La Partita IVA per un negozio di telefonia nel 2026 usa come riferimento ATECO 2025 il codice 47.40.20 – Commercio al dettaglio di apparecchiature per telecomunicazioni. La voce comprende smartphone, telefoni cellulari, telefoni fissi e relativi accessori, come caricabatterie, kit vivavoce, pellicole protettive e custodie.
Vendere smartphone, ripararli, trattare dispositivi usati o ricondizionati e vendere computer non sono però la stessa attività. ATECO 2025 separa chiaramente queste linee: un negozio che offre più servizi deve quindi scegliere il codice principale in base all’attività effettiva e aggiungere gli eventuali codici secondari.
Qual è il codice ATECO per un negozio di telefonia nel 2026?
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 indicano il codice 47.40.20 per il commercio al dettaglio di apparecchiature per telecomunicazioni.
- smartphone;
- telefoni cellulari;
- telefoni fissi;
- caricabatterie;
- kit vivavoce;
- pellicole protettive;
- custodie e altri accessori collegati alla telefonia.
Se il punto vendita vende soprattutto questi prodotti, il 47.40.20 è il primo codice da verificare. Se invece il fatturato deriva in misura rilevante anche da computer, riparazioni o usato, bisogna distinguere le attività. La guida sul codice ATECO prevalente e secondario spiega come impostare attività multiple.
Computer, smartphone e TV usano lo stesso codice?
No. ATECO 2025 divide il commercio ICT in sottocategorie specifiche.
| Attività | ATECO 2025 |
|---|---|
| Computer, periferiche e software non personalizzato su supporto fisico | 47.40.10 |
| Smartphone, telefoni e accessori | 47.40.20 |
| Apparecchiature radio, TV, audio e video | 47.40.30 |
Un negozio di elettronica generalista può quindi avere più codici, a seconda dell’assortimento. Per PC, periferiche e software puoi consultare anche la guida sulla Partita IVA per negozio di informatica.
La riparazione di smartphone rientra nel 47.40.20?
No. Questo è uno degli errori più frequenti. Il 47.40.20 riguarda il commercio al dettaglio delle apparecchiature per telecomunicazioni. La riparazione e manutenzione di telefoni e tablet è invece classificata nel codice 95.10.21.
Il 95.10.21 comprende telefoni fissi, cellulari, smartphone e tablet. Se il negozio dispone di un laboratorio che sostituisce schermi, batterie, connettori o altri componenti e fattura stabilmente interventi tecnici, la riparazione va trattata come attività distinta e non assorbita automaticamente dalla vendita.
Se vendo smartphone usati o ricondizionati cambia ATECO?
Sì, può cambiare. ISTAT esclude espressamente dalla classe 47.40 il commercio di apparecchiature informatiche e di comunicazione di seconda mano. Per gli altri articoli usati non classificati in una voce più specifica il riferimento residuale è 47.79.39 – Commercio al dettaglio di altri articoli di seconda mano n.c.a..
Un negozio che vende prevalentemente smartphone nuovi ma ritira e rivende stabilmente anche dispositivi usati o ricondizionati deve quindi verificare l’attività usato separatamente.
Come funziona l’IVA sui telefoni usati?
Il trattamento IVA dipende dalla provenienza del bene e dal modo in cui è stato acquistato. La prassi ufficiale sul regime del margine chiarisce che il regime può applicarsi al commercio professionale di beni mobili usati suscettibili di reimpiego quando ricorrono i presupposti previsti.
Non basta quindi etichettare un telefono come “ricondizionato” per applicare automaticamente il margine. Un dispositivo acquistato da un privato, uno ritirato in permuta e uno acquistato con fattura ordinaria possono richiedere trattamenti diversi.
Vendere smartphone online cambia il codice ATECO?
No, non per il solo canale. ATECO 2025 classifica il commercio al dettaglio principalmente in base ai prodotti venduti. Se l’attività consiste nella vendita diretta di smartphone e accessori, il riferimento resta 47.40.20 anche quando le vendite avvengono attraverso un e-commerce proprietario.
Il commercio online aggiunge però gli obblighi delle vendite a distanza e non elimina quelli ambientali. Per la struttura generale puoi consultare la guida sulla Partita IVA per negozio online.
Come si apre un negozio di telefonia?
Il normale negozio di telefonia è un’attività commerciale. Per una ditta individuale l’avvio passa generalmente dalla Comunicazione Unica, con apertura della Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese e posizione previdenziale, oltre alla pratica commerciale tramite SUAP.
- definire se vendi telefonia, informatica, audio/video, usato e servizi tecnici;
- individuare il codice principale ed eventuali secondari;
- aprire la Partita IVA e iscrivere l’impresa al Registro Imprese;
- attivare la Gestione Commercianti INPS quando applicabile;
- presentare la pratica commerciale tramite SUAP;
- organizzare eventuale laboratorio di riparazione;
- gestire correttamente RAEE e ritiro dei dispositivi;
- impostare separatamente eventuale commercio dell’usato.
Per modello indipendente o multibrand, operatori, stock, IMEI, riparazioni, ricondizionato, margini e organizzazione commerciale consulta anche la guida come aprire un negozio di telefonia.
Per il percorso generale puoi leggere come aprire una ditta individuale con Comunicazione Unica e la guida sulle pratiche SUAP e SCIA.
Quali obblighi RAEE ha un negozio di telefonia?
Smartphone, telefoni e altre apparecchiature elettriche ed elettroniche rientrano nel sistema RAEE. Il Centro di Coordinamento RAEE ricorda che il rivenditore deve assicurare il ritiro gratuito 1 contro 1 del RAEE equivalente quando il cliente acquista un nuovo prodotto, anche nel commercio online.
Per i RAEE di dimensioni inferiori a 25 cm, il ritiro 1 contro 0 senza obbligo di acquisto è obbligatorio nei punti vendita con superficie dedicata alle AEE superiore a 400 m² ed è facoltativo per superfici inferiori. Dopo la legge 166/2024 i rivenditori non devono più iscriversi all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per la gestione semplificata, ma devono registrare sul portale CdC RAEE i siti fisici dove effettuano la raccolta secondo le procedure previste.
Quanto paga INPS il titolare nel 2026?
Il titolare che lavora personalmente e abitualmente nel negozio è normalmente iscritto alla Gestione Commercianti INPS. La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro, il contributo ordinario annuo sul minimale dei commercianti a 4.611,64 euro e l’aliquota ordinaria al 24,48% fino alla prima fascia di reddito di 56.224 euro.
Se l’attività prevalente è invece un vero laboratorio artigiano di riparazione, l’inquadramento può cambiare. Nel 2026 per gli artigiani il contributo ordinario annuo sul minimale è 4.521,36 euro e l’aliquota ordinaria è 24% fino alla stessa prima fascia.
Il negozio di telefonia può usare il regime forfettario?
Sì, se il titolare è una persona fisica, rispetta i requisiti generali e non ricade in una causa di esclusione. Per il normale commercio al dettaglio il coefficiente di redditività è generalmente del 40%.
Con 50.000 euro di ricavi commerciali, il reddito forfettario lordo è quindi 20.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati. Il dato va confrontato con il margine effettivo: smartphone e dispositivi possono avere costi di acquisto elevati e margini percentuali ridotti, mentre nel forfettario acquisti e spese non vengono dedotti analiticamente.
Si può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Sì, quando il titolare applica il regime forfettario, è iscritto alla Gestione Commercianti o Artigiani e possiede i requisiti previsti. La riduzione non è automatica. Il funzionamento è spiegato nella guida sulla riduzione INPS del 35%.
Quanto costa aprire un negozio di telefonia?
Il costo dipende da dimensione, assortimento e presenza di laboratorio. Le principali voci da considerare sono:
- pratiche iniziali e diritti camerali;
- locale e deposito cauzionale;
- arredi, espositori e sistemi antitaccheggio;
- primo magazzino di smartphone e accessori;
- assicurazione contro furto e danni;
- eventuale attrezzatura per riparazioni;
- gestionale, cassa e POS;
- e-commerce e logistica;
- gestione RAEE;
- personale;
- commercialista e contributi INPS.
Per le spese generali puoi consultare la guida sui costi di una ditta individuale.
Checklist prima dell’apertura
- Usare 47.40.20 per vendita di smartphone, telefoni e accessori.
- Separare computer e software con 47.40.10 quando necessario.
- Non trattare la riparazione come inclusa automaticamente nel 47.40.20.
- Valutare 95.10.21 per riparazioni di telefoni e tablet.
- Separare usato e ricondizionato quando l’attività è stabile.
- Presentare ComUnica e pratica commerciale tramite SUAP.
- Organizzare ritiro RAEE 1 contro 1 e, quando dovuto, 1 contro 0.
- Attivare l’inquadramento INPS coerente con l’attività prevalente.
- Verificare il trattamento IVA dei dispositivi usati.
- Confrontare forfettario e regime ordinario sulla base del margine reale.
Gli errori più comuni
- usare un unico codice per computer, smartphone e TV senza verificare l’assortimento;
- considerare la riparazione compresa nel 47.40.20;
- vendere usato con lo stesso inquadramento del nuovo;
- applicare automaticamente il regime del margine al ricondizionato;
- pensare che l’e-commerce elimini gli obblighi RAEE;
- ignorare la registrazione dei siti di raccolta sul portale CdC RAEE;
- scegliere il forfettario senza considerare il margine reale dei dispositivi.
Domande frequenti sulla Partita IVA per negozio di telefonia
Qual è il codice ATECO per vendere smartphone?
Nel 2026 il riferimento ATECO 2025 è 47.40.20.
Il codice comprende custodie e caricabatterie?
Sì. ISTAT include espressamente accessori come caricabatterie, kit vivavoce, pellicole protettive e custodie.
Il 47.40.20 comprende anche la riparazione?
No. La riparazione e manutenzione di telefoni e tablet usa il codice 95.10.21.
Posso vendere smartphone online con lo stesso ATECO?
Sì, quando l’attività effettiva resta la vendita diretta degli stessi prodotti.
Il forfettario è sempre conveniente?
No. Nel commercio di dispositivi il margine reale e il costo del magazzino possono rendere necessario un confronto accurato con il regime ordinario.
Partita IVA negozio telefonia: cosa verificare prima di partire
La sequenza corretta è prodotti realmente venduti → nuovo o usato → vendita o riparazione → ATECO → ComUnica e SUAP → RAEE → INPS → regime fiscale. Il punto decisivo è non trasformare in un unico codice attività che ATECO 2025 distingue chiaramente.
Le altre professioni e attività già analizzate sono raccolte nella sezione Professioni e attività.