Una perdita fiscale non si gestisce allo stesso modo per tutte le Partite IVA. Nel 2026 bisogna distinguere almeno tra reddito d’impresa, lavoro autonomo professionale e perdite provenienti da vecchi regimi agevolati. Le regole di compensazione e di riporto cambiano infatti in base alla natura del reddito.
Quando nasce una perdita fiscale?
Una perdita fiscale si verifica quando, applicando le regole previste per la propria categoria di reddito, i componenti negativi fiscalmente rilevanti superano i componenti positivi. Non coincide necessariamente con una semplice perdita di cassa o con il saldo negativo del conto corrente.
Per capire se il risultato appartiene al reddito d’impresa o al lavoro autonomo consulta reddito d’impresa e lavoro autonomo: differenze fiscali.
Perdite d’impresa: come funzionano
Le perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali seguono la disciplina prevista dal TUIR. In generale vengono utilizzate in diminuzione dei redditi d’impresa dello stesso soggetto e, per la parte non assorbita, possono essere riportate ai periodi d’imposta successivi.
Le istruzioni ufficiali di Redditi PF 2026 prevedono nel Quadro RS un prospetto specifico per le perdite d’impresa non compensate. La pagina dell’Agenzia delle Entrate dedicata al Quadro RS richiama espressamente le perdite provenienti dai quadri RF, RG e dalle partecipazioni interessate.
Il limite dell’80%
Per le perdite d’impresa riportate agli anni successivi la regola generale consente il loro utilizzo entro il limite dell’80% del reddito d’impresa prodotto nel periodo in cui vengono compensate, salvo le eccezioni previste dalla normativa.
In pratica, una perdita pregressa non consente sempre di azzerare integralmente il reddito d’impresa dell’anno successivo. Va verificato quanto può essere effettivamente utilizzato e quanto resta ancora riportabile.
Perdite dei primi anni di attività
Per alcune perdite d’impresa formate nei primi periodi d’imposta dalla costituzione o dall’inizio dell’attività possono operare regole più favorevoli, purché ricorrano le condizioni previste. È quindi importante non applicare automaticamente il limite dell’80% senza verificare l’anno in cui la perdita si è formata e la relativa natura.
Contabilità semplificata e perdite
Anche le imprese in contabilità semplificata possono generare perdite fiscali. La disciplina attuale consente di riportare le eccedenze non utilizzate secondo le regole delle perdite d’impresa, senza tornare al vecchio sistema che limitava in modo diverso la compensazione delle perdite delle imprese minori.
Per il regime contabile consulta contabilità semplificata 2026.
Perdite del professionista: regole diverse
Il lavoro autonomo professionale non segue automaticamente le stesse regole del reddito d’impresa. La perdita derivante dall’esercizio di arti e professioni concorre alla determinazione del reddito complessivo secondo la disciplina propria del lavoro autonomo.
Per questo motivo non bisogna prendere una perdita del quadro RE e trattarla come una perdita d’impresa dei quadri RF o RG. Il modello Redditi 2026 distingue infatti nel Quadro RS le perdite di lavoro autonomo dalle perdite d’impresa.
Il professionista può riportare la perdita agli anni successivi?
Il regime ordinario del lavoro autonomo non coincide con il meccanismo di riporto illimitato delle perdite d’impresa. Prima di riportare una perdita professionale in un anno successivo bisogna verificare la sua origine, il regime in cui è maturata e l’eventuale disciplina transitoria applicabile.
Questo punto è particolarmente importante per le perdite formate in vecchi regimi agevolati, che possono avere regole specifiche e non devono essere confuse con una normale perdita professionale corrente.
Perdite pregresse dei vecchi regimi agevolati
Il Quadro RS e il Quadro LM continuano a contenere sezioni dedicate ad alcune perdite pregresse originate nei precedenti regimi agevolati, come il regime di vantaggio. Queste perdite seguono le regole previste dalla disciplina in cui si sono formate.
Le istruzioni di Redditi 2026 richiamano, ad esempio, nel Quadro LM le perdite non compensate del vecchio regime di vantaggio. Non bisogna quindi applicare retroattivamente le regole del forfettario attuale a perdite generate molti anni prima.
Regime forfettario e perdite
Nel regime forfettario il reddito non viene determinato sottraendo analiticamente i costi dai ricavi o compensi. Si applica invece il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi percepiti e si deducono i contributi previdenziali secondo le regole previste.
Per questo motivo il forfettario non genera normalmente una perdita fiscale corrente con lo stesso meccanismo della contabilità ordinaria. Restano però possibili perdite pregresse formate prima dell’ingresso nel regime, da trattare secondo la loro disciplina.
Per il calcolo consulta coefficiente di redditività del regime forfettario.
Dove si indicano le perdite in dichiarazione?
Il quadro dipende dalla categoria di reddito e dalla natura della perdita. In sintesi:
| Situazione | Dove si gestisce |
|---|---|
| Impresa in ordinaria | Quadro RF e prospetti perdite del Quadro RS |
| Impresa in semplificata | Quadro RG e prospetti perdite del Quadro RS |
| Professionista ordinario | Quadro RE e prospetti pertinenti del Quadro RS |
| Forfettario | Quadro LM; eventuali perdite pregresse seguono la disciplina di origine |
Per il quadro generale consulta dichiarazione dei redditi Partita IVA 2026.
Perdite e acconti d’imposta
Una perdita o un reddito molto più basso rispetto all’anno precedente può incidere sul calcolo degli acconti. Se si utilizza il metodo previsionale occorre stimare con attenzione il risultato dell’anno, perché un acconto insufficiente può generare differenze da versare con sanzioni e interessi.
Consulta acconto IRPEF 2026.
Perdite e contributi INPS
La perdita fiscale e il debito contributivo non coincidono. Per Artigiani e Commercianti possono restare contributi sul minimale anche in presenza di un reddito basso o negativo, mentre nella Gestione Separata la contribuzione segue il reddito professionale imponibile secondo le regole della gestione.
Il Quadro RR va quindi controllato separatamente. Consulta Quadro RR 2026.
Esempio di perdita d’impresa
Una ditta individuale chiude l’anno con una perdita fiscale di 20.000 euro. L’anno successivo produce 30.000 euro di reddito d’impresa. La perdita pregressa non va sottratta automaticamente per l’intero importo: bisogna applicare le regole di utilizzo previste per le perdite d’impresa, verificando il limite percentuale e l’eventuale natura agevolata della perdita.
Checklist perdite fiscali
- identifica se il reddito è d’impresa o di lavoro autonomo;
- verifica l’anno in cui la perdita si è formata;
- controlla il regime fiscale e contabile di origine;
- se è perdita d’impresa, verifica il riporto e il limite applicabile;
- se è perdita professionale, non applicare automaticamente le regole d’impresa;
- controlla eventuali perdite di vecchi regimi agevolati;
- riconcilia Quadro RF, RG, RE o LM con il Quadro RS;
- ricalcola acconti e contributi separatamente;
- conserva il prospetto delle perdite ancora disponibili per gli anni successivi.