Aprire una Partita IVA come carrozziere nel 2026 significa avviare un’attività regolamentata di autoriparazione. Non basta iscrivere un codice ATECO: l’impresa deve presentare la SCIA, designare un responsabile tecnico in possesso dei requisiti previsti, disporre di locali e attrezzature idonei e verificare gli adempimenti ambientali e di sicurezza collegati alle lavorazioni di carrozzeria e verniciatura.
Il codice ATECO 2025 specifico è 95.31.20 – Riparazione e manutenzione di carrozzerie di autoveicoli. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività applicabile nel 2026 è 40%: il D.Lgs. 81/2025 impone infatti, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti ATECO 2025, di utilizzare quello del corrispondente codice ATECO 2007. Per la carrozzeria il vecchio riferimento era 45.20.20, appartenente alla divisione 45, che nell’Allegato 4 ha coefficiente 40%.
Qual è il codice ATECO del carrozziere nel 2026?
Il codice ATECO 2025 è 95.31.20. Le note esplicative ISTAT comprendono riparazione e manutenzione delle carrozzerie di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, spruzzatura e verniciatura, riparazione di parabrezza e finestrini, riparazione di sedili, trattamenti antiruggine e applicazione di pellicole coprenti o wrapping.
Il vecchio codice 45.20.20 è ancora quello della carrozzeria?
Il codice 45.20.20 – Riparazione di carrozzerie di autoveicoli appartiene alla precedente classificazione ATECO. Per una nuova posizione nel 2026 si utilizza 95.31.20. Il vecchio codice resta però determinante per il raccordo fiscale transitorio del regime forfettario.
Perché il coefficiente forfettario è 40%?
Il D.Lgs. 81/2025 stabilisce che fino all’approvazione di nuovi coefficienti di redditività basati su ATECO 2025 si continua a utilizzare il coefficiente dell’Allegato 4 individuato sulla base del codice ATECO 2007 corrispondente.
La carrozzeria 95.31.20 corrisponde al precedente 45.20.20. La divisione ATECO 2007 45 ha coefficiente 40%. Non è quindi corretto assegnare il 67% guardando direttamente alla nuova collocazione nella divisione 95.
Che cosa comprende ATECO 95.31.20?
Il codice comprende interventi sul rivestimento esterno dell’autoveicolo, riparazioni dopo urti o incidenti, sostituzione o ripristino di elementi di carrozzeria, verniciatura, riparazione di vetri, trattamenti protettivi e installazione di parti e accessori di carrozzeria non compresi nel processo di fabbricazione.
Il wrapping rientra nella carrozzeria?
Sì. ISTAT include espressamente nel codice 95.31.20 l’applicazione di pellicole coprenti su autoveicoli. Se il wrapping è svolto nell’ambito di un’attività di carrozzeria, non serve quindi un codice ATECO separato per la sola applicazione delle pellicole.
Riparazione di parabrezza e finestrini rientra nel codice?
Sì. La riparazione di parabrezza e finestrini è inclusa nelle note ATECO 95.31.20. Se l’impresa svolge esclusivamente sostituzione o riparazione vetri auto in modo specialistico, resta comunque necessario verificare l’inquadramento concreto e i requisiti dell’autoriparazione.
Carrozziere e meccanico sono la stessa attività?
No. La legge n. 122/1992 distingue le sezioni di meccatronica, carrozzeria e gommista. Anche ATECO 2025 mantiene codici separati: 95.31.10 per la meccatronica, 95.31.20 per la carrozzeria e 95.31.30 per il gommista. Per la parte meccanica è disponibile la guida sulla Partita IVA meccanico.
Per aprire una carrozzeria basta la Partita IVA?
No. La Partita IVA è soltanto l’adempimento fiscale. La carrozzeria è un’attività regolamentata di autoriparazione e deve rispettare i requisiti previsti dalla legge 122/1992 e dalle norme attuative.
Serve la SCIA?
Sì. La Camera di Commercio di Roma conferma che l’attività di autoriparazione comprende carrozzeria, meccatronica e gommista e che l’avvio richiede una SCIA contenente le dichiarazioni sul possesso dei requisiti. Le pratiche prive della SCIA non producono l’effetto abilitante.
Dove si presenta la SCIA?
La SCIA viene presentata telematicamente al SUAP del Comune competente, coordinandola con gli adempimenti al Registro Imprese. Per il quadro generale delle procedure amministrative è utile la guida APIVA sulle pratiche SUAP.
Serve un responsabile tecnico?
Sì. L’impresa deve designare un responsabile tecnico in possesso dei requisiti morali e tecnico-professionali previsti per la sezione carrozzeria. Il responsabile tecnico deve essere riferito alla specifica officina o unità locale e non può essere un semplice nominativo formale.
Il responsabile tecnico può essere esterno?
No. Le Camere di Commercio precisano che la preposizione alla gestione tecnica non può essere affidata a un consulente o professionista esterno privo di rapporto con l’impresa. Il responsabile può essere, nei casi ammessi, titolare, socio lavoratore, amministratore, dipendente, collaboratore familiare o altro soggetto realmente inserito nell’organizzazione aziendale.
Quali requisiti professionali servono?
La legge 122/1992 prevede percorsi alternativi: esperienza qualificata alle dipendenze di imprese del settore, corso regionale tecnico-pratico seguito dall’esperienza richiesta, oppure diploma o laurea tecnica attinente. La Camera di Commercio valuta il titolo e l’esperienza rispetto alla sezione per la quale viene richiesta l’abilitazione.
Serve un corso da carrozziere?
Non necessariamente. Il corso professionale è una delle strade possibili, ma non l’unica. Chi possiede un titolo tecnico idoneo o un’esperienza lavorativa riconoscibile può soddisfare il requisito con modalità differenti. Prima di frequentare un corso conviene quindi verificare i requisiti già maturati.
Servono locali specifici?
Sì. Una carrozzeria deve avere spazi compatibili con le lavorazioni svolte, con la movimentazione dei veicoli, con le attrezzature e con le regole urbanistiche, ambientali e di sicurezza. La verifica dei locali deve precedere l’acquisto degli impianti o la sottoscrizione di un contratto di locazione di lunga durata.
La cabina di verniciatura è sempre necessaria?
Dipende dalle lavorazioni effettivamente offerte. Una carrozzeria che effettua verniciatura professionale deve disporre di impianti adeguati alla lavorazione e rispettare i requisiti tecnici e ambientali applicabili. Un’attività che esegue soltanto lavorazioni diverse dalla verniciatura può avere esigenze impiantistiche differenti.
La verniciatura richiede adempimenti ambientali?
Sì, quando l’attività genera emissioni in atmosfera o utilizza prodotti e impianti soggetti alla normativa ambientale. L’autorizzazione o la procedura applicabile dipende dagli impianti, dalle sostanze usate e dalle quantità trattate. Non è corretto considerare la sola SCIA per autoriparazione sufficiente a coprire automaticamente anche tutti gli aspetti ambientali.
Serve verificare l’impatto acustico?
Può essere necessario in base alla sede, alle attrezzature e alle regole locali. Compressori, levigatrici, battitura e altre lavorazioni possono generare rumore significativo. Il Comune o il SUAP indicano gli eventuali adempimenti acustici richiesti nel territorio interessato.
Il carrozziere può fare anche gommista?
Sì, ma soltanto se l’impresa possiede anche i requisiti della sezione gommista e presenta gli adempimenti necessari. La guida alla Partita IVA gommista illustra ATECO 95.31.30, responsabile tecnico, SCIA e previdenza.
Il carrozziere può fare anche meccatronica?
Sì, con l’abilitazione e i requisiti della sezione meccatronica. La carrozzeria da sola non autorizza a svolgere liberamente riparazioni meccaniche, elettriche ed elettroniche che appartengono alla sezione 95.31.10.
Serve la Camera di Commercio?
Sì. La carrozzeria è attività d’impresa e richiede iscrizione al Registro Imprese. Partita IVA, Registro Imprese, eventuale artigianato, INPS e INAIL possono essere coordinati tramite Comunicazione Unica. La procedura generale è spiegata nella guida su come aprire una ditta individuale.
Il carrozziere è un artigiano?
Una ditta individuale nella quale il titolare svolge personalmente e professionalmente le lavorazioni può normalmente essere inquadrata come impresa artigiana quando ricorrono tutti i requisiti previsti. L’inquadramento non deriva però automaticamente dal codice ATECO: contano l’organizzazione e la partecipazione personale al lavoro.
Quale INPS paga il carrozziere artigiano?
Quando il titolare possiede i requisiti dell’imprenditore artigiano e lavora personalmente nell’impresa con abitualità e prevalenza, il riferimento è la Gestione Artigiani INPS. Per società, soci e amministratori la posizione va verificata sul ruolo concreto e sulla partecipazione al lavoro aziendale.
Quanto paga di INPS nel 2026?
Per gli iscritti alla Gestione Artigiani nel 2026 il minimale di reddito è 18.808 euro. La circolare INPS n. 14/2026 indica un contributo minimo annuo ordinario di 4.521,36 euro e un’aliquota ordinaria del 24% sulla parte di reddito eccedente il minimale, nei limiti previsti.
Il carrozziere può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Se opera in regime forfettario ed è iscritto alla Gestione Artigiani può richiedere il regime previdenziale agevolato quando ne ricorrono i requisiti. Le regole sono spiegate nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Il carrozziere può usare il regime forfettario?
Sì, se l’attività è esercitata da una persona fisica come impresa individuale e sono rispettati tutti i requisiti e le cause di esclusione previste. Le società non possono utilizzare il regime forfettario delle persone fisiche. La verifica completa è disponibile nella guida sui requisiti del forfettario.
Qual è il coefficiente di redditività?
Nel 2026 il coefficiente forfettario della carrozzeria è 40%. Il valore deriva dal raccordo obbligatorio con il precedente codice ATECO 2007 45.20.20, non dalla nuova divisione 95. Il funzionamento generale è spiegato nella guida al coefficiente di redditività.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente del 40%, il reddito forfettario lordo è pari a 20.000 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati; sul reddito risultante si applica poi l’imposta sostitutiva del 15% o, quando ricorrono tutte le condizioni, del 5%.
Il forfettario conviene a una carrozzeria?
Non automaticamente. Ricambi, vernici, materiali di consumo, smaltimenti, energia, impianti, cabina di verniciatura, personale, affitto e assicurazioni possono produrre costi reali elevati. Nel forfettario tali costi non vengono dedotti analiticamente perché sono rappresentati dal coefficiente del 40%. Prima della scelta conviene confrontare il margine effettivo con il reddito fiscale forfettario.
Serve la fatturazione elettronica?
Sì. L’attività segue le regole ordinarie della fatturazione elettronica. È utile descrivere correttamente ricambi, materiali, manodopera, verniciatura, lavorazioni su vetri, wrapping e altri servizi, soprattutto quando l’impresa esercita più sezioni dell’autoriparazione.
Serve l’INAIL?
La posizione INAIL deve essere verificata perché la carrozzeria utilizza attrezzature, macchinari, prodotti chimici e svolge lavorazioni manuali. In presenza di dipendenti o collaboratori gli obblighi assicurativi e di sicurezza assumono particolare rilievo.
Quanto costa aprire una carrozzeria?
I costi possono essere elevati: locali, adeguamenti, ponti o sollevatori, sistemi di aspirazione, cabina di verniciatura quando necessaria, compressori, attrezzatura per lattoneria e vetri, materiali, DPI, assicurazioni, sicurezza e capitale circolante. Per gli oneri generali è utile la guida ai costi della ditta individuale.
Carrozzeria e centro revisioni possono stare nella stessa sede?
Sì, se l’impresa possiede tutti i requisiti e gli spazi risultano idonei. Il centro revisioni resta però una diversa attività regolamentata con ATECO 71.20.22 e autorizzazione specifica. La disciplina è trattata nella guida alla Partita IVA centro revisioni auto.
Quali errori evitare?
- usare il vecchio 45.20.20 per una nuova apertura invece di ATECO 95.31.20;
- applicare il 67% invece del coefficiente forfettario transitorio del 40%;
- aprire senza SCIA e responsabile tecnico qualificato;
- confondere carrozzeria con meccatronica o gommista;
- considerare la SCIA sufficiente a coprire automaticamente emissioni e altri aspetti ambientali;
- nominare un responsabile tecnico esterno privo di rapporto con l’impresa;
- scegliere il forfettario senza confrontare i costi reali dell’officina.
Checklist prima di aprire
- Usare ATECO 95.31.20 per l’attività di carrozzeria auto.
- Individuare un responsabile tecnico qualificato.
- Verificare locali, impianti e attrezzature.
- Controllare gli adempimenti ambientali e acustici applicabili.
- Presentare la SCIA al SUAP.
- Coordinare Registro Imprese, eventuale artigianato, INPS e INAIL.
- Aggiungere soltanto le ulteriori sezioni di autoriparazione realmente esercitate.
- Applicare il coefficiente forfettario del 40% se si utilizza il regime.
- Confrontare forfettario e ordinario sulla base dei costi effettivi.
Domande frequenti sulla Partita IVA del carrozziere
Qual è il codice ATECO nel 2026?
Il codice ATECO 2025 è 95.31.20.
Serve un responsabile tecnico?
Sì. La carrozzeria rientra nell’autoriparazione regolamentata e il responsabile deve possedere i requisiti previsti per la sezione.
Il wrapping rientra nel codice?
Sì. ISTAT include espressamente l’applicazione di pellicole coprenti su autoveicoli nel 95.31.20.
Qual è il coefficiente forfettario?
Nel 2026 è 40%, determinato tramite il raccordo con il vecchio ATECO 2007 45.20.20 previsto dal D.Lgs. 81/2025.
Partita IVA carrozziere nel 2026: cosa controllare
La sequenza corretta è lavorazioni effettive → responsabile tecnico → locali e impianti → ambiente e sicurezza → SCIA → ATECO 95.31.20 → Registro Imprese e artigianato → INPS e INAIL → regime fiscale. Nel forfettario bisogna applicare il raccordo ATECO 2007 imposto dalla normativa: la nuova classificazione 95.31.20 non modifica automaticamente il coefficiente, che resta 40% finché non saranno approvati nuovi coefficienti ATECO 2025.
Le altre attività già trattate sono raccolte nella sezione Professioni e attività.