorda che il regime può applicarsi al commercio professionale di beni mobili usati suscettibili di reimpiego, quando i beni provengono dai soggetti e dalle operazioni previste dalla disciplina. Non basta quindi che un giocattolo sia usato per applicare automaticamente il margine.
Quanto costa aprire un negozio di giocattoli?
Il costo dipende soprattutto dal locale, dall’assortimento e dal capitale immobilizzato nel magazzino. Tra le voci da prevedere ci sono:
- pratiche di avvio, Registro Imprese e diritto camerale;
- locale, deposito, cauzione e lavori iniziali;
- arredi, scaffalature, espositori e insegna;
- primo acquisto di giochi e giocattoli;
- software gestionale, cassa e POS;
- assicurazione e sistemi antitaccheggio o di sicurezza;
- eventuale e-commerce, imballaggi e logistica;
- personale;
- commercialista e gestione contabile;
- contributi INPS.
Per confrontare le spese generali consulta anche la guida sui costi di una ditta individuale.
Checklist prima di aprire un negozio di giocattoli
- Definire se venderai solo giocattoli nuovi o anche videogiochi, costumi e usato.
- Usare 47.64.00 per il commercio al dettaglio specializzato di giochi e giocattoli nuovi.
- Separare l’eventuale produzione propria con 32.40.10 o 32.40.20.
- Aprire l’impresa con ComUnica e presentare la pratica commerciale al SUAP.
- Attivare la Gestione Commercianti INPS quando l’attività è normale commercio al dettaglio.
- Verificare marcatura CE, documenti, istruzioni e avvertenze dei giocattoli.
- Se importi da extra-UE, verificare gli obblighi aggiuntivi dell’importatore.
- Se vendi con marchio proprio, verificare se assumi gli obblighi del fabbricante.
- Per l’usato usare l’inquadramento ATECO corretto e verificare il regime IVA applicabile.
- Valutare il forfettario confrontando il 40% fiscale con il margine reale del negozio.
Gli errori più comuni
- usare ancora il vecchio codice 47.65.00;
- trattare videogiochi, giocattoli usati e produzione come se fossero la stessa attività;
- pensare che un e-commerce richieda automaticamente un codice diverso dal negozio fisico;
- comprare giocattoli da fornitori extra-UE senza verificare il ruolo di importatore;
- vendere prodotti senza controllare CE, documentazione e avvertenze;
- mettere il proprio marchio su un giocattolo senza considerare le responsabilità del fabbricante;
- applicare automaticamente il regime del margine a ogni prodotto usato;
- scegliere il forfettario senza considerare il peso effettivo di acquisti e rimanenze.
Domande frequenti sulla Partita IVA per negozio di giocattoli
Qual è il codice ATECO di un negozio di giocattoli?
Nel 2026 il riferimento ATECO 2025 per il commercio al dettaglio specializzato di giochi e giocattoli nuovi è 47.64.00.
Posso vendere online con lo stesso ATECO?
Sì, se l’attività resta la vendita al dettaglio degli stessi giochi e giocattoli. ATECO 2025 classifica il commercio soprattutto in base ai beni venduti, non al canale.
Un negozio di giocattoli può essere forfettario?
Sì, quando sono rispettati i requisiti del regime. Per il normale commercio il coefficiente di redditività è generalmente il 40%.
Quanto paga INPS un negoziante di giocattoli nel 2026?
Per la Gestione Commercianti il contributo ordinario annuo sul minimale è 4.611,64 euro, prima di eventuali agevolazioni applicabili.
I giocattoli devono avere la marcatura CE?
I giocattoli messi a disposizione sul mercato UE sono soggetti alla disciplina specifica di sicurezza e alla marcatura CE. Il distributore deve effettuare i controlli previsti prima della vendita.
Se stai progettando il negozio nel suo complesso — locale, fornitori, assortimento, stock, stagionalità, margini, Natale ed e-commerce — consulta la guida su come aprire un negozio di giocattoli.
Partita IVA negozio di giocattoli: cosa verificare prima dell’apertura
La sequenza corretta è assortimento reale → ATECO → ComUnica e SUAP → sicurezza prodotti → INPS → regime fiscale → eventuale e-commerce o usato. La distinzione tra semplice rivendita, importazione e produzione propria incide sia sugli adempimenti sia sulle responsabilità sui prodotti.
Le altre attività già analizzate sono raccolte nella sezione Professioni e attività.