Aprire una Partita IVA under 35 nel 2026 non dà automaticamente diritto a un regime fiscale speciale o a contributi INPS ridotti. Esistono però incentivi specifici per alcuni giovani che avviano un’attività, tra cui Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0, oltre alle normali agevolazioni fiscali e previdenziali che possono spettare indipendentemente dall’età.
La prima distinzione da fare è quindi tra agevolazioni riservate ai giovani e misure, come il regime forfettario o alcune riduzioni contributive, che dipendono da requisiti diversi dall’età.
Quali agevolazioni esistono per aprire Partita IVA under 35 nel 2026?
Nel 2026 le principali misure nazionali specificamente rivolte ai giovani che vogliono avviare un’attività sono Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0.
Le due misure fanno parte del Piano Integrato Autoimpiego e sono gestite da Invitalia. Non sono però bonus automatici per chiunque abbia meno di 35 anni: occorre rispettare requisiti relativi all’età, alla condizione lavorativa, alla nuova iniziativa e al territorio in cui viene avviata.
Chi può accedere agli incentivi under 35?
Per Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0 il requisito anagrafico riguarda giovani che hanno compiuto 18 anni ma non ancora 35 anni. In pratica la misura interessa, sotto il profilo dell’età, chi ha da 18 a 34 anni.
L’età da sola non basta. Invitalia richiede inoltre che il giovane rientri in almeno una delle condizioni previste dalla misura, tra cui inattività, inoccupazione o disoccupazione, partecipazione al Programma GOL come disoccupato oppure condizione di working poor secondo i criteri indicati dalla disciplina.
I requisiti aggiornati sono indicati nelle schede ufficiali di Autoimpiego Centro-Nord e Resto al Sud 2.0.
Come funziona Autoimpiego Centro-Nord?
Autoimpiego Centro-Nord sostiene nuove iniziative di lavoro autonomo, libera professione e impresa in Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche.
La misura è attiva e prevede, secondo le condizioni del progetto, un voucher a fondo perduto fino a 30.000 euro, elevabile a 40.000 euro nei casi previsti, oppure contributi a fondo perduto collegati a programmi di investimento.
Per programmi fino a 120.000 euro il contributo può arrivare al 65% delle spese ammesse; per programmi superiori a 120.000 euro e fino a 200.000 euro la percentuale prevista è del 60%.
Importi, requisiti, spese ammesse e disponibilità delle risorse devono essere sempre controllati sulla scheda ufficiale Invitalia prima di impostare il progetto.
Come funziona Resto al Sud 2.0?
Resto al Sud 2.0 è la misura destinata alle nuove iniziative avviate nei territori del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Anche questa agevolazione comprende lavoro autonomo, impresa e attività libero-professionali. Il voucher può arrivare a 40.000 euro ed essere elevato a 50.000 euro nei casi di maggiorazione previsti.
Per i programmi di investimento sono previsti contributi fino al 75% per programmi di importo massimo pari a 120.000 euro e fino al 70% per programmi compresi tra 120.000 e 200.000 euro.
La fonte da utilizzare per verificare condizioni e disponibilità della misura è la pagina ufficiale di Resto al Sud 2.0 su Invitalia.
Gli incentivi valgono anche per i liberi professionisti?
Sì. Uno degli aspetti importanti delle due misure è che non sono riservate soltanto alle imprese tradizionali.
Invitalia include espressamente tra le forme ammesse il lavoro autonomo e la libera professione, anche in forma societaria quando consentito. Possono essere ammesse anche imprese individuali e diverse forme societarie.
Prima di presentare la domanda bisogna quindi decidere correttamente come inquadrare l’attività. Per distinguere le due principali situazioni consulta libero professionista o ditta individuale.
Bisogna aprire la Partita IVA prima di chiedere l’incentivo?
Non bisogna aprire la posizione senza prima controllare attentamente le regole della misura.
Le schede operative Invitalia prevedono condizioni specifiche anche sulla data di avvio della nuova iniziativa. Tra le iniziative ammissibili possono rientrare quelle avviate nel mese precedente la presentazione della domanda e inattive alla data di domanda, alle condizioni previste dalla disciplina.
È quindi importante verificare prima dell’apertura sequenza, requisiti e tempistiche. Aprire troppo presto senza aver verificato il bando può compromettere l’accesso a un incentivo.
Per gli adempimenti ordinari successivi consulta la guida su come aprire Partita IVA.
Gli under 35 pagano il 5% nel regime forfettario?
No: avere meno di 35 anni non dà automaticamente diritto all’imposta sostitutiva del 5%.
L’aliquota ridotta del regime forfettario dipende dalle condizioni previste per le nuove attività e non dall’età del contribuente. Un quarantenne può applicarla se possiede tutti i requisiti e, al contrario, un venticinquenne può non averne diritto.
Le condizioni sono spiegate nella guida dedicata all’imposta al 5% nel regime forfettario.
Il regime forfettario è un’agevolazione under 35?
No. Il regime forfettario non è riservato ai giovani e non prevede un limite massimo di età per poter essere utilizzato.
Per applicarlo bisogna rispettare i requisiti fiscali e non incorrere nelle cause di esclusione previste dalla normativa. L’età, da sola, non determina né l’accesso né l’esclusione.
Per verificare la propria posizione consulta i requisiti del regime forfettario 2026.
Gli under 35 hanno uno sconto INPS automatico?
No. Non esiste una riduzione generale dei contributi INPS applicabile semplicemente perché il titolare della Partita IVA ha meno di 35 anni.
La riduzione contributiva del 35% prevista per il regime forfettario riguarda, quando ricorrono i requisiti, artigiani e commercianti iscritti alle relative Gestioni INPS. Non dipende dall’età e non si applica alla Gestione Separata.
La disciplina è approfondita nella guida sulla riduzione INPS del 35% per i forfettari.
Va inoltre distinta la riduzione contributiva del 50% prevista per determinate prime iscrizioni alle Gestioni Artigiani e Commercianti avvenute nel 2025: quella misura è collegata alle iscrizioni effettuate nel periodo previsto dalla legge e non costituisce una nuova agevolazione per chi apre nel 2026.
Le Casse professionali prevedono agevolazioni per i giovani?
Alcune Casse professionali prevedono agevolazioni, riduzioni o regole contributive specifiche legate all’età o ai primi anni di iscrizione. Non esiste però una regola unica valida per tutti i professionisti.
Un professionista iscritto a una Cassa deve quindi verificare il regolamento dell’ente competente. Per scegliere correttamente tra Cassa e INPS consulta la guida Cassa professionale o Gestione Separata.
NASpI e incentivi under 35 possono riguardare chi apre Partita IVA?
Una persona disoccupata che vuole iniziare un’attività deve verificare separatamente sia i requisiti dell’incentivo all’autoimpiego sia l’eventuale posizione NASpI.
Le due discipline non devono essere confuse: la NASpI segue proprie regole sulla compatibilità con il lavoro autonomo, sulle comunicazioni all’INPS e sull’eventuale anticipazione. La situazione è spiegata nella guida su NASpI e Partita IVA.
Quali attività possono ottenere Autoimpiego Centro-Nord o Resto al Sud 2.0?
Le due misure finanziano un insieme molto ampio di nuove iniziative: attività produttive, artigianato, servizi alle persone e alle imprese, turismo, commercio, lavoro autonomo e libera professione.
Sono invece escluse, secondo le regole attuali, le attività di produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.
La possibilità concreta di ottenere il contributo dipende comunque dal progetto, dalle spese ammesse, dai requisiti soggettivi e dalla disponibilità delle risorse.
Partita IVA under 35: cosa controllare prima di aprire
Prima di aprire una Partita IVA contando su un’agevolazione conviene verificare almeno:
- età alla data rilevante per la misura;
- condizione di disoccupato, inattivo, inoccupato, partecipante GOL o working poor;
- territorio in cui verrà avviata l’attività;
- data in cui può essere avviata la nuova iniziativa;
- forma scelta: professionista, lavoro autonomo, ditta o società;
- settore di attività ammesso;
- spese che si vogliono finanziare;
- codice ATECO;
- regime fiscale;
- inquadramento INPS o Cassa;
- eventuale NASpI;
- documentazione e termini della domanda.
Solo dopo questo controllo è opportuno procedere con gli adempimenti di apertura. Per valutare i costi ordinari, indipendenti dagli incentivi, consulta anche quanto costa aprire Partita IVA.
Domande frequenti sulla Partita IVA under 35
A 25 anni pago meno tasse con la Partita IVA?
Non automaticamente. Imposte e contributi dipendono dal regime fiscale, dal reddito, dall’attività e dall’inquadramento previdenziale. L’età può essere rilevante per specifici incentivi, ma non crea una tassazione ordinaria separata per gli under 35.
Il forfettario al 5% è riservato agli under 35?
No. L’aliquota del 5% dipende dalle condizioni previste per le nuove attività, non dall’età.
A 35 anni posso chiedere Autoimpiego Centro-Nord o Resto al Sud 2.0?
Le schede Invitalia indicano come destinatari i giovani che hanno compiuto 18 anni e non hanno ancora compiuto 35 anni. Chi ha già compiuto 35 anni non rientra quindi nel requisito anagrafico di queste misure.
Posso ottenere l’incentivo se voglio fare il libero professionista?
Sì, le misure prevedono espressamente anche il lavoro autonomo e le attività libero-professionali, purché siano rispettati tutti gli altri requisiti.
Devo scegliere prima l’incentivo o aprire prima la Partita IVA?
È opportuno verificare prima le regole dell’incentivo. Le condizioni sulla data di avvio dell’iniziativa possono essere decisive e un’apertura effettuata senza controllare la disciplina potrebbe compromettere l’accesso alla misura.