Aprire la Partita IVA come terapista occupazionale nel 2026 richiede di coordinare l’inquadramento fiscale con le regole di una professione sanitaria riabilitativa. ATECO 2025 include espressamente i terapisti occupazionali nel codice 86.95.00 – Attività di fisioterapia, insieme a fisioterapisti, massoterapisti ed ergoterapisti.
Condividere lo stesso codice ATECO non significa però svolgere la stessa professione: il terapista occupazionale ha un proprio profilo professionale, un proprio Albo e competenze specifiche orientate all’autonomia e alla partecipazione della persona nelle attività significative della vita quotidiana. Per il libero professionista senza altra previdenza obbligatoria il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS.
Qual è il codice ATECO del terapista occupazionale nel 2026?
ATECO 2025 utilizza il codice 86.95.00 – Attività di fisioterapia. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono espressamente in questa sottocategoria:
- attività di fisioterapisti;
- attività di massoterapisti;
- attività di ergoterapisti;
- attività di terapisti occupazionali.
Per una nuova apertura non è quindi necessario cercare un codice sanitario generico: la classificazione 2025 indica direttamente il 86.95.00.
Terapista occupazionale e fisioterapista sono la stessa professione?
No. Il fatto che ATECO 2025 li collochi nello stesso codice economico non unifica i profili professionali. Il terapista occupazionale è una professione sanitaria riabilitativa distinta dal fisioterapista, con specifiche competenze, formazione e iscrizione all’Albo.
Per la professione fisioterapica consulta la guida sulla Partita IVA del fisioterapista.
Il terapista occupazionale è una professione sanitaria?
Sì. Il Ministero della Salute include il terapista occupazionale tra le professioni sanitarie riabilitative e richiama il D.M. 17 gennaio 1997, n. 136 come riferimento del profilo professionale.
La professione opera nell’ambito della prevenzione, cura e riabilitazione delle persone con disabilità temporanee o permanenti, utilizzando attività significative della vita quotidiana per favorire autonomia, partecipazione e adattamento all’ambiente.
Serve l’iscrizione all’Albo dei terapisti occupazionali?
Sì. L’esercizio della professione sanitaria richiede l’iscrizione al rispettivo Albo presso l’Ordine TSRM e PSTRP territorialmente competente. La Federazione nazionale TSRM e PSTRP dedica alla professione una specifica Commissione di albo nazionale e pubblica profilo, codice deontologico e documenti professionali.
Il codice deontologico aggiornato definisce il terapista occupazionale come professionista sanitario iscritto all’Albo o, nei casi previsti, all’elenco speciale ad esaurimento.
Quale titolo serve per esercitare?
Serve il titolo abilitante previsto dall’ordinamento o un titolo riconosciuto come equipollente o equivalente nei casi ammessi. Chi ha conseguito la qualifica all’estero deve completare il riconoscimento professionale necessario per esercitare in Italia.
Quando serve la Partita IVA?
La Partita IVA è necessaria quando l’attività autonoma è svolta in modo abituale e professionale. Collaborazioni continuative con studi e strutture, pazienti seguiti stabilmente, promozione regolare dell’attività e organizzazione del lavoro durante l’anno sono elementi che rendono necessario valutare l’apertura.
Il procedimento generale è approfondito nella guida su come aprire la Partita IVA da libero professionista.
Sotto 5.000 euro si può lavorare sempre senza Partita IVA?
No. I 5.000 euro non sono una soglia fiscale generale sotto la quale una professione esercitata abitualmente può essere svolta senza Partita IVA. Conta la continuità e l’organizzazione dell’attività.
Il terapista occupazionale deve iscriversi alla Camera di Commercio?
Il professionista che presta personalmente attività sanitaria come lavoratore autonomo non viene normalmente trattato come un commerciante solo perché possiede un codice ATECO. Se invece viene organizzata una struttura d’impresa o vengono svolte attività commerciali ulteriori, bisogna valutare separatamente Registro Imprese e adempimenti collegati.
Quale INPS paga il terapista occupazionale?
Per il libero professionista senza una Cassa previdenziale autonoma di categoria e senza altra gestione obbligatoria per la stessa attività, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS.
La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 fissa per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria l’aliquota complessiva al 26,07%. Nei casi previsti di pensione o altra copertura previdenziale obbligatoria, quando resta dovuta la Gestione Separata, l’aliquota è del 24%.
Il funzionamento è approfondito nella guida sulla Gestione Separata INPS 2026.
La Gestione Separata ha contributi minimi fissi?
No. Il professionista versa i contributi sul reddito professionale e non secondo il sistema dei contributi minimi fissi previsto per Artigiani e Commercianti. Il minimale INPS rileva invece anche per determinare l’importo necessario all’accredito dell’intero anno contributivo.
Il terapista occupazionale può usare il regime forfettario?
Sì, se è una persona fisica, rispetta i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Per le attività sanitarie del gruppo 86 il coefficiente di redditività utilizzato nel periodo transitorio è del 78%.
Il D.Lgs. 81/2025 mantiene transitoriamente i coefficienti determinati tramite la classificazione ATECO precedente fino all’adozione dei nuovi coefficienti costruiti direttamente su ATECO 2025.
I requisiti generali sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Esempio di reddito forfettario
Con 35.000 euro di compensi e coefficiente del 78%, il reddito forfettario iniziale è pari a 27.300 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati; sul reddito imponibile risultante si applica poi l’imposta sostitutiva prevista dal regime.
Le prestazioni del terapista occupazionale sono esenti IVA?
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona rese nell’esercizio delle professioni sanitarie possono essere esenti IVA ai sensi dell’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972.
Le tipiche prestazioni riabilitative del terapista occupazionale possono quindi rientrare nell’esenzione quando ne ricorrono i presupposti. Attività formative, consulenziali o commerciali di natura diversa devono invece essere valutate sulla loro effettiva funzione.
Il terapista occupazionale comunica le spese al Sistema Tessera Sanitaria?
Sì, per le spese sanitarie soggette all’obbligo di comunicazione. Gli esercenti le professioni sanitarie della riabilitazione rientrano tra i soggetti che trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle prestazioni sanitarie rese alle persone fisiche per la dichiarazione precompilata.
È quindi necessario gestire correttamente dati dell’assistito, documentazione fiscale, eventuale opposizione e trasmissione telematica secondo le regole del Sistema TS.
Il terapista occupazionale emette fattura elettronica al paziente privato?
Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche consumatori finali resta il divieto di emissione tramite Sistema di Interscambio previsto dalla disciplina vigente e reso strutturale dal D.Lgs. 81/2025. La regola va distinta dalle fatture verso strutture, imprese o altri soggetti per operazioni che non documentano una prestazione sanitaria resa direttamente al consumatore finale.
Quanto costa iniziare l’attività?
I costi possono comprendere quota di iscrizione all’Ordine, assicurazione professionale, gestione fiscale, formazione continua, strumenti e materiali riabilitativi, software, spostamenti ed eventuale affitto dello studio. Chi lavora prevalentemente presso strutture o al domicilio degli assistiti può avere una struttura di costo diversa da chi dispone di un proprio spazio professionale.
Checklist prima di aprire Partita IVA come terapista occupazionale
- Verificare titolo abilitante e iscrizione all’Albo.
- Usare ATECO 86.95.00.
- Non confondere il codice condiviso con l’identità professionale del fisioterapista.
- Aprire la Partita IVA quando l’attività autonoma è abituale.
- Verificare la Gestione Separata INPS.
- Valutare il forfettario con coefficiente transitorio del 78%.
- Distinguere prestazioni sanitarie esenti IVA da attività di diversa natura.
- Organizzare gli adempimenti del Sistema Tessera Sanitaria.
- Gestire correttamente le fatture sanitarie verso persone fisiche.
- Predisporre assicurazione e aggiornamento professionale.
Domande frequenti sulla Partita IVA del terapista occupazionale
Qual è il codice ATECO?
ATECO 2025 include i terapisti occupazionali nel 86.95.00 – Attività di fisioterapia.
Terapista occupazionale e fisioterapista sono la stessa professione?
No. Condividono il codice ATECO 86.95.00, ma sono professioni sanitarie distinte.
Quale INPS paga il libero professionista?
In assenza di altra previdenza obbligatoria per la stessa attività, normalmente Gestione Separata INPS, con aliquota 2026 del 26,07%.
Qual è il coefficiente forfettario?
Nel periodo transitorio è del 78%.
Partita IVA terapista occupazionale nel 2026: cosa verificare
La sequenza corretta è titolo e Albo → ATECO 86.95.00 → Partita IVA → Gestione Separata → regime fiscale → IVA sanitaria → Sistema Tessera Sanitaria e fatturazione. La particolarità da ricordare è che il codice ATECO è condiviso con altre professioni riabilitative, mentre profilo professionale e responsabilità restano autonomi.
Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.