Aprire la Partita IVA come toelettatore nel 2026 richiede di inquadrare correttamente un’attività che ATECO 2025 identifica finalmente con un codice specifico: 96.99.12 – Servizi di toelettatura per animali da compagnia. Il codice copre la cura estetica e igienica di cani, gatti e altri animali domestici, ma non comprende dog sitting, addestramento o prestazioni veterinarie.
Chi apre un salone di toelettatura opera normalmente come impresa di servizi e deve coordinare Partita IVA, Registro Imprese, eventuale qualifica artigiana, SUAP, posizione INPS e requisiti del locale. Le procedure amministrative possono cambiare in base alla Regione e al Comune, quindi il codice ATECO non sostituisce la verifica territoriale.
Qual è il codice ATECO del toelettatore nel 2026?
Il codice è 96.99.12 – Servizi di toelettatura per animali da compagnia. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 includono espressamente la toelettatura degli animali domestici.
Il nuovo codice separa un’attività che nella classificazione precedente rientrava nel più ampio 96.09.04 dedicato ai servizi di cura degli animali da compagnia.
Toelettatore e dog sitter usano lo stesso ATECO?
No. ATECO 2025 distingue 96.99.11 per pensione, custodia, dog sitter e cat sitter e 96.99.12 per la toelettatura. La guida sulla Partita IVA del dog sitter e pet sitter approfondisce la prima attività.
Addestratore cinofilo e toelettatore hanno lo stesso codice?
No. I servizi di addestramento per animali da compagnia utilizzano 96.99.13. Se un’impresa offre stabilmente sia toelettatura sia addestramento bisogna individuare l’attività prevalente e valutare l’eventuale codice secondario.
Per gestire più attività consulta la guida sul codice ATECO prevalente e secondario.
La toelettatura comprende prestazioni veterinarie?
No. Le note ISTAT escludono i servizi veterinari e la vaccinazione degli animali, che appartengono alla divisione 75.00. Il toelettatore deve quindi mantenere distinto il servizio estetico e igienico dalle attività sanitarie riservate al veterinario.
Serve un diploma o un’abilitazione nazionale per fare il toelettatore?
Non esiste un unico albo professionale nazionale dei toelettatori equivalente a quello delle professioni ordinistiche. Tuttavia requisiti formativi, igienico-sanitari, strutturali e procedure di avvio possono essere disciplinati a livello regionale o comunale.
Prima di affittare o attrezzare il locale è quindi necessario interrogare il SUAP competente e verificare la disciplina regionale applicabile alla sede dell’attività.
Serve la SCIA per aprire una toelettatura?
La SCIA al SUAP è prevista in molti territori per l’avvio di una toelettatura o di un laboratorio non alimentare. La Camera di Commercio di Roma, per esempio, indica la toelettatura tra i laboratori non alimentari soggetti a SCIA quando prevista dal regolamento comunale.
Non bisogna però trasformare una procedura locale in una regola identica per tutta Italia: la verifica definitiva va fatta presso il proprio SUAP prima dell’avvio.
Il locale deve rispettare requisiti specifici?
Sì, il locale deve essere compatibile con l’attività e con le prescrizioni urbanistiche, igieniche, sanitarie e di sicurezza applicabili. Lavaggio degli animali, gestione delle acque, pulizia, ventilazione, superfici, impianti e organizzazione degli spazi possono essere oggetto di regole locali.
Per questo la verifica del locale deve precedere investimenti rilevanti in vasche, tavoli, asciugatori e impianti.
Il toelettatore è un artigiano?
La toelettatura può essere inquadrata come attività artigiana quando ricorrono i requisiti previsti dalla disciplina dell’impresa artigiana e dalla normativa regionale applicabile. La stessa Camera di Commercio di Roma precisa che la toelettatura è attività artigiana quando sussistono tali condizioni.
Il punto decisivo è il ruolo personale e prevalente del titolare nel lavoro e l’organizzazione concreta dell’impresa. La qualificazione non va dedotta dal solo codice ATECO.
Come si apre la Partita IVA per una toelettatura?
Per la ditta individuale l’apertura viene normalmente coordinata tramite Comunicazione Unica, gestendo Partita IVA, Registro delle Imprese e posizione previdenziale. Gli eventuali adempimenti SUAP vanno presentati secondo le regole del Comune competente.
Il procedimento generale è spiegato nella guida su come aprire una ditta individuale con ComUnica.
Quale INPS paga il toelettatore?
Quando il titolare è qualificato come imprenditore artigiano e partecipa personalmente e abitualmente al lavoro, il riferimento è normalmente la Gestione Artigiani INPS. Se la struttura o la forma giuridica sono differenti, l’inquadramento va verificato sulla situazione concreta.
La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa per gli artigiani un minimale di reddito di 18.808 euro e un’aliquota ordinaria del 24% fino alla prima fascia di reddito prevista.
Il meccanismo dei contributi fissi e percentuali è approfondito nella guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti.
Il toelettatore può usare il regime forfettario?
Sì, se l’attività è esercitata da una persona fisica e sono rispettati i requisiti del regime senza cause di esclusione. Nel periodo transitorio il coefficiente di redditività utilizzato per l’attività è del 67%.
Il codice 96.99.12 deriva parzialmente dal precedente 96.09.04. Il D.Lgs. 81/2025 stabilisce che, fino all’adozione dei nuovi coefficienti collegati direttamente ad ATECO 2025, si continui a utilizzare il coefficiente individuato attraverso il corrispondente codice della classificazione precedente.
Esempio di reddito forfettario del toelettatore
Con 30.000 euro di ricavi e coefficiente del 67%, il reddito forfettario iniziale è pari a 20.100 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati; sul reddito imponibile risultante si applica poi l’imposta sostitutiva prevista dal regime.
Il forfettario conviene a una toelettatura?
Dipende dal peso dei costi reali. Locale, acqua, energia, detergenti, attrezzature, manutenzione, assicurazione, personale e smaltimento possono incidere in modo significativo. Nel forfettario questi costi non sono dedotti analiticamente.
I requisiti del regime sono riepilogati nella guida sul regime forfettario 2026.
Si può vendere anche mangime o accessori per animali?
Sì, ma la vendita stabile di prodotti è un’attività commerciale distinta dal servizio di toelettatura e può richiedere una classificazione aggiuntiva. Se il punto vendita diventa anche un vero pet shop, bisogna verificare attività prevalente, codici secondari e adempimenti commerciali.
Per il negozio specializzato puoi consultare la guida sulla Partita IVA del pet shop.
Quanto costa aprire una toelettatura?
I costi possono comprendere pratica di apertura, diritto camerale, eventuale SCIA, locale e deposito cauzionale, adeguamenti degli impianti, vasche, tavoli, phon e soffiatori professionali, tosatrici, prodotti, software, POS, assicurazione e contributi INPS.
L’investimento varia molto tra un piccolo laboratorio gestito dal titolare e un salone con più postazioni e personale. Prima di firmare il contratto del locale è utile verificare compatibilità urbanistica e requisiti SUAP.
Checklist prima di aprire Partita IVA come toelettatore
- Usare ATECO 96.99.12 per la toelettatura di animali da compagnia.
- Separare dog sitting 96.99.11 e addestramento 96.99.13.
- Verificare eventuali requisiti regionali e comunali.
- Controllare la procedura SCIA presso il SUAP competente.
- Verificare la compatibilità e i requisiti del locale prima degli investimenti.
- Definire l’eventuale qualifica artigiana dell’impresa.
- Coordinare Partita IVA, Registro Imprese e posizione INPS.
- Valutare il forfettario con coefficiente transitorio del 67%.
- Aggiungere un codice commerciale se la vendita di prodotti è stabile e rilevante.
- Prevedere assicurazione e procedure di sicurezza per la gestione degli animali.
Domande frequenti sulla Partita IVA del toelettatore
Qual è il codice ATECO?
ATECO 2025 utilizza 96.99.12 – Servizi di toelettatura per animali da compagnia.
Dog sitter e toelettatore hanno lo stesso codice?
No. Il dog sitter usa 96.99.11.
Serve sempre la SCIA?
Va verificata presso il SUAP competente: procedure e requisiti possono dipendere dal regolamento comunale e dalla disciplina regionale.
Quale INPS si paga?
Quando ricorrono i requisiti dell’impresa artigiana, il titolare che lavora personalmente nell’attività è normalmente iscritto alla Gestione Artigiani.
Qual è il coefficiente forfettario?
Nel periodo transitorio è del 67%.
Partita IVA toelettatore nel 2026: cosa verificare
La sequenza corretta è servizi offerti → ATECO 96.99.12 → requisiti territoriali → locale e SUAP → impresa → INPS → regime fiscale. La nuova classificazione ATECO rende più semplice identificare l’attività, ma non sostituisce le verifiche amministrative e strutturali necessarie per aprire il salone.
Le altre guide dedicate alle singole professioni e attività sono raccolte nella sezione Professioni e attività.