Il reddito complessivo IRPEF è la somma dei redditi che concorrono alla tassazione progressiva della persona fisica, prima di sottrarre gli oneri deducibili. Per chi ha una Partita IVA in regime ordinario, il reddito dell’attività può sommarsi a stipendio, pensione, redditi fondiari e altre categorie soggette a IRPEF. Nel regime forfettario, invece, il reddito dell’attività è normalmente assoggettato a imposta sostitutiva e non entra negli scaglioni IRPEF ordinari.
La sequenza corretta è: singoli redditi → reddito complessivo → deduzioni → reddito imponibile → IRPEF lorda → detrazioni → IRPEF netta. Confondere questi passaggi porta a errori soprattutto quando una persona ha contemporaneamente Partita IVA, lavoro dipendente, immobili o altri redditi.
Le sei categorie di reddito previste dal TUIR
L’articolo 6 del TUIR distingue sei categorie principali: redditi fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, d’impresa e redditi diversi. Ogni categoria viene prima determinata con regole proprie; successivamente, se soggetta a IRPEF ordinaria, concorre alla formazione del reddito complessivo.
| Categoria | Esempio | Può entrare nel reddito complessivo IRPEF? |
|---|---|---|
| Fondiari | Terreni e fabbricati | Sì, salvo regimi sostitutivi specifici |
| Capitale | Alcuni proventi finanziari | Dipende dal trattamento fiscale |
| Lavoro dipendente | Stipendio e pensione | Sì |
| Lavoro autonomo | Professionista ordinario | Sì |
| Impresa | Ditta individuale ordinaria | Sì |
| Redditi diversi | Alcune attività occasionali e plusvalenze | Quando soggetti a IRPEF ordinaria |
Partita IVA ordinaria: come si somma agli altri redditi
Un professionista in regime ordinario determina il proprio reddito di lavoro autonomo secondo le regole fiscali: in termini semplificati, compensi fiscalmente rilevanti meno costi deducibili. Quel reddito si aggiunge agli altri redditi soggetti a IRPEF della persona.
Esempio: 28.000 euro di reddito professionale ordinario e 22.000 euro di reddito da lavoro dipendente producono, prima delle deduzioni personali, 50.000 euro di redditi che concorrono all’IRPEF. Non si calcola l’imposta come se le due fonti fossero due contribuenti diversi: gli scaglioni progressivi si applicano al reddito imponibile complessivo risultante.
Forfettario: perché il reddito non entra normalmente negli scaglioni IRPEF
Nel regime forfettario il reddito dell’attività è determinato applicando il coefficiente di redditività agli incassi fiscalmente rilevanti, deducendo poi i contributi previdenziali ammessi. Su questa base si applica l’imposta sostitutiva del 15% o, quando spettante, del 5%.
Poiché l’imposta è sostitutiva, quel reddito non viene normalmente sommato agli altri redditi per applicare gli scaglioni IRPEF. Può però rilevare per specifiche soglie, agevolazioni, ISEE o altre disposizioni che usano una definizione più ampia di reddito. “Non entra negli scaglioni IRPEF” non significa quindi “non conta mai”.
Per verificare requisiti e limiti consulta regime forfettario 2026.
Redditi esclusi o tassati separatamente: cosa non sommare automaticamente
Non tutto ciò che una persona incassa confluisce nel reddito complessivo IRPEF. Alcuni redditi sono soggetti a imposte sostitutive, ritenute a titolo d’imposta o tassazione separata. Esempi frequenti sono redditi in regime forfettario, canoni con cedolare secca e numerosi proventi finanziari tassati alla fonte.
La verifica deve essere fatta reddito per reddito. Sommare automaticamente ogni accredito bancario o ogni voce della dichiarazione produce un dato sbagliato.
Reddito complessivo e reddito imponibile: la differenza decisiva
Il reddito complessivo è la somma dei redditi che concorrono all’IRPEF. Dal reddito complessivo si sottraggono gli oneri deducibili previsti dalla legge per arrivare al reddito imponibile IRPEF. È sul reddito imponibile, non sul reddito complessivo lordo, che si applicano gli scaglioni.
Per il percorso completo consulta reddito imponibile con Partita IVA.
Oneri deducibili: cosa riduce il reddito complessivo
L’articolo 10 del TUIR disciplina diversi oneri deducibili. Tra i casi più importanti per chi ha Partita IVA rientrano i contributi previdenziali obbligatori versati, oltre agli altri oneri ammessi dalla norma.
Una deduzione riduce il reddito imponibile. Una detrazione, invece, interviene dopo il calcolo dell’IRPEF lorda e riduce direttamente l’imposta. Per esempio, molte spese sanitarie sono normalmente detrazioni, non deduzioni dal reddito complessivo.
La differenza è spiegata in deducibile o detraibile.
Perdite fiscali: quando possono modificare il risultato
Le perdite fiscali non seguono una regola unica per ogni attività. Imprese e professionisti possono avere discipline diverse, e il riporto o la compensazione dipendono dalla categoria di reddito e dal periodo d’imposta. Non è quindi corretto sottrarre qualsiasi “perdita economica” dal reddito complessivo senza verificare la disciplina fiscale applicabile.
Se hai una perdita dichiarata consulta perdite fiscali e Partita IVA.
Scaglioni IRPEF 2026: 23%, 33% e 43%
Nel 2026 le aliquote IRPEF sono 23% fino a 28.000 euro, 33% oltre 28.000 e fino a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Gli scaglioni sono progressivi: superare una soglia non fa applicare l’aliquota superiore a tutto il reddito.
| Fascia di reddito imponibile | Aliquota 2026 |
|---|---|
| Fino a 28.000 € | 23% |
| Da 28.001 a 50.000 € | 33% |
| Oltre 50.000 € | 43% |
L’articolo 11 del TUIR disciplina la determinazione dell’imposta secondo gli scaglioni vigenti.
Esempio passo-passo: Partita IVA ordinaria più stipendio
Supponiamo 24.000 euro di reddito da lavoro dipendente e 20.000 euro di reddito professionale ordinario. Il reddito complessivo, prima delle deduzioni, è 44.000 euro.
- reddito da lavoro dipendente: 24.000 €;
- reddito professionale ordinario: 20.000 €;
- reddito complessivo: 44.000 €;
- contributi previdenziali deducibili e altri oneri: ipotizziamo 4.000 €;
- reddito imponibile IRPEF: 40.000 €.
L’IRPEF lorda si calcola quindi per fasce: 23% sui primi 28.000 euro e 33% sui 12.000 euro successivi. Solo dopo si considerano detrazioni e altri crediti d’imposta spettanti.
Esempio con stipendio e regime forfettario
Se la stessa persona ha 24.000 euro di reddito da lavoro dipendente e, separatamente, reddito da attività correttamente in regime forfettario, la componente forfettaria non entra normalmente negli scaglioni IRPEF. Lo stipendio continua a essere tassato con IRPEF; il reddito forfettario segue l’imposta sostitutiva.
Restano però da verificare le cause ostative del forfettario e le soglie collegate al lavoro dipendente, che sono un tema diverso dal calcolo del reddito complessivo.
Addizionali regionale e comunale
Dopo l’IRPEF nazionale possono essere dovute addizionali regionali e comunali. Le aliquote dipendono dal territorio e possono prevedere soglie, scaglioni o esenzioni. Per questo due contribuenti con lo stesso reddito imponibile nazionale possono avere un carico finale diverso.
Vedi addizionali IRPEF regionale e comunale.
Dove trovi questi valori nella dichiarazione
I singoli redditi vengono determinati nei rispettivi quadri: RE per lavoro autonomo ordinario, RC per lavoro dipendente e pensione, RB per fabbricati, RG/RF per molte attività d’impresa. I valori confluiscono poi nel riepilogo della dichiarazione, dove vengono determinati reddito complessivo, deduzioni, imponibile e imposta.
Il quadro LM del regime forfettario segue invece la logica dell’imposta sostitutiva e non va sommato meccanicamente ai redditi IRPEF ordinari.
Errori frequenti
- confondere fatturato e reddito complessivo;
- sottrarre le deduzioni prima di aver determinato i singoli redditi;
- considerare le detrazioni come deduzioni;
- sommare automaticamente il reddito forfettario agli scaglioni IRPEF;
- applicare il 43% a tutto il reddito solo perché si supera 50.000 euro;
- ignorare addizionali e altri redditi personali;
- sottrarre perdite economiche senza verificare la disciplina fiscale.
Domande frequenti
Il reddito complessivo è già al netto delle deduzioni?
No. In termini operativi il reddito complessivo precede gli oneri deducibili; dopo le deduzioni si determina il reddito imponibile IRPEF.
Il reddito forfettario fa cumulo con lo stipendio per gli scaglioni IRPEF?
Normalmente no, perché il reddito forfettario è soggetto a imposta sostitutiva. Può però rilevare per altre soglie o agevolazioni.
Nel 2026 quali sono gli scaglioni IRPEF?
23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.001 e 50.000 euro e 43% oltre 50.000 euro.