La Partita IVA per un negozio di informatica nel 2026 usa come riferimento ATECO 2025 il codice 47.40.10 – Commercio al dettaglio di computer, unità periferiche e software. La voce comprende PC, periferiche, console per videogiochi, software non personalizzato su supporto fisico e anche la ricarica di cartucce e toner eseguita dal rivenditore.
Vendita di computer, telefonia, riparazione hardware, sviluppo software e consulenza informatica non sono però la stessa attività. Un negozio che offre più servizi deve separare correttamente commercio e prestazioni tecniche; inoltre, come rivenditore di apparecchiature elettriche ed elettroniche, deve organizzare gli obblighi RAEE.
Qual è il codice ATECO di un negozio di informatica nel 2026?
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 indicano il 47.40.10 per il commercio al dettaglio di computer, unità periferiche e software.
- computer;
- stampanti, fotocopiatrici e altre periferiche;
- lavagne interattive e apparecchiature per videoconferenze;
- console per videogiochi;
- software non personalizzato, inclusi videogiochi su supporto fisico con diritto di utilizzo illimitato;
- supporti registrabili;
- ricarica di cartucce di inchiostro e toner effettuata dai rivenditori al dettaglio.
Smartphone, TV e fotocamere rientrano nel 47.40.10?
Non automaticamente. ATECO 2025 separa le principali famiglie di prodotti ICT.
| Attività | ATECO 2025 |
|---|---|
| Computer, periferiche e software non personalizzato su supporto fisico | 47.40.10 |
| Smartphone, telefoni e accessori | 47.40.20 |
| Apparecchiature audio e video, radio e TV | 47.40.30 |
| Fotocamere e altre apparecchiature fotografiche/ottiche | classe 47.78 |
Se il punto vendita è un vero negozio di elettronica generalista, bisogna verificare l’assortimento prevalente e gli eventuali codici secondari. La guida sul codice ATECO prevalente e secondario spiega come gestire attività multiple.
Vendere software e sviluppare software sono la stessa attività?
No. Il 47.40.10 riguarda il commercio al dettaglio di software non personalizzato nei casi previsti dalla classificazione, inclusi videogiochi su supporto fisico con diritto di utilizzo illimitato. Lo sviluppo di software è invece un’attività di servizi distinta e ATECO 2025 la colloca nel 62.10.00 – Attività di programmazione informatica.
Anche la consulenza informatica è separata: il codice 62.20.10 comprende consulenza su hardware, software, sistemi informatici e sicurezza, oltre alla progettazione di sistemi integrati. Un negozio che vende PC e fattura anche veri servizi di sviluppo o consulenza non deve trattare tutto come semplice commercio.
Download, abbonamenti cloud e software online rientrano sempre nel 47.40.10?
No. ATECO 2025 esclude dalla classe 47.4 lo streaming e il download di contenuti tramite piattaforme digitali e distingue l’edizione e la distribuzione digitale di software. Il 47.40.10 non va quindi usato automaticamente per ogni business che vende licenze, abbonamenti SaaS o prodotti digitali.
Prima dell’apertura bisogna capire se stai rivendendo prodotti informatici, sviluppando software, pubblicandolo o fornendo un servizio digitale continuativo: il modello economico conta più dell’etichetta “informatica”.
Quale ATECO serve per riparare computer?
La riparazione e manutenzione di computer e periferiche usa il codice ATECO 2025 95.10.10. Se il negozio dispone di un laboratorio che svolge stabilmente assistenza hardware, sostituzione di componenti e riparazioni per i clienti, va valutata l’aggiunta del codice secondario.
Per telefoni e tablet la classificazione distingue invece il 95.10.21. Vendita, assistenza PC e assistenza smartphone possono quindi convivere nello stesso esercizio, ma non sono un’unica attività ATECO.
Se vendo computer online cambia il codice ATECO?
No, non per il solo canale di vendita. Con ATECO 2025 il commercio al dettaglio viene classificato principalmente in base ai beni venduti. Un e-commerce che vende PC e periferiche resta collegato al 47.40.10 quando quella è l’attività effettiva.
Il canale online aggiunge però gli obblighi propri delle vendite a distanza e non elimina quelli ambientali. Per il quadro generale puoi consultare la guida sulla Partita IVA per un negozio online.
Come si apre un negozio di informatica?
Il normale negozio di computer è un’attività commerciale. L’avvio passa generalmente dalla Comunicazione Unica, con apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese e posizione previdenziale, oltre alla pratica commerciale presentata tramite il SUAP competente.
- definire con precisione hardware, telefonia, software e servizi offerti;
- individuare ATECO principale ed eventuali codici secondari;
- aprire la Partita IVA e iscrivere l’impresa al Registro delle Imprese;
- attivare la Gestione Commercianti INPS, quando applicabile;
- presentare la SCIA commerciale tramite SUAP;
- separare eventuale laboratorio di riparazione e servizi informatici professionali;
- organizzare correttamente il ritiro RAEE;
- verificare il regime fiscale sulla base del margine reale tra hardware e servizi.
Per modello retail, laboratorio, clienti PMI, stock, obsolescenza, assemblati, servizi ricorrenti e organizzazione commerciale consulta anche la guida come aprire un negozio di informatica.
Per la procedura generale puoi consultare la guida su come aprire una ditta individuale con Comunicazione Unica e quella sulle pratiche SUAP e SCIA.
Quali obblighi RAEE ha un negozio di informatica?
Computer, monitor, stampanti e molte altre apparecchiature vendute in un negozio di informatica rientrano nel sistema RAEE. Il Centro di Coordinamento RAEE ricorda che i distributori devono organizzare il ritiro gratuito “1 contro 1” dell’apparecchiatura equivalente quando vendono un nuovo prodotto, anche nel commercio online.
Per i RAEE di dimensioni inferiori a 25 cm, il ritiro “1 contro 0” senza obbligo di acquisto è obbligatorio per i punti vendita con una superficie dedicata alle apparecchiature elettriche ed elettroniche superiore a 400 m². I siti fisici utilizzati per il deposito preliminare e la raccolta devono essere gestiti secondo le procedure previste dal sistema RAEE.
Quanto paga INPS il titolare nel 2026?
Il titolare che lavora personalmente e abitualmente nel negozio è normalmente iscritto alla Gestione Commercianti INPS. La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo ordinario annuo sul minimale dei commercianti a 4.611,64 euro e l’aliquota ordinaria al 24,48% fino alla prima fascia di reddito di 56.224 euro.
Se l’attività prevalente è invece un vero laboratorio artigiano di riparazione, l’inquadramento può cambiare. Nel 2026 il contributo ordinario annuo sul minimale degli artigiani è 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria è 24% fino alla stessa prima fascia.
Il negozio di informatica può usare il regime forfettario?
Sì. Il normale commercio al dettaglio di computer e periferiche può applicare il regime forfettario se il titolare è una persona fisica, rispetta i requisiti generali e non ricade in una causa di esclusione. Per il commercio il coefficiente di redditività normalmente applicato è del 40%, non del 60%.
Con 50.000 euro di ricavi commerciali, il reddito forfettario lordo è quindi 20.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati. Sviluppo software, consulenza e altri servizi autonomi devono invece essere classificati correttamente e possono avere un coefficiente diverso dal commercio.
Nel settore hardware il margine può essere contenuto rispetto al valore della merce. Poiché nel forfettario acquisti di computer, componenti, affitto e altri costi non vengono dedotti analiticamente, la convenienza va valutata sul margine reale e sulla quota di ricavi da servizi.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Sì, quando il titolare applica il regime forfettario, è iscritto alla Gestione Commercianti o Artigiani e possiede i requisiti dell’agevolazione. La riduzione non è automatica. Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Cosa cambia se vendo computer usati o ricondizionati?
ATECO 2025 esclude espressamente dal 47.40 il commercio di apparecchiature informatiche e di comunicazione di seconda mano. Questi prodotti rientrano nella classe 47.79 e, per gli altri beni usati non classificati altrove, nel 47.79.39, che comprende anche apparecchiature informatiche e di comunicazione usate.
Anche l’IVA va verificata in base alla provenienza del bene. La prassi ufficiale sul regime del margine chiarisce che il regime può applicarsi al commercio professionale di beni mobili usati suscettibili di reimpiego quando ricorrono i presupposti previsti. Non basta quindi definire un PC “ricondizionato” per applicare automaticamente il margine.
Quanto costa aprire un negozio di informatica?
Il capitale necessario dipende dalla dimensione del punto vendita e dal peso di hardware, assistenza e servizi. Tra le principali voci:
- pratiche iniziali, Registro Imprese e diritto camerale;
- locale, deposito e cauzione;
- arredi, espositori e sistemi antitaccheggio;
- primo acquisto di PC, componenti e periferiche;
- magazzino e rischio di obsolescenza tecnologica;
- attrezzatura per il laboratorio di assistenza;
- software gestionale, cassa e POS;
- assicurazione e sicurezza;
- gestione RAEE;
- eventuale e-commerce e logistica;
- personale;
- commercialista e contributi INPS.
Per confrontare le spese generali consulta anche la guida sui costi di una ditta individuale.
Checklist prima di aprire un negozio di informatica
- Usare 47.40.10 per il normale commercio di computer, periferiche e software nei casi previsti.
- Separare telefonia con 47.40.20 e audio/video con 47.40.30 quando necessario.
- Non confondere vendita di software con sviluppo o consulenza informatica.
- Valutare 95.10.10 se la riparazione dei computer è un’attività stabile.
- Aprire l’impresa con ComUnica e presentare la pratica commerciale al SUAP.
- Organizzare il ritiro RAEE 1 contro 1 e, quando dovuto, 1 contro 0.
- Attivare l’inquadramento INPS coerente con l’attività prevalente.
- Per computer usati o ricondizionati verificare 47.79.39 e trattamento IVA.
- Nel forfettario usare il coefficiente corretto del commercio, normalmente 40%.
- Valutare la convenienza considerando margine hardware e quota di servizi.
Gli errori più comuni
- usare 47.40.10 anche per smartphone, TV e fotocamere senza verificare l’assortimento;
- trattare sviluppo software e consulenza come semplice rivendita;
- considerare ogni download o abbonamento cloud come commercio 47.40.10;
- svolgere riparazioni continuative senza verificare il codice 95.10.10;
- pensare che l’e-commerce elimini gli obblighi RAEE;
- vendere hardware usato con lo stesso inquadramento del nuovo;
- applicare automaticamente il regime del margine al ricondizionato;
- calcolare il reddito forfettario del commercio sul 60% anziché sul coefficiente corretto del 40%;
- scegliere il forfettario senza considerare il margine ridotto sull’hardware.
Domande frequenti sulla Partita IVA per negozio di informatica
Qual è il codice ATECO per vendere computer?
Nel 2026 il riferimento ATECO 2025 è 47.40.10.
Il 47.40.10 comprende le console?
Sì. Le note ATECO 2025 includono il commercio al dettaglio di console per videogiochi.
Qual è il codice per riparare PC?
La riparazione e manutenzione di computer e periferiche rientra nel 95.10.10.
Qual è il coefficiente del forfettario per il negozio?
Per il normale commercio il coefficiente di redditività è generalmente il 40%.
I computer usati usano lo stesso ATECO?
No. ATECO 2025 separa le apparecchiature informatiche di seconda mano dalla classe 47.40; il riferimento residuale per questi beni usati è 47.79.39.
Partita IVA negozio informatica: cosa verificare prima di partire
La sequenza corretta è hardware/software/telefonia reali → vendita o servizi → ATECO → ComUnica e SUAP → RAEE → INPS → regime fiscale → eventuale usato. Il punto più importante è non trasformare in un’unica attività commerciale ciò che in realtà è vendita, assistenza tecnica, sviluppo e consulenza.
Le altre professioni e attività già analizzate sono raccolte nella sezione Professioni e attività.