Aprire la Partita IVA da grafico nel 2026 richiede di individuare prima di tutto il tipo di attività realmente svolta. Per chi realizza loghi, identità visive, materiali pubblicitari, illustrazioni e progetti di comunicazione visiva il codice ATECO di riferimento è 74.12.09. La grafica di pagine web è invece classificata separatamente con il codice 74.12.01.
Questa distinzione è importante perché grafico, web designer e sviluppatore non sono automaticamente la stessa attività. Codice ATECO, previdenza, regime fiscale e adempimenti devono essere costruiti sul lavoro effettivamente svolto.
Quando un grafico deve aprire la Partita IVA?
La Partita IVA serve quando l’attività autonoma viene svolta in modo abituale. Non esiste quindi una soglia di compensi che, da sola, consenta di considerare occasionale un’attività esercitata stabilmente.
Un grafico che lavora continuativamente per aziende, agenzie, professionisti o altri clienti, propone stabilmente i propri servizi oppure acquisisce incarichi durante l’anno esercita normalmente un’attività professionale abituale.
Per il percorso generale puoi consultare come aprire la Partita IVA da libero professionista.
Qual è il codice ATECO del grafico nel 2026?
La classificazione ATECO 2025 pubblicata da ISTAT individua il codice 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e di comunicazione visiva.
ATECO 2025 è utilizzato operativamente dal 1° aprile 2025. L’aggiornamento pubblicato nel 2026 non ha modificato struttura, livelli o descrizioni della classificazione.
Quali attività comprende ATECO 74.12.09?
Le note esplicative ufficiali ISTAT comprendono nel 74.12.09 attività come:
- grafica pubblicitaria;
- attività di illustratori e disegnatori grafici;
- progettazione della comunicazione visiva;
- creazione e aggiornamento di loghi e marchi;
- brand design e corporate design;
- definizione di linguaggio visivo, colori e tipografia;
- progettazione grafica di campagne e materiali di comunicazione;
- illustrazione di contenuti e concetti complessi.
Il codice va comunque scelto partendo dall’attività prevalente e non semplicemente dalla definizione professionale utilizzata sul sito, sul portfolio o sui social.
Per il metodo completo consulta anche come scegliere il codice ATECO.
Il vecchio codice ATECO 74.10.29 è ancora corretto?
No. Il codice 74.10.29 – Altre attività dei disegnatori grafici appartiene alla precedente classificazione ATECO.
Con ATECO 2025, per le attività di progettazione grafica e comunicazione visiva non dedicate specificamente alla grafica di pagine web, il riferimento è 74.12.09.
È quindi opportuno verificare con attenzione le guide che riportano ancora i codici utilizzati prima del 1° aprile 2025.
Grafico e web designer hanno lo stesso codice ATECO?
No, non necessariamente. ATECO 2025 distingue espressamente la grafica delle pagine web dalle altre attività di progettazione grafica.
Il codice 74.12.01 – Grafica di pagine web riguarda chi svolge prevalentemente progettazione grafica destinata alle pagine web. Il 74.12.09 riguarda invece la progettazione grafica e la comunicazione visiva più ampia, come loghi, brand identity, grafica pubblicitaria e illustrazione.
Se lavori soprattutto su siti e interfacce web consulta la guida dedicata alla Partita IVA del web designer.
E se faccio sia grafica tradizionale sia web design?
Quando vengono svolte stabilmente più attività, bisogna individuare quella prevalente e verificare se sia necessario associare alla Partita IVA anche un secondo codice ATECO.
Per esempio, un professionista che realizza prevalentemente brand identity e materiale pubblicitario ma offre anche grafica per siti web può avere una situazione diversa da chi lavora quasi esclusivamente alla progettazione grafica delle pagine web.
La scelta non dovrebbe quindi essere fatta moltiplicando codici in modo preventivo: bisogna rappresentare correttamente le attività che vengono realmente esercitate.
Grafico e sviluppatore web sono la stessa attività?
No. La progettazione dell’aspetto grafico di un sito e la programmazione informatica sono attività differenti.
Se il lavoro consiste principalmente nello sviluppo del codice, nella programmazione di applicazioni o nella realizzazione tecnica di software e siti, è necessario verificare i codici della divisione 62 dedicata alle attività informatiche.
Grafico e UX/UI designer sono sempre la stessa attività?
Nemmeno in questo caso conviene utilizzare automaticamente la stessa classificazione. Un grafico può occuparsi di comunicazione visiva, branding e materiali pubblicitari; UX e UI possono invece comprendere attività di progettazione dell’esperienza, delle interfacce e dei flussi di utilizzo.
Quando l’attività reale combina più competenze bisogna descrivere con precisione i servizi venduti e individuare il codice o i codici coerenti, invece di affidarsi soltanto al job title utilizzato commercialmente.
Il grafico è libero professionista o ditta individuale?
Un grafico che presta personalmente servizi creativi e professionali ai propri clienti può essere inquadrato come lavoratore autonomo. Non è quindi corretto affermare che ogni grafico debba automaticamente aprire una ditta individuale e iscriversi alla Camera di Commercio.
Se però l’attività viene esercitata attraverso una vera organizzazione imprenditoriale o comprende ulteriori attività commerciali, l’inquadramento deve essere verificato in base al modello concreto.
Come si apre la Partita IVA da grafico freelance?
Quando il grafico opera come libero professionista, l’apertura fiscale avviene indicando all’Agenzia delle Entrate i dati del contribuente, la data di inizio attività, il codice ATECO e gli altri elementi richiesti dal modello AA9/12.
L’attribuzione della Partita IVA non comporta di per sé un’imposta di apertura. L’eventuale costo deriva dal professionista o dal servizio utilizzato per valutare l’inquadramento e predisporre la pratica.
Trovi il procedimento generale nella guida Aprire Partita IVA 2026.
Un grafico può usare il regime forfettario?
Sì, se possiede i requisiti previsti e non ricade nelle cause di esclusione del regime.
La scelta non dipende semplicemente dal mestiere svolto. Bisogna verificare limiti di ricavi o compensi, eventuale lavoro dipendente, partecipazioni societarie, rapporti con precedenti datori di lavoro e le altre condizioni previste dalla normativa.
Per il controllo aggiornato consulta i requisiti del regime forfettario 2026.
Qual è il coefficiente di redditività del grafico?
Per l’attività professionale del grafico rientrante nel gruppo 74 il coefficiente di redditività utilizzato nel regime forfettario è 78%.
Questo significa che il reddito forfettario non viene determinato sottraendo le spese effettive, ma applicando il coefficiente ai compensi fiscalmente rilevanti.
Puoi approfondire il calcolo nella guida sul coefficiente di redditività nel regime forfettario.
Quanto paga di tasse un grafico forfettario?
Se un grafico incassa 30.000 euro e applica il coefficiente del 78%, il reddito determinato forfettariamente è pari a 23.400 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali ammessi.
Sul reddito fiscale, dopo le deduzioni previste, si applica l’imposta sostitutiva del 15%. L’aliquota può essere del 5% per i primi cinque periodi d’imposta quando sono rispettate tutte le condizioni richieste per una nuova attività.
Nel regime ordinario il meccanismo cambia: i costi inerenti all’attività possono rilevare analiticamente secondo le regole fiscali, per esempio computer, software grafici e altri strumenti professionali quando ne ricorrono i presupposti.
Dove paga i contributi INPS un grafico freelance?
Il grafico libero professionista non dispone di una Cassa professionale autonoma. Quando ricorrono i presupposti del lavoro autonomo professionale, il riferimento previdenziale è quindi la Gestione Separata INPS.
Il servizio INPS per l’iscrizione dei liberi professionisti alla Gestione Separata è rivolto proprio ai professionisti senza Cassa previdenziale autonoma titolari di Partita IVA.
Per il 2026 la circolare INPS n. 8/2026 indica per i professionisti non pensionati e non assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria un’aliquota complessiva del 26,07%. Per i professionisti pensionati o assicurati presso altra forma obbligatoria, quando soggetti alla Gestione Separata, l’aliquota è del 24%.
La contribuzione del professionista viene calcolata sul reddito di lavoro autonomo: non si applicano automaticamente i contributi fissi sul minimale previsti per artigiani e commercianti.
Per aliquote e funzionamento consulta anche Gestione Separata INPS 2026.
Il grafico può applicare la rivalsa INPS del 4%?
Il professionista iscritto alla Gestione Separata può addebitare facoltativamente al cliente una rivalsa previdenziale del 4% quando ne ricorrono le condizioni.
La rivalsa non trasferisce però l’obbligo contributivo al cliente: i contributi verso la Gestione Separata rimangono a carico del professionista e vengono determinati secondo il reddito previdenziale.
Grafico dipendente e Partita IVA: si possono avere entrambe?
Sì, lavoro dipendente e attività autonoma possono coesistere, ma bisogna verificare contratto di lavoro, eventuali vincoli verso il datore e conseguenze fiscali e previdenziali.
La presenza di altra copertura previdenziale può incidere sull’aliquota della Gestione Separata. Separatamente, il reddito da lavoro dipendente può incidere sui requisiti del regime forfettario.
Per questa situazione consulta Partita IVA e lavoro dipendente.
Il grafico deve fare fattura elettronica?
Il grafico con Partita IVA deve gestire la fatturazione secondo le regole applicabili al proprio regime e alle operazioni effettuate. L’obbligo di fatturazione elettronica riguarda anche i contribuenti forfettari nei casi previsti dalla disciplina vigente.
Se i clienti sono esteri possono inoltre essere necessari controlli specifici sulla territorialità IVA e sugli adempimenti connessi alle operazioni internazionali.
Per il quadro generale consulta fatturazione elettronica e Partita IVA.
Quanto costa mantenere la Partita IVA da grafico?
Non esiste un importo annuale identico per tutti. Le principali voci sono contributi previdenziali, imposte, eventuale assistenza fiscale e costi degli strumenti utilizzati per lavorare.
Software di grafica, computer, tavolette grafiche, servizi cloud e altri strumenti incidono economicamente sull’attività, ma il loro trattamento fiscale cambia tra regime forfettario e ordinario.
Per distinguere costi iniziali e ricorrenti consulta quanto costa aprire la Partita IVA nel 2026.
Checklist prima di aprire Partita IVA come grafico
- descrivi esattamente i servizi che venderai;
- separi grafica generale, web design e eventuale sviluppo;
- verifica se 74.12.09 corrisponde alla tua attività prevalente;
- non utilizzare automaticamente il vecchio 74.10.29;
- valuta eventuali ulteriori codici solo per attività realmente svolte;
- verifica i requisiti del regime forfettario;
- controlla l’iscrizione alla Gestione Separata;
- stima contributi e imposte prima di stabilire le tariffe;
- organizza fatturazione e pagamenti;
- valuta periodicamente se l’attività reale è cambiata rispetto all’inquadramento iniziale.
Gli errori più comuni del grafico che apre Partita IVA
Tra gli errori più comuni ci sono l’utilizzo del vecchio ATECO 74.10.29, la scelta del 74.12.01 anche quando il lavoro non riguarda principalmente la grafica web, oppure l’uso del 74.12.09 per attività che in realtà consistono prevalentemente in programmazione.
Altri errori sono confondere automaticamente lavoro professionale e impresa, utilizzare un coefficiente di redditività errato oppure calcolare la previdenza come se esistessero contributi fissi INPS per qualsiasi grafico freelance.
Domande frequenti sulla Partita IVA del grafico
Qual è il codice ATECO del grafico nel 2026?
Per grafica pubblicitaria, branding, illustrazione e comunicazione visiva il riferimento è 74.12.09. La grafica di pagine web ha invece il codice specifico 74.12.01.
Il vecchio 74.10.29 è ancora valido?
Appartiene alla classificazione precedente. Con ATECO 2025 il riferimento per le altre attività di progettazione grafica e comunicazione visiva è 74.12.09.
Qual è il coefficiente di redditività del grafico?
Nel regime forfettario, per l’attività professionale riconducibile al gruppo 74, il coefficiente utilizzato è 78%.
Quanto paga di INPS un grafico freelance nel 2026?
Se è un professionista in Gestione Separata e non possiede altra copertura previdenziale obbligatoria, l’aliquota complessiva INPS 2026 è 26,07%. In presenza di altra copertura o pensione, quando sussiste l’obbligo di Gestione Separata, si applicano regole differenti.
Se faccio anche siti web devo usare due codici ATECO?
Non automaticamente. Bisogna capire quali attività vengono effettivamente esercitate e quale è prevalente. Se grafica generale e grafica di pagine web sono entrambe svolte stabilmente, può essere opportuno valutare anche un secondo codice.
Vuoi aprire la Partita IVA da grafico?
Prima dell’apertura possiamo verificare insieme attività effettivamente svolta, codice ATECO, eventuale rapporto con web design o altre attività, regime fiscale e posizione previdenziale, evitando di partire con un inquadramento che non rappresenta il lavoro reale.